23 Febbraio 2010

Pakistan Lahore,

Pakistan Lahore,
Una giovane cristiana di 12 anni, è stata torturata e uccisa dal suo padrone musulmano.




La giovane Shazia Bashir, 12 anni, lavorava come collaboratrice domestica nella casa della famiglia dell'avv. Chaudhry Muhammad Naeem  potente membro dell'Associazione degli avvocati ed era soggetta a violenze di ogni genere, psicologico fisico e sessuale, infatti la giovane è stata violentata e torturata, fino a produrne la morte.
Fra le altre cose la giovane non veniva regolarmente pagata del misero stipendio pattuito ed ogni volta che provava a sollevare il problema riceveva insulti e botte ed infine, 3 giorni prima di morire è stata torturata e violentata.
Il suo aguzzino ha poi cercato di curarla in casa, senza avvertire i suoi genitori ed infine l'ha portata al Meo Hospital di Latore, ove 3 giorni dopo, il 22 gennaio a causa delle ferite subite, la poveretta moriva sola.

Sohail Johnson, coordinatore di Slmp (associazione della ong protestante)  chiede giustizia per la ragazza e conferma che il cadavere presentava i segni delle torture in 12 punti diversi del corpo ed è stata ricoverata "con la mandibola fratturata".
La famiglia dei suoi padroni ha proposto un risarcimento di 250 dollari per evitare la denuncia, poi ha preferito darsi alla fuga, ma la polizia su pressione del governo federale li ha arrestati.
Sohail Johnson, spiega inoltre che il 99% delle giovani cristiane povere, lavora per ricchi musulmani ed è spesso vittima di violenze e abusi.  Molte di loro vengono fatte sposare a domestici musulmani e obbligate a convertirsi all'islam e dato che queste giovani non godono di nessuna protezione, chiede al governo di tutelarle.

Le autorità faticano a tenere calmi gli animi il presidente pakistano Zardari promette un risarcimento alla famiglia e invita il ministro della giustizia del Punjab a sostenere economicamente la famiglia della giovane vittima, sia per la procedura giudiziaria che per il funerale, il quale promette che non vi saranno interferenze e verrà fatta giustizia, ma la potente associazione musulmana degli avvocati di Latore si è invece schierata a difesa dell'avvocato musulmano torturatore e assassino.

Gli avvocati musulmani rispondono: “bruceremo vivo” chi difende la 12enne cristiana uccisa.
Ecco la giustizia islamica al lavoro, e sono proprio loro quelli della potente associazione degli avvocati di Lahore, schierati a difesa dell’assassino, minacciano di morte con il fuoco, e impediscono l’accesso all’aula del tribunale anche alla famiglia della vittima, che non ha potuto presenziare alle udienze in tribunale.
Il 4 Febbraio ha avuto inizio la procedura legale e potete vedere la folla di avvocati che presidiano urlanti l’ingresso del tribunale di Lahore e non fossero bastati loro, anche gli agenti che hanno condotto l’imputato davanti ai giudici, hanno impedito ai famigliari della povera ragazza e ai giornalisti di accedere all’aula del tribunale dove si sono svolte le udienze a carico dell’imputato motivando tale decisione per “motivi di sicurezza” , perché secondo loro “non sarebbe possibile” impedire scontri e violenze, se “i parenti di Shazia e i rappresentanti delle minoranze fossero entrati in aula”. (ma questo comportamento è abituale in Pakistan, sempre a danno dei più poveri e dei cristiani).

L’Associazione che gratuitamente si batte per la difesa dei diritti dei più poveri ed emarginati e denuncia questi gravi atti di terrorismo, ha subito le minacce di migliaia di legali – amici dell’assassino – che promettono di “bruciare vivo chiunque voglia rappresentare la vittima in tribunale”. che hanno impedito a qualsiasi avvocato, cristiano o musulmano di assumere le parti della difesa della ragazza assassinata. Intanto il titolare dell’inchiesta Ashgar Ali, ha chiesto il prolungamento dell’inchiesta per recuperare l’arma del delitto e scoprire i complici delle torture e dell’omicidio della 12enne cristiana

I due articoli originali li trovate su Asianews http://www.asianews.it/notizie-it/Lahore,-domestica-cristiana-12enne-torturata-e-uccisa-dal-padrone-musulmano-17437.html
E http://www.asianews.it/notizie-it/Lahore,-avvocati-musulmani:-“bruceremo-vivo”-chi-difende-la-12enne-cristiana-uccisa-17559.html

RIVOLUZIONE SESSUALE: Spagna promuove bestialità

"La natura ci ha dato il sesso e noi lo possiamo usare con un'altra ragazza, un altro ragazzo oppure con un animale"
Le organizzazioni dei genitori, in Spagna, stanno protestando calorosamente contro la circolare del governo socialista che propone un corso di "Educazione per la vita cittadina", dopo aver constatato che in una città della Spagna gli studenti cominciano a pensare che il sesso può essere praticato liberamente, anche con gli animali.

D'accordo con l'organizzazione Professionali per l'Etica, gli studenti della terza elementare, in una scuola di Cordoba nel sud della Spagna, l'Andalusia, stanno partecipando a un corso la cui materia si intitola: "La natura ci ha dato il sesso e noi lo possiamo usare con un'altra ragazza, un altro ragazzo oppure con un animale". Gruppi di genitori hanno detto che la materia indottrina i bambini, camuffa un programma pro-omosessualità e critica le norme ed i valori della morale. Nelle regioni di Castilla e di Leon, circa 500 alunni sono stati esonerati dalla partecipazione a questi corsi per ragioni di coscienza, mentre centinaia di altri, a Madrid e a Valencia, stanno aspettando la decisione della corte per sapere se saranno o meno obbligati a frequentarli (CNA, 4 febbraio 2010).

Tags: attualita
 
19 Febbraio 2010

??La mia lotta contro gli schiavisti cambogiani ??

