27 Gennaio 2012

UDITE UDITE: Liberalizzazioni: arrivano le carceri private!!

 

Decreto Liberalizzazioni - Clamoroso: art. 44, arrivano le carceri private

  Carceri affidate ai privati, con obbligo di partecipazione delle banche. Ecco cosa si nasconde nell'art. 44. La mafia ringrazia: finalmente potranno gestirsi le carceri da soli.

tommy lee jones.jpg


Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto "liberalizzazioni" i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all'articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.

Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.

Leggetelo, lo trovate qui.

Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che

al fine di assicurare il perseguimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell'infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.


 

Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell'edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il "prodotto", ovvero coloro su cui si farà business. Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre pieno altrimenti non conviene: non buttate più cartacce per terra, mi raccomando.

C'è dell'altro: Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento.

In soldoni, è fatto obbligo di far partecipare le banche alla spartizione della torta. Torta di denaro pubblico, perché è sempre lo Stato che paga. A meno che non si voglia far lavorare a gratis i detenuti, in concorrenza con le aziende, e con il compenso intascato dall'"imprenditore carcerario". Funziona così, in USA. Siamo fiduciosi che, nel decreto "privatizzazioni", si privatizzerà anche il lavoro schiavo dei carcerati.

Io credo che un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico in un "Paese normale". Che una simile cessione di democrazia, di controllo e di libertà da parte dello Stato dovrebbe essere ben conosciuta dai cittadini e dall'opinione pubblica, e non infilata di soppiatto tra gli articoli mentre il gregge è distratto a pensare ai taxi.

(Grazie ad Umberto per la segnalazione
)

Articolo di
Foto - Natural Born Killers, il direttore del carcere

Noam Chomsky ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media


1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: http://www.visionesalternativas.com.
tratto da: stampalibera.com

BREVETTATI PRIMA CHE SIA QUALCUNO A BREVETTARE TE!

BREVETTATI PRIMA CHE SIA QUALCUNO A BREVETTARE TE!


Avrete sentito alcune settimane fa il grido di allarme giunto dai mass-media: gli animali "clonati" mostrano di soffrire di malattie congenite. Anche se non si mostrano immediatamente, queste emergono con la crescita dei poveri animali, come la "pecora Dolly", frutto degli esperimenti di affaristi senza scrupoli e scienziati loro complici.
Si, perche' la tecnologia delle manipolazioni genetiche ha raggiunto livelli tali da consentire la creazione "a tavolino" di esseri viventi "programmati" secondo le esigenze di qualcuno, ma non e' ancora  abbastanza evoluta da impedire che gli esseri cosi' generati soffrano  di svariati disturbi.
Nell'attesa che questi veri e propri "apprendisti stregoni" ci informino sui progressi delle loro ricerche ed esperimenti, una delle implicazioni dello sviluppo incontrollato e mercantilistico  di questo settore scientifico e tecnico e' la brevettabilita'  del patrimonio genetico - della quale abbiamo iniziato a scrivere su alcuni vecchi numeri de "La Voce".
Il collettivo "Kontroverso" di Bologna ha capito molto bene alcuni  dei rischi che stiamo correndo, e scrive:
<<Un racket genetico-industriale costituito da una banda di  multinazionali (Novartis, Monsanto, DuPont, Aventis, ecc.) sta  procedendo alla vera e propria confisca della materia vivente. Il brevetto, ovvero quell'istituzione legale volta a difendere gli  interessi economici sulle invenzioni, è la loro arma. Nel 1994 le forme di vita entrano nell'ambito delle cose brevettabili  grazie ad un protocollo (TRIPS) che è parte dell'Accordo Generale sul  Commercio (GATT) firmato da 150 paesi. Da allora le imprese possono richiedere i brevetti sugli organismi  viventi, geneticamente modificati o meno, e inoltre sui geni,  compresi quelli umani, anche senza averne identificato la funzione,  basta rivendicarne lo stato di "invenzione biologica". La semplice  descrizione di un gene è sufficiente per appropriarsene. Con la brevettabilità degli esseri viventi la vita stessa diventa una  merce, frazionabile, manipolabile e oggetto di possesso privato.>>
Per quanto riguarda le coltivazioni e gli allevamenti, si sta preparando <<una rapina compiuta ai danni dei coltivatori di tutto il mondo, dai  quali le industrie detentrici dei brevetti esigono il pagamento dei  diritti sui semi di varietà vegetali brevettate anche nel caso in cui  questi semi provengano dal raccolto dell'anno precedente. Addirittura  per impedire il loro riutilizzo, vista la difficoltà di attuare un  controllo su tutte le coltivazioni, la Monsanto, un colosso  dell'agri-business, attraverso tecniche di manipolazione genetica ha  fatto in modo che le sue sementi risultino sterili: questo è il  famoso seme "Terminator", un seme che si suicida dopo la prima  generazione e che risulta impossibile da ripiantare. Se la vita diventa una merce soggetta ai meccanismi del mercato e ad  una logica economica selvaggia, se il patrimonio genetico diventa una  proprietà privata i derubati siamo tutti noi! La biodiversità è una ricchezza collettiva che non può essere  depredata da un pugno di banditi organizzati. Contro il rischio di un controllo monopolistico della materia vivente  bisogna opporsi alla ricezione delle direttive internazionali ed  europee sulla brevettabilità del patrimonio biologico.>>
Ma il problema, a mio avviso, e' ancora piu' grave. Molto piu' grave.
Non è solamente in corso una rapina, compiuta soprattutto ai danni dei  poveri e del Sud del mondo, dove la ricchezza delle varietà naturali  e la biodiversità diventano oggetto di sfruttamento. Con la possibilita' di "clonare" esseri viventi a proprio piacimento, i detentori dei brevetti stanno sviluppando il potere di manipolare le specie viventi, compresa la specie umana, a seconda dei loro porci interessi. Potrebbero in pratica manipolare la "natura umana"... Che cosa sara' "umano",  e che cosa non lo sara', nel mondo del futuro?
In un futuro molto vicino potremmo ritrovarci in uno scenario da incubo: pseudo-pecore che sfornano la lana migliore del mondo senza mai pascolare sui prati, pseudo-mucche composte essenzialmente da enormi mammelle atte a produrre latte "artificiale" (?)... Ma anche - attenzione! -  gruppi di bianchi occidentali belli, alti e biondi, di vita media 150 anni  e resistenti a tutte le malattie, e viceversa interi popoli lasciati a crepare, senza nemmeno gli antibiotici; e poi masse di "cloni", sub-umani  prodotti in vitro su scala industriale, al solo scopo di lavorare in  miniera oppure di fare la guerra.
Vi sembra fantascienza? Certo e' uno scenario allucinante, ma e' molto verosimile che le cose andranno proprio cosi', secondo un copione che e' a meta' tra il film "Blade Runner" ed il libro "Il Mondo Nuovo" di Huxley. In particolare quest'ultimo, a mio avviso, si e' ormai  profeticamente quasi realizzato: ne consiglio vivamente a tutti la  lettura, cosi' potremo riparlarne.
Si dice: "il sonno della ragione genera mostri". ma bisognerebbe dire anche: "la scienza in mano al grande capitale genera mostri"! Infatti il sapere umano non viene usato per migliorare la qualita' della vita di tutti, per guarire dalle malattie in Africa ed Asia, eccetera, bensi' per curare solo chi ha i soldi, e per ridurre al rango di bestie tutti gli altri.

Come impedire tutto questo? A mio avviso, solo togliendo alle multinazionali il potere che hanno, innanzitutto ABOLENDO I BREVETTI.

 
26 Gennaio 2012

Il progetto BlueBeam

  Il progetto Blue Beam

 

Nota di Educate Yourself: 

Serge Monast [1945 - 1996] è il secondo giornalista che indagando sul Project Blue Beam è deceduto per "infarto." 

 

I decessi si sono verificati l'uno a poche settimane dall'altro, e nessuno dei due aveva mai denotato problemi cardiaci. 

 

Serge era in Canada. L'altro giornalista - un canadese - si trovava in visita in Irlanda. Prima della sua morte, la figlia di Serge fu rapita dal governo canadese, nel tentativo di dissuaderlo dal proseguire le sue ricerche in merito al Progetto Blue Beam. Sua figlia non fece più ritorno a casa.

Aggiornamento di Ken Adachi - 17 Febbraio 2009: 

solo oggi inizio a cogliere pienamente la portata dei contributi donati alla collettività dall'opera di Serge Monast, ed il coraggio incredibile di cui diede prova pubblicando le rivelazioni incredibili che ottenne anonimamente da uomini politici 'pentiti', militari, o membri di organizzazioni di intelligence dotati di coscienza e umanità.
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di S. Monast

Traduzione di Anticorpi

 

L'infame "Blue Beam Project" - architettato dalla NASA in tre differenti fasi operative - si prefigge di accelerare l'instaurazione di una nuova religione mondiale di stampo naturalistico - satanistico.


La diffusione di una nuova religione "unica" è considerata dalle elite un imprescindibile  basamento ideologico su cui fondare il cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale."


 

La mancata unificazione di tutti i credo religiosi - infatti - costituirebbe un ostacolo insormontabile rispetto ai piani di unificazione politica e sociale della intera popolazione planetaria.

 

La prima fase operativa riguarda il "ritrovamento" di antichi reperti archeologici in alcune precise zone del pianeta (in alcuni casi a seguito di sommovimenti geologici provocati artificialmente), reperimenti talmente rivoluzionari da sancire la definitiva smentita di tutte le "certezze religiose" coltivate fin'oggi dalle popolazioni mondiali (i fossili di dinosauro?). Ogni nazione dovrebbe così essere indotta a credere di avere male interpetrato per secoli la propria dottrina religiosa. La preparazione psicologica rispetto a tale primo segmento è riscontrabile in numerosi film e documentari atti a sostenere la sostanziale "infondatezza" della cosmogonia creazionistica e l'incompatibilità dei tradizionali dettami religiosi con la natura umana (tra i tanti: Zeitgeist, Religious, Sex Crimes and Vatican, il Codice Da Vinci ed il recente Codice Genesi).

Di seguito un videoclip tratto da un recente, strano documentario realizzato da National Geographic (n.d.t.).






In definitiva, obiettivo del primo segmento operativo è quello di distruggere le convinzioni (argomento approfondito nel post "
Vaticano Sotto Assedio" n.d.t.) di cristiani e musulmani anche mediante alcune "prove inconfutabili" provenienti da un remoto passato.

 

La seconda fase operativa prevede l'apparizione nei cieli di numerose località sparse intorno al mondo, di enormi immagini "divine". Il tutto sarà realizzato sfruttando la teconologia degli ologrammi tridimensionali proiettati mediante raggi laser e resi "parlanti" mediante sofisticati strumenti di proiezione del suono. La proiezione sarà effettuata direttamente dai satelliti orbitanti, usando come "schermo" uno strato di sodio fluttuante a circa 100 chilometri dalla superficie terrestre. La stessa tecnologia sarebbe già stata adoperata per fare comparire almeno una parte dei numerosissimi oggetti volanti non identificati.

 

 

Obiettivo di tali messe in scena sarà quello di fare apparire il "nuovo messia" - Maitreya, il maestro illuminato - che con le sue parole inaugurerà l'istituzione della nuova religione mondiale.

In ogni parte del pianeta i fedeli di ogni religione assisteranno alla trasfigurazione della propria divinità adorata (Gesù, Maometto, Buddha, Krishna, ecc.) nella figura della nuova divinità. Costei spiegherà che il fine della religione sia quello di unire i popoli, e non di separarli, e di come i dettami della antiche scritture e tradizioni siano stati fraintesi ed equivocati, conducendo fratelli a combattere contro fratelli. Le antiche religioni dovranno perciò essere abolite, in quanto menzognere, e sostituite da una nuova, unica religione universale.

 

L'evento appena descritto si verificherà in un momento di diffusa anarchia, incertezza e paura scatenata da una enorme catastrofe "naturale" (asteroide? tempesta solare?) verificatasi su scala mondiale.



La terza fase operativa avrà a che fare con le nuove tecnologie di comunicazione telepatica: le microonde ELF (extremely low frequency), VLF (very low frequency) ed LF (low frequency). Attraverso un bombardamento di impulsi di radiazione ogni singolo individuo del pianeta sarà persuaso di avere un rapporto di comunicazione diretta con il nuovo dio. Il bombardamento sarà effettuato mediante satellite, e provocherà una profonda interazione con il pensiero individuale, formando il fenomeno attualmente denominato "pensiero diffuso artificiale."



Lo studio e l'utilizzazione delle tecnologie anzidette, adoperate anche per il famigerato programma "MK-Ultra" sono stati dimostrati in numerose occasioni.


 

A tal proposito, è utile citare una conferenza che ebbe luogo nel gennaio 1991 presso l'Università dell'Arizona, dal titolo "Ricerche avanzate della Nato in materia di sistemi biomolecolari." Alcuni argomenti affrontati dalla conferenza scatenarono le proteste degli astanti, spaventati dal potenziale abuso che i governi avrebbero potuto fare delle tecnologie presentate. In quella occasione gli scienziati accennarono alla capacità acquisita da parte degli Stati Uniti, di rendere cieche, sorde o mute le persone solo mediante la trasmissione di determinati impulsi magnetici. 

Alcune delle anzidette tecnologie sono attualmente operative ed utilizzate dalla CIA, la NSA e l'FBI per scopi politici e militari, compresa la creazione di "candidati manciuriani." Esse si basano su una metodologia del tutto nuova di studio del cervello e del sistema neuro-muscolare, ed agiscono mediante impulsi di radiazione trasmessi a bassissime frequenze. La sperimentazione dei sistemi biomolecolari continua ad avere luogo sui detenuti di Stati Uniti,  Canada, Gran Bretagna, Finlandia, Australia, Germania, Francia (Arancia Meccanica, film di Stanley Kubrick del 1971 trattava questo argomento n.d.t.).


E' utile riportare quanto dichiarato nel 1970 dallo psicologo James V. McConnel in una intervista rilasciata alla rivista "Psychology Today."

"Presto giungerà il giorno in cui saremo capaci di combinare la deprivazione sensoriale con l'azione ipnotica di alcune droghe ed il meccanismo "educativo" basato sulla dicotomia ricompensa-punizione. A quel punto potremo raggiungere un controllo pressochè assoluto sul comportamento di un individuo, ed ottenere molto rapidamente ed efficacemente un "positivo" lavaggio del cervello che ci consentirà di riprogrammare indole e  personalità di qualsiasi individuo."

Quanto appena detto, sta alla base della filosofia sociale delle Nazioni Unite, secondo la quale nessuno dovrebbe potersi dire "possessore" di una propria personalità. Qualsiasi personalità "antisociale" dovrebbe  considerarsi "abusiva" e dunque suscettibile di "miglioramenti" impositivi da parte degli enti preposti. Tutto ciò - naturalmente - per poter soddisfare le esigenze "collaborative" richieste dal nuovo ordine mondiale.


Vi suggerisco di prendere seriamente in considerazione tali informazioni, prima di respingerle come frutto di un fanatico cospirazionista. Vi suggerisco di informarvi circa il chip trasmettitore prodotto dalla compagnia Loral Electro-Optical System con sede in Pasadena, California. Tale trasmettitore, che opera sulle stesse frequenze del sistema nervoso umano,  fu commissionato dal generale Leonardo Perez in nome e per conto della aviazione militare statunitense, che era alla ricerca di un'arma che fosse in grado di trasmettere impulsi di sfiducia nella mente del nemico ed impulsi di fiducia in quella delle truppe amiche.


Si sospetta che la tecnologia ELF sia stata adoperata nel 1970 contro una donna britannica la quale protestava troppo "animosamente" contro l'installazione di missili cruise presso la base militare di Greenham Common (se è per questo esiste la possibilità che tali sperimentazioni siano già in corso d'opera da molti anni in tutto il mondo, e più precisamente dal momento in cui persone completamente normali hanno iniziato ad uccidere per futili motivi i propri congiunti, famigliari e vicini di casa, casi ormai molto frequenti, di cui sentiamo parlare quotidianamente in tutti i notiziari - n.d.t.) .


Questa arma è in grado di causare la totale deprivazione sensoriale di un individuo, al punto che il soggetto non sia più in grado di udire i propri stessi pensieri. La metodologia scientifica utilizzata dalla tecnologia ELF è stata descritta in moltissime pubblicazioni del Dipartimento della Difesa statunitense, tra cui uno intitolato "Spettro elettromagnetico e conflitto a bassa intensità", stilato del capitano Paul E. Tyler, comandante medico della marina degli Stati Uniti, incluso in una raccolta di saggi dal titolo "Bassa intensità e moderne tecnologie di modifica", a cura del tenente colonnello David G. Dean. La raccolta è stata pubblicata nel 1986 da parte delle edizioni "Air University Press."


Nel suo libro "The Body Electric", il candidato premio Nobel Robert Baker descrive una serie di esperimenti condotti nel 1960 dallo scienziato Allen Frie, in cui il funzionamento della manomissione mentale è stato
pienamente dimostrato.
Così come gli esperimenti condotti nel 1973 dal dottor Joseph Sharp, che vi si sottopose personalmente, dimostrando di poter udire e comprendere messaggi inviatigli in una eco-camera attraverso una serie di audiogrammi ad impulsi a microonde.
Baker concludeva il libro con alcune considerazioni circa il pericolosissimo potenziale di una tal sorta di tecnologia, che potrebbe "fornire istruzioni non rilevabili ad un assassino inconsapevole e programmato in tal senso."
Allen Frie ha inoltre notato come sia possibile accelerare, decelerare o arrestare il battito cardiaco di una rana sincronizzando il fascio di impulsi a microonde con il ritmo del cuore dell'animale.
Un altro libro del 1978, scritto da James C. Lynn ed  intitolato "Microwave Auditory Effect and Application" descrive come sia possibile trasmettere delle voci perfettamente udibili, diretttamente nella mente di un individuo.

Nel corso della campagna elettorale del 1988, il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Michael Dukakis accusò il suo avversario George Bush Sr. di avere utilizzato tecnologia a microonde al fine di compromettere le sue performance in alcuni comizi, dopo che i primi sondaggi di opinione avevano dimostrato il vantaggio accumulato da Dukakis nella corsa presidenziale. Sostenne inoltre che la stessa tecnologia fu usata contro Kitty Dukakis (sua moglie n.d.t.), spingendola sull'orlo del suicidio.


