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04 Ottobre 2011
Porta di Roma: Tezenis, la titolare fascista e la commessa picchiata
Porta di Roma: Tezenis, la titolare fascista e la commessa picchiata
ROMA - Cinquanta ore mensili di straordinari non pagati, l’obbligo a firmare le dimissioni e poi l’aggressione. E ancora: le minacce alle commesse per non testimoniare al processo, pena la perdita del posto di lavoro. Non è un tragico film sull’orrore della precarietà, ma l’agghiacciante storia di Sara, commessa del negozio Tezenis all’interno della galleria commerciale Porta di Roma, di via Alberto Lionello. Le Iene hanno dato visibilità alla storia, gli amici di Sara sono insorti e sabato 16 aprile hanno manifestato davanti al punto vendita, ottenendone la chiusura nel giorno di maggiore affluenza e l’annuncio della sospensione cautelativa della titolare da parte della Calzedonia.
LA STORIA - I fatti che seguono sono tanto semplici quanto crudi, riportati come narrati nel servizio delle Iene: dopo un mese di lavoro come commessa nel noto franchising di abbigliamento intimo, Sara percepisce una retribuzione di 587 euro, calcolate su un impiego di 76 ore di attività. Alla ragazza risultano però 126 ore di lavoro, ben 50 in più di quante retribuite. La risposta della sorella della titolare? “La paga è quella, anche per 1000 ore mensili. Se non ti sta bene puoi firmarmi la lettera di dimissioni anche ora“. Roba che già di per sé basterebbe a far scattare la denuncia al Tribunale del Lavoro. Ma a Sara quel lavoro e i soldi servono, ed abbassa la testa, mettendosi la dignità sotto i piedi come tanti, troppi ragazzi sfruttati fanno pur di avere un minimo di indipendenza. Il giorno 27 dicembre 2010 la titolare, Vera Emilio, dice di aver saputo dalla sorella che Sara non voleva firmare la lettera di dimissioni. La giovane commessa sgrana gli occhi e stavolta si rifiuta davvero di rassegnare le dimissioni. Inizia lo spettacolo dell’orrore: la titolare la spintona, la getta in un camerino e la aggredisce. Spintoni, calci e una frase che fa rabbrividire, per il misto di lucidità e cieca ignoranza nell’esposizione: «A me neanche i cani fanno compassione, mi inchino solo davanti al Duce». Tre colleghe aiutano Sara senza tuttavia bloccare la titolare, che poco dopo torna, la trascina per le gambe nel magazzino e la obbliga a firmare le dimissioni dopo 45 minuti di vera e propria tortura, perché altrimenti “sarebbe morta”. La ragazza esce sotto shock dal negozio e corre in pronto soccorso. Il referto è inoppugnabile: 5 giorni di prognosi per “Trauma contusivo emicostato sinistro e ginocchio sinistro in seguito ad aggressione“. Il dolore alle costole persiste e l’INAIL aggiunge altri 10 giorni di prognosi. Non basta: Sara non riesce a dormire, è terrorizzata e deve ricorrere alla consulenza di un neurochirurgo, il cui referto parla di “paura generalizzata, episodi di ansia depressiva con tachicardia e attacchi di panico”. Sara denuncia tutto e sorprendentemente le arriva una richiesta di risarcimento per ritirare la denuncia. Anche un altro membro della famiglia della titolare aveva incassato una denuncia per aggressione di una dipendente. Ed aveva anch’egli offerto dei soldi alla vittima per ritirare la denuncia. IL DUCE IN GIARDINO E SU FACEBOOK - Le ex-colleghe di Sara potrebbero testimoniare a favore della commessa aggredita, ma è la stessa ragazza a dubitarne. Ed infatti, dopo le prime ammissioni claudicanti, le amiche di Sara cambiano versione o scappano alla vista dell’ex-collega. Il motivo? Si trova in maniera tanto facile quanto inquietante sulla bacheca della pagina Facebook della titolare: la frase “Dedica al personale di Porta di Roma… penso sia molto significativa”, seguita dalla foto di una bocca cucita con una zip. Le commesse di Tezenis hanno una sola grande paura, quella