MADRID - L'ex bambina dei bordelli cambogiani è arrivata fino alla corte di Sofia di Spagna. Ogni volta che bussa alla porta dei potenti del mondo - e ogni volta che quella porta si apre - sa che qualche altra ragazzina, nei quartieri a luci rosse di Phnom Penh, sta per riacquistare la libertà. Per scardinare le gabbie delle piccole schiave ci vogliono soldi, aiuti, organizzazione, pressione politica. In dieci anni Somaly Mam ha liberato più di tremila bambine. Butta indietro i capelli corvini e dice: «Non mi fermerò mai, l'ho promesso». Le piace parlare del futuro per sfuggire al passato: un nodo mai sciolto completamente.
Del passato ricorda il fango «della provincia Pnong», Mondulkiri, la più miserabile della Cambogia, «il selvaggio Est» a 300 chilometri dalla capitale. Dei genitori, nessuna memoria. Rammenta invece molto bene «un vecchio» - «diceva di essere mio nonno ma non lo era» - che la prende per mano nemmeno adolescente e la vende quattro volte: «Prima a tre mariti, due o tre mesi per ciascuno, allora non c'erano i bordelli, e quella era la prostituzione, da noi. Dopo il terzo marito avevano aperto i bordelli, e mio nonno mi ha venduta a uno di quelli della città: avevo quattordici anni, forse; quando lui è morto, e sono scappata, diciotto, forse».
Poi vorrebbe smettere di ricordare: «Ho visto le mie compagne torturate a morte, mi hanno pestata tante volte, ogni volta che ci ripenso ci metto una o due settimane per uscirne, erano tre anni che non ne parlavo», sbotta infine. Con questa storia cucita sottopelle, Somaly parte spesso dalla sua casa di Phnom Penh e gira il mondo dando una voce e una faccia - la sua - alle bambine che sono com'era lei, addestrate a elettroshock e frustate: piccoli automi che vagano a Svay Pak o Toul Kork, nei quartieri dei bordelli, mimando il sesso e promettendo a turisti pedofili «very good boom-boom», «very nice yum-yum».
In una conferenza a Bilbao, un anno fa, ha detto: «Se ce l'ho fatta io, vuol dire che anche quelle bambine possono farcela. Lo dico a coloro che le respingono. Non c'è miglior prova della mia esperienza per dimostrarvi dove possono arrivare». Perché adesso Somaly è un volto da manifesto («Venite alla marcia contro lo sfruttamento di donne e bambini», incita dal poster appeso alle sue spalle), una splendida donna ancora giovane («avrò trentaquattro, forse trentasei anni, come avrà capito non ho mai saputo quando sono nata...»), occhi scintillanti, mamma felice di tre bambini. Fino ai diciotto anni non aveva mai tenuto un libro in mano: adesso parla quattro lingue ed è la testimonial di se stessa.
La incontriamo a Madrid, in una delle sedi europee dell'organizzazione che ha creato assieme al marito Pierre Legros: la Afesip («Agir pour les femmes en situation précarie»). Nel '98 ha vinto il premio Principe di Asturias per la cooperazione assieme a donne famose come Rigoberta Menchu e Emma Bonino. Ora c'è chi dice che potrebbe correre per il Nobel. A Madrid la regina Sofia la riceve ogni anno, «da quando mi hanno dato il premio: è una persona molto semplice e molto umana. Grazie a lei, la cooperazione spagnola fa moltissimo per Afesip». Dal fosso di Mondulkiri, la piccola schiava ha scalato il cielo.
Il primo gradino della risalita è stato Pierre, suo marito («mi ha spiegato la verità e mi ha dato la libertà», ha detto lei un giorno). Somaly era appena sfuggita al bordello dove l'aveva incatenata il «nonno» quando ha incontrato questo giovane biologo di «Medecins sans frontières» che l'ha portata in Francia, le ha curato il corpo e salvato l'anima, è tornato con lei in Cambogia e le sta accanto da allora, col batticuore, perché s'è tramutato nel Sancho Panza di questa Don Chisciotte esile e inflessibile: «I padroni dei bordelli hanno bruciato la nostra casa a Phnom Penh per punirci. Io sono dovuta scappare in Laos. Mi hanno puntato la pistola alla testa un sacco di volte e io ho sempre detto: spara! Non mi hanno sparato. Però Pierre un po' s'è spaventato, sì, voleva rimandarmi in Francia: io gli ho detto "mai!", o mi accettava così o divorziavamo. Stiamo ancora insieme (ride, nda ). La vita è molto corta, bisogna fare qualcosa per noi e per gli altri». La guerra di Somaly non è fatta di proclami.
Uscita dai bordelli come prostituta, ci è tornata come agit prop, come grimaldello. «Dal '94 al '98 ne ho girati centinaia. Dicevo ai protettori che facevo l'infermiera, mentivo, portavo i preservativi alle ragazze ma soprattutto volevo parlare con loro. A volte io e Pierre avevamo i dollari per riscattarle, a volte abbiamo organizzato la loro fuga, le abbiamo portate a casa nostra».
«Per anni abbiamo lavorato da soli, Pierre, io e Eric Merman, un nostro amico olandese. Il premio Asturias è servito perché adesso non siamo più soli. Ci aiutano in tanti, anche l'Unicef. Molti sono italiani, Emma Bonino ha fatto moltissimo. Poi Marco Scarpati, con la sua Ecpat Italia. E i Nomadi, sì, la band: sono amici nostri, sono venuti tre volte in Cambogia, e con i loro soldi abbiamo aperto il centro Afesip in Vietnam e stiamo per aprirlo nel Laos».
La guerra è fatta di cento piccole battaglie: «C'è il lavoro nei bordelli, spesso sotto copertura: convincere le ragazze che se vogliono uscirne una strada c'è. Ci sono le investigazioni contro i protettori e i trafficanti di carne umana, cerchiamo il poliziotto giusto, il giudice non corrotto che possa intervenire. Ci sono i centri di riabilitazione: ne abbiamo tre a Phnom Penh, due in provincia, con gli psicologi, perché le ragazze abusate diventano spesso molto violente, e i medici, perché il 100 per cento di loro ha malattie veneree. Poi serve istruzione, l'addestramento a un lavoro regolare. Abbiamo aperto una fabbrica di tessuti dove trovano lavoro. Quelle che stanno morendo di Aids spesso tornano da noi, per morire al centro, perché non vogliono morire a casa loro, dove ci sono a volte quelli che le hanno vendute».
«Il problema principale è la corruzione. Prima di tutto dei giudici, che sono bestialmente corrotti, molto più dei poliziotti. Ho visto un giudice che, davanti a una bambina di 7 anni e all'uomo che l'aveva stuprata, dava torto alla bambina e ragione all'uomo. Abbiamo tirato fuori dal bordello quattordici bambine vietnamite dai 10 ai 13 anni e il giudice le ha messe in carcere perché erano immigrate illegalmente dal Vietnam: in carcere le hanno stuprate». Somaly è sotto scorta, a Phnom Penh rischia la pelle di continuo: molti politici cambogiani fanno i soldi sulla prostituzione. «Ma le cose cambieranno. Tra cento anni, però cambieranno. Voi potete aiutarci. Con una legge extraterritoriale che incastri i pedofili: sì, quelli che vengono da noi, fanno quello che fanno e poi se la svignano comprandosi un giudice: dovete arrestarli a casa vostra». «Un sogno? Che le donne abbiano più potere. E che gli uomini capiscano le donne. Siamo come le ali e il corpo di una rondine, abbiamo bisogno le une degli altri. Conta solo l'amore». Ogni volta che una bambina torna libera, si avvera un po' del sogno di Somaly.

 
15 Febbraio 2010

I GIGANTI

Nella Bibbia (Genesi 6,1-4) così si legge:

"Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sopra la faccia della terra e nacquero loro delle figliole, avvenne che i figli di Dio videro che le figliole degli uomini erano piacevoli e se ne presero per mogli tra tutte quelle che più loro piacquero. Allora il Signore disse: "il mio spirito non durerà per sempre nell'uomo, perché egli non è che carne, e i suoi giorni saranno di centovent'anni". C'erano i giganti sulla terra a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di Dio s'accostarono alle figliole dell'uomo e queste partorirono loro dei figli. Sono questi i famosi eroi dell'antichità."