Nel dicembre 1980 venne pubblicato sul periodico "US Army Journal" un articolo dal titolo: "The New Mental Battlefield: Beam Me Up, Spock", a cura del tenente colonnello John Alexander. Scrive Alexander:

"... Numerosi esempi dimostrano incredibili progressi in tali aree. Il trasferimento di energia da un organismo all'altro; la capacità di trasmettere o guarire una malattia a distanza; la capacità di indurre la morte a distanza in modo tale che non sia riscontrabile una causa apparente del decesso; la modificazione del comportamento mediante strumenti telepatici, che consente di indurre uno stato ipnotico fino ad una distanza di 1000 chilometri, questi sono tutti obiettivi già conseguiti." Alexander conclude: "Se sarà possibile alimentare il pensiero artificiale multigenico mediante satellite, a quel punto il controllo mentale dell'intero pianeta sarà a portata di mano."

Ecco, tornando al Blue Beam Project, la terza fase a cui accennavamo paragrafi eddietro è denominata proprio "Electronic Telepathic Two Way Communication."


Fintanto che la gente non si renderà conto che questo genere di tecnologia non è fantascienza, ma esiste realmente, essa correrà un gravissimo pericolo. Perchè arriverà la notte in cui nel cielo compariranno immagini meravigliose e sconvolgenti, che preannunceranno l'avvento del nuovo messia, ed in molti non saranno adeguatamente preparati ad affrontare la situazione, vedere il tranello, e salvarsi la vita.



Articolo in lingua inglese pubblicato dal sito Educate Yourself 

link diretto:
http://www.educate-yourself.org/cn/projectbluebeam25jul05.shtml



Traduzione a cura di Anticorpi


tecniche di manipolazione mentale

Tecniche di manipolazione mentale

Marcello Pamio - 11 ottobre 2010
Tratto dal libro "Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa" di Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni

Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette "tecniche di manipolazione mentale", in una società quasi completamente controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per fortuna il libro scritto dall'avvocato e psicologo Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto.
Affermare che la nostra società - com'è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come "libertà" e "democrazia", cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze. Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come "libertà" e "democrazia" primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall'establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l'illusione di non essere in gabbia.

"Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo
Johann Wolfgang von Goethe.

Dire alle persone che esse sono prigioniere di un sistema è pericoloso e controproducente perché può scatenare rivolte e ribellioni, mentre convincere gli stessi prigionieri di essere liberi e in democrazia, elimina ogni forma avversa e ogni tentativo di evasione.
Il titolo di un libro[1] del gesuita Anthony De Mello, a tal proposito è interessante, perché se un'aquila, che potrebbe tranquillamente volare libera nei cieli, cresce con la convinzione di essere un pollo, rimarrà per sempre dentro il pollaio. Avrebbe la possibilità di volarsene via, di spiccare il volo, ma tale potenzialità (castrata dalla società intorno) rimarrà latente per il resto della vita o almeno fino al "risveglio"

Lo aveva perfettamente compreso Edward Bernays, tecnico della propaganda, che nel suo saggio Propaganda del 1929, spiega come sia stato proprio l'avvento delle forme di governo democratico e delle cosiddette libertà individuali, assieme all'industrializzazione, a produrre la necessità oggettiva (da parte della politica e dell'economia) di governare, cioè manipolare dall'alto il pensiero e il comportamento delle masse, sia come elettori che come consumatori.
Questo è il motivo per cui oggi la manipolazione mentale è divenuta una tecnologia e una scienza, nella quale si investono molti più denari che in tutti gli altri campi della psicologia. Non solo, la manipolazione è essenziale e strutturale nella vita quotidiana del mondo in cui viviamo, e se non ci credete leggete fino alla fine.
In un siffatto scenario, dove libertà e consapevolezza sono sempre più minacciate, è indispensabile conoscere gli strumenti che le attaccano. Solo conoscendo possiamo difenderci.

L'importanza dell'informazione
L'importanza dell'informazione è fuori da ogni discussione. Informare, lo dice il nome stesso che deriva da "
in-formare", cioè dare forma. Ma dare forma a cosa, se non alle coscienze? Non a caso, tutte le grandi dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di comunicazione (mass-media), proprio per plasmare le menti e coscienze delle persone.
Oggi la maggior parte della comunicazione mira non ad informare oggettivamente, ma a influire nella psiche, sui gusti, sulle decisioni delle persone, dei consumatori, dei risparmiatori, degli elettori, ecc.
La totalità delle persone, educata dalla tivù alla passività e pigrizia mentale sin dall'infanzia, non sviluppa la capacità di mantenere l'attenzione autonomamente, se non è emotivamente coinvolta. I manipolatori questo lo sanno bene e per veicolare le loro informazioni (commerciali, politiche, economiche, ecc.), mantengono viva l'attenzione della gente, agendo direttamente nell'emotività. Questo si chiama intrattenimento.
Il paradosso è che sono le persone stesse che esigono di essere intrattenute e non informate, e ovviamente il Sistema le accontenta: informa (a modo loro) attraverso l'intrattenimento.
L'importanza dei mezzi di comunicazione, come detto prima, è enorme. Ai fini della governabilità, soprattutto nelle società basate sul consenso, è indispensabile limitare, ma anche controllare e orientare l'informazione, la costruzione della rappresentazione illusoria del mondo e da cui dipende la produzione e gestione del consenso.
L'informazione proprio per questi motivi, è controllata in modo strettissimo: pochissime agenzia di stampa, di proprietà rigorosamente privata e bancaria, forniscono le informazioni alla quasi totalità dei media (giornali, telegiornali, radio e internet).

Rilassamento e distrazione per meglio controllare
Il rilassamento è la più semplice tra le condizioni mentali che aumentano la suggestionabilità. Tale stato si può indurre facendo in modo che le persone si stanchino fisicamente e mentalmente, oppure tediandole con compiti e discorsi ripetitivi o distraendole con stimoli erotici e/o sessuali (donne bellissime seminude che presentano un programma o vendono un prodotto, ecc.). Anche la musica ha la sua importanza, perché può essere molto dolce per cullare o al contrario usare frastuoni per stordire letteralmente le persone.

Se ad un pubblico rilassato (davanti alla tivù) si somministra una storia con determinati contenuti (la classica storia che si vede nei programmi d'intrattenimento), si ottiene l'induzione di una trance, nelle quale è facile poi operare suggestioni e impianti mentali.
La distrazione è indubbiamente la strategia principe messa in atto dai mezzi di comunicazione di massa.

Tecnicamente il distrarre l'attenzione cosciente (quindi l'azione dell'emisfero cerebrale dominante) di una persona assorbendola in qualche attività o distraendola con notizie e informazioni assolutamente inutili, lascia il subconscio (o l'emisfero non dominante) sguarnito del suo presidio critico, rendendo possibile l'instillazione di suggestioni, immagini, storie, ecc.
Tutto quello che viene veicolato media (tivù, giornali, telegiornali e radio) in virtù del controllo capillare che esiste, è totale distrazione di massa.
Le telecamere e le luci dei riflettori vengono indirizzate su problematiche del tutto inutili per noi (la casa del partito di governo, i rom, gli stupri, delinquenza, l'assassinio in famiglia, ecc.), ma estremamente funzionali per il Sistema, che in questa maniera non fornisce le Vere informazioni e notizie. Riempiono, per così dire, il palinsesto mediatico, per riempire il nostro cervello con spazzatura, idiozie, gossip, e altre stupidità amene. Una volta raggiunto il limite non c'è più spazio per le cose importanti.

Obbedienza al Sistema
Ogni establishment che si rispetti, ha il suo arsenale di mezzi di dominazione, il cui fine ultimo è quello di produrre
compliance, cioè obbedienza, conformazione da parte delle persone. Dominare gli altri significa ottenere la loro compliance, più o meno volontaria. Naturalmente è meglio se volontaria, cioè ottenuta con la manipolazione (illusione, persuasione, intidimidazione o condizionamento), anziché imposta con la forza (dittature, colpi di stato).

La scuola
La scuola è il mezzo primario per la manipolazione culturale e mentale. Impadronirsi dei bambini per formarli e condizionarli è nell'agenda di ogni Stato, totalitario o liberale e democratico che sia. Abituare i bambini, attraverso l'esecuzione ripetuta per anni degli ordini degli insegnanti, a seguire gli ordini delle autorità; abituarli alla sistematica gratificazione, all'assenza di regole e di confronti con la realtà, sforna creature incapaci di auto-disciplina, completamente dipendenti e incapaci di organizzarsi. Bambini siffatti, saranno adulti corrotti e dipendenti dall'esterno, quindi più facilmente manipolabili. 


Nelle scuole, da una parte l'insegnamento delle materie fondamentali è concepito in modo di prevenire proprio il formarsi di una visione d'insieme (storia e scienza sono due banali esempi), dall'altro si cerca che le nuove generazioni non dubitino mai che il sistema di potere sia democratico e legittimo.
A tal proposito, il linguista statunitense Noam Chomsky scrive: "siccome nelle scuole non insegnano la verità circa il mondo, le scuole devono ricorrere a inculcare negli studenti propaganda circa la democrazia. Se fossero realmente democratiche, non vi sarebbe bisogno di bombardarli con banalità circa la democrazia"

La conformazione e indottrinamento del popolo statunitense è l'esempio perfetto. Il giorno a stelle e strisce inizia con l'alzabandiera, prosegue con il canto dell'inno nazionale, le preghiere collettive e le esaltazioni patriottiche. Tutta questa "democrazia" e "libertà" del popolo fanno degli USA, non a caso, il paese più guerrafondaio del pianeta!
Viene da sé che nelle scuola non possono insegnare la verità, perché la Verità renderebbe gli uomini liberi!
Non stupisce quindi trovare scritto negli attuali sussidiari scolastici, commenti sulle straordinarie proprietà degli alimenti transgenici (OGM), e come risolveranno per esempio la fame nel mondo. Questa è la più becera e deleteria propaganda di Regime: facendo crescere i bambini di oggi con simili falsità (facilmente dimostrabili), sarà molto più facile da adulti condizionarli, e questo è solo un banale esempio.
Mentre la nostra società deve comporsi non di uomini liberi, ma di una massa di lavoratori-consumatori-elettori alla base, e un piccolissimo gruppo o strato superiore, di dirigenti, figli di imprenditori, politici e banchieri. Solo questi ultimi vengono portati ad un livello di conoscenza privilegiato che consentirà loro di continuare a dirigere la società e mantenere il potere stabilito.

La neuroscienza
Per fare luce sulla manipolazione mentale e come questa viene messa in atto ogni giorno è necessario avere delle nozioni sulle funzioni primarie del nostro cervello.

Il cervello è formato da due emisferi: destro e sinistro. Entrambi processano e analizzano gli stessi dati, la differenza sta nel fatto che l'emisfero di sinistra processa in maniera lineare o sequenziale, quello di destra invece processa i dati simultaneamente. Non solo il destro essendo muto (il centro del linguaggio è a sinistra) deve affidarsi all'emisfero sinistro perché gli fornisca spiegazioni plausibili, ragionate, in vista delle decisioni da prendere sulla base del materiale (immagini, suoni, ecc.) processato a ogni istante. In pratica tutto deve passare per il sinistro.
Siamo cresciuti con la credenza che nasciamo con un certo numero di neuroni e che questi lentamente muoiono senza ricrescere. Le ultimissime scoperte della neuroscienza dicono invece che i neuroni incessantemente formano nuove sinapsi[2] e sciolgono sinapsi vecchie, e in modesta misura, nel cervello si generano nuovi neuroni, soprattutto in determinate parti del cervello.

Questo fatto importante si traduce così: l'acquisizione di nuove conoscenze, abilità, schemi comportamentali, (per esempio apprendere una poesia a memoria, suonare il pianoforte, ecc.) si attua mediante la formazione di nuovi circuiti e lo sviluppo vero e proprio nel cervello delle aree relative. Quindi imparare cose nuove non solo allena il cervello ma anche crea e sviluppa delle zone cerebrali. Viceversa, trascurando queste facoltà, si produce la loro decrescita.
Il nostro cervello è in grado di elaborare una mole incredibile di informazioni: oltre 400 miliardi di bits ogni secondo, ma siamo consapevoli di soli 200 bits. In pratica siamo consapevoli di mezzo miliardesimo di ciò che avviene e giunge al nostro cervello!
Da questo punto di vista, possiamo, con un certo sforzo e impegno, esercitare e coltivare la capacità intrinseca di essere consapevoli in ogni momento della vita, oppure pigramente lasciarci andare facendoci coccolare e atrofizzare l'encefalo.

Tutta l'industria dello spettacolo e del divertimento (discoteche, alcol, droga, ecc.) lavorano intensamente per rendere piacevole proprio questa lenta ma insesorabile atrofizzazione; dall'altra parte la politica scolastica mira a renderle legittime agli occhi dei più giovani.
Il tutto perché una popolazione di persone etero-dirette (atrofizzate nel cervello e nella coscienza) è molto più gestibile di una popolazione di persone auto-dirette.
L'altra cosa importante necessaria per comprendere il quadro generale è che la maggior parte delle cose che facciamo nella nostra vita, da mattina fino a sera, le eseguiamo inconsciamente. Nel farle, non solo non siamo coscienti di essere coscienti, ma non siamo nemmeno coscienti di farle. Questo processo incredibile sarà chiarito con l'esempio degli acquisti nei supermercati.
Ricapitolando il nostro inconscio registra ed elabora molti più dati di quelli di cui siamo consapevoli: il processo di elaborazione verbale, di ragionamento, di coordinamento sensori-motorio, mentre parliamo (scriviamo o guidiamo l'auto o suoniamo il pianoforte o giochiamo a calcio) è non solo interamente, o quasi interamente, subconscio, ma è anche immensamente più veloce della coscienza.
Se è vero, come è vero, che il novanta per cento di quello che facciamo viene gestito inconsciamente, mettere le "mani" in questa parte oscura della nostra mente, significherebbe avere un potere enorme di controllo...

Il senso di impotenza
Un'altra strategia, strettamente interconnessa con il tema del controllo, è la gigantesca campagna mediatica che inculca il senso di impotenza. Un vera e propria operazione pianificata che sta facendo da una parte assuefare a sentirsi impotenti, e dall'altra desensibilizzando alla violenza, spegnendo ogni reattività emotiva.

Come viene attuato tutto ciò? Bombardando di immagini e notizie violente (assassinii, stragi, eccidi, distruzioni, brutalità) senza che avvenga alcun intervento e/o cambiamento per porvi fine. Perché lo fanno? Assuefacendoci ad accettare l'illegalità, il degrado, il furto, il crimine, l'insicurezza del territorio, le bande, l'immigrazione selvaggia, ecc. come cose inevitabili e irrisolvibili, e contemporaneamente non lasciando il tempo di pensare e riflettere, subissandoci di infiniti, incalzanti, estenuanti adempimenti: fisco, contributi, tasse, tariffe, bolli, revisione caldaia, auto, ecc., non è possibile per noi capire cosa sta realmente accadendo, e soprattutto non è possibile organizzarci di conseguenza.
Il senso di impotenza, grazie ai mezzi di comunicazione di massa sta contagiando la società occidentale in maniera capillare, le persone oramai sono completamente apatiche e prive di volontà di cambiamento. Per quale motivo dovremmo cambiare noi stessi e la nostra vita, se non vediamo la luce, se le aspettative sono assolutamente nere? Questo però blocca e paralizza le coscienze di milioni di persone totalmente in balia del Sistema.

Cognizione e comportamento
Abbiamo visto prima che la scuola è strutturata per condizionare culturalmente e socialmente i bambini. Bisogna sapere che già nella prima infanzia ci creiamo falsi sistemi di convincimenti circa la realtà che ci circonda, gli aspetti che più ci toccano (rapporti con i genitori, le figure di potere da cui dipendiamo). Dal punto di vista psicologico, questi sono sistemi falsi, censurati, distorti non conformi alla realtà stessa, al fine adattativo di evitarci angosce e conflitti con certi aspetti della realtà, facendoci vivere in una realtà soggettiva modificata, resa compatibile con i bisogni e le difese della nostra psiche e con l'esigenza di mantenerci in accordo con le persone da cui dipendiamo.

Certe pratiche di manipolazione, si agganciano (se ovviamente ben congegnate) proprio a questi meccanismi, alle distorsioni e rimozioni che sono i loro prodotti e che interessano soprattutto il campo della paura, aggressività e sesso.
I manipolatori (che possono essere religioni, sette, marketing e politica) costruiscono su di essi l'adepto, il cittadino, il consumatore, il lavoratore.
Alle figure di potere genitoriali subentrano o si associano, quelle politiche, governative, giudiziarie, ma anche testimonial della reclame!

Pubblicità
La pubblicità commerciale nasce negli Stati Uniti negli anni '20 per produrre, dirigere, sostenere la domanda di beni e servizi prodotti in massa dagli impianti manifatturieri. In seguito, dalla metà degli anni '50, la produzione, l'offerta di beni, superò di molto la domanda, per cui la pubblicità iniziò a indurre la gente a massificare i consumi, creando veri e propri bisogni. Il tutto per vendere prodotti.

In seguito si è arrivati in cui la produzione supera il potere di acquisto, il reddito. Questa situazione è socialmente ed economicamente gravissima, perché gli investimenti attuati per la produzione sono a rischio perché la produzione non sarà comperata. Da qui il rischio di un crollo sistematico e da qui la nascita delle forme di ampliamento del potere di acquisto, ampliando l'accesso al credito: carte di credito e di debito!

Negli anni '90 il marketing diventa "one-to-one": la personalizzazione dei prodotti e dei servizi, permessa dall'informatica e l'elettronica, consente di tracciare il singolo cliente in modo tale dal lanciargli gli stimoli personali e mirati. Stiamo parlando di pubblicità personalizzata, ben rappresentata nel film di fantascienza "Minority Report".
Il marketing pubblicitario, che sia di un farmaco o un cibo, è indubbiamente il più spietato e certamente scientifico sistema di condizionamento mentale. Il loro scopo è quello di convincerci a comprare un prodotto. Per l'analisi delle reazioni e lo studio della psiche, oltre ai test verbali, il marketing di oggi possiede un ricco arsenale di strumenti biofisici (frequenza e ampiezza delle onde corticali, frequenza respiratoria e cardiaca, consumo di ossigeno, resistenza cutanea, tono muscolare, vasocostrizione periferica, ecc.) in gradi di misurare il livello di eccitazione e attenzione del soggetto.

La neuroscienza, che in questo ambito potremo chiamare neuromarketing, ha descritto che l'area encefalica rilevante ai fini della decisione (di acquisto) è la corteccia prefrontale mediana.
E' comune pensare allo spot pubblicitario in tivù o su un giornale, come alla classica pubblicità di una azienda. Niente di più sbagliato. Ogni parola, colore, carattere, frase, immagine, logo, soggetto usato, ai nostri occhi inesperti potrà sembra casuale, ma non per i neuroscienziati che stanno dietro. Questi esperti (psicologi, psichiatri, sociologi, neuropsichiatri, ecc.) pagati profumatamente, non creano solo pubblicità, ma veri e propri condizionamenti tali da produrre determinate associazioni o stati d'animo nella mente dei destinatari, cioè noi consumatori.
Frequentemente nelle immagini pubblicitarie o propagandistiche vengono inseriti "embeds", cioè parole o immagini evocative nascoste, non manifeste, non coglibili dalla mente conscia, ma ritenute coglibili dall'inconscio.