di perdere il posto di lavoro. Anche a costo di riportare una falsa testimonianza in tribunale. Quella svastica spiattellata nei giorni precedenti sulla pagina personale di Vera Emilio, suona come un avvertimento inquietante. Le Iene vanno a trovare la titolare, che, dopo il rifiuto iniziale, affronta le telecamere sull’ingresso della porta di casa propria, dal quale spunta in bella vista un busto di Benito Mussolini. La donna smentisce tutte le accuse rivoltegli dalla ragazza e dall’inviato di Italia 1 e si affida “al Tribunale”, perché è tutto da dimostrare. La frase più sensata, però, scappa al marito della titolare, affiancato dal legale, che si rivolge alla iena Paolo Calabresi con uno sguardo eloquente: «È stata fatta una denuncia, poi che mia moglie possa fare queste cazzate…»
TITOLARE SOSPESA, IL SIT-IN FA CHIUDERE IL NEGOZIO - La risposta della rete è tanto veemente quanto sorprendente. Il tam-tam corre per la capitale e sabato 16 aprile, alle ore 16, centinaia di persone sono all’ingresso del punto vendita Tezenis nella galleria Porta di Roma, al grido di “Vergogna” e “Picchiace a tutti”. Amici di Sara, precari, blogger, semplici cittadini. Il risultato? Una responsabile di Calzedonia si affaccia sulla soglia ad annunciare che la titolare è stata sospesa in via cautelativa, in attesa di ulteriori accertamenti. Non basta: la protesta continua, ferma ma civile. Il risultato non può essere che uno: la serranda si abbassa e il punto vendita rimane chiuso per l’intero pomeriggio, nel giorno e negli orari di maggiore affluenza. La pagina Facebook di Tezenis viene inondata dalla rabbia e dallo sdegno e gli amministratori si trincerano dietro la più facile delle soluzioni: blocco della possibilità di inserire post e un messaggio di spiegazioni di pochi minuti fa: «Cari Fans, Vi riscriviamo per ribadire la nostra posizione in merito alla vicenda in questione. Come sapete, si tratta di un negozio in affiliazione, quindi una realtà distaccata dal nostro controllo diretto. Tezenis è ben altro e non approva in nessun modo comportamenti e azioni denunciate. Sono in corso da parte nostra gli accertamenti per far luce sulla vicenda, a cui seguirà la decisione opportuna». Un bicchiere d’acqua sull’incendio di una foresta, mentre la palla passa ai giudici. Intanto sabato 23 aprile si replica: il sit-in 2 “la vendetta” è pronto a far abbassare ancora una volta le serrande del negozio-lager. Alle commesse, testimoni oculari dell’episodio in cui una loro collega sarebbe stata aggredita dalla titolare del negozio Tezenis di Porta di Roma nel quale lavorava, consiglio spassionatamente di non lasciarsi intimidire dalle pressioni che eventualmente dovessero aver ricevuto o ricevere dalla padrona dell’esercizio commerciale in quanto in sede processuale fornendo una falsa testimonianza riguardo al reale svolgimento dei fatti, non solo commetterebbero un reato pesante, ma si metterebbero con le loro stesse mani nella condizione di poter essere ricattate all'infinito da parte della datrice di lavoro che da quel momento in poi le avrebbe veramente in pugno, poiché, finché continueranno a lavorare in quel posto, potrebbe trattarle veramente da schiave, sfruttandole e licenziandole a proprio piacimento quando non dovesse aver più bisogno di loro. Di fronte a simili episodi non si può fare le “tre scimmiette” (non vedo, non sento, non parlo) e la titolare del negozio se ha veramente commesso ciò di cui viene accusata (pagamento in misura inferiore della prestazione lavorativa ricevuta dalla dipendente, minacce, percosse, lesioni personali) deve essere giudicata e del caso punita in maniera esemplare dalla legge.E se nel caso ciò non dovesse avvenire mailbombing verso i responsabili della catena per far licenziar tale feccia , o farlo fallir ovviamwnte legalmente non comprando niente lì.