I Figli di Dio, o Nefilim, sono secondo la tradizione biblica degli angeli caduti sulla terra e non più puri. Giunti sulla terra si sarebbero uniti agli uomini e avrebbero così dato origine ad una nuova razza: la razza dei serpenti.
I giganti e gli eroi erano i figli degli angeli caduti?
Sì, basti pensare alla mitologia classica: il figlio di un dio e di un uomo è generalmente un essere straordinario dotato di una forza sovraumana (Eracle) o immortali (Achille) o con conoscenze superiori all'uomo (Prometeo era un titano); erano insomma dei giganti, ossia più grandi degli uomini, dove quindi il termine gigante non sta per uomini dalle dimensioni spropositate, ma per uomini con qualità superiori a quelle degli uomini. Come tutti sanno Achille, Eracle e Prometeo, oltre ad avere doti straordinarie che li rendevano giganti tra gli uomini, vennero poi ritenuti dei veri e propri eroi, dopo tutto che titolo attribuire ad uno che contro il volere degli dèi insegna all'uomo il potere del fuoco, se non quello di eroe?
Ecco quindi chi erano i giganti e gli eroi di cui si parla in quel passo della genesi: "ibridi" nati dall'unione di uomini e Nefilim, la razza dei serpenti.


Solo mitologia biblica?

ALLORA QUESTI SCHELETRI GIGANTI DI CHI SONO?


 
12 Febbraio 2010

asilo degli orrori in Texas

Drogati si esibivano in una minuscola cittadina vicino a Dallas

 
Scoperto asilo degli orrori in Texas
Bambini di 5 anni costretti a porno show


Due persone sono state condannate: la giuria popolare in cinque minuti ha deciso l'ergastolo
NEW YORK - L'asilo degli orrori non aveva finestre e operava in incognito in una minuscola cittadina del Texas, a un'oretta di macchina da Dallas. A Mineola, comunità ultraconservatrice di 5.100 anime e 30 chiese, sapevano che là dentro succedeva qualcosa di losco, ma credevano fosse un club per scambi di coppie. Nessuno avrebbe mai immaginato che bambini, alcuni di appena cinque anni, erano costretti a esibirsi in spettacoli porno di fronte a una platea di adulti.
DROGATI - Avevano come unico alleato, per sopportare gli abusi, dei potenti analgesici a base di codeina, le chiamavano «le pillole che fanno diventare scemi». Già due persone sono state condannate in relazione alla vicenda. Alla giuria popolare, che ha deliberato all'inizio dell'anno, sono bastati cinque minuti in camera di consiglio per decidere: ergastolo, il massimo della pena. Lunedì inizia il processo per una terza persona, con l'accusa di abusi sessuali nei confronti di minori aggravato, per avere cercato di interferire nelle indagini e per concorso in attività criminosa. Sono in tutto sei le persone nel mirino, uno di loro è il genitore dei tre fratellini coinvolti, che ora hanno 12, 10 e 7 anni. Con loro c'era anche la sorella di uno degli organizzatori, che oggi ha dieci anni. Erano costretti a esibirsi di fronte a 50-100 persone una volta alla settimana. L'orrore è finito nel 2004, quando il proprietario dell'edificio ha sfrattato gli organizzatori. Già perché prima di essere un teatro di orribili abusi, quello era un asilo vero. L'indagine è iniziata l'anno dopo. Tutto avveniva a pochi passi dalla redazione del quotidiano locale, il Mineola Monitor. Le voci sul sex club giravano in città, ammette il direttore che poteva vedere l'edificio dalla finestra del suo ufficio, ma nessuno aveva mai parlato di bambini.


 
10 Febbraio 2010

UNA STORIA AGGHIANCIANTE



Attenzione: il contenuto di questa pagina web può scioccare persone
non abituate a "digerire" informazione che non siano state "filtrate".--

Questa donna è Cathy O'Brien, un'americana di origine
irlandese che ha pubblicato a proprie spese un libro di memorie
autobiografiche, dal titolo Trance -- Formation of America (L'America
in trance, NdT). La sua è una storia sbalorditiva. Ma nelle sue con-
dizioni probabilmente hanno vissuto milioni di persone -- e continua-
no a viverci -- e si andrà avanti cosi finché l'umanità non verrà richia-
mata alle proprie responsabilità. Grazie alla sua memoria fotografica,
Cathy riesce a descrivere con grande precisione le conversazioni sen-
tite, le stanze e gli arredi della Casa Bianca, del Pentagono e delle
istituzioni militari segretissime degli Stati Uniti. Riesce anche a
descrivere particolari fisici di persone coinvolte che può sapere solo
chi le ha viste nude.


Cathleen (Cathy) O'Brien è nata a Muskegon, in Michigan, nel
1957. Suo padre, Earl O'Brien, è un pedofilo e uno dei primi ricordi
di Cathy e di non riuscire a respirare perchè il suo pene le ostruiva
la bocca. Traumi del genere provocano automaticamente il Disturbo
della Personalità Multipla, senza bisogno che esso venga program-
mato, perchè la mente del bambino, che desidera rimuovere l'orrore,
compartimentalizza l'esperienza, nello stesso modo in cui non
riusciamo a ricordare un incidente stradale in cui siamo stati coin-
volti. Anche agli amici del padre era concesso di abusare della pic-
cola Cathy e dei suoi fratelli, proprio come, nella loro infanzia, i loro
genitori erano stati a loro volta vittime di abusi. La madre aveva subi-
to molestie sessuali dal nonno di Cathy, il capo della sede massonica
"Blue Lodge". Il fratello della madre, per Cathy lo zio Bob, era un
pilota del servizio segreto dell'aeronautica che sosteneva di lavorare
per conto del Vaticano. Zio Bob commerciava anche materiale por-
nografico e il padre di Cathy costrinse la figlia e il figlio maggiore,
Bill, a girare pellicole pornografiche realizzate per la mafia locale del
Michigan che, secondo quanto sostiene Cathy, era legata al re del
porno Gerald Ford, futuro deputato statunitense. Costui avrebbe in
seguito ricoperto la carica di vicepresidente degli Stati Uniti duran-
te la presidenza di Richard Nixon e quella di presidente quando
Nixon fu rimosso in seguito allo scandalo Watergate, una mossa
architettata dal Washington Post, di proprietà di Katherine Graham
(Gruppo Bilderberg, Commissione Trilaterale, Consiglio delle
Relazioni con l'Estero). Ford fece parte anche della Commissione
Warren, che "investigò" sull'assassinio del presidente Kennedy.
Cathy O'Brien sostiene di essere stata violentata, quando andava
ancora a scuola, da Gerald Ford, membro dello staff di Guy
Vanderjagt, senatore dello stato del Michigan, che la violentò a sua
volta. Vanderjagt doveva diventare il presidente del comitato del
congresso nazionale del Partito Repubblicano che sostenne George
Bush (un altro violentatore di bambini di cui Cathy parla nel suo
libro) nella sua fortunata campagna elettorale per la presidenza degli
Stati Uniti.