Spesso e volentieri queste parole o immagini nascoste sono stimoli sessuali: parole come "sesso", "sex", o immagini di organi sessuali, donne nude, orge associate al prodotto reclamizzato. Il tutto, da una parte, per facilitare le scelte di acquisto, e dall'altra, per deviare e quindi meglio controllare le masse. Interferire nella sessualità delle persone (come avviene in molti culti religiosi) è un mezzo sicuro ed efficace per agire sugli strati profondi della psiche!
Se ciò sembra impossibile, le parole del dottor Lechner in merito a quello che fanno alcuni psicologi e psichiatri nell'ambito dell'alcolismo, potranno sembrare fantascienza. Con la scusa di aiutarli a liberarsi dalla dipendenza dall'alcol, raccolgono informazioni su incubi e allucinazioni che i loro pazienti sperimentano soprattutto quando sospendono l'assunzione dell'alcol, e le usano per congegnare pubblicità di alcolici, col presupposto quanto criminoso scopo di evocare, tramite immagini angoscianti, il bisogno di assumere alcol!

Un'altra tecnica "dolce" di conquista seduttiva, consiste nell'indurre la convinzione che la nostra libertà sia in pericolo e che si debba prendere quanto prima una decisione. "Ti stai accontentando? Passa a Quattro Salti in Padella di Findus", dice la pubblicità televisiva. Tradotto: "stai accettando una limitazione alle tue aspirazioni a mangiar bene? Sei uno sciocco a farlo, perché puoi soddisfarle, liberandoti dai limiti, passando a Quattro salti in padella! Lo spot non vuole certo aumentare la nostra libertà, ma all'opposto restringerla, inducendoci a comprare quel prodotto specifico. Far credere al soggetto che la decisione deve essere sua e solo sua, è un trucco efficace per predisporlo a decidere come si vuole che decida, lasciandogli però l'illusione della libertà.

Il filone centrale della psicologia del marketing sono i fattori decisionali: Motivational Research, ricerca motivazionale.
La neuroscienza sa che gli uomini non sono consci del perché fanno buona parte di ciò che fanno. Ecco perché le persone, illudendosi del contrario, rispondono allo stimolo condizionato del simbolo e non alla qualità reale.
La pubblicità, la tecnica motivazionale si concentra proprio sulla manipolazione dei simboli.
I consumatori vengono conquistati mediante suggestioni illogiche, non mediante la qualità o efficacia del prodotto, e questa è la logica delle griffes (prodotti spesso mediocri ma venduti a prezzi alti in virtù di una etichetta-simbolo, quindi esclusivi e per pochi).

Il senso di colpa collegato al piacere di consumi voluttari come tabacco, alcol, dolciumi, inibisce i consumi, quindi va contrastato associandolo per esempio a valori positivi (come il medico che fuma, i nomi alcolici di protesta politica "Fidel", "Cuba Libre", calore di famiglia, quindi etica, per i dolci ecc.).
Rispetto al prodotto artigianale, il bene di produzione di massa viene spettacolarizzato per trasformarlo in un simbolo. I supermercati, non a caso, sono luoghi in cui si concentra un potere enorme di emanazione simbolica, quindi un enorme potere condizionante sulla mente.
I due terzi degli acquisti eseguiti nei supermercati sono voluttuari e decisi sul posto, sotto l'effetto di stimoli locali, in uno stato psicofisiologico alterato. Lo ha accertato una ricerca nel 1954 della DuPont Corporation. Infatti nel supermercato la persona è alquanto indifesa rispetto alla manipolazione e si trova in una specie di trappola psicologica, che può essere perfezionata con l'aggiunta di stimoli musicali e olfattivi.
Tra tutte le categorie di consumatori, la più indifesa è quella dei fanciulli, nei quali è facile imprimere bisogni, affiliazioni e abitudini. Inoltre i bambini sono molto più vogliosi di cose nuove e meno capaci a resistere agli impulsi. Sono il punto cedevole della famiglia e infatti il marketing punta proprio su di loro per indurre i genitori a sborsare quattrini.
Con i bambini è più facile suscitare ondate di moda o voghe, che inducono consumi a valanga di tutto un collegato di prodotti sussidiari e con funzioni diverse.
La pubblicità mira a modificare il panorama cognitivo, la visione del mondo, dei valori, dei pericoli o stile di vita, in pratica la pubblicità è l'industria della creazione dei bisogni immaginari  e di mode!

Messaggi subliminali
Sono messaggi che vanno ad agire sotto la soglia della coscienza, quindi non sono percepibili.

La visione umana può percepire una immagine in un filmato solo se essa è presente almeno in 12 fotogrammi. La Coca-Cola per prima inserì delle sequenze di fotogrammi più brevi, con contenuto pubblicitario, in alcune pellicole cinematografiche. Risultato: gli spettatori esposti a tale pubblicità consumarono il 39% in più di Coca-Cola.
Nel 1978 in molti supermercati americani si diffondevano tramite gli altoparlanti, a un livello sonoro impercettibile alla parte conscia, messaggi esortanti a non rubare. Risultato: il taccheggio si ridusse del 36%.

Il presidente Gianni Agnelli in una sua lettera agli azionisti della Fiat parlava di messaggi subliminali con i quali "sonorizzare" e strani profumi con i quali "aromatizzare" i propri stabilimenti al fine di aumentare la produttività e migliorare il rapporto (sottomissione) lavoratori-azienda.
Anche la frequenza specifica ha la sua importanza. Si è scoperto che le parole di alcuni telepredicatori sono abbinate ad una frequenza di 7 Hz. La frequenza del vibrato sembra avere un effetto suggestionante e alterante sul livello di coscienza e capacità critica. Un'altra frequenza critica è quella intorno ai 3,5 Hz, cioè la frequenza di risonanza del cranio umano.
Negli anni '70 si è scoperto che la musica può indurre la secrezione di sostanze oppioidi (encefaline, beta-endorfina, ecc.) che hanno una spiccata azione sulla psiche, euforizzate e anestetica. Quindi la musica induce decognizione.
Anche la televisione stimola la secrezione delle medesime sostanze.

Associazione e ripetizione
Una iniziativa oggettivamente poco accettabile come una guerra, una legge, una tassazione, ecc. può essere resa meno pesante etichettandogli una denominazione falsa ma semanticamente "buona", accettabile (lotta al terrorismo, democratizzazione, liberazione, sicurezza collettiva, ristrutturazione, guerra umanitaria, missili intelligenti, ecc.) e ripetendola fino allo stremo in ogni situazione e circostanza.

La ripetizione di un messaggio, uno spot, se diventa pervasiva, se avviene molte volte al giorno, può far assorbire il contenuto, le implicazioni del messaggio stesso come se fossero un fatto provato, anche se non lo sono ("le armi di distruzione di massa di Saddam", "le torri gemelle e Bin Laden", ecc.).

Analogamente applicando denominazioni odiose, repulsive (antisemita, negazionista, revisionista, antisionista, terrorista, stato canaglia, ecc.) si può ottenere l'effetto contrario, al fine di colpire, delegittimare, screditare, criminalizzare le iniziative, le persone, le idee non gradite.
Il principio è sempre lo stesso: gli input - se si insiste adeguatamente - tendono a formare schemi inconsci nelle persone.
Questo spiega perché i bambini vengono educati e acculturati in questo modo. Attraverso la ripetizione ossessiva e sistematica di apposite suggestioni, attività, esperienze a un modo ben preciso e voluto di concepire la realtà, la nazione, la storia, l'identità, ecc,
Crescere ripetendo e sentendosi ripetere decine di migliaia di volte quei messaggi, certamente va a incidere a livello emotivo, cognitivo, identitario sulla costruzione stessa di quello che poi si sentirà "reale", "provato".
Pensiamo alla nostra società, in cui ogni canale televisivo ha un suo serial popolare, tanto per fare un esempio di indottrinamento, nel quale la polizia, la magistratura svolgono un'azione efficace, incorruttibile a tutela de cittadino, mentre la realtà vede la criminalità sempre più fuori controllo e le istituzioni sempre più inefficienti. Propaganda allo stato puro.

Restrizioni linguistiche
Consiste nell'imporre con diversi mezzi (insegnamento, televisione, ecc.) di non usare locuzioni o concetti, e di usarne altre in sostituzione, solitamente più vaghi, imprecisi. "
Cieco", "negro", "invalido", "spazzino" non vanno bene, molto meglio "non vedente", "nero", "diversamente abile", "operatore ecologico". Ma perché tutto questo? L'inibizione del'uso linguistico e concettuale, alla formulazione di determinati dubbi (Resistenza, shoà, responsabili dell'11 settembre, ecc.) è idoneo per impiantare nei giovanissimi un senso di divieto, di colpa in relazione al pensare certe cose, quindi educa ad un'autolimitazione del pensiero. Infine un impoverimento espressivo comporta un impoverimento concettuale!

Modificare le certezze
Chiunque voglia manipolare una persona, per indurla a comprare qualcosa o per piegare la sua resistenza a un'azione qualsiasi di persuasione, ha la necessità di somministrare molti stimoli nuovi e interessanti, in modo tale che la corteccia prefrontale lavori e si affatichi. Dopodiché deve sommergerla di dati, dogmi, slogan, ecc. (proprio come lavora la tivù) per stremarla ancor di più, in questa maniera la corteccia prefrontale lascia le redini del cervello ai circuiti limbici, più primitivi ed emotivi, pertanto più suggestionabili e indifesi.

La corteccia prefrontale è influenzata da sostanze chimiche tossiche che possono danneggiarla, come le droghe, l'alcol, le tossine alimentari, ma anche da forti emozioni, privazione del sonno, stress cronico e una dieta ricca di grassi animali possono rendere le persone più esposte alle manipolazioni esterne.
Per assurdo, concedendo alle persone totale libertà di condurre una vita sregolata, innaturale, ci si agevola il compito di annullare la loro libertà più profondamente di quanto sarebbe possibile senza quella concessione.

"Shock and awe doctrine"
La cosiddetta "dottrina dello shock e sgomento" viene oggi applicata su scala globale. Mettendo singole persone o intere popolazioni sotto shock, si può produrre il loro consenso a un cambiamento, riforma, legge, restrizione di libertà, guerra, ecc. L'esempio delle Torri Gemelle e delle leggi repressive e guerre avvenute dopo, è lapalissiano.

Sfruttano l'effetto sorpresa e di spavento come enorme fattore di distrazione e paralisi di massa, inibitore di possibili reazioni e resistenze.
Lo shock è molto generico e può essere prodotto da catastrofi naturali (epidemie, terremoti, pandemie, ecc.), quanto da fatti economici (recessioni, crisi, crolli in borsa, fallimenti, ecc.) e politici (guerre, colpi di stato, ecc.).
Un esempio sono le domeniche a targhe alterne per meri fini di risparmio energetico. Questa imposizione dall'alto, generando nelle persone, allarme e preoccupazione di non poter usare la propria auto, di perderne l'importante risorsa, crea totale disponibilità ad accettare fortissimi e ingiustificati rincari dei carburanti, pur di conservarla!
Un altro esempio della dottrina dello "shock anche awe" potrebbe essere i black-out che hanno interessato il territorio nazionale qualche anno fa, la cui risoluzione sarebbero le centrali nucleari. Questo caso rientra anche nella cosiddetta strategia del "problema-reazione-soluzione". Avendo in mano la Soluzione (centrali), si crea il Problema (black-out) e si attende Reazione (quasi sempre emotiva) delle masse, che accetterà di buon grado ogni soluzione prospettata pur di evitare il disagio.

Debunking
Il debunking o discredito è una forma manipolatoria, che consiste nel confutare, nello smontare, teorie e informazioni che vanno contro il pensiero ufficiale dominante. Oppure screditare i diffusori di queste teorie e informazioni.

La campagna "Mani Pulite" è stata, tra le altre cose, una grande operazione proprio di debunking, finalizzata cioè a salvare la credibilità del sistema politico-giudiziario.
Il debunker attacca la controinformazione con messaggi semplici, discorsivi, prevalentemente a livello emotivo, con "ganci" diretti all'inconscio, piuttosto che alla logica. Questi attacchi non si rivolgono al contenuto, alle idee, ma mirano a screditare la fonte e l'autore sul piano morale associandolo spesso ad affiliazioni "appestanti" coi terroristi, nazisti, fascisti, comunisti, antisemiti, antisionisti, ecc.
L'approdo estremo del debunking è quello di portare lo smascheramento degli smascheratori alle estreme conseguenze, ossia portare l'opinione pubblica alla conclusione che tutto è marcio, tutti mentono, tutti sono ladri, tutti fregano. Per tanto la verità non si potrà mai sapere, e quindi è moralmente giustificato arrangiarsi, infischiarsi di tutto e tutti. Si giunge all'egoismo più radicale e disumanizzante.

Chi trova un nemico trova un tesoro
La frustrazione genera tensione e aggressività; e l'aggressività può scaricarsi contro di sé o contro un oggetto esterno. Quando un tale tipo di frustrazione è diffusa in tutta la popolazione, il momento è propizio per fondare un movimento e/o organizzare un attacco verso il nemico.

Nel nostro mondo tormentato da insicurezza e frustrazione (create ad hoc) c'è un gran bisogno psicologico e sociale di un nemico, di colpevoli, di capri espiatori (terroristi, rom, immigrati, ecc.).

Dipendenze chimiche
Nella nostra società la diffusione dell'uso di sostanze psicotrope è enorme. Un'altissima percentuale di persone fa uso stabile e ha sviluppato qualche forma di dipendenza da droghe, alcol o psicofarmaci. Decine di milioni sono i minori letteralmente drogati con psicofarmaci.

Gli effetti di tali sostanze psicoattive convergono tutti nel diminuire la libertà di giudizio, di resistenza e di azione delle persone e ovviamente nell'aumentare la loro condizionabilità e suggestionabilità. In pratica la persona dipendente, da alcol o droghe o psicofarmaci o barbiturici è molto più controllabile e plasmabile dal Sistema, lo stesso che veicola e vende tali sostanze. Coloro che si aiutano e si abituano all'aiuto chimico, perdono la capacità di autodeterminazione. Una società così siffatta non è una società libera.
I farmaci psicoattivi o psicofarmaci vengono veicolati, con la compiacenza della psichiatria, dalle case farmaceutiche; il mercato immenso delle droghe e dell'alcol, è gestito dalla grande finanza internazionale e il flusso di narcodollari, per il 60% avviene negli Stati Uniti, collegato a quello del traffico di armi.

Cinema e televisione
Il mussoliniano "
cinema l'arma più forte"[3] ha fatto il suo tempo o anche oggi l'intrattenimento cinematografico ha la sua importanza nel condizionare le masse?
I film di propaganda seppero produrre nel passato veri e propri capolavori ("Il grande dittatore", "Il trionfo della volontà" solo per citarne un paio), ma anche oggi la forza dell'arma del cinema non è minimamente spuntata: Hollywood docet.
Il cinema ha funzione d'avanguardia per veicolare un certo tipo di messaggio, per poi sondarlo e una volta passato, trasferirlo nel piccolo schermo: la televisione!
In pratica il cinema prepara il terreno, predispone l'intero organismo al virus, che poi sarà iniettato nelle masse dai media come i giornali, radio e soprattutto dalla televisione. Senza che ce ne accorgiamo il grande schermo fa filtrare nelle pieghe delle sceneggiature e regia il modo di pensare di domani[4], e la sua enorme forza di penetrazione sta proprio nel silenzio e attenzione. Mentre la tivù deconcentra (anche questo molto utile per certi aspetti), nella buia sala regna il silenzio totale e si è da soli, con la massima attenzione. 

Tratto dal libro "Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa" di Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni


[1] "Messaggio per un'aquila che si crede un pollo", Anthony De Mello
[2] Sinapsi: è la giunzione specializzata del neuroni attraverso cui un impulso nervoso passa da un terminale di azione a un neurone, una cellula muscolare o un cellula di una ghiandola.
[3] "Cinema: ancora l'arma più forte?" Ferdinando Menconi, tratto dal mensile "Ribelle", nr. 23-24 - www.ilribelle.com
[4] Idem

www.disinformazione.it

Saverio Tommasi alla scoperta dell'ultima Tribù: Lega Nord in piazza a Milano


CHE TRISTEZZA........
 
25 Gennaio 2012

Suicidio. Il rovescio del nostro mondo

La domenica e l'estate i periodi piu' a rischio

Suicidio. Il rovescio del nostro mondo' è il titolo di un libro pubblicato dai sociologi Christian Baudelot e Roger Establet che raccoglie i dati sui tassi di suicidio degli ultimi due secoli nel mondo.
Nonostante il gesto di porre fine alla propria vita sia un atto individuale, che in molti casi resta enigmatico, sono rintracciabili, nel verificarsi collettivo di questi atti, delle linee di tendenza che suggeriscono la possibile esistenza (e influenza) di fattori sociologici di contesto.
Il testo più autorevole che guardò al suicidio come fenomeno sociale fu l’imponente lavoro di Emile Durkheim del 1897. Da allora le cose sembrano essere cambiate profondamente.
Giovani o vecchi? Nel diciannovesimo secolo (non si dispone di statistiche precedenti al 1830) la popolazione giovanile si suicidava molto poco, mentre le persone anziane molto di più. Questa tendenza appare oggi invertita: il tasso di suicidio degli adulti è diminuito, mentre quello dei giovani non cessa di aumentare nella maggioranza dei paesi dell'OCSE soprattutto a partire dagli anni ’70. La Francia, in particolare, si distingue per il suo elevato tasso di suicidi: 11.000 ogni anno.
Secondo i due studiosi i giovani si suiciderebbero in misura maggiore laddove sono vittime delle nuove forme d'occupazione precaria, della disoccupazione, delle asprezze della competitività, dell'assenza di prospettive per il futuro. Paesi come la Germania ed il Giappone - accusato, a torto, di essere un paese dai molti suicidi – si salverebbero in ragione delle loro politiche di inserimento professionale. Il modello giapponese, in verità, dal 1995 assiste a una ripresa dei suicidi a tutte le età ed è praticamente unico ospite dell’inquietante fenomeno giovanile dell’hikikomori.
Le differenze tra paesi servono comunque, più che a stilare classifiche comparative, a dimostrare che il suicidio giovanile non è un destino, una sorta di “effetto collaterale” dell’essere giovani.