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GOCCE DI MEMORIAGESU' CHE BUSSA ALLA PORTA
C’è un quadro
famoso che rappresenta Gesù in un giardino buio. Con la mano destra bussa ad
una porta pesante e robusta. il Mio Dio
Oggi
sono seduto al tuo fianco, per raccogliere tutte quelle lacrime che copiose
scendono dai tuoi occhi, ma soprattutto per far comprendere al tuo cuore il mio
amore infinito per te. Non smetterò mai di amarti; non ti lascio…non voglio
lasciarti. Voglio insegnarti piuttosto la sicurezza del mio affetto: da tempo,
ormai, sono tuo compagno di viaggio; ti seguo e cammino al tuo fianco, ma
talvolta il tuo sguardo diventa vuoto e non riesci a percepire la mia preziosa
presenza! La vita a volte ti fa soffrire e cerchi disperatamente di fuggire
dall’intensità di un dolore che ti fa morire dentro. Conosco la tua lotta e
comprendo la forza di quel dolore che spesso ti impedisce persino di piangere.
Ma non chiudere a me la porta del cuore: lascia che la logica del mio infinito
amore diventi la tua sola ragione di vita. Non avere dubbi sulla mia
misericordia per te. Non lasciare mai che la tristezza si impadronisca della
nostra gioia e ti costringa a cercare l’annullamento del tuo essere, la
distruzione del tuo spirito. Cerca invece di percepire il vigore che viene dal
mio sorriso: alza lo sguardo e sorridi sempre con me e per me. Quando eri un
bimbo ti ho preso per mano ed ho cercato con tutte le mie forze di preservarti
da ogni male, lasciando che nelle notti più buie tu potessi sentire il lieto
dondolio delle mie braccia, come fossero culla dorata per un figlio speciale.
Ho lottato perché non ci fosse alcuna forma di paura lungo la tua strada; ho
combattuto con te perché la violenza non facesse parte della tua vita e tu
conoscessi di quest’ultima soltanto il profilo più dolce. E quante volte
abbiamo sofferto insieme; seduti l’uno accanto all’Altro per donare al mondo la
trasparenza di una lacrima sincera. Ti ho visto piangere ed ho ascoltato le
urla del tuo cuore in quei giorni in cui rialzarti ti sembrava impossibile.
Seduto sul letto eri come paralizzato e il pianto, pure silenzioso, sommesso e
talvolta trattenuto, era l’unica cosa che faceva rumore. Hai gridato il tuo
dolore al cospetto della mia croce e la tua rabbia si è levata nell’aria come
lama tagliente. Proprio allora ho cercato per te le parole più tenere per
insegnarti a trovare anche fra le lacrime e la disperazione il vigore che viene
dalla certezza della mia presenza al tuo fianco: entra presto nel mio cuore;
sentine il battito che ti racconta degli angeli che ti accompagnano, delle ali
che ti avvolgono per custodire di te cuore e spirito come fossero gemme
preziose. Non permettere mai a niente e a nessuno di procurare la morte della
tua anima: l’armonia del tuo canto può essere più forte di ogni rumore, perché
quando apri il cuore, cantiamo insieme e quando apri le tue braccia a me, nulla
può sciogliere il nostro nodo d’amore e di affetto infiniti. Usa la melodia più
bella per esprimere la purezza del tuo essere al cospetto di un mondo che a
volte terrorizza un animo semplice e lieto. Io sono sempre con te: quando
intorno c’è soltanto il silenzio…io sono proprio lì, intensamente percepibile
nella discrezione di un soffio d’aria che non fa rumore ma sussurra la mia
presenza all’orecchio del tuo cuore. Non cercarmi nel terremoto, nel vento, nel
fuoco, ma nel sibilo di quelle parole silenti che soltanto uno spirito gentile
può udire. Cerca il mio profilo nel volto di chi soffre e impara a volare
sicuro verso il mio orizzonte di luce. Tu sei briciola di quel bagliore divino