In seguito, pare che il padre di Cathy sia stato scoperto mentre
spediva materiale pornografico -- un filmino che riprendeva la picco-
la Cathy che si accoppiava con un cane boxer. Per evitare l'incrimi-
nazione, egli cedette Cathy al Governo degli Stati Uniti e ai servizi
segreti della Difesa. Il padre si rallegrò del losco affare, perché ora
era immune dall'incriminazione e poteva continuare le sua attività di
pornografo e pedofilo mentre le autorità giravano la testa dall'altra
parte. I servizi segreti cercavano bambini vittime di abusi sessuali,
affetti dal Disturbo della Personalità Multipla, che provenissero da
famiglie che avevano alle spalle una lunga storia di abusi intergene-
razionali. Volevano i bambini per i loro studi sul controllo genetico
delle menti che operava sotto il nome di Progetto Monarch, una pro-
paggine del notorio MKULtra (ho saputo che MK sta per Mind
Kontrolle: la lettera K sostituisce la C in omaggio ai nazisti dei tempi
di Hitler, primi ispiratori del progetto). L'uomo che si presentò a casa
di Cathy per intimare al padre l'ultimatum di cedere la figlia se non
voleva essere incriminato fu...Gerald Ford. Il padre di Cathy fu
inviato all'Università di Harvard, vicino a Boston, per essere istruito
su come preparare la figlia per i professori pazzi dei servizi segreti.
Ecco quello che racconta Cathy nel suo libro:


"...in conformità alle istruzioni fornite dal governo, mio
padre iniziò a trattarmi come la Cenerentola della fiaba.
Spazzavo via le ceneri dal focolare, trasportavo ed accatastavo la
legna, rastrellavo le foglie, spalavo la neve, spezzavo il ghiaccio
e spazzavo..."perchè", diceva mio padre, "le tue manine impu-
gnano così bene il rastrello, la scopa, la pala e i manici della
granata..." A quell'epoca mio padre mi sfruttava già al punto di
farmi prostituire con i suoi amici, i criminali e i massoni locali,
gli stranieri e gli ufficiali di polizia...
...i funzionari del governo coinvolti nel Progetto MKUltra
ovviamente sapevano che chi è affetto da MPD/DID ha una
grande memoria fotografica, oltre ad altre qualità umane iper-
sviluppate. L'acutezza visiva di chi soffre di MPD/DID è 44 volte
superiore alla media. La mia soglia del dolore eccezionalmente
alta e la compartimentalizzazione della mia memoria erano
requisiti "necessari" per le applicazioni militari e le operazioni
segrete. Inoltre, la mia sessualità era stata alterata fin dall'in-
fanzia. Questo programma risulta gradito e utile a politici per-
versi che pensarono così di nascondere le loro azioni nel profon-
do di quei compartimenti della mia memoria, che i clinici
chiamano "personalità".


Pensate che la schiavitù esista solo nei libri di storia? La schiavi-
tù esiste ancora oggi, in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti (anzi
soprattutto lì) e altri paesi "civili" come il Regno Unito. Di tanto in
tanto episodi di pedofilia animano le cronache, ma si tratta solo di
una piccolissima punta di una vasta organizzazione che raggiunge il
vertice (scusate, la fogna) delle società "libere". La verità sugli abusi
subiti dagli alunni della Kincora School, in Irlanda del Nord, è stata
messa a tacere perchè uno dei molestatori era un agente dei servizi
segreti britannici. Vi era implicato anche almeno un famoso politico
dell'Irlanda del Nord, ma questo aspetto è stato occultato niente po'
po' di meno che da un ufficiale ora in pensione dei servizi segreti bri-
tannici, di nome Ian Cameron. Questa organizzazione di abusi sui
bambini fornisce il mezzo perfetto per soddisfare il desiderio sessua-
le di chi esercita il controllo e per ricattare chi è sottoposto a quel
controllo. Voglio i nomi di chi è implicato in fatti di questo genere, in
qualunque paese vi troviate. Se sapete qualcosa vi prego di dirmelo.
Lo scambio di informazioni avverrà in assoluta segretezza e se esse
avranno un fondamento le renderò pubbliche. Se qualcosa vi trattie-
ne, pensate almeno ai bambini.


Cathy O'Brien sostiene di essere stata violentata da Padre James
Thaylen, quando cercò rifugio in una chiesa cattolica di Muskegon,
intitolata a S. Francesco di Sales e un altro prete pedofilo, Padre Don,
aiutò l'amico di Gerald Ford, Guy Vanderjagt, a disorientarla e ad
abusare di lei, in linea con le "richieste" del Progetto Monarch. In
seguito, la mandarono ad una scuola cattolica, una delle tante usate
dal Governo per ospitare in un luogo sicuro i bambini dalla mente
controllata, sotto lo stretto regime previsto per aumentare la gravità
del loro Disturbo della Personalità Multipla. La scuola di Cathy fu la
Scuola Superiore Centrale Cattolica di Muskegon, dove venne più
volte violentata da Padre Vesbit, una volta durante un rito satanico a
cui presero parte altri bambini dalla mente pilotata nella sua cappel-
la privata. La Chiesa Cattolica è l'epitome dell'ipocrisia ed è profon-
damente, e sottolineo profondamente, corrotta. Il movimento cattoli-
co dei gesuiti è un veicolo importante di manipolazione per la
cospirazione globale e, come i Cavalieri di Malta che contribuiscono
a controllare il Vaticano, tale movimento non crede nemmeno nei
principi del cristianesimo! Ma questa non è che la facciata. L'intera
cospirazione è fatta di maschere, fumo e specchi. I gesuiti, i Cavalieri
di Malta e la gerarchia ecclesiastica fanno parte della casta degli
Illuminati. Costoro erano, e sono, fervidi sostenitori dell'oltraggioso
controllo della mente previsto dal Progetto Monarch e dal MKUltra.
Ciò non stupisce affatto, visto che la Chiesa Cattolica è sopravvissu-
ta seminando terrore, facendo lavaggi del cervello e controllando le
menti della sua congregazione globale. La facciata gesuita della
cospirazione è rappresentata dalla organizzazione "caritatevole"
della Visione del Mondo. Il ramo cattolico della CIA esercitò pressioni 

e manipolazioni su Cathy perchè, sin da piccola, non rivelasse
alcuna cosa, ricorrendo ad una tecnica nota come Rito per Tacere; e
i segreti da tenere sotto chiave nella sua mente compartimentalizza-
ta erano davvero tanti. Negli anni seguenti, Cathy sostiene di essere
stata sotto il controllo del senatore "democratico" della Virginia
Occidentale, Robert C. Byrd, e che su di lei aumentarono gli abusi
da parte di quest'ultimo e delle agenzie governative. Byrd è un esper-
to "costituzionalista" che lavora per minare e distruggere la costitu-
zione americana. Secondo Cathy, Byrd controlla una serie di schiavi
dalla mente manipolata e la cosa che gli piace di più è frustarli a
morte senza pietà. In seguito, uno dei complici di Byrd, il senatore
Patrick Leahy del Vermont, torturò Cathy infilandole un ago in un
occhio mentre la figlia di lei, Kelly, fu costretta ad assistere alla
scena. Leahy era vicepresidente della commissione del senato per i
servizi segreti e aveva fatto parte della commissione del senato per
gli stanziamenti. Leahy e Byrd inscenarono tra loro una finta opposi-
zione a livello pubblico, mentre in realtà lavoravano per gli stessi
fini. Messinscene simili avvengono nei parlamenti di tutto il mondo.
Byrd, un cocainomane,' si vantava spesso con persone "fidate" di
come riuscisse a pilotare la mente del presidente Jimmy Carter, men-
tre ricopriva il ruolo di suo "confidente e consigliere". La voce ipno-
tica di Byrd risuonava come "la voce di Dio" alle orecchie di un
Carter in preghiera e meditazione, che seguiva fedelmente la "guida"
che riteneva divina. ' Vi ricordate quello che ho detto a proposito del
politico inglese influenzato a livello mentale?