Ricchezza o povertà? Durkheim affermava che più le società si arricchiscono, più aumenta il tasso di suicidi. Lo deduceva dalla situazione della sua epoca in cui all’arricchimento della società, al progresso dell’individualismo, era seguito l’incremento del numero dei suicidi soprattutto nelle classi più agiate. Per Durkheim era logico pensare che l'arricchimento generasse anomia, perdita di riferimenti, angoscia esistenziale. Eppure, già a partire dal 1910, il suicidio subì una battuta d’arresto nella maggior parte dei paesi europei, prima di riprendere negli anni ‘70, con il rallentamento della crescita economica.
E' ancora vero che il tasso di suicidi è più alto nei paesi più ricchi. I paesi più poveri, come l'Egitto, il Perù o la Cina, fanno registrare i tassi più bassi. In paesi con un livello di vita elevato come la Nuova Zelanda, il Canada, la Germania o la Francia, ci si suicida molto di più.
Ma il suicidio non è un affare da ricchi, come lo era nel diciannovesimo secolo, ma un problema dei poveri: dipendenti, operai, disoccupati. All'epoca di Durkheim, egli poteva affermare che "la miseria protegge" riferendosi alla "povertà integrata" del suo tempo, quella dei paesi poveri dove tutti sono vicini e solidali con la propria comunità. La miseria odierna consiste invece nel diventare povero in un paese ricco, eventualità molto più sofferta che essere povero in un paese povero.

Città o campagna? Contrariamente a quello a cui siamo abituati a pensare delle nostre grandi città, anonime e isolanti, l'urbanizzazione sembra generare forme nuove e protettive di socialità. Non è nelle grandi città che ci si dà la morte (il suicidio conosce i suoi tassi più bassi nelle metropoli, a Parigi, Londra, New York), ma nelle campagne diseredate: per la Francia, nelle zone rurali dell'Ovest, in particolare la Bretagna. Le classi medie e cittadine appaiono più integrate in reti di rapporti e di relazioni, dunque più protette, rispetto agli ambienti svantaggiati della provincia.

Uomini o donne? Ovunque le donne si suicidano quattro volte meno degli uomini. Ci si aspettava che in un’epoca di parità questa divergenza si attenuasse e invece non è accaduto. La concezione femminile dell'esistenza, della famiglia, del prendersi cura, è ancora un atteggiamento saldo nel mondo odierno e le donne sono ancora coinvolte in diffuse e protettive reti di rapporti familiari. Le donne sembrano inoltre meno sensibili alle crisi economiche e risentono meno della messa in discussione della propria identità quando non trovano lavoro.

Perché la Francia resta uno dei paesi occidentali dove ci si suicida più? Con 20 suicidi per 100.000 abitanti, la Francia viene dietro la Lettonia, la Lituania, i paesi dell'Est e la Russia, che hanno tassi drammaticamente elevati, da 40 a 50 per 100 000 abitanti, ma davanti ai paesi scandinavi, al Giappone, alla Germania, al Regno Unito. Secondo i due studiosi le ragioni di questo piazzamento sono da rintracciarsi nella laicizzazione del paese e nella disgregazione della famiglia. La religione ha perso gran parte della sua influenza e il numero di divorzi appare più elevato rispetto agli altri paesi. Le altre curiosità casistiche sono forse meno pregne di significati: ci si suicida di più la domenica che il lunedi', l'estate piu' dell'inverno, in tempo di pace piuttosto che in guerra.

Questa impostazione di ricerca non può, a mio avviso, che individuare fattori di protezione e di rischio e linee di tendenza, correlazioni (anche particolarmente significative)fra determinati fattori e il tasso di suicidi, ma difficilmente spiegherà "le cause" di un gesto spesso inesorabilmente intimo.
Sarebbe interessante riuscire a sapere qualcosa in più della situazione italiana.

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24 Gennaio 2012

Il pericolo dei VACCINI per i bimbi

                                    Governo database segreto del vaccino bambini con danni


Il pubblico è essenzialmente ignaro del numero reale di persone - soprattutto bambini - che sono stati danneggiati in modo permanente o uccisi dai vaccini. In realtà, la maggior parte dei genitori sarebbe sorpresa di apprendere che il governo ha una base di dati segreti del computer pieno di parecchie migliaia di nomi di bambini disabili e morti, i bambini che erano sani e vivi appena prima di ricevere i vaccini. Naturalmente, l'establishment medico e del governo federale non facilmente rivelare queste informazioni perché sanno che è probabile che per spaventare i genitori nella ricerca di altri modi per proteggere i loro bambini. In altre parole, i genitori potrebbero pensare proprio a questo tema, da soli e decidere di respingere i colpi. Ammissione federale dei rischi del vaccino: Nel 1986, il Congresso ha riconosciuto ufficialmente la realtà del vaccino ha causato morti e feriti per la creazione e la trasmissione The National Childhood Vaccine Injury Act (Public Law 99-660). La parte della riforma della sicurezza di questa legge richiede ai medici di fornire ai genitori informazioni sui benefici e sui rischi di vaccini per l'infanzia prima della vaccinazione, e di riferire reazioni al vaccino agli ufficiali sanitari federali. I medici sono tenuti per legge a segnalare i casi sospetti di danni da vaccino. Per semplificare e centralizzare questo requisito legale, i funzionari della sanità federale ha istituito il Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) - gestito dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e la Food and Drug Administration (FDA). Idealmente, i medici avrebbero rispettare questa legge federale e segnalare gli eventi avversi a seguito della somministrazione di un vaccino. Tuttavia, la FDA ha recentemente riconosciuto che il 90 per cento dei medici non riportano reazioni al vaccino . Essi hanno scelto di sovvertire questa legge affermando che l'evento avverso è stato, secondo loro, non legati alla ripresa. Infatti, ogni anno tra 12.000 e 14.000 rapporti di reazioni avverse ai vaccini sono fatti alla FDA (dati inizialmente accessibili solo attraverso il Freedom of Information Act). Queste cifre includono le ospedalizzazioni, danni cerebrali irreversibili, e centinaia di morti. Considerando che questi numeri possono rappresentare appena il 10 per cento, le cifre reali potrebbero essere alto come 140.000 reazioni avverse all'anno. Tuttavia, anche questa cifra potrebbe essere conservatori. Secondo il Dott. David Kessler, ex capo della Food and Drug Administration, "Solo circa l'1 per cento degli eventi seri [reazioni avverse] sono riportati alla FDA." Quindi, è del tutto possibile che milioni di persone sono colpite dalla vaccini obbligatori ogni anno. Forse non importa che i medici non riporterà reazioni al vaccino, perché il governo federale non li indagare. I funzionari governativi affermano VAERS è stato progettato per "documento" casi sospetti di danni da vaccino. Nessun tentativo è stato fatto per confermare o negare i rapporti. I genitori non vengono intervistati ed i vaccini che hanno preceduto le severe reazioni non vengono richiamati. Invece, nuove ondate di genitori ignari e di bambini innocenti vengono sottoposti alle colpi dannosi. Chi paga per il risarcimento? Al fine di pagare per gli infortuni e le morti vaccino, una soprattassa grava sui vaccini mandato. Quando i genitori decidono di vaccinare i loro bambini, una parte dei soldi che spendono su ogni vaccino entra in un fondo del Congresso per risarcirli se il loro bambino viene ferito o ucciso dal colpo. La porzione di compensazione dei premi legge fino a $ 250.000 se l'individuo muore, o milioni di dollari per coprire tutta la vita spese mediche, il dolore e la sofferenza nel caso di una vita (ma con danni cerebrali) bambino. Ad oggi, più di 1 miliardo di dollari è già stato pagato per centinaia di feriti e di morti causate dai vaccini mandato. Migliaia di casi sono ancora pendenti. Vaccino richieste di risarcimento lesioni non includono gli insediamenti privati, o le tante famiglie che diventano dipendenti dall'assistenza pubblica per le spese mediche e di vita a causa di lesioni vaccino. Pertanto, i contribuenti sovvenzionano i produttori di vaccini e il governo federale pagando per il loro vaccino a responsabilità spese. Come sono vaccini Made? Produzione di vaccini è una procedura disgustosa. Per iniziare, si deve prima acquisire il germe della malattia - un batterio tossico o un virus vivo. Per fare un vaccino "vivo", il virus vivo deve essere attenuato, o indebolito per uso umano. Ciò si ottiene dal passaggio seriale - passando il virus attraverso tessuti animali parecchie volte per ridurre la sua potenza. Per esempio, virus del morbillo viene passato attraverso embrioni di pollo, virus della poliomielite attraverso i reni di scimmia, e il virus della rosolia attraverso le cellule diploidi umane - organi sezionati di un feto abortito! "Ucciso" i vaccini sono "inattivati" attraverso il calore, radiazioni, o prodotti chimici. Il germe indebolito deve poi essere rafforzata con coadiuvanti (booster anticorpi) e stabilizzatori. Questo viene fatto aggiungendo farmaci, antibiotici e disinfettanti tossici per l'intruglio: neomicina, streptomicina, cloruro di sodio, idrossido di sodio, idrossido di alluminio, cloridrato di alluminio, sorbitolo, gelatina idrolizzata, formaldeide e thimerosal (un derivato del mercurio). Alluminio, formaldeide, e il mercurio sono sostanze estremamente tossiche con una lunga storia di effetti pericolosi documentati. Gli studi confermano ancora e ancora che le dosi microscopiche di queste sostanze può portare al cancro, danni neurologici e morte. Eppure, ciascuno di essi può essere trovato nei vaccini per l'infanzia. In aggiunta agli additivi deliberatamente pianificato, la materia impreviste possono contaminare i colpi. Per esempio, durante il passaggio di serie del virus attraverso le cellule animali, animali RNA e DNA - materiale genetico estraneo - vengono trasferiti da un host all'altro. Poiché questo materiale biologico viene iniettato direttamente nel corpo, i ricercatori dicono che può cambiare il nostro corredo genetico. Virus animali non rilevati può saltare la barriera di specie. Questo è esattamente quello che è successo durante il 1950 e il 1960 quando milioni di persone sono state infettate con i vaccini antipolio che sono stati contaminati con il virus SV-40 rilevati negli organi scimmia utilizzati per preparare i vaccini. SV-40 (Simian Virus # 40 - il virus 40 come rilevato da quando i ricercatori cominciarono a guardare), è considerato un potente immunosoppressore e trigger per l'HIV, il nome dato al virus dell'AIDS. Si dice che causa una condizione clinica simile all'AIDS, ed è stato trovato nei tumori cerebrali, leucemie e altri tumori umani. I ricercatori lo considerano un virus che causano il cancro. Cosa succede dopo, una volta che questo intruglio fallo - virus vivi, batteri, sostanze tossiche e materia animale malato - è stato creato? Questa birra strega è costretta nel bambino sano. Rituali satanici: Il Dott. Robert Mendelsohn ha criticato spesso la medicina moderna per la sua dottrina bigotta. Egli ha sostenuto che "i medici sono i sacerdoti che dispensa l'acqua santa sotto forma di inoculazioni" per avviare ritualmente la nostra lealtà nell'industria grandi medici. Il Dott. Richard Moskowitz è d'accordo: "I vaccini sono diventati sacramenti della nostra fede nella biotecnologia loro efficacia e sicurezza sono largamente viste come auto-evidente e che necessitano di alcuna ulteriore prova.." Altri vedono un legame tra vaccinazioni e riti satanici o la stregoneria, in cui vengono sacrificati animali ed i loro organi prodotta in una mistura infernale di sostanze orribile: la medicina voodoo dagli scienziati pazzi del 21 ° secolo. Purtroppo, i nostri figli sono i loro sudditi non vogliono che la società viene lentamente divorata dal loro appetito insaziabile per la sperimentazione umana. DATABASE SEGRETO! Ogni anno la FDA riceve migliaia di segnalazioni di reazioni avverse dopo vaccini. Questi includono danni cerebrali e morte. Queste informazioni sono ora disponibili al seguente link: . database VAERS (Si consiglia di iniziare con una ricerca di base.) Per una selezione completa delle pubblicazioni sui vaccini, medicina alternativa, e cura dei figli naturali, si prega di visitare il ... Thinktwice / Nuova Atlantide Bookstore

 
20 Gennaio 2012

Russia, un corvo alle prese con lo snowboard...

divertentissimo video..... sorridiamo un po'

Thailandia, la fidanzata è morta ma lui la sposa lo stesso

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ROMA – La sua fidanzata era morta all’improvviso in un incidente d’auto. Ma lui non si è rassegnato e ha voluto comunque sposarla. Il matrimonio con la “sposa cadavere” è avvenuto in Thailandia dove, con rito buddista, Chadil Deffy, 28 anni, ha potuto sposare la sua Ann. Per l’occasione alla ragazza, sdraiata in una bara scoperta, è stato fatto indossare un abito bianco da sposa. Dopo la cerimonia, con tanto di scambio di anelli, Chadil ha baciato sulla fronte la sua amata prima di dirle addio.

 
18 Gennaio 2012

Sepolta viva dal nonno e dalla madre, sopravvive una neonata



New Delhi (AsiaNews) - La famiglia ha già troppe femmine e il 5 luglio i nonni seppelliscono viva una neonata di due giorni, in un campo circa un chilometro fuori dal villaggio Otkur, distretto di Mahbubnagar (Andhra Pradesh). Ma un contadino che ara il campo con un trattore vede due manine che si protendono dalla terra e la salva.

Venkatachary, il pediatra dell'ospedale distrettuale, è sorpreso che la piccola sia sopravvissuta per almeno 3 o 4 ore nella fossa, forse grazie a un buco d'aria, e dice che appare normale, anche se "un poco intontita. Sul corpo ha numerose ferite causate da sabbia e pietre, ma sta migliorando. Pesa soltanto 1,7 chilogrammi". Ora sarà affidata all'ospedale pubblico Niluofer a Hyderabad.

La polizia ha arrestato il nonno e lo zio per tentato omicidio. Alla polizia il nonno ha risposto che ha 7 figlie, 5 ancora da maritare, e ha deciso di ucciderla d'accordo con la madre, Mehrunnisa, 21 anni, pure arrestata per istigazione all'omicidio. E' la sua prima figlia e pare che il marito l'abbia abbandonata.

Lion C Francis, ex vicepresidente nazionale di All India Catholic Union, dice ad AsiaNews che nell'Andhra Pradesh "avvolgere una bambina indesiderata in una coperta e lasciarla morire" "è una pratica accettata dalla società".

Nel 2006 circa 11 neonate sono state lasciate morire di fame dai genitori nei villaggi rurali del distretto di Ranga Reddy, a 80 chilometri da Hyderabad. Ma il dato reale deve essere molto maggiore di quello ufficiale. I tribali Lambadi nel villaggio Cheruvu Mundali (municipalità di Kulkacharla) praticano l'infanticidio, lasciano le neonate morire di fame. Lo stesso avviene nei villaggi Rokatigutta a Ipavapalli, Gorigadda a K. Samudram e Nerellagadda. Poi dichiarano che sono morte per cause naturali. Una donna di mezza età ha dichiarato che ha avuto 11 bambine ma che sono tutte morte.

Intanto, nel confinante Orissa un uomo è stato condannato a 5 anni di carcere per aver costretto la moglie ad abortire. La donna ha denunciato che il marito e il cognato l'hanno torturata e costretta ad abortire, la terza volta che era incinta.

Il quotidiano massacro delle bambine indiane povere

New Delhi (AsiaNews) - E' allarme in alcune zone dell'India per gli aborti femminili e le neonate lasciate morire, denunciano l'ong umanitaria ActionAid e il Centro canadese per la ricerca e lo sviluppo internazionale, nel rapporto "Le figlie che scompaiono". In una parte del Punjab tra le caste inferiori ci sono meno di 300 bambine per ogni 1.000 maschi. Il vicepresidente della Conferenza episcopale cattolica racconta l'attività della Chiesa e la speranza nel futuro.

In tutti i 5 Stati settentrionali studiati, il fenomeno è risultato peggiorato rispetto al censimento del 2001, cosa che dimostra l'insuccesso della politica pubblica per impedirlo. Tra le cause sono indicate anche la carente assistenza sanitaria in alcune zone. Ma sono riferite soprattutto uccisioni deliberate, come nelle rurali Morena e Dhaulpur dove si usa lasciare la figlia indesiderata morire per mancanza di cure, con il cordone ombelicale che si infetta. In molte zone rurali sono preferiti figli maschi, che aiutano nel lavoro dei campi.

Il rifiuto di bambine aumenta in proporzione al numero dei figli: la percentuale femminile è molto inferiore per il secondo e terzo figlio, rispetto al primo, sintomo di più frequenti aborti selettivi, spesso con l'aiuto illegale, ma remunerato di medici e infermiere. Si stimano esserci 500mila aborti di feti femminili l'anno, 10 milioni negli ultimi 20 anni.

Il cardinale Oswald Gracias, vicepresidente della Conferenza dei vescovi cattolici indiani, dice ad AsiaNews che "in India la Chiesa cattolica lotta senza sosta per favorire la vita sin dal concepimento, creando centri sanitari e dispensari anche nelle zone rurali più remote, senza distinzione di casta e credo religioso". "Nei nostri centri sanitari diamo anche insegnamenti morali ed etici contro l'infanticidio e insegniamo a medici e personale sanitario di rispettare il valore e la dignità di ogni vita. Occorre rendere consapevoli che questa è una violazione dei diritti  umani, sia delle donne che dei bambini non nati".

"Contro la grave piaga dell'aborto conduciamo anche orfanotrofi che si prendono cura di qualsiasi bambino e operano per farlo adottare". "Ho fiducia che in modo graduale cambi la mentalità della popolazione, anche grazie al rapido progresso del Paese. Per questo non vedo nero il futuro. Anche se è triste che il maggior benessere porti a preoccuparsi per le ricchezze ma non a una ricchezza spirituale".

"La discriminazione deriva dalla tradizionale bassa considerazione della società indiana verso le femmine, viste come un peso, richiedenti una forte dote che molte famiglie povere non possono dare. Le bambine sono in genere meno istruite e hanno minori cure sanitarie, rispetto ai fratelli. La Chiesa, tramite attività sociali ed educative, aumenta le opportunità di istruzione e di apprendere un lavoro per la ragazze povere, per metterle in grado di vivere con dignità".

INDIA: Per fermare gli infanticidi il governo darà contributi per le figlie femmine

                                                                                                      

Per fermare gli infanticidi il governo darà contributi per le figlie femmine

di Nirmala Carvalho


Molte tribù rurali praticano l’infanticidio delle figlie femmine, anche per evitare di dover poi provvedere a costose doti. Ora il governo vuole provvedere alle loro spese.

New Delhi (AsiaNews) – Per combattere aborti e infanticidi selettivi, il governo studia di dare alle bambine una copertura assicurativa che comprenda l’assistenza sanitaria e l’istruzione. Lo ha rivelato ieri la Lok Sabha (la Camera bassa del parlamento indiano).