che può illuminare i volti dai colori più scuri, quelli privi di amore e
tenerezza perché troppo delusi dagli eventi della vita terrena. Sii tu stesso
espressione di infinita letizia per tutti coloro che, nella sofferenza, si
sentono soli. Soprattutto, però, lasciati amare, lasciati accarezzare
dall’armonia dei suoni della natura che ogni giorno ti circonda: i fiori
sbocciano al tepore dei miei raggi per dirti che puoi essere sempre germoglio
fra le mie mani; gli uccellini cinguettano per insegnarti a cantare al ritmo
delle mia melodia; gli alberi crescono nonostante la pioggia, per raccontarti
di un piccolo seme che, come te, può diventare molto forte dolcemente riparato
fra le mie braccia. Voglio così far vibrare le corde della tua anima, per
ascoltare, ancora una volta la letizia di un suono che parla di me: da tempo il
tuo ritmo appare lontano dal mio, perché la vita ti ha fatto ritrarre. Ma tu
ora prendi le mie mani e insieme cominciamo a cantare. Lascia che il mio tocco
dia nuova vita alla tua anima, sì che tu riconosca la dolcezza di un suono che
può fare di te espressione del mio cielo sulla terra. Potrà inizialmente
apparire cosa forestiera, ma la nostra melodia ti appartiene da quando sei nato
e la mia presenza discreta vive da sempre nel silenzio, al tuo fianco! Ti
sfioro il viso perché tu mi senta estremamente vicino; ti dono la tenerezza di
un bacio, per rinascere sul tuo viso, per fare del tuo volto immagine del mio
sorriso. E posso sentire la forza del tuo cuore che si stringe al mio petto,
che mi avvolge ed esulta di gioia mentre ascolta il mio battito che tuona per
te. E le parole diventano poca cosa. Le nostre voci allora si librano nell’aria
come fossero unico dolcissimo suono: sei il mio batuffolo di tenerezza! Cerca
nel soffio del mio vento tutta quella forza che proviene dalla profondità della
tua anima! Lascia che i miei giorni trascorrano in un sospiro di gioia! Lascia
che la tua anima possa respirare l’eterna vibrazione di un canto che potrai
ascoltare quando saprai aprire gli occhi dinanzi al tramonto splendido di una
vita che non ti appartiene, perché fatta di me e per me! Ricomincia a lottare!
Non arrenderti mai alle prime difficoltà! Corri invece, corri forte, senza
voltarti indietro, per tagliare un traguardo fatto d’amore e di gioia intensa.
Siamo tanti a fare il tifo per te. Ma tu non guardare mai indietro e non
disperdere lo sguardo su ciò che hai dovuto affrontare fino a qui. Trova forza
invece in un cammino di speranza, di fiducia e di coraggio: è la speranza di
chi ha sentito la mia carezza; è la fiducia di chi conosce il mio sguardo; è il
coraggio di chi, come te, sa farsi piccolo e crescere fra le mia braccia. Sono
accanto a te da quando sei nato! Anche io mi sono fatto piccolo per prendere la
tua mano, per aiutarti a rimetterti in piedi quando la vita ti ha fatto cadere.
E anche io voglio crescere fra le tue braccia, per sentire la gioia di essere
teneramente amato da un figlio meraviglioso. Voglio sentirmi ancora piccolo
piccolo nel profilo del tuo cuore: fammi spazio ti prego! Fammi largo nel
profondo della tua anima. Disegnerò per te una tela stupenda e un’opera d’arte
prenderà forma divina nell’incanto di una musica celestiale che proviene dalla
mia arpa. I miei colori più belli faranno della tua vita un quadro d’amore,
quando saprai fare di tutto te stesso mio dono esclusivo. E ti avvolgeranno
quelle ali grandi e stupende che stringendoti forte forte ti faranno sentire la
gioia di essere un pezzo del mio cielo …. un pezzo di amore e dolcezza… Grazie,
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