Furono molte le istituzioni governative degli Stati Uniti in cui
Cathy fu sottoposta a torture e al controllo mentale, compreso il
Centro Spaziale della NASA, a Huntsville, in Alabama, dove lei e,
più tardi, sua figlia Kelly, furono costrette a girare filmini porno. Sì,
la NASA dell' "uomo sulla luna" e dello Shuttle, fa cose di questo
genere. Anche le religioni vengono sfruttate costantemente per mani-
polare le persone, come coperture "rispettabili" di torture e manipo-
lazioni mentali. Un centro in cui venne programmata la mente di
Cathy fu Salt Lake City, nello Utah, il quartier generale della chiesa
mormone. Un'altra istituzione che ospita gli schiavi dalla mente pilo-
tata è nota come "Charm School", a Youngstown, in Ohio. Si tratta di
una "scuola" di addestramento per "schiave sessuali", dove a Cathy,
a Kelly e a una marea di altre donne e bambine venivano (e vengo-
no) inflitte torture come scariche elettriche, privazione del sonno e
traumi sessuali. Cathy sostiene che il "direttore" della Charm School
era un membro innominato della famiglia dei banchieri Millon, men-
tre tra le altre famose persone implicate figurano il deputato ameri-
cano Jim Traficant e Dick Thornburgh, allora governatore della
Pennsylvania e, in seguito, procuratore capo e segretario delle
Nazioni Unite.

 

Ancora in tenera età, Cathy fu molestata, violentata e torturata da                                    
persone molto famose. Tra loro figura anche Pierre Trudeau, che fu a
Igngo primo ministro del Canada e che, come gesuita, operava in
stretta collaborazione col Vaticano; fu poi violentata nuovamente da
Gerald Ford mentre era presidente e da Ronald Reagan, quando
anch'egli ricopriva la massima carica dello stato e quindi, più volte e
nel modo più brutale possibile, da Dick Cheney, capo dello staff della
Casa Bianca durante la presidenza Ford e segretario alla Difesa
durante la presidenza Bush. Cathy è in grado di descrivere l'ufficio
di Cheney al Pentagono con dovizia di particolari. Se si accettano le
prove molto dettagliate di Cathy si può solo concludere che Cheney,
come Bush, è una persona notevolmente squilibrata, capace di sconc-       certanti atti di violenza e persino di omicidi. Cathy racconta che
Cheney le disse una volta: "Potrei ucciderti -- ucciderti -- con le mie
mani. Non saresti la prima nè l'ultima". Queste sono le persone che
diedero il via alla Guerra del Golfo per dimostrare che la "violenza
non paga!". Cathy fornisce alcuni dati che dimostrano come Cheney,
Bush e altri si divertissero a giocare a quello che loro chiamano il
"gioco pericolosissimo". Fa parte delle regole di questo gioco minac-
ciare gli schiavi del governo come Cathy e altri bambini e adulti
manipolati, prospettando loro terribili conseguenze nel momento in
cui verranno catturati. Essi vengono lasciati "liberi" in una foresta,
di solito in qualche area militare segretissima come Lampe, in
Missouri e Mount Shasta, in California, all'interno di un'ampia recin-
zione che impedisce ogni fuga. Cathy scrive nel suo libro che George
Bush, l'uomo che invocava un' "America più gentile, più garbata",
Dick Cheney e Bili Clinton spesso si armano di fucile e inseguono
questi schiavi. Una volta catturati, essi vengono brutalmente violen-
tati, a volte anche uccisi. Signore e signori, ecco qui le persone a cui
noi affidiamo il controllo sul mondo. Il complesso di Mount Shasta,
dove Bush e Clinton dividevano un ufficio, è, secondo Cathy, "il più
grande campo segreto di schiavizzazione e manipolazione mentale di
cui sia a conoscenza". Là ella vide un'enorme flotta di elicotteri neri
senza contrassegni, che, come gli inquirenti hanno rivelato, fanno
parte dell'esercito privato del Nuovo Ordine del Mondo, che è stato
istallato per compiere il colpo di stato, al momento opportuno. Questi
elicotteri sono spesso stati segnalati vicino ai luoghi in cui si sono
verificati "rapimenti da parte degli alieni" o in cui è stato mutilato
del bestiame. A fornire parte della copertura necessaria alle opera-
zioni militari e di manipolazione mentale del campo di Shasta è l'am-
biente della musica country.


Cathy fu costretta a sposare un satanista dalla mente pilotata che
si chiamava Wayne Cox e suonava nel complesso di musica country
di Jack Greene. Anche Greene, un agente segreto della CIA, era un
satanista. Il compito di Cox fu quello di traumatizzarla ulteriormen-
te per creare nella sua mente altri compartimenti che potevano ser-
vire a dar vita a nuove "personalità". Una notte, Cox condusse Cathy
ai ruderi della stazione ferroviaria dell'unione di Nashville e, serven-
dosi di una torcia, scovò un barbone che stava dormendo. Ordino a
Cathy di dare al barbone un "bacio d'addio" e poi gli sparò alla testa.
Questo era già abbastanza orribile ma, non contento, tirò fuori un
machete e gli mozzò le mani e le infilò in una borsa a cerniera."
Come Cathy ha dichiarato pubblicamente più volte, Wayne Cox è un
serial killer che mozza sistematicamente le mani delle sue vittime. In
un'intervista pubblicata dal giornale Contact, Cathy affermò:

"Nel 1978, Wayne Cox, il mio primo manipolatore designato,
uccideva e mutilava con regolarità e secondo un certo rituale
barboni, bambini, e tutti quelli che "non poteva lasciarsi scappa-
re" e, dalla sua base di Chatham, in Louisiana, distribuiva aper-
tamente parti del corpo ad importanti centri satanici in parecchi
stati, compresa la pista Little Rock/Missouri."

Gli organismi governativi sono al corrente di ciò ma egli è al ripa-
ro da ogni accusa, poichè lavora per loro. Cox condusse Cathy in un
altro punto della stazione dell'unione, una torre di un vecchio depo-
sito ferroviario, e là ad attenderli in una stanza, con indosso vesti
nere, c'erano Jack Greene, alcuni membri del suo complesso ed altre
persone. Erano disposti intorno ad un altare rivestito di pelle nera e
la stanza era ornata di velluto rosso e illuminata da candele. Cathy
venne fatta stendere sull'altare e fu sottoposta a stupri e a torture,
mentre gli adoratori di Satana realizzavano un rito di magia nera che
comprendeva sesso, sangue e cannibalismo." Anni più tardi, mentre
era "sposata" con un altro militante della CIA, Alex Houston, venne
messa incinta più volte e fu fatta abortire, affinchè il feto potesse
essere usato per rituali satanici. Amici miei, queste cose accadono in
tutto il mondo e vi vedono implicate alcune delle persone più note del
pianeta. Esiste un "parco" per giochi a sfondo sessuale riservato ai
politici americani e stranieri di primo piano, come anche ai crimina-
li, ai banchieri, agli uomini d'affari, e agli "uomini di spettacolo" di
alto livello, tutti coinvolti nel Culto dell'Occhio che Tutto Vede e nel
Nuovo Ordine del Mondo. Questo posto si chiama Bosco Boemo ed è
qui che Cathy fu obbligata a soddisfare le loro perversioni, tra cui
rituali satanici, torture, sacrifici e ingestione di sangue. No, non sto
scherzando. I frequentatori abituali di questo centro di satanismo
sono noti come "boscaioli" e tra loro figurano personaggi come
Clinton, Bush e Ford, come pure Henry Kissinger e molti altri che
nominerò più avanti. 