Renuka Chowdurry, ministro per le Donne e lo sviluppo dell’infanzia, spiega che “la proposta è compresa nell’11mo piano finanziario quinquennale e vuole assicurare la sopravvivenza e soprattutto lo sviluppo delle bambine”. Proprio per questo “il finanziamento prevede quattro condizioni essenziali: la nascita e la registrazione della bambina, la sua vaccinazione, che frequenti la scuola e che non si sposi prima dei 18 anni”.

Presso molte popolazioni tribali le figlie femmine sono considerate solo un peso e la mentalità sociale ne ammette sia il feticidio che l’infanticidio. Nel 2006 in un piccolo villaggio del distretto di Ranga Reddy, a 80 km. da Hyderabad (Andhra Pradesh), 11 neonate sono state lasciate morire di fame dai genitori. Molti tribali  sono soliti avvolgere la bambina non voluta dentro stracci e lasciarla morire.

Secondo la stampa locale Jarpula Peerya Nayak, padre di 27 anni, ha detto che “mia moglie per la terza volta ha avuto una bambina. Una figlia femmina è un peso e abbiamo deciso di non darle da mangiare. Così è morta”. “E’ davvero difficile crescere una bambina e trovarle marito”.

Il 25 febbraio anche suo cugino J. Ravi e la moglie hanno lasciato morire di fame la loro neonata. “Mia figlia – racconta Ravi – è morta due giorni dopo la nascita, perché non l’abbiamo nutrita”. “Abbiamo già due figlie, non possiamo permetterci di averne un’altra”. Un tribale spiega che quale dote della figlia dovrà dare “uno scooter, 5 o 6 tola [58-70 grammi] d’oro e 50 mila rupie, per avere un buon marito”.

Dopo la morte, i tribali scavano una fossa e ci seppelliscono la neonata, con sopra una pietra. I cani hanno scavato la fossa e mangiato parte del corpo della figlia di Ravi, così l’hanno seppellita di nuovo. La maggior parte delle 40 famiglie del villaggio hanno assistito a simili episodi o li hanno commessi, molte coppie dopo avere già avuto 2 o più figlie femmine. Jarpula Lokya Nayak ha fatto morire di fame due figlie.

L’infanticidio femminile è praticato anche in altre zone, come a Rokatigutta Tanda nella zona di Ipavapalli, a Gorigadda Tanda nel K. Samudram e a Nerellagadda Tanda.

Il 9 marzo un insegnante di Gorigadda Tanda ha impedito a K. Buggamma e a Panda Nayak di uccidere una neonata, la loro quinta figlia. Rajesh Rathod, maestro della locale scuola primaria superiore, racconta che “Beggamma aveva detto che avrebbe ucciso la bambina se era femmina. Dopo la nascita le abbiamo detto che Lakshmi [la divinità indù della salute e della bellezza] era venuta nella sua casa. Solo dopo questo ha preso a nutrire la bambina”.

Y.B.N. Avataram, viceamministratore della zona di Kulkacharla, distretto di Rangareddi, spiega che in genere si ha notizia degli infanticidi solo dopo tempo e che in genere “gli abitanti ci dicono che i bambini sono nati morti o erano immaturi”. Per esempio Keshulamma, una donna di Cheruyu Mundali, ha detto che tutte le sue 11 figlie femmine sono “morte” poco dopo il parto.

dalla parte delle bambine cancellate dal mondo

   

La mercificazione della donna



                                           Violenze e discriminazioni contro le donne nel mondo contemporaneo
di Antonella Randazzo per www.disinformazione.it  
Autrice del libro: "DITTATURE: la storia occulta"

Le autorità occidentali, attraverso i media, denunciano spesso i comportamenti discriminanti e vessatori, contro la donna, presenti all'interno della cultura islamica. Queste denunce danno ad intendere che la cultura occidentale tutela i diritti delle donne. Ma siamo davvero sicuri che le donne siano rispettate nella cultura occidentale? Dai fatti sembrerebbe proprio di no.
Nelle zone occupate dalle truppe occidentali, il livello di disprezzo e di violenza contro le donne è massimo. L'arrivo degli eserciti occidentali (peacekeepers o Caschi Blu, missioni Nato ecc.) produce sempre, oltre allo sfruttamento economico e sociale dei popoli occupati, anche sfruttamento sessuale di donne e bambini. Quasi mai i soldati subiscono processi per questi reati, nemmeno quando il crimine viene denunciato e provato. La violenza contro le donne e i bambini sembra fare parte della "missione" delle truppe occidentali.

Nei paesi del Terzo Mondo, molte donne e bambini vengono ridotti in schiavitù a scopo di sfruttamento sessuale o lavorativo. Le violenze vengono perpetrate direttamente dai soldati occidentali, oppure dalle truppe mercenarie pagate dai governi. I gruppi di guerriglia in Congo, in Somalia, in Etiopia, in Nigeria, in Liberia e in molti altri paesi africani, pagati dagli Usa, quotidianamente attuano stupri e violenze di ogni genere contro le donne, come se ciò facesse parte dell'ingaggio.
Nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), in particolare nella provincia del Nord Kivu, la guerriglia al soldo degli Stati Uniti pratica impunemente lo stupro da alcuni anni. Le organizzazioni umanitarie hanno rilevato, nel 2005, almeno 1292 casi di violenza sessuale e altrettanti casi nei primi mesi del 2006. 
Le violenze contro le donne, insieme ad altri numerosi crimini, vengono utilizzate per distruggere psicologicamente la popolazione, e spezzare ogni resistenza. Racconta l'organizzazione di Medici senza Frontiere che opera in Congo:

Lo stupro è usato come un mezzo per terrorizzare la popolazione, e il numero di casi aumenta con ogni nuovo scoppio di combattimenti e attacchi. Se le giovani sotto i 18 anni sono particolarmente esposte (quasi il 40% dei casi), il gruppo più colpito è quello delle donne tra i 19 e i 45 anni (53,6%). Queste sono le donne che lavorano nei campi per potere mantenere le loro famiglie. Gli atti di aggressione contro di loro hanno luogo principalmente in campi isolati ma anche lungo le strade percorse per arrivarvi. Di conseguenza, le donne limitano i loro spostamenti e nei centri nutrizionali nella missione di Kayna le madri preferiscono alloggiare nelle immediate vicinanze invece di tornare ogni settimana per prendere le razioni per i loro bambini
.[1]

In Africa, come in Asia e in Medio Oriente, sono in aumento le violenze contro bambine e donne. Un rapporto di Human Rights Watch (Hrw), del 2005, riporta casi agghiaccianti di violenze sessuali contro donne e bambine praticate da "peacekeepers" dell'Onu. Una ricercatrice di Hrw, Anneke Van Woudenberg, spiega: "Vediamo che nelle zone di conflitto lo stupro è usato sempre di più come un'arma da guerra... Non si tratta di occasionali voglie di sesso dei soldati. Lo stupro sta diventando parte della condotta normale di guerra".[2]
Il rapporto di Hrw sostiene che le violenze sono utilizzate per indebolire le comunità e sottometterle con più facilità. Soltanto nella città di Bunia (Ituri), 40  donne e ragazze, ogni settimana, in seguito alle violenze subite, si rivolgono a Hrw per essere aiutate.

Le truppe dell'Onu in Congo, chiamate con la sigla Monuc, sono state accusate di numerosi casi di violenza sessuale e di prostituzione infantile. La responsabile di Hrw in Congo, Jane Rasmussen, racconta: "I posti in cui sono accaduti i peggiori episodi di violenze sessuali sono gli stessi da cui abbiamo ricevuto le denunce peggiori sul comportamento dei peacekeepers... Il fatto è che le donne sono in una condizione di tale degrado che la cosa appare loro quasi normale. Una ragazza mi ha detto, in lacrime, che almeno quelli del Monuc pagano".[3]
La stessa Onu ha ammesso: "Vi e un modulo di sfruttamento sessuale praticato dai peacekeepers che è del tutto contrario agli standard fissati dal Dipartimento per le operazioni di peacekeeping".[4]

Le truppe occidentali, o i gruppi di guerriglia al soldo delle corporation e delle banche occidentali, in molti paesi, hanno creato una situazione talmente grave e criminale, che nel contesto gli stupri appaiono il male minore. La fame, le malattie, la denutrizione e il terrore in cui versa la popolazione, trasformano la realtà in un incubo. In Congo muoiono 31.000 persone al giorno, per la guerra e la fame, la maggior parte delle quali sono bambini. Secondo l'International Rescue Committee, dall'agosto del 1998, sono morte circa quattro milioni di persone. Sheila Sisulu, vicedirettore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, racconta episodi di "ordinaria" violenza:

La vita di Annie era serena. Aveva studiato Agraria all'università e suo marito aveva un ottimo lavoro. Vivevano con i loro figli in una casa di quattro stanze a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo. Poi un giorno suo marito dovette scappare per mettere in salvo la pelle. Cinque soldati governativi, venuti a cercarlo, violentarono Annie e le dissero che sarebbero tornati ad ucciderla. Annie non perse tempo. Prese i suoi figli e se ne andò in cerca di un pò di pace. Nella sua fuga fu fermata dai ribelli che la violentarono a loro volta usando anche delle bottiglie. Solo dopo molto, riuscì a raggiungere un campo profughi. Viveva in una casa di fango con i suoi nove figli. La storia di Annie è abbastanza comune... Nei 14 anni della guerra civile liberiana, il 40 per cento delle donne ha subito violenze. Metà di loro porta ancora i segni psichici e fisici di quell'esperienza. Molte, allontanate dalla propria comunità, sono costrette oggi a prostituirsi per sopravvivere il che le espone ancora di più a abusi e malattie sessualmente trasmittibili come l'HIV/AIDS. Stupri sistematici, torture, schiavitù sessuale sono stati usati per terrorizzare e destabilizzare le comunità di tutto il mondo, da Haiti alla Repubblica Democratica del Congo a Myanmar. Durante la lunga e sanguinosa guerra civile in Sierra Leone, migliaia di donne e ragazze, talvolta bambine di appena sette anni, sono state rapite e ridotte in schiavitù per essere usate sessualmente o come combattenti, obbligate a uccidere.
[5]

Le aree di guerra e le basi militari diventano luoghi di sfruttamento e di schiavitù sessuale. In seguito alla creazione di una base militare, si registra l'aumento della prostituzione e delle violenze contro le donne. Nelle zone limitrofe alle basi americane si concentra l'offerta sessuale, perché c'è la domanda. Oltre alla prostituzione, i soldati americani praticano anche diverse forme di violenza e prepotenza contro le prostitute e le donne in genere. A Pordenone si formò un comitato per denunciare tali comportamenti. Racconta Carla Corso: "Il Comitato è nato perché eravamo semplicemente stufe di quello che succedeva a Pordenone, di tutta la prepotenza nei confronti delle prostitute, soprattutto da parte degli americani".[6]

Durante la Seconda guerra mondiale, tutti gli eserciti praticarono la violenza sessuale contro le donne. Alcuni eserciti, come quello giapponese e americano, avevano una certa quantità di schiave sessuali, che erano donne fatte prigioniere e costrette a subire violenze sessuali da tutti i soldati. In Italia, alla fine della Seconda guerra mondiale, le truppe americane costrinsero 40.000 donne napoletane a prostituirsi, e violentarono numerose donne in tutti i luoghi occupati. 
Nel periodo che va dal 1932 al 1945, circa 100.000 donne (l'80% erano coreane) furono ridotte in schiavitù dalle truppe giapponesi. Alcune di queste donne raccontarono cose agghiaccianti, che esprimono un livello di disumanità atroce. Ad esempio, una donna filippina raccontò:

Dodici soldati mi violentarono uno dopo l'altro, dopo di che mi venne data un'ora di pausa. Poi seguirono altri dodici soldati. Erano tutti allineati fuori dalla stanza aspettando il loro turno. Sanguinavo e provavo così tanto dolore che non mi reggevo in piedi. Il mattino seguente ero troppo debole per alzarmi... non riuscivo a mangiare. Provavo molto dolore e la mia vagina era gonfia. Piangevo e piangevo, chiamando mia madre. Non potevo oppormi ai soldati perché mi avrebbero uccisa. Che altro potevo fare? Ogni giorno, dalle 2 del pomeriggio alle 10 di sera, i soldati si allineavano fuori dalla mia stanza e dalle stanze delle altre sei donne che c'erano. Non avevo neanche il tempo di lavarmi al termine di ogni assalto. Di sera riuscivo solo a chiudere gli occhi e a piangere. Il mio vestito strappato si sarebbe sbriciolato a causa della crosta formata dal seme secco dei soldati. Mi lavavo con acqua calda e pezzi di vestito per essere pulita. Tenevo premuto il vestito sulla mia vagina come un impacco per alleviare quel dolore e il gonfiore
.[7]

Negli anni Sessanta, si ebbe una massiccia presenza militare americana nel Sud est Asiatico, in particolare in Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam e Birmania. Dopo pochi mesi dall'installazione delle basi Usa, si ebbe una crescita vertiginosa della prostituzione, dei locali notturni e dei luoghi di intrattenimento. I governi locali appoggiarono il fenomeno, permisero l'aumento della prostituzione e non intervenivano in alcun modo nemmeno di fronte a evidenti casi di violenza e maltrattamento. In Thailandia, nel 1950, c'erano 20.000 prostitute, ma dopo la costruzione delle basi americane diventarono 400.000 soltanto a Bangkok. La presenza delle truppe americane e dell'Onu, rese la zona del Sud est Asiatico un luogo di sfruttamento sessuale, anche minorile. In Thailandia, il 30% dello sfruttamento sessuale riguardava bambini. Le bambine thailandesi venivano violentate dai soldati americani, e poi inserite nel "mercato del sesso". I soldati si valsero persino delle "ristrutturazioni" economiche imposte da Washington per pagare le prostitute soltanto pochi spiccioli. Nel 1997, pagavano sessanta dollari per andare con una prostituta thailandese, ma dopo le "riforme", i soldati pagavano pochi dollari, avvantaggiandosi della svalutazione del bath thailandese.

Alla fine della guerra del Vietnam, a Saigon c'erano circa 500.000 prostitute. Racconta la studiosa Paola Benevene: "Le basi militari hanno fatto sviluppare le città asiatiche o ne hanno fatto addirittura sorgere di nuove, semplicemente promuovendo la creazione di locali pubblici provvisti di prostitute".[8]
In Cambogia, nel 1991, dopo la firma degli accordi di pace, giunsero 100.000 soldati, oltre a funzionari delle Nazioni Unite e di altre istituzioni internazionali. Immediatamente il numero delle prostitute aumentò, e nel giro di due anni le donne sfruttate sessualmente salirono da 6.000 a 20.000.

Negli anni Sessanta, venne creata la più grande base Usa nella città di Olongapo, a Nord di Manila. Dopo pochi anni, la città divenne un enorme bordello. Su una popolazione di 200.000 abitanti, 60.000 donne e bambini vennero ridotti in schiavi sessuali dei soldati americani. Quando gli americani andarono via, nel 1992, molti soldati in pensione ritornarono a Olongapo per "fare affari", continuando a sfruttare le donne e i bambini all'interno del giro di prostituzione creato anni prima.    
Ovunque sorgono basi militari Usa, cresce a dismisura la prostituzione, e in molte zone viene creato dal nulla un giro di sfruttamento sessuale di donne e bambini. Anche nei territori della ex Jugoslavia, le truppe americane hanno creato un giro di prostituzione e di schiavitù sessuale. In Bosnia, nel 1992, durante i primi mesi di guerra, si stima una quantità di 20.000/50.000 donne stuprate dalle truppe occidentali.

La DynCorp , una grande società americana che fornisce servizi all'esercito americano, in Kosovo e in Bosnia mandò numerosi impiegati e quadri, che crearono una rete di schiave sessuali, anche bambine di 12/15 anni. Il traffico venne in seguito denunciato da alcuni impiegati, ad esempio, da Ben Johnston, che nel 2002 svelò alcuni particolari del sistema di schiavizzazione della DynCorp: "Da quando sono arrivato, mi si è parlato di prostituzione, ma ho impiegato del tempo per capire che si compravano le ragazze con 600/800 dollari. Io ho detto che questa è semplicemente schiavitù".[9]

Nonostante le denunce avessero prodotto molta indignazione e sollevato un'inchiesta, la DynCorp non subì alcuna penalizzazione, e i suoi uomini vennero considerati come impunibili, allo stesso modo dei soldati americani. Il caso della DynCorp non è l'unico, ma svela una consuetudine degli americani.  
In Iraq e in Afghanistan, moltissime donne vengono quotidianamente violentate da soldati americani e britannici. I casi di violenza vengono in gran parte occultati, ma alcune donne hanno avuto il coraggio di raccontare fatti agghiaccianti: torture, maltrattamenti e violenze subite in seguito all'arresto arbitrario da parte delle truppe d'occupazione. Le organizzazioni che si battono contro le violenze alle donne, Women Against Rape  (Donne Contro lo Stupro) e Women's Rape Action Project  (Progetto d'Azione Contro lo Stupro delle Donne Nere), raccontano:

Le donne irachene ci hanno detto che le donne sono in prigione per essere interrogate e torturate perché rivelino informazioni sugli uomini loro parenti. Per le donne la tortura comincia quasi sempre con la tortura dello stupro, spesso stupro da più uomini... Una donna dell'Università di Baghdad che lavora per Amnesty International ha descritto gli abusi sessuali a cui è stata personalmente sottoposta a un posto di blocco e quello che ha saputo da altre donne. "Mi ha puntato la luce laser direttamente in mezzo al petto e poi ha indicato il suo pene. Mi ha detto 'Vieni qua, puttana, che ti scopo'
".[10]

Le donne rinchiuse nelle prigioni irachene sono regolarmente maltrattate e umiliate. Abdel Bassat Turki, ministro dimissionario per i diritti umani, spiega: "Venivano loro negate le cure mediche. Non avevano veri gabinetti. Ricevevano solo una coperta anche se era inverno. E le loro famiglie non potevano visitarle".[11] Molte donne irachene e afghane non raccontano le violenze subite per vergogna, per paura o perché traumatizzate. Un avvocato iracheno ha raccontato che una donna, ex-prigioniera di Abu Ghraib, "svenne prima di fornire maggiori dettagli dello stupro e delle coltellate subite da parte dei soldati americani".[12] Altre ex-detenute si vergognano a raccontare quello che hanno subito, e non ne parlano, anche per nasconderlo alle famiglie.

Women Against Rape ha denunciato che alcuni soldati inglesi hanno scattato foto di stupri e violenze, che poi hanno fatto circolare come materiale pornografico. Le truppe americane e britanniche praticano violenze sessuali anche su bambini, come è stato denunciato da numerose associazioni umanitarie. Esistono foto e video che documentano queste atrocità, e sono stati visionati anche da alcune autorità anglo-americane, come il vicepresidente americano Dick Cheney, che hanno fatto finta di non aver visto.
Le violenze riguardano anche le stesse donne soldato dell'esercito statunitense. Dorothy Mackey, ex-capitano di aviazione, in seguito alle violenze sessuali da lei stessa subite, si è messa in contatto con molte altre donne dell'esercito vittime di stupri e violenze. Queste donne raccontano che gli abusi sessuali, quasi sempre, non vengono puniti dalla gerarchia militare, che non li considera reati.

La "globalizzazione", impoverendo molti paesi, ha prodotto il fenomeno della tratta e riduzione in schiavitù delle donne. Molte donne, spesso giovanissime, vengono adescate con la promessa di un posto di lavoro, ma una volta uscite dal loro paese vengono violentate, schiavizzate e costrette a un'esistenza da incubo. Queste donne vengono inserite nel giro di prostituzione di molti paesi europei. Ad esempio, in Belgio, almeno il 15% delle prostitute sono state ridotte in schiavitù dopo aver lasciato il loro paese. La maggior parte di esse proviene dall'Europa orientale, dalla Colombia, dal Perù e dalla Nigeria. Anche in Svizzera, ogni anno, vengono introdotte 1500/3000 donne schiavizzate.

Il traffico degli esseri umani è gestito e coordinato dalle stesse reti mafiose che si occupano del mercato della droga e delle armi. Ogni anno,  almeno 800.000/900.000 persone sono vittime della tratta, l'80% di esse sono bambini e donne. Mentre l'immigrazione illegale viene controllata e severamente perseguita da leggi gravemente discriminatorie, il traffico umano viene occultato attraverso passaggi illegali che permettono ai trafficanti dell'Europa dell'est o africani, di portare in Italia o in altri paesi, gruppi di ragazze da inserire nella rete della prostituzione. Il commercio degli esseri umani, specie donne e bambini, è oggi più che mai fiorente, e interessa sia lo sfruttamento sessuale e lavorativo, sia l'accattonaggio ed il traffico di organi umani.

La tratta degli esseri umani è aumentata a dismisura in seguito all'impoverimento dei paesi dell'est europeo, della ex Jugoslavia e della ex Unione Sovietica. Dall'inizio degli anni Novanta, la Banca Mondiale è intervenuta a saccheggiare questi paesi. Il Fondo Monetario Internazionale ne ha gravemente indebolito l'economia, accrescendo la miseria di numerose famiglie. In seguito alle "riforme" imposte, la disoccupazione ha raggiunto livelli molto elevati, e anche chi lavora guadagna così poco da non poter pagare il necessario per la sopravvivenza. Per questo, con la promessa di un lavoro, molte ragazze di questi paesi sono disposte a rischiare e a partire, ritrovandosi poi schiavizzate e costrette a prostituirsi.

Alcune di esse, per la miseria, hanno accettato di entrare in un giro di prostituzione che si basa su cataloghi o su foto pubblicate su alcuni siti internet, attraverso i quali, "l'utente" occidentale può "valutare la merce" e "acquistarla". L'offerta è in aumento perché è in crescita la domanda di molti uomini europei, che pur sapendo che si tratta di un traffico basato sulla miseria e sulla disperazione, chiedono di fare sesso con queste donne. 
Tutti questi fenomeni criminali non vengono seriamente contrastati dai governi, che si limitano di tanto in tanto a fare qualche indagine, ma non mettono in pratica efficaci strategie per impedire che le immigrate vengano costrette a prostituirsi.

Le donne schiavizzate sono tenute sotto minaccia, e talvolta torturate con sigarette spente sulla pelle o violenze fisiche e psicologiche di vario genere. La situazione di schiavitù delle donne straniere costrette a prostituirsi, è ormai nota a tutti, eppure una grande quantità di uomini europei vanno con queste donne, rendendosi complici di crimini gravissimi. La responsabilità di questi uomini è assai grave, perché se non ci fosse la domanda non ci sarebbe nemmeno l'offerta.
Anche nelle zone dove non c'è guerra, la violenza contro le donne può essere elevata. Nel mondo, secondo le stime dell'United Nations Development Fund for Women (Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le donne, Unifem), una donna su tre è stata picchiata, violentata o abusata almeno una volta nella vita. Le percentuali variano da paese in paese: in Canada il 29 %, in Nicaragua il 28 %, in Australia il 23%, in Cambogia il 16 %, ecc. Nel 70% dei casi di assassinio di donne, il colpevole è il coniuge.

Nei paesi poveri, spesso le violenze determinano l'entrata nel giro delle prostituzione. In India, ogni anno quasi 2 milioni di bambine, tra i 5 e i 15 anni, vengono avviate alla prostituzione, mentre in Bangladesh, negli anni Novanta, sono state schiavizzate oltre 200.000 donne, molte delle quali giovanissime. 
L'Italia, fra i paesi europei, ha il triste primato del turismo sessuale. Ogni anno circa 80.000 uomini italiani vanno all'estero per avere rapporti sessuali con ragazzine più giovani delle loro figlie. Questi uomini, non avendo integrato gli aspetti femminili della loro personalità, che la nostra cultura svaluta e reprime, esprimono tutto il loro disprezzo verso il femminile facendo sesso con bambine che ricevono in cambio pochi spiccioli per comprare l'acqua e una scodella di riso. Come se quelle bambine non dovessero avere gli stessi diritti delle loro figlie.

Su questo sconcertante fenomeno, scriveva Enzo Baldoni: "Ma non sono quasi tutti mariti, quasi tutti padri i milioni di tedeschi, italiani, inglesi, americani che ogni anno affollano i bordelli della Thailandia (o del Brasile) per montare addosso a bambine di dieci, otto perfino quattro anni?"[13] 
Anche nel mondo ricco molte donne subiscono discriminazioni, violenze e maltrattamenti. Negli Stati Uniti, ogni anno 700.000 donne vengono violentate o aggredite, mentre in Francia, 50.000/90.000 donne subiscono violenza sessuale, e la maggior parte di esse non sporge alcuna denuncia.

Tutte le religioni tradizionali discriminano le donne, impedendo l'amministrazione del culto e imponendo dottrine che le penalizzano. Il mondo ricco non tratta la donna al pari dell'uomo, ma la relega nelle mansioni più umili e la considera per il suo aspetto estetico, all'interno di un sistema mediatico che esalta la sessualità nei suoi aspetti più istintivi. 
La propaganda mediatica, punta a convincere che la donna occidentale gode degli stessi diritti dell'uomo, per scoraggiare ogni lotta per un'effettiva parità. Negli anni Settanta si parlava di femminismo e di lotte per la parità, ma oggi ciò appare come ridicolo e obsoleto, e questo sancisce la reale condizione di inferiorità della donna, spacciata per parità.

Mentre la cultura islamica nasconde la donna o la isola socialmente, la cultura occidentale tende a denigrarla, e a farla apparire come oggetto sessuale o merce. In entrambi i casi si tratta di culture maschili e maschiliste, che temono gli aspetti femminili dell'essere umano, come l'intuito, la crescita emotiva e la creatività, e per sopperire a questo, alimentano gli aspetti del maschile che non sono costruttivi né creativi, come il militarismo e il machismo. 
Le donne del mondo ricco sono esposte al martellamento mediatico denigrante e mercificante, che le destabilizza e in molti casi provoca disturbi alimentari o scompensi di vario genere. Il martellamento punta a farle sentire fisicamente inadeguate, attraverso modelli perfetti, dotati di magrezza non naturale o di caratteristiche fisiche non comuni.

In Italia 3 milioni di persone soffrono di anoressia o bulimia, e nel 95% dei casi si tratta di donne. Queste patologie emergono soprattutto nella fascia d'età che va dai 12 ai 25 anni. La bambina, fin da piccola, apprende che l'avvenenza sessuale è la cosa più importante richiesta alla donna, e che i modelli estetici proposti dai media sono praticamente irraggiungibili. Una ricerca della Società Italiana di Pediatria ha fatto emergere che già le ragazzine delle scuole medie, per il 60,4%, sono preoccupate per il loro peso, e vorrebbero diventare più magre. Molte di esse, per adeguarsi al modello estetico proposto dai media, intraprenderanno diete che potranno dare inizio a problemi nell'alimentazione.

Le modelle delle passerelle o le ragazze delle copertine delle riviste, spesso hanno un corpo sottopeso, e non godono di salute fisica come dovrebbero, essendo sottoposte a diete non salutari. Esse stesse sono vittime del modello imposto nel mondo della moda e della pubblicità, e possono avere conseguenze gravi per la loro salute. Alcune di esse giungono alla morte.
Per uscire dalle patologie alimentari occorrono spesso lunghe cure psicoterapiche, che operino in senso contrario rispetto alla destabilizzazione psicologica dei media, facendo acquisire alle ragazze  sicurezza in se stesse e recuperare la loro interezza di persone.

In Italia non c'è alcuna parità fra uomo e donna. Le donne sono discriminate nel lavoro, nella società e talvolta anche in famiglia. Esse lavorano con salari più bassi e meno possibilità di carriera. Negli ordini professionali o nei posti di comando le donne sono pochissime, così come nel settore della politica e della burocrazia. Le donne lavorano in quelle mansioni che richiedono bella presenza, come la commessa, oppure nelle mansioni più umili o poco qualificati, come nelle pulizie o nell'assistenza agli anziani. Nel resto dell'Europa e negli Usa c'è una situazione analoga, anche se l'occupazione femminile è più elevata e ci sono più donne nelle posizioni di prestigio.

In Italia proliferano i concorsi di bellezza, e persino la Rai dedica ogni anno molte serate all'elezione di Miss Italia, esaltando l'evento come fosse importantissimo. Gli spettacoli televisivi mostrano donne poco vestite, che vengono utilizzate per la loro avvenenza. Da anni ormai ci siamo abituati all'esistenza di programmi in cui sono presenti una o più figure femminili che si offrono alla vista ma non hanno alcun ruolo né competenze professionali. In alcuni di questi programmi, vengono fatte inquadrature maliziose di seni, glutei o labbra gonfie e invitanti. Negli ultimi anni, i modelli femminili proposti in TV sono diventati sempre più lontani dalle donne reali, e sempre più vicini a quelle immagini delle riviste che nei tempi passati venivano nascoste dietro le edicole. Le vallette in TV, spesso non hanno nemmeno un nome, e subiscono una depersonalizzazione che ha lo scopo di farle apparire semplicemente come oggetti sessuali seducenti. 

Nel 2005, noi italiani abbiamo ricevuto alcuni consigli da uno speciale comitato dell'Onu (il Comitato per l'eliminazione della discriminazione contro le donne), che denunciava la tendenza, in Italia, a mercificare il corpo femminile nei media (TV, pubblicità) e a relegare la donna in ruoli subalterni. Il comitato dell'Onu osservava che "tali atteggiamenti sono la causa della posizione svantaggiata delle donne sul lavoro e nella politica", e consigliava di "promuovere un'immagine delle donne alla pari in tutte le sfere della vita".[14]
Negli ultimi decenni, in Italia, la qualità dei programmi TV si è talmente abbassata da ridursi quasi esclusivamente a spettacoli scadenti, volgari o sgradevoli, che mettono in ridicolo o umiliano la figura femminile. Ad esempio, qualche tempo fa, in una puntata di "Porta a Porta", il conduttore Bruno Vespa ospitava una donna che doveva mostrare i suoi seni prorompenti, come se ciò fosse indispensabile per consentire agli ospiti di trattare il problema della chirurgia del seno. 

La TV mostra molto spesso il corpo femminile nudo o seminudo  utilizzato come oggetto di seduzione, per la pubblicizzazione di qualsiasi prodotto. Queste pubblicità, trasmesse a tutte le ore, sono altamente diseducative perché promuovono l'idea di donna come oggetto sessuale, e mostrano corpi femminili perfetti, che producono nelle donne comuni complessi d'inferiorità.
In questi giorni, l'Istat ha notificato un'indagine sulla condizione femminile nel nostro paese, rilevando un livello altissimo di violenza contro le donne. I comportamenti di minaccia o persecutori di ex partner riguarderebbero almeno 2.077.000 donne. Le vittime di violenze fisiche o sessuali sono 6.743.000, mentre le donne che hanno subito violenze psicologiche dal partner sono 7.134.000. Negli ultimi 12 mesi, oltre un milione e mezzo di donne sono state vittime di violenza sessuale o fisica. Gli stupri spesso non sono denunciati, e molte donne non parlano con nessuno delle violenze subite. Dall'indagine emerge che ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo. Nel 2005 le donne uccise dagli ex partner sono state 134, e 112 nel 2006.

Nel 2006, in Italia, ci sono stati 74.000 stupri, il 6,6% dei quali ha riguardato minorenni. Ogni anno 500.000 donne italiane denunciano casi di stupro, di molestie o di tentata violenza. 
La cultura occidentale, dominata dal maschile, teme la donna a tal punto da avvilire la sua personalità ponendo limiti al suo rappresentare se stessa. Tale cultura ha creato numerosi stereotipi negativi sulla donna. Ad esempio, c'è lo stereotipo della segretaria che siede sulla gambe del "capo", ad intendere di essere sottomessa al suo prestigio e potere; c'è la donna bella e poco intelligente che si comporta da ochetta, e c'è la donna brutta e occhialuta che è intelligente. Come se una donna bella non potesse essere un'intellettuale. C'è anche lo stereotipo della "malafemmina", cioè la donna che imbriglia l'uomo con la seduzione. Questi stereotipi puntano a condizionare la personalità femminile o a porla in ambiti ristretti.

Nella cultura occidentale, il modello di successo femminile non viene collegato a meriti o a talenti della donna, ma al matrimonio che essa contrae. Il modello femminile tradizionale è quello della donna che realizza se stessa con un buon matrimonio, cioè sposando un uomo di buon livello socio-economico.
Negli ultimi anni, gli stereotipi e i modelli femminili offerti dai media hanno acquisito caratteristiche ancora più negative, attraverso i personaggi proposti dalla TV, come le veline e le vallette. Si tratta di donne giovani che non fanno nulla, ma si limitano a mostrare parti del loro corpo muovendosi in modo seduttivo. Molte ragazze vorrebbero assumere quei ruoli, e per questo alcune di esse sono disposte anche ad offrire "prestazioni sessuali", come i recenti scandali hanno rivelato. Queste ragazze sono cresciute vedendo pubblicità seduttive e TV spazzatura, e sono state condizionate a tal punto da non essere in grado di assumere l'integrità della loro persona come valore fondamentale.

La cultura occidentale illude la donna di essere libera sessualmente, ma "mercificare" non significa liberare. Nelle civiltà dominate dal maschile è l'uomo che vuole stabilire quale debba essere la personalità e la sessualità femminile, attuando un controllo che tende ad alterare ciò che il femminile originariamente è o può essere. 
Negli ultimi decenni, i media occidentali puntano a fare in modo che la donna abbassi il concetto che ha di se stessa, fino a ritenere di valere soltanto per le sue qualità estetiche. Sempre più programmi televisivi parlano di interventi chirurgici per modellare il corpo o per eliminare le rughe. L'invasione massiccia di questi programmi e delle pubblicità di prodotti per la bellezza o per il trucco, rischiano di farci perdere di vista che prima ancora di essere donne o uomini, siamo persone, e come tali abbiamo diritto al rispetto del nostro corpo e della nostra dignità di esseri umani. Le risorse dell'uomo sono sia "maschili" che "femminili", e risulta impossibile un vero progresso culturale e umano se non si integrano tutti gli aspetti, e se non si diventa capaci di rispettare ogni essere umano nel suo valore di persona.

Antonella Randazzo ha scritto Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni, 2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e "DITTATURE: la storia occulta" (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007).
Se vuoi lasciare un commento agli articoli o ai libri di Antonella Randazzo vai a  http://antonellarandazzo.blogspot.com/

La mercificazione della donna



                                           Violenze e discriminazioni contro le donne nel mondo contemporaneo
di Antonella Randazzo per www.disinformazione.it  
Autrice del libro: "DITTATURE: la storia occulta"

Le autorità occidentali, attraverso i media, denunciano spesso i comportamenti discriminanti e vessatori, contro la donna, presenti all'interno della cultura islamica. Queste denunce danno ad intendere che la cultura occidentale tutela i diritti delle donne. Ma siamo davvero sicuri che le donne siano rispettate nella cultura occidentale? Dai fatti sembrerebbe proprio di no.
Nelle zone occupate dalle truppe occidentali, il livello di disprezzo e di violenza contro le donne è massimo. L'arrivo degli eserciti occidentali (peacekeepers o Caschi Blu, missioni Nato ecc.) produce sempre, oltre allo sfruttamento economico e sociale dei popoli occupati, anche sfruttamento sessuale di donne e bambini. Quasi mai i soldati subiscono processi per questi reati, nemmeno quando il crimine viene denunciato e provato. La violenza contro le donne e i bambini sembra fare parte della "missione" delle truppe occidentali.

Nei paesi del Terzo Mondo, molte donne e bambini vengono ridotti in schiavitù a scopo di sfruttamento sessuale o lavorativo. Le violenze vengono perpetrate direttamente dai soldati occidentali, oppure dalle truppe mercenarie pagate dai governi. I gruppi di guerriglia in Congo, in Somalia, in Etiopia, in Nigeria, in Liberia e in molti altri paesi africani, pagati dagli Usa, quotidianamente attuano stupri e violenze di ogni genere contro le donne, come se ciò facesse parte dell'ingaggio.
Nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), in particolare nella provincia del Nord Kivu, la guerriglia al soldo degli Stati Uniti pratica impunemente lo stupro da alcuni anni. Le organizzazioni umanitarie hanno rilevato, nel 2005, almeno 1292 casi di violenza sessuale e altrettanti casi nei primi mesi del 2006. 
Le violenze contro le donne, insieme ad altri numerosi crimini, vengono utilizzate per distruggere psicologicamente la popolazione, e spezzare ogni resistenza. Racconta l'organizzazione di Medici senza Frontiere che opera in Congo:

Lo stupro è usato come un mezzo per terrorizzare la popolazione, e il numero di casi aumenta con ogni nuovo scoppio di combattimenti e attacchi. Se le giovani sotto i 18 anni sono particolarmente esposte (quasi il 40% dei casi), il gruppo più colpito è quello delle donne tra i 19 e i 45 anni (53,6%). Queste sono le donne che lavorano nei campi per potere mantenere le loro famiglie. Gli atti di aggressione contro di loro hanno luogo principalmente in campi isolati ma anche lungo le strade percorse per arrivarvi. Di conseguenza, le donne limitano i loro spostamenti e nei centri nutrizionali nella missione di Kayna le madri preferiscono alloggiare nelle immediate vicinanze invece di tornare ogni settimana per prendere le razioni per i loro bambini
.[1]

In Africa, come in Asia e in Medio Oriente, sono in aumento le violenze contro bambine e donne. Un rapporto di Human Rights Watch (Hrw), del 2005, riporta casi agghiaccianti di violenze sessuali contro donne e bambine praticate da "peacekeepers" dell'Onu. Una ricercatrice di Hrw, Anneke Van Woudenberg, spiega: "Vediamo che nelle zone di conflitto lo stupro è usato sempre di più come un'arma da guerra... Non si tratta di occasionali voglie di sesso dei soldati. Lo stupro sta diventando parte della condotta normale di guerra".[2]
Il rapporto di Hrw sostiene che le violenze sono utilizzate per indebolire le comunità e sottometterle con più facilità. Soltanto nella città di Bunia (Ituri), 40  donne e ragazze, ogni settimana, in seguito alle violenze subite, si rivolgono a Hrw per essere aiutate.