Tutto ciò che sto per descrivere si fonda su una
interpretazione distorta della dottrina esoterica -- la magia nera -- e la
costante presenza del sesso si collega al potere dell'energia sessuale,
su cui mi soffermerò in un capitolo successivo. Anche l'organizzazio-
ne satanica globale è una piramide il cui vertice è occupato dall'Eli-
te Globale e dal Culto dell'Occhio che Tutto Vede. A loro volta, que-
ste persone sono sotto il dominio della coscienza di
"Lucifero/Satana", che controlla i suoi adepti attraverso la posses-
sione mentale ed emotiva. I casi di abusi satanici sui bambini, che
qui vengono esposti in modo assai approfondito, rientrano, in realtà,
nell'ambito di un'organizzazione globale coordinata che arriva fino al
vertice della piramide. Ecco perchè così tanti leader politici sono
implicati in pratiche sataniche di abusi sui minori. Il Culto
dell'Occhio che Tutto Vede si basa sul Satanismo e sull'uso in "nero"
della dottrina esoterica e questo stesso culto controlla le nomine alle
più importanti cariche politiche, economiche e amministrative del
mondo. Scoprirete pertanto che una percentuale sbalorditivamente
alta di persone che ricoprono ruoli di primo piano è collegata a que-
sto culto e agli abusi sessuali che esso comporta. Gli attori migliori
sono a Hollywood? Neanche per sogno: sono nei parlamenti e nei
partiti politici.

 

Uno di quelli che controllarono Cathy fu il colonnello dell'eserci-
to statunitense Michael Aquino, un uomo di punta della Divisione
Guerra Psicologica dei servizi segreti della Difesa. Nei miei ultimi
due libri ho parlato di lui come del capo di una "chiesa satanica",
nota come il "Tempio di Set", un'organizzazione ispirata, a quanto
pare, dal capo delle SS di Hitler, Heinrich Himmler. Quando si venne
a sapere che la Divisione Americana di Guerra Psicologica era
capeggiata da una chiesa "satanica", la risposta ufficiale fu che la
fede religiosa di una persona riguardava esclusivamente quella per-
sona!! Ma, come Cathy scoprì presto, persone come Aquino e il resto
di questa banda di squilibrati e posseduti vanno al di là delle leggi,
perchè le loro capacità mentali le controllano fino al livello del pre-
sidente e oltre. Il pianeta Terra è posseduto da una coscienza estre-
mamente negativa e queste persone non ne sono che la pura espres-                               
sione fisica. Più avanti nel libro mi soffermerò sulle origini di questa
coscienza rappresentata dall'Occhio che Tutto Vede.
Cathy concepì una bambina, Kelly, da suo "marito" Wayne Cox e
la piccola fu subito usata come era stata usata la madre. Cathy sostie-
ne che Kelly fu violentata più volte da George Bush e da Dick
Cheney e sia la madre che la figlia furono costrette ad avere rappor-
ti sessuali con animali per alcune pellicole girate su ordine del
Presidente Ronald Reagan. Allo "Zio Ron" niente piaceva di più che
guardare queste pellicole, note come "le fiabe della buonanotte dello
zio Ron"". Secondo il racconto di Cathy questi filmini venivano regi-
strati e prodotti dal pornografo di Reagan Michael Dantè (noto anche
come Michael Viti). Dantè aveva legami con la mafia e con la CIA
(che sono più o meno la stessa cosa) ed era intimo amico di politici
come Guy VanderJagt, Gerald Ford, Dick Thornburgh, allora gover-
natore della Pennsylvania, Jim Traficant e Gary Ackerman." Fu
Dantè ad istallare le minuscole telecamere nascoste che filmavano le
imprese sessuali di politici statunitensi e stranieri, in modo da
costringerli poi col ricatto a sostenere il Nuovo Ordine del Mondo.
Quanti capi di stato oggi adottano politiche contrarie agli interessi
del popolo, perchè se cosi non facessero le prove dei loro scandali
sessuali verrebbero rese pubbliche? Il pornografo principale di
Reagan fu Larry Flynt, direttore della rivista pornografica Hustler" e,
anch'egli, uomo legato alla CIA, alla mafia e al Vaticano."

 

Una volta anche Bill Clinton fu compromesso in questo modo dal
suo capo, scusate, dal suo "oppositore" George Bush. Accadde nel
centro di manipolazione mentale di Lampe, in Missouri, un luogo
noto come Villa Svizzera. Bush costrinse Kelly a praticare una fella-
tio a Clinton, mentre questi faceva un cunnilingus a Cathy. Ecco lo
scambio di battute che Cathy ricorda:

"Clinton riemerse da sotto di me e, guardandosi intorno alla
ricerca della telecamera, disse a Bush: "Non avevi bisogno di                                             
farmi questo. Sono comunque dalla tua parte. Non c'è bisogno di
compromettere la mia posizione." Clinton si riferiva probabil-
mente alle tattiche ricattatorie in uso tra l'Elite dell'Ordine della
Rosa (Occhio che Tutto Vede). Per l'esperienza che ho avuto io al
Bosco Boemo, i leader venivano sempre compromessi dalle ripre-
se nascoste delle loro bizzarre pratiche sessuali."

Dopo questo incontro, Bush e Clinton discussero sull'opportunità
di fare assistere la figlia di Clinton, Chelsea, alle scene di abusi sui
bambini. Bush si offrì di "svezzarla". Clinton disse che avrebbe
dovuto parlarne con Hillary.
Cathy sostiene di essere stata violentata, insieme a Kelly, anche da
un altro primo ministro canadese, Brian Mulroney, che praticava abi-
tualmente sesso con le schiave mentalmente manipolate." Madri e
giovani figlie dalla mente controllata venivano (vengono?) trasporta-
te alle Cascate del Niagara, appena passato il confine canadese, per-
chè Mulroney le violentasse." Fu Mulroney, durante la sua presiden-
za, ad imporre al popolo canadese l'Accordo Nord Americano sul
Libero Commercio (NAFTA), destinato a diventare la versione ame-
ricana dell'Unione Europea. L'accordo venne creato, attraverso varie
manipolazioni, dal suo collega e stupratore di bambini George Bush
e, in seguito, da Bili Clinton. Su ordine dell'addetto personale del
presidente Reagan, Philip Habib, Cathy dice di essere stata costret-
ta in svariate occasioni ad avere rapporti sessuali con il fantoccio del
Nuovo Ordine del Mondo, Re Fahd dell'Arabia Saudita. I membri
della "famiglia reale" saudita fungono da burattini dell'Elite Globale,
mentre soffocano il loro popolo con una religione brutale che loro
stessi non osservano minimamente. Schiave americane mentalmente
manipolate vengono "vendute" all'Arabia Saudita, al Messico e ad
altri paesi come contributo alle operazioni segrete del Culto
dell'Occhio che Tutto Vede.