Le truppe dell'Onu in Congo, chiamate con la sigla Monuc, sono state accusate di numerosi casi di violenza sessuale e di prostituzione infantile. La responsabile di Hrw in Congo, Jane Rasmussen, racconta: "I posti in cui sono accaduti i peggiori episodi di violenze sessuali sono gli stessi da cui abbiamo ricevuto le denunce peggiori sul comportamento dei peacekeepers... Il fatto è che le donne sono in una condizione di tale degrado che la cosa appare loro quasi normale. Una ragazza mi ha detto, in lacrime, che almeno quelli del Monuc pagano".[3]
La stessa Onu ha ammesso: "Vi e un modulo di sfruttamento sessuale praticato dai peacekeepers che è del tutto contrario agli standard fissati dal Dipartimento per le operazioni di peacekeeping".[4]

Le truppe occidentali, o i gruppi di guerriglia al soldo delle corporation e delle banche occidentali, in molti paesi, hanno creato una situazione talmente grave e criminale, che nel contesto gli stupri appaiono il male minore. La fame, le malattie, la denutrizione e il terrore in cui versa la popolazione, trasformano la realtà in un incubo. In Congo muoiono 31.000 persone al giorno, per la guerra e la fame, la maggior parte delle quali sono bambini. Secondo l'International Rescue Committee, dall'agosto del 1998, sono morte circa quattro milioni di persone. Sheila Sisulu, vicedirettore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, racconta episodi di "ordinaria" violenza:

La vita di Annie era serena. Aveva studiato Agraria all'università e suo marito aveva un ottimo lavoro. Vivevano con i loro figli in una casa di quattro stanze a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo. Poi un giorno suo marito dovette scappare per mettere in salvo la pelle. Cinque soldati governativi, venuti a cercarlo, violentarono Annie e le dissero che sarebbero tornati ad ucciderla. Annie non perse tempo. Prese i suoi figli e se ne andò in cerca di un pò di pace. Nella sua fuga fu fermata dai ribelli che la violentarono a loro volta usando anche delle bottiglie. Solo dopo molto, riuscì a raggiungere un campo profughi. Viveva in una casa di fango con i suoi nove figli. La storia di Annie è abbastanza comune... Nei 14 anni della guerra civile liberiana, il 40 per cento delle donne ha subito violenze. Metà di loro porta ancora i segni psichici e fisici di quell'esperienza. Molte, allontanate dalla propria comunità, sono costrette oggi a prostituirsi per sopravvivere il che le espone ancora di più a abusi e malattie sessualmente trasmittibili come l'HIV/AIDS. Stupri sistematici, torture, schiavitù sessuale sono stati usati per terrorizzare e destabilizzare le comunità di tutto il mondo, da Haiti alla Repubblica Democratica del Congo a Myanmar. Durante la lunga e sanguinosa guerra civile in Sierra Leone, migliaia di donne e ragazze, talvolta bambine di appena sette anni, sono state rapite e ridotte in schiavitù per essere usate sessualmente o come combattenti, obbligate a uccidere.
[5]

Le aree di guerra e le basi militari diventano luoghi di sfruttamento e di schiavitù sessuale. In seguito alla creazione di una base militare, si registra l'aumento della prostituzione e delle violenze contro le donne. Nelle zone limitrofe alle basi americane si concentra l'offerta sessuale, perché c'è la domanda. Oltre alla prostituzione, i soldati americani praticano anche diverse forme di violenza e prepotenza contro le prostitute e le donne in genere. A Pordenone si formò un comitato per denunciare tali comportamenti. Racconta Carla Corso: "Il Comitato è nato perché eravamo semplicemente stufe di quello che succedeva a Pordenone, di tutta la prepotenza nei confronti delle prostitute, soprattutto da parte degli americani".[6]

Durante la Seconda guerra mondiale, tutti gli eserciti praticarono la violenza sessuale contro le donne. Alcuni eserciti, come quello giapponese e americano, avevano una certa quantità di schiave sessuali, che erano donne fatte prigioniere e costrette a subire violenze sessuali da tutti i soldati. In Italia, alla fine della Seconda guerra mondiale, le truppe americane costrinsero 40.000 donne napoletane a prostituirsi, e violentarono numerose donne in tutti i luoghi occupati. 
Nel periodo che va dal 1932 al 1945, circa 100.000 donne (l'80% erano coreane) furono ridotte in schiavitù dalle truppe giapponesi. Alcune di queste donne raccontarono cose agghiaccianti, che esprimono un livello di disumanità atroce. Ad esempio, una donna filippina raccontò:

Dodici soldati mi violentarono uno dopo l'altro, dopo di che mi venne data un'ora di pausa. Poi seguirono altri dodici soldati. Erano tutti allineati fuori dalla stanza aspettando il loro turno. Sanguinavo e provavo così tanto dolore che non mi reggevo in piedi. Il mattino seguente ero troppo debole per alzarmi... non riuscivo a mangiare. Provavo molto dolore e la mia vagina era gonfia. Piangevo e piangevo, chiamando mia madre. Non potevo oppormi ai soldati perché mi avrebbero uccisa. Che altro potevo fare? Ogni giorno, dalle 2 del pomeriggio alle 10 di sera, i soldati si allineavano fuori dalla mia stanza e dalle stanze delle altre sei donne che c'erano. Non avevo neanche il tempo di lavarmi al termine di ogni assalto. Di sera riuscivo solo a chiudere gli occhi e a piangere. Il mio vestito strappato si sarebbe sbriciolato a causa della crosta formata dal seme secco dei soldati. Mi lavavo con acqua calda e pezzi di vestito per essere pulita. Tenevo premuto il vestito sulla mia vagina come un impacco per alleviare quel dolore e il gonfiore
.[7]

Negli anni Sessanta, si ebbe una massiccia presenza militare americana nel Sud est Asiatico, in particolare in Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam e Birmania. Dopo pochi mesi dall'installazione delle basi Usa, si ebbe una crescita vertiginosa della prostituzione, dei locali notturni e dei luoghi di intrattenimento. I governi locali appoggiarono il fenomeno, permisero l'aumento della prostituzione e non intervenivano in alcun modo nemmeno di fronte a evidenti casi di violenza e maltrattamento. In Thailandia, nel 1950, c'erano 20.000 prostitute, ma dopo la costruzione delle basi americane diventarono 400.000 soltanto a Bangkok. La presenza delle truppe americane e dell'Onu, rese la zona del Sud est Asiatico un luogo di sfruttamento sessuale, anche minorile. In Thailandia, il 30% dello sfruttamento sessuale riguardava bambini. Le bambine thailandesi venivano violentate dai soldati americani, e poi inserite nel "mercato del sesso". I soldati si valsero persino delle "ristrutturazioni" economiche imposte da Washington per pagare le prostitute soltanto pochi spiccioli. Nel 1997, pagavano sessanta dollari per andare con una prostituta thailandese, ma dopo le "riforme", i soldati pagavano pochi dollari, avvantaggiandosi della svalutazione del bath thailandese.

Alla fine della guerra del Vietnam, a Saigon c'erano circa 500.000 prostitute. Racconta la studiosa Paola Benevene: "Le basi militari hanno fatto sviluppare le città asiatiche o ne hanno fatto addirittura sorgere di nuove, semplicemente promuovendo la creazione di locali pubblici provvisti di prostitute".[8]
In Cambogia, nel 1991, dopo la firma degli accordi di pace, giunsero 100.000 soldati, oltre a funzionari delle Nazioni Unite e di altre istituzioni internazionali. Immediatamente il numero delle prostitute aumentò, e nel giro di due anni le donne sfruttate sessualmente salirono da 6.000 a 20.000.

Negli anni Sessanta, venne creata la più grande base Usa nella città di Olongapo, a Nord di Manila. Dopo pochi anni, la città divenne un enorme bordello. Su una popolazione di 200.000 abitanti, 60.000 donne e bambini vennero ridotti in schiavi sessuali dei soldati americani. Quando gli americani andarono via, nel 1992, molti soldati in pensione ritornarono a Olongapo per "fare affari", continuando a sfruttare le donne e i bambini all'interno del giro di prostituzione creato anni prima.    
Ovunque sorgono basi militari Usa, cresce a dismisura la prostituzione, e in molte zone viene creato dal nulla un giro di sfruttamento sessuale di donne e bambini. Anche nei territori della ex Jugoslavia, le truppe americane hanno creato un giro di prostituzione e di schiavitù sessuale. In Bosnia, nel 1992, durante i primi mesi di guerra, si stima una quantità di 20.000/50.000 donne stuprate dalle truppe occidentali.

La DynCorp , una grande società americana che fornisce servizi all'esercito americano, in Kosovo e in Bosnia mandò numerosi impiegati e quadri, che crearono una rete di schiave sessuali, anche bambine di 12/15 anni. Il traffico venne in seguito denunciato da alcuni impiegati, ad esempio, da Ben Johnston, che nel 2002 svelò alcuni particolari del sistema di schiavizzazione della DynCorp: "Da quando sono arrivato, mi si è parlato di prostituzione, ma ho impiegato del tempo per capire che si compravano le ragazze con 600/800 dollari. Io ho detto che questa è semplicemente schiavitù".[9]

Nonostante le denunce avessero prodotto molta indignazione e sollevato un'inchiesta, la DynCorp non subì alcuna penalizzazione, e i suoi uomini vennero considerati come impunibili, allo stesso modo dei soldati americani. Il caso della DynCorp non è l'unico, ma svela una consuetudine degli americani.  
In Iraq e in Afghanistan, moltissime donne vengono quotidianamente violentate da soldati americani e britannici. I casi di violenza vengono in gran parte occultati, ma alcune donne hanno avuto il coraggio di raccontare fatti agghiaccianti: torture, maltrattamenti e violenze subite in seguito all'arresto arbitrario da parte delle truppe d'occupazione. Le organizzazioni che si battono contro le violenze alle donne, Women Against Rape  (Donne Contro lo Stupro) e Women's Rape Action Project  (Progetto d'Azione Contro lo Stupro delle Donne Nere), raccontano:

Le donne irachene ci hanno detto che le donne sono in prigione per essere interrogate e torturate perché rivelino informazioni sugli uomini loro parenti. Per le donne la tortura comincia quasi sempre con la tortura dello stupro, spesso stupro da più uomini... Una donna dell'Università di Baghdad che lavora per Amnesty International ha descritto gli abusi sessuali a cui è stata personalmente sottoposta a un posto di blocco e quello che ha saputo da altre donne. "Mi ha puntato la luce laser direttamente in mezzo al petto e poi ha indicato il suo pene. Mi ha detto 'Vieni qua, puttana, che ti scopo'
".[10]

Le donne rinchiuse nelle prigioni irachene sono regolarmente maltrattate e umiliate. Abdel Bassat Turki, ministro dimissionario per i diritti umani, spiega: "Venivano loro negate le cure mediche. Non avevano veri gabinetti. Ricevevano solo una coperta anche se era inverno. E le loro famiglie non potevano visitarle".[11] Molte donne irachene e afghane non raccontano le violenze subite per vergogna, per paura o perché traumatizzate. Un avvocato iracheno ha raccontato che una donna, ex-prigioniera di Abu Ghraib, "svenne prima di fornire maggiori dettagli dello stupro e delle coltellate subite da parte dei soldati americani".[12] Altre ex-detenute si vergognano a raccontare quello che hanno subito, e non ne parlano, anche per nasconderlo alle famiglie.

Women Against Rape ha denunciato che alcuni soldati inglesi hanno scattato foto di stupri e violenze, che poi hanno fatto circolare come materiale pornografico. Le truppe americane e britanniche praticano violenze sessuali anche su bambini, come è stato denunciato da numerose associazioni umanitarie. Esistono foto e video che documentano queste atrocità, e sono stati visionati anche da alcune autorità anglo-americane, come il vicepresidente americano Dick Cheney, che hanno fatto finta di non aver visto.
Le violenze riguardano anche le stesse donne soldato dell'esercito statunitense. Dorothy Mackey, ex-capitano di aviazione, in seguito alle violenze sessuali da lei stessa subite, si è messa in contatto con molte altre donne dell'esercito vittime di stupri e violenze. Queste donne raccontano che gli abusi sessuali, quasi sempre, non vengono puniti dalla gerarchia militare, che non li considera reati.

La "globalizzazione", impoverendo molti paesi, ha prodotto il fenomeno della tratta e riduzione in schiavitù delle donne. Molte donne, spesso giovanissime, vengono adescate con la promessa di un posto di lavoro, ma una volta uscite dal loro paese vengono violentate, schiavizzate e costrette a un'esistenza da incubo. Queste donne vengono inserite nel giro di prostituzione di molti paesi europei. Ad esempio, in Belgio, almeno il 15% delle prostitute sono state ridotte in schiavitù dopo aver lasciato il loro paese. La maggior parte di esse proviene dall'Europa orientale, dalla Colombia, dal Perù e dalla Nigeria. Anche in Svizzera, ogni anno, vengono introdotte 1500/3000 donne schiavizzate.

Il traffico degli esseri umani è gestito e coordinato dalle stesse reti mafiose che si occupano del mercato della droga e delle armi. Ogni anno,  almeno 800.000/900.000 persone sono vittime della tratta, l'80% di esse sono bambini e donne. Mentre l'immigrazione illegale viene controllata e severamente perseguita da leggi gravemente discriminatorie, il traffico umano viene occultato attraverso passaggi illegali che permettono ai trafficanti dell'Europa dell'est o africani, di portare in Italia o in altri paesi, gruppi di ragazze da inserire nella rete della prostituzione. Il commercio degli esseri umani, specie donne e bambini, è oggi più che mai fiorente, e interessa sia lo sfruttamento sessuale e lavorativo, sia l'accattonaggio ed il traffico di organi umani.

La tratta degli esseri umani è aumentata a dismisura in seguito all'impoverimento dei paesi dell'est europeo, della ex Jugoslavia e della ex Unione Sovietica. Dall'inizio degli anni Novanta, la Banca Mondiale è intervenuta a saccheggiare questi paesi. Il Fondo Monetario Internazionale ne ha gravemente indebolito l'economia, accrescendo la miseria di numerose famiglie. In seguito alle "riforme" imposte, la disoccupazione ha raggiunto livelli molto elevati, e anche chi lavora guadagna così poco da non poter pagare il necessario per la sopravvivenza. Per questo, con la promessa di un lavoro, molte ragazze di questi paesi sono disposte a rischiare e a partire, ritrovandosi poi schiavizzate e costrette a prostituirsi.

Alcune di esse, per la miseria, hanno accettato di entrare in un giro di prostituzione che si basa su cataloghi o su foto pubblicate su alcuni siti internet, attraverso i quali, "l'utente" occidentale può "valutare la merce" e "acquistarla". L'offerta è in aumento perché è in crescita la domanda di molti uomini europei, che pur sapendo che si tratta di un traffico basato sulla miseria e sulla disperazione, chiedono di fare sesso con queste donne. 
Tutti questi fenomeni criminali non vengono seriamente contrastati dai governi, che si limitano di tanto in tanto a fare qualche indagine, ma non mettono in pratica efficaci strategie per impedire che le immigrate vengano costrette a prostituirsi.

Le donne schiavizzate sono tenute sotto minaccia, e talvolta torturate con sigarette spente sulla pelle o violenze fisiche e psicologiche di vario genere. La situazione di schiavitù delle donne straniere costrette a prostituirsi, è ormai nota a tutti, eppure una grande quantità di uomini europei vanno con queste donne, rendendosi complici di crimini gravissimi. La responsabilità di questi uomini è assai grave, perché se non ci fosse la domanda non ci sarebbe nemmeno l'offerta.
Anche nelle zone dove non c'è guerra, la violenza contro le donne può essere elevata. Nel mondo, secondo le stime dell'United Nations Development Fund for Women (Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le donne, Unifem), una donna su tre è stata picchiata, violentata o abusata almeno una volta nella vita. Le percentuali variano da paese in paese: in Canada il 29 %, in Nicaragua il 28 %, in Australia il 23%, in Cambogia il 16 %, ecc. Nel 70% dei casi di assassinio di donne, il colpevole è il coniuge.

Nei paesi poveri, spesso le violenze determinano l'entrata nel giro delle prostituzione. In India, ogni anno quasi 2 milioni di bambine, tra i 5 e i 15 anni, vengono avviate alla prostituzione, mentre in Bangladesh, negli anni Novanta, sono state schiavizzate oltre 200.000 donne, molte delle quali giovanissime. 
L'Italia, fra i paesi europei, ha il triste primato del turismo sessuale. Ogni anno circa 80.000 uomini italiani vanno all'estero per avere rapporti sessuali con ragazzine più giovani delle loro figlie. Questi uomini, non avendo integrato gli aspetti femminili della loro personalità, che la nostra cultura svaluta e reprime, esprimono tutto il loro disprezzo verso il femminile facendo sesso con bambine che ricevono in cambio pochi spiccioli per comprare l'acqua e una scodella di riso. Come se quelle bambine non dovessero avere gli stessi diritti delle loro figlie.

Su questo sconcertante fenomeno, scriveva Enzo Baldoni: "Ma non sono quasi tutti mariti, quasi tutti padri i milioni di tedeschi, italiani, inglesi, americani che ogni anno affollano i bordelli della Thailandia (o del Brasile) per montare addosso a bambine di dieci, otto perfino quattro anni?"[13] 
Anche nel mondo ricco molte donne subiscono discriminazioni, violenze e maltrattamenti. Negli Stati Uniti, ogni anno 700.000 donne vengono violentate o aggredite, mentre in Francia, 50.000/90.000 donne subiscono violenza sessuale, e la maggior parte di esse non sporge alcuna denuncia.