La mente di Cathy venne controllata in modo così efficace che ella
fu "promossa" al ruolo noto come Modello Presidenziale, una schia-
va dalla mente controllata, abilitata ad operare con le persone ai ver-
tici della Casa Bianca. Ci si servi di lei per passare i messaggi tra
Reagan, Bush e i loro consociati stranieri, come il dittatore Baby Doc
Duvalier di Haiti, il presidente del Messico Miguel de la Madrid e
quello di Panama Manuel Noriega, un agente segreto retribuito della
CIA, che operava nel commercio illegale di droga degli Stati Uniti.
Come ho spiegato in dettaglio nei libri precedenti, Bill Clinton e
George Bush sono entrambi dei tossicomani coinvolti nel narcotraffi-
co su scala mondiale. Clinton è un cocainomane, mentre Bush è un
eroinomane. Gerald Ford è un altro trafficante di droga. Questi fatti
sono confermati dalle esperienze dirette di Cathy. Il mercato mon-
diale di droghe illegali è controllato dalla Casa Bianca e dal sistema
del crimine organizzato dei servizi segreti globali, al fine di realizza-
re ingenti somme di denaro per operazioni segrete volte ad attuare la
dominazione globale del Nuovo Ordine del Mondo e a destabilizzare
la società per rendere la gente più facilmente manipolabile. Noriega
era profondamente coinvolto in tutto questo durante gli anni di pre-
sidenza Reagan e Bush, e fu solo quando Noriega e Bush litigarono
che quest'ultimo inviò le truppe americane a Panama per farlo rimuo-
vere. Bush lo sostitui con un altro personaggio legato al narcotraffico
sudamericano e Noriega fu condotto negli Stati Uniti e incarcerato
per traffico di droga!

 

Cathy assistette a una "festa" a cui presero parte gli ufficiali del-
l'aeronautica con le mogli, i baroni della droga come il portoricano
Jose Busto, e Oliver North, l' "eroe" (mi sento male solo a dirlo) dello
scandalo iraniano del commercio di armi in cambio di droga. Grandi
quantità di cocaina erano a loro disposizione. Al piano superiore c'erano
Noriega, Michael Aquino e il senatore Allen Simpson, il "repub-
blicano" del Wyoming." Mentre si stava svolgendo tutto questo
George Bush conduceva una "guerra alla droga" per "salvare i figli
dell'America". Il cocainomane Bill Clinton, di lì a pochi anni, avreb-
be fatto lo stesso. Nel bel mezzo della sua "guerra alle droghe",
Clinton portò a termine test di stupefacenti per conto della Casa
Bianca, visto che anche molti dei suoi collaboratori erano tossicoma-
ni! Tra un attimo mi sveglierò, ne sono sicuro. Cathy incontrò Clinton                                    
qualche volta e ricorda di un giorno, in Arkansas, quando egli cercò
di convincere (con successo) un sostenitore, Bill Hall, ad entrare nel
commercio di stupefacenti. Hall non doveva preoccuparsi, disse
Clinton, perchè‚ era un'operazione orchestrata da Reagan. Ecco quel-
lo che disse Clinton alla presenza della mente controllata di Cathy:

"Il punto fondamentale è che noi controlliamo l'industria
(della droga), perciòcontrolliamo loro (i fornitori di clienti). Tu
controlli il tipo sotto di te e lo Zio (lo Zio Sam, il Governo degli
Stati Uniti) ti copre. Che cos'hai da perdere? Nessun rischio.
Nessuno ti appenderà fuori ad asciugare. E se qualcosa cade dal
camion mentre passa (qui Clinton rise e sniffò un altro po' di
cocaina) puoi tirarla su."

Cathy racconta che più tardi, quella notte, la moglie di Bill Hall
la condusse da Hillary Clinton, nell'ala della Villa Svizzera riserva-
ta agli ospiti. Lì, la signora Clinton, un'altra cocainomane, praticò
un cunnilingus a Cathy e poi insistette perchè‚ anche lei glielo faces-
se. Sia il presidente Clinton che la sua "first lady" sapevano che
Cathy era una schiava dalla mente controllata ed entrambi sono al
corrente di tutto, come del resto lo è anche Al Gore. Tacciono perchè‚
anche loro fanno parte di quel meccanismo. Cathy ricoprì il ruolo di           messaggero robotizzato di Clinton, che era molto abile nel seleziona-
re le sue personalità programmate, secondo quanto lei stessa ha affer-
mato più volte. Anche il candidato alla presidenza Bob Dole è al cor-
rente dei fatti, eppure non si muove. Clinton e Bush possono
sembrare avversari di "diversi" partiti politici, ma in realtà prendo-
no parte alla stessa truffa, il Nuovo Ordine del Mondo. Cathy 0'Brien
ha confermato per esperienza diretta ciò che gli inquirenti vanno
sostenendo da anni: Bush fu presidente durante gli "anni di Reagan",
fu presidente durante il proprio mandato ufficiale all'Ufficio Ovale e
continuò a manovrare i fili durante l'età clintoniana. Bush fu alleva-
to nel Culto dell'Occhio che Tutto Vede. Suo padre, Prescott Bush,
contribuì a finanziare Adolf Hitler." Questi due "oppositori", George
Bush (CFR, TC, Massoneria del 33°grado, Occhio che Tutto Vede) e
Bili Clinton (CFR, TC, BIL, Massoneria del 33° grado, Occhio che
Tutto Vede) sono dalla stessa parte, sono coinvolti negli stessi imbro-
gli. Alle elezioni del 1992, i due si "avversarono" l'un l'altro, per
dare l'illusione di una società "democratica". Cathy incontrò Clinton
e Bush insieme molti anni prima che si potesse anche solo immagi-
nare che Clinton sarebbe diventato presidente. Li vide una volta alla
Villa Svizzera di Lampe, in Missouri. L'infermeria in quel luogo
ospita un centro della CIA per traumi quasi mortali. Cathy attraver-
so il sistema di controllo della sua mente aveva consegnato una
grossa quantità di cocaina con un caravan, quando vide i due futuri
presidenti:

"...notai l'allora Governatore dell'Arkansas, Bill Clinton, in
un tavolo d'angolo con Hillary, che parlava all'allora vice presi-
dente George Bush e i loro due aiutanti speciali, "i soldatini"
(menti controllate) che avevano portato la cocaina nello stabile
dell'infermeria. (Il padrone della mia mente, il senatore america-
no, Robert Byrd, mi disse che Bush e gli altri stavano preparan-
do Bill Clinton alla presidenza, "nell'eventualità che l'opinione
pubblica americana si fosse stancata dei repubblicani e pensasse              imprimere una svolta con l'elezione di un democratico".
Clinton seguì ciecamente gli ordini di Bush. Dal momento che
l'attuazione di ciò che Hitler definiva il Nuovo Ordine del Mondo
non riconosceva schieramenti politici, non stupisce il fatto che il
responsabile della campagna presidenziale di Clinton del 1992
fosse James Carville, la cui moglie Mary Matalin aveva diretto
la campagna di Bush."

Un altro tratto in comune tra Clinton e Bush è la loro passione per
la caccia agli esseri controllati mentalmente, siano essi uomini,
donne o bambini, nel Gioco Pericolosissimo. Cathy 0'Brien raccontò
al giornale americano Contact una delle sue esperienze alla Villa
Svizzera, quando Clinton e Bush, con i cani, diedero la caccia a lei,
a sua figlia Kelly e a due "soldatini" dalla mente manipolata, uno dei
quali presentava tratti somatici da "italiano":

"La Villa Svizzera appariva deserta, se non fosse stato per Bill
Clinton e George Bush, fermi al limite del bosco con i loro cani,
pronti a buttarsi nel "Gioco Pericolosissimo" della caccia all'uo-
mo (Clinton, come Bush, amava traumatizzare e dare la caccia
agli esseri umani).
...Bush e Clinton erano vestiti allo stesso modo, con pantalo-
ni mimetici, anfibi e giacca a vento. Un altro vezzo caratteristico
di entrambi era indossare un berretto con delle scritte criptiche.
Questa volta, il berretto mimetico di Bush aveva un decoro aran-
cione con la scritta "Caro Cacciatore". Il berretto blu di Clinton,
invece, diceva "punta in alto" e aveva raffigurato un fucile da
caccia. Clinton aveva un'aria goffa con quel fucile da caccia,
mentre Bush sembrava un tiratore provetto col suo fucile nero con
quell'elaborato mirino.