Tutte le religioni tradizionali discriminano le donne, impedendo l'amministrazione del culto e imponendo dottrine che le penalizzano. Il mondo ricco non tratta la donna al pari dell'uomo, ma la relega nelle mansioni più umili e la considera per il suo aspetto estetico, all'interno di un sistema mediatico che esalta la sessualità nei suoi aspetti più istintivi. 
La propaganda mediatica, punta a convincere che la donna occidentale gode degli stessi diritti dell'uomo, per scoraggiare ogni lotta per un'effettiva parità. Negli anni Settanta si parlava di femminismo e di lotte per la parità, ma oggi ciò appare come ridicolo e obsoleto, e questo sancisce la reale condizione di inferiorità della donna, spacciata per parità.

Mentre la cultura islamica nasconde la donna o la isola socialmente, la cultura occidentale tende a denigrarla, e a farla apparire come oggetto sessuale o merce. In entrambi i casi si tratta di culture maschili e maschiliste, che temono gli aspetti femminili dell'essere umano, come l'intuito, la crescita emotiva e la creatività, e per sopperire a questo, alimentano gli aspetti del maschile che non sono costruttivi né creativi, come il militarismo e il machismo. 
Le donne del mondo ricco sono esposte al martellamento mediatico denigrante e mercificante, che le destabilizza e in molti casi provoca disturbi alimentari o scompensi di vario genere. Il martellamento punta a farle sentire fisicamente inadeguate, attraverso modelli perfetti, dotati di magrezza non naturale o di caratteristiche fisiche non comuni.

In Italia 3 milioni di persone soffrono di anoressia o bulimia, e nel 95% dei casi si tratta di donne. Queste patologie emergono soprattutto nella fascia d'età che va dai 12 ai 25 anni. La bambina, fin da piccola, apprende che l'avvenenza sessuale è la cosa più importante richiesta alla donna, e che i modelli estetici proposti dai media sono praticamente irraggiungibili. Una ricerca della Società Italiana di Pediatria ha fatto emergere che già le ragazzine delle scuole medie, per il 60,4%, sono preoccupate per il loro peso, e vorrebbero diventare più magre. Molte di esse, per adeguarsi al modello estetico proposto dai media, intraprenderanno diete che potranno dare inizio a problemi nell'alimentazione.

Le modelle delle passerelle o le ragazze delle copertine delle riviste, spesso hanno un corpo sottopeso, e non godono di salute fisica come dovrebbero, essendo sottoposte a diete non salutari. Esse stesse sono vittime del modello imposto nel mondo della moda e della pubblicità, e possono avere conseguenze gravi per la loro salute. Alcune di esse giungono alla morte.
Per uscire dalle patologie alimentari occorrono spesso lunghe cure psicoterapiche, che operino in senso contrario rispetto alla destabilizzazione psicologica dei media, facendo acquisire alle ragazze  sicurezza in se stesse e recuperare la loro interezza di persone.

In Italia non c'è alcuna parità fra uomo e donna. Le donne sono discriminate nel lavoro, nella società e talvolta anche in famiglia. Esse lavorano con salari più bassi e meno possibilità di carriera. Negli ordini professionali o nei posti di comando le donne sono pochissime, così come nel settore della politica e della burocrazia. Le donne lavorano in quelle mansioni che richiedono bella presenza, come la commessa, oppure nelle mansioni più umili o poco qualificati, come nelle pulizie o nell'assistenza agli anziani. Nel resto dell'Europa e negli Usa c'è una situazione analoga, anche se l'occupazione femminile è più elevata e ci sono più donne nelle posizioni di prestigio.

In Italia proliferano i concorsi di bellezza, e persino la Rai dedica ogni anno molte serate all'elezione di Miss Italia, esaltando l'evento come fosse importantissimo. Gli spettacoli televisivi mostrano donne poco vestite, che vengono utilizzate per la loro avvenenza. Da anni ormai ci siamo abituati all'esistenza di programmi in cui sono presenti una o più figure femminili che si offrono alla vista ma non hanno alcun ruolo né competenze professionali. In alcuni di questi programmi, vengono fatte inquadrature maliziose di seni, glutei o labbra gonfie e invitanti. Negli ultimi anni, i modelli femminili proposti in TV sono diventati sempre più lontani dalle donne reali, e sempre più vicini a quelle immagini delle riviste che nei tempi passati venivano nascoste dietro le edicole. Le vallette in TV, spesso non hanno nemmeno un nome, e subiscono una depersonalizzazione che ha lo scopo di farle apparire semplicemente come oggetti sessuali seducenti. 

Nel 2005, noi italiani abbiamo ricevuto alcuni consigli da uno speciale comitato dell'Onu (il Comitato per l'eliminazione della discriminazione contro le donne), che denunciava la tendenza, in Italia, a mercificare il corpo femminile nei media (TV, pubblicità) e a relegare la donna in ruoli subalterni. Il comitato dell'Onu osservava che "tali atteggiamenti sono la causa della posizione svantaggiata delle donne sul lavoro e nella politica", e consigliava di "promuovere un'immagine delle donne alla pari in tutte le sfere della vita".[14]
Negli ultimi decenni, in Italia, la qualità dei programmi TV si è talmente abbassata da ridursi quasi esclusivamente a spettacoli scadenti, volgari o sgradevoli, che mettono in ridicolo o umiliano la figura femminile. Ad esempio, qualche tempo fa, in una puntata di "Porta a Porta", il conduttore Bruno Vespa ospitava una donna che doveva mostrare i suoi seni prorompenti, come se ciò fosse indispensabile per consentire agli ospiti di trattare il problema della chirurgia del seno. 

La TV mostra molto spesso il corpo femminile nudo o seminudo  utilizzato come oggetto di seduzione, per la pubblicizzazione di qualsiasi prodotto. Queste pubblicità, trasmesse a tutte le ore, sono altamente diseducative perché promuovono l'idea di donna come oggetto sessuale, e mostrano corpi femminili perfetti, che producono nelle donne comuni complessi d'inferiorità.
In questi giorni, l'Istat ha notificato un'indagine sulla condizione femminile nel nostro paese, rilevando un livello altissimo di violenza contro le donne. I comportamenti di minaccia o persecutori di ex partner riguarderebbero almeno 2.077.000 donne. Le vittime di violenze fisiche o sessuali sono 6.743.000, mentre le donne che hanno subito violenze psicologiche dal partner sono 7.134.000. Negli ultimi 12 mesi, oltre un milione e mezzo di donne sono state vittime di violenza sessuale o fisica. Gli stupri spesso non sono denunciati, e molte donne non parlano con nessuno delle violenze subite. Dall'indagine emerge che ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo. Nel 2005 le donne uccise dagli ex partner sono state 134, e 112 nel 2006.

Nel 2006, in Italia, ci sono stati 74.000 stupri, il 6,6% dei quali ha riguardato minorenni. Ogni anno 500.000 donne italiane denunciano casi di stupro, di molestie o di tentata violenza. 
La cultura occidentale, dominata dal maschile, teme la donna a tal punto da avvilire la sua personalità ponendo limiti al suo rappresentare se stessa. Tale cultura ha creato numerosi stereotipi negativi sulla donna. Ad esempio, c'è lo stereotipo della segretaria che siede sulla gambe del "capo", ad intendere di essere sottomessa al suo prestigio e potere; c'è la donna bella e poco intelligente che si comporta da ochetta, e c'è la donna brutta e occhialuta che è intelligente. Come se una donna bella non potesse essere un'intellettuale. C'è anche lo stereotipo della "malafemmina", cioè la donna che imbriglia l'uomo con la seduzione. Questi stereotipi puntano a condizionare la personalità femminile o a porla in ambiti ristretti.

Nella cultura occidentale, il modello di successo femminile non viene collegato a meriti o a talenti della donna, ma al matrimonio che essa contrae. Il modello femminile tradizionale è quello della donna che realizza se stessa con un buon matrimonio, cioè sposando un uomo di buon livello socio-economico.
Negli ultimi anni, gli stereotipi e i modelli femminili offerti dai media hanno acquisito caratteristiche ancora più negative, attraverso i personaggi proposti dalla TV, come le veline e le vallette. Si tratta di donne giovani che non fanno nulla, ma si limitano a mostrare parti del loro corpo muovendosi in modo seduttivo. Molte ragazze vorrebbero assumere quei ruoli, e per questo alcune di esse sono disposte anche ad offrire "prestazioni sessuali", come i recenti scandali hanno rivelato. Queste ragazze sono cresciute vedendo pubblicità seduttive e TV spazzatura, e sono state condizionate a tal punto da non essere in grado di assumere l'integrità della loro persona come valore fondamentale.

La cultura occidentale illude la donna di essere libera sessualmente, ma "mercificare" non significa liberare. Nelle civiltà dominate dal maschile è l'uomo che vuole stabilire quale debba essere la personalità e la sessualità femminile, attuando un controllo che tende ad alterare ciò che il femminile originariamente è o può essere. 
Negli ultimi decenni, i media occidentali puntano a fare in modo che la donna abbassi il concetto che ha di se stessa, fino a ritenere di valere soltanto per le sue qualità estetiche. Sempre più programmi televisivi parlano di interventi chirurgici per modellare il corpo o per eliminare le rughe. L'invasione massiccia di questi programmi e delle pubblicità di prodotti per la bellezza o per il trucco, rischiano di farci perdere di vista che prima ancora di essere donne o uomini, siamo persone, e come tali abbiamo diritto al rispetto del nostro corpo e della nostra dignità di esseri umani. Le risorse dell'uomo sono sia "maschili" che "femminili", e risulta impossibile un vero progresso culturale e umano se non si integrano tutti gli aspetti, e se non si diventa capaci di rispettare ogni essere umano nel suo valore di persona.

Antonella Randazzo ha scritto Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni, 2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e "DITTATURE: la storia occulta" (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007).
Se vuoi lasciare un commento agli articoli o ai libri di Antonella Randazzo vai a  http://antonellarandazzo.blogspot.com/

Arabia S.: Prende come terza sposa una bambina di 10 anni

L'islam consacra il matrimonio delle bambine perché secondo gli hadith, Maometto si sposò quando Aicha aveva 6 anni e consumò l'unione quando ne aveva 9


In Arabia Saudita, un uomo di 34 anni ha preso come terza sposa una bambina di 10 anni. Il notaio che ha stabilito il contratto di matrimonio, sheik Said bin Abdullah al-Djalil, secondo le sue dichiarazioni, è ancora oggi costernato, nonostante i due anni passati dai fatti.

Il notaio avrebbe provato più volte a convincere i genitori della bambina ad interrompere la procedura. Ma, visto che la bambina aveva dato il suo consenso, non poteva fare null' altro che obbedire e stabilire il contratto.

In Arabia Saudita, gli uomini possono, secondo la charia, avere fino a 4 donne e, attualmente, non ci sono età minime legali per contrarre un matrimonio.

www.rtlinfo.be/info/monde/international/743553/il-prend-pour-3eme-epouse-une-fillette-de-10-ans

Una ragazzina di 13 anni sposata ad un uomo di oltre 50 anni

Un Saudita di 50 anni ha sposato una ragazzina di 13 anni nel regno del golfo nonostante l'opposizione del nonno della sposa. L'unione ha causato la rabbia delle organizzazioni per la difesa dei diritti dell'uomo del paese, ha dichiarato giovedì un giornale locale.
Il quotidiano in lingua araba “Al Watan„ descrive il matrimonio come “una nuova tragedia„ nella provincia sud di Najran, vicino alla frontiera con il Yemen.
La ragazzina, allieva in un centro di memorizzazione del corano, ha dichiarato al Maazoun (autorità religiosa islamica), che ha accettato di sposare l'uomo che è in pensione, ha indicato il giornale.
“Il padre della giovane donna ha benedetto il matrimonio, benché l'età del coniuge sia sopra i 50 anni. Il nonno si è opposto al matrimonio ed ha detto che non vuole essere associato alla decisione di suo figlio„.
Il matrimonio ha tuttavia avuto luogo nonostante la moltiplicazione degli appelli da parte delle autorità saudite e dei musulmani eruditi che dicono di lottare contro i matrimoni di bambini in questo paese musulmano conservatore.
Il Parlamento dell'Arabia Saudita (Parlamento designato) ha discusso del fenomeno la settimana scorsa ed ha dichiarato che prevedeva di promulgare leggi per impedire tali matrimoni (…)

www.emirates247.com/news/region/50-plus-retired-saudi-weds-13-year-old-2010-10-07-1.300840

http://scettico72.splinder.com/post/23420270/arabia-saudita-matrimoni-di-ragazzine-prepubere-con-uomini-vecchi

Ecco la nuova moneta mondiale

 
13 Gennaio 2012

Bangladesh: 14 anni, FRUSTATA a MORTE per adulterio. ERA INNOCENTE

Sappiamo che pubblicare la foto di una minorenne torturata e uccisa è un pugno nello stomaco. Non vogliamo assolutamente fare sciacallaggio su questa tragedia, né mancare di rispetto ai defunti. Ma questa storia deve essere raccontata. Questa foto tremenda che costringe a guardare la morte in faccia, la morte subita da un’anima innocente, deve fare riflettere su quella che è la condizione della donna in certi paesi.

 Si è infatti scoperto che Hena, in realtà, era stata violentata dal cugino e che i medici bengalesi che avevano effettuato l’autopsia avevano dichiarato il falso quando, nella loro relazione, avevano scritto che sul corpo della ragazza non erano stati riscontrati segni di violenza. Tutto questo con l’intenzione di chiudere la vicenda insabbiando la verità e le responsabilità del tribunale locale che aveva condannato a morte Hena ingiustamente in base alla Shari’a, cioè alla legge islamica.

C’è da dire che, purtroppo, il caso di Hena è tutt’altro che isolato e raro in Bangladesh e che, anzi, situazioni del genere sono all’ordine del giorno negli ambienti rurali e nelle fasce più povere della società del paese islamico.

Ora, in seguito a questi nuovi sviluppi, le polemiche e l’indignazione della popolazione nei confronti delle forze dell’ordine locali e dei giudici, hanno portato alla riapertura del caso e ad un’ordine di riesumazione del corpo. Per Hena, però, è ormai troppo tardi.

http://attualita.tuttogratis.it/mondo/bangladesh-frustata-a-morte-a-14-anni-per-adulterio-ed-era-innocente/P67661/

PARADISI COMUNISTI - Cina, legge del figlio unico



 Denunciati 13 nuovi casi da parte della “Women’s Rights Without Frontiers”. Aborti praticati fino a otto mesi e mezzo di gravidanza. Donne rapite dalla polizia per subire la sterilizzazione. Mariti con la testa fracassata; parenti puniti con multe e demolizioni delle case. Il caso di Chen Guangcheng, l’attivista cieco, agli arresti domiciliari per aver denunciato aborti forzati e sterilizzazioni nell’Henan.

AsiaNews - Washington -
Una donna ha subito un aborto forzato all’ottavo mese di gravidanza perché suo figlio era stato concepito al di fuori delle quote stabilite dal controllo statale; un’altra ha subito l’aborto forzato a otto mesi e mezzo di gravidanza: era incinta di due gemelli; alcune madri sono state costrette alla sterilizzazione; altre a subire l’inserimento di strumenti di contraccezione intrauterina; per famiglie intere, colpevoli di avere permesso un figlio in più, vi sono multe enormi, demolizione delle loro case, detenzione torture.

È il quadro fosco dei frutti della legge del figlio-unico, attuata in Cina in modo violento fin dalla fine degli anni ’70. La leadership cinese la esalta come la strada che – bloccando la vita a oltre 400 milioni di non nati - ha permesso l’attuale sviluppo economico del Paese.


L’associazione “Women’s Rights Without Frontiers” (
http://www.womensrightswithoutfrontiers.org) ha pubblicato in questi giorni un nuovo rapporto in cui sono elencati 13 casi, nomi e foto di nuove violazioni alla dignità della donna. La pubblicazione è avvenuta in contemporanea con l’intervento della presidente Reggie Littlejohn davanti alla Commissione presidenziale per gli affari esteri e per i diritti umani.

L’intervento della Littlejohn vuole dare sostegno a una nuova legge che non permetterebbe l’entrata negli Usa a cinesi che si sono macchiati di “abusi verso i diritti umani”, compresi coloro che “hanno partecipato nell’imporre… la politica coercitiva cinese per la limitazione delle nascite”.


Il rapporto mostra che la legge sul figlio unico, oltre a produrre aborti forzati, selezione ed eliminazione dei feti femminili, suicidi di molte donne, porta anche ad altre violazioni dei diritti umani.


Traffico umano e schiavitù sessuale. A causa dell’infanticidio di bambine, in Cina si è creato uno squilibrio fra maschi e femmine tanto che almeno 37 milioni di cinesi non potrà trovare moglie
. Questa carenza ha creato un traffico di donne e bambine provenienti da Paesi vicini (Myanmar, Vietnam, Laos, Mongolia, Russia, Nordcorea), ma anche da luoghi più lontani come la Romani e lo Zimbabwe.

Infanticidio. Citando fonti cinesi dello scorso anno, il rapporto elenca situazioni in cui sono stati trovati feti di bambini trattati come “immondizia medica”
nel Guangdong e nell’est della Cina.

Sterilizzazioni forzate. Sono raccolti casi in cui alcune donne sono state rapite, svestite, bloccate nelle camere operatorie e sterilizzate. Nella città di Puning (Guangdong) sono state arrestate 1300 persone per una campagna di sterilizzazione.


“Implicazioni”. Il rapporto mostra la pratica della “implicazione”, secondo cui si persegue non solo chiunque va contro la legge del figlio unico, ma anche i suoi parenti
. Così genitori, nonni, fratelli e sorelle, zii e zie, cugini, nipoti possono essere arrestati, multati e torturati, come è avvenuto nel 2008 a una famiglia del Fujian.

Violenze contro i maschi. La pratica dell’implicazione è forte anche verso I maschi. Il rapporto presenta un caso avvenuto nell’Henan, in cui il padre di un secondo figlio ha avuto la testa fracassata dalla polizia del family planning e ora è disabile permanente.

Un altro caso, nell’Henan, denuncia l’uccisione di un uomo, “colpevole” di essere il fratello di una donna che voleva sfuggire alla sterilizzazione.

Il rapporto dedica una parte anche al caso di Chen Guangcheng, l’attivista cieco, che in passato ha denunciato 130 mila casi di aborti sterilizzazioni forzate nell’Henan. A causa di questo egli è stato condannato a quattro anni e tre mesi di carcere. Rilasciato nel settembre 2010, egli è di fatto costretto agli arresti domiciliari.


Ogni suoi tentativo di contattare il mondo esterno viene bloccato con pestaggi a lui e alla moglie, come pure ad amici e giornalisti che cercano di avvicinarsi alla sua casa
. All’inizio del mese, anche il fratello di Chen è stato arrestato. Alla bambina dell’attivista non è permesso andare a scuola.

www.laperfettaletizia.com/2011/09/cina-legge-del-figlio-unico-nuovi-casi.html

 
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