"Le regole del gioco sono semplici", iniziò a dire Bush, atti-
vandomi con quelle parole che da sempre precedevano un Gioco
Pericolosissimo.

Clinton lo interruppe: "Tu corri. Noi ti inseguiamo".

Bush continuò: "Questa si chiamerà Caccia alla Vergine
(Clinton ridacchiò) e eccola lì dov'è". Indicò Kelly che era anco-
ra tra le mie braccia. "Ti prendo, lei è mia."
Clinton alzò la voce: "Ne avrai di tempo per giocare con i cani,
perchè‚ ti immobilizzeranno mentre noi..."(per dare più enfasi
alle sue parole fece scivolare una pallottola nel caricatore) "...ci
dedicheremo alla caccia grossa". Clinton fissò il "soldatino" con
la faccia cerea ("soldatini" è un'espressione che ho sentito spesso
usare per designare le giovani forze speciali composte da automi
dalla mente controllata che operano nel Nuovo Ordine del
Mondo).

I due uomini si misero a correre per il bosco. Cominciai
anch'io a correre con in braccio Kelly. A giudicare dalla vici-
nanza dei latrati dei cani non mi ero allontanata poi tanto
quando essi furono slegati. I cinque cani latranti mi individua-
rono e mi circondarono. Kelly strillò quando uno di loro le
azzannò una gamba e io automaticamente gli diedi un colpo sul
muso. Ero convinta che i cani ci avrebbero sbranato prima che
Bush e Clinton raggiungessero quella radura. Sembrava fossero
impegnati in una seria discussione, quando Bush alzò gli occhi
e sorrise.

"E' mia", disse riferendosi a Kelly. "Lo è sempre stata, del
resto. Andiamo!"

Mentre sorpassavo Clinton, ancora immerso nei suoi pensieri,
lo sentii mormorare: "Credevo che ti stessi scopando un cane, o
roba del genere". Ripercorremmo quel breve tratto in silenzio con
Clinton che si indirizzava verso destra, mentre Bush mi conduce-
va verso i due elicotteri...

Il portello dell'elicottero vicino a me si apri e Clinton spinse
dentro l'Italiano. "Ho preso questo. Lo mettiamo sullo strapunti-
no". Bush gli fece segno di sedersi sulla sedia di pelle su cui una
rosa nera simboleggiava la morte, mentre fui io a sedermi sullo
strapuntino.

"Vieni qui, piccolina", con queste parole Bush blandì Kelly.
"Puoi sederti in braccio a Zio George". La sollevò sul suo grembo,
mentre Clinton andò dal pilota che stava avviando i motori. "Sopra il
lago", ordinò Bush al pilota.
Mentre sorvolavamo il profondo e remoto lago della Villa Svizzera Bush
mise Kelly da una parte, si alzò per quanto riuscì a fare nell'elicottero e
aprì il portello. Il forte vento gli soffiò indietro le unte ciocche di
capelli mentre fece gesto di alzarsi all'uomo (l'italiano).
"Buttati giù", gli intimò. "E' un ordine". "Sì signore", rispose lui e si
lanciò fuori senza paracadute, perfettamente vestito con la sua tuta
mimetica e anfibi. Con raccapriccio osservai la sua caduta verso la morte nell'acqua
sottostante e gli spruzzi che sollevò prima di esserne immerso".

Questo è solo un incidente, un omicidio nella vita di Bill Clinton
e George Bush, gli uomini che il popolo americano ha designato come
propri rappresentanti. Per favore, ditemi che non è vero! Gli Stati
Uniti potrebbero perdere la loro libertà? Dio mio! L'America ha
smesso di essere libera un bel po' di tempo fa, se mai lo è stata.
L'America è una dittatura con un unico partito fascista, mentre milio-
ni di Americani continuano a credere che la loro sia la terra della
libertà..


Quando gli schiavi non risultano più utili o quando i loro pro-
grammi cominciano a guastarsi, vengono uccisi. Ai cosiddetti model-
li presidenziali come Cathy 0'Brien non è concesso di vivere oltre il
trentesimo anno e quando questo arrivò anche per Cathy nel
1987/1988, le dissero che era il suo ultimo anno di vita.
Fortunatamente, lei e la figlia, che allora aveva otto anni, furono
strappate alla morte da un uomo d'affari, che si chiama Mark
Phillips. Costui aveva notevoli conoscenze nell'ambito delle tecniche
di controllo avanzato delle menti, poichè‚ aveva lavorato per la Ampex
Corporation e per il Ministero della Difesa statunitense come subap-
paltatore civile. Ciò gli consentì di venire a contatto con i principali
scienziati e ricercatori in questo campo, favorendogli l'accesso a dati
normalmente negati a chi svolge la professione psichiatrica tradizio-
nale. Anche le menti degli psichiatri, come quelle dei medici e degli
scienziati, vengono manipolate attraverso la soppressione delle infor-
mazioni, che dà loro un quadro distorto di ciò che è plausibile.

 

Considerato l'ambiente da cui proveniva e dopo il vaglio del contro-
spionaggio, Mark Phillips fu ritenuto "fidato" e venne avvicinato da
un uomo chiamato Alex Houston che gli chiedeva appoggio per que-
stioni d'affari. Houston era ora il "manipolatore" di Cathy e Kelly e
sposò Cathy su istruzione del suo controllore, il senatore Robert C.
Byrd.
Alex Houston, stupratore, pedofilo e trafficante di droga, era un
"uomo di spettacolo", un ventriloquo e un ipnotizzatore da palco-
scenico, la cui mente e la cui bocca risultavano attivate da qualcun
altro -- l'organizzazione di controllo mentale del governo degli Stati
Uniti. Era suo compito mantenere Cathy e Kelly all'interno dei loro
livelli di programmazione, impartendo loro le istruzioni che riceveva,                                   
che prevedevano privazione del cibo e dell'acqua e traumi continui.
Houston si serviva dei suoi spostamenti per le tournee‚e come coper-
tura per trasportare Cathy e Kelly verso le loro "destinazioni" e ciò
avvicinò Cathy alla verità a proposito dell'industria della musica
country degli Stati Uniti, anzi dell'industria dello "spettacolo" in
generale.

 La musica country, scoprì, veniva usata dagli uffici gover-
nativi americani per distribuire grandi quantità di droga all'interno
della società americana e come copertura per gli esperimenti di con-
trollo mentale. Furono questi uffici, prosegue Cathy, a finanziare la
promozione e il lancio pubblicitario che trasformò un cantante dal
nome di Boxcar Willie in una stella della musica country. Cathy rive-
la che parte di questa promozione avvenne attraverso spot pubblici-
tari televisivi ad alta tecnologia, destinati ad avere un effetto ipnoti-
co sullo spettatore. Questo cantante divenne il capo della sezione
musica country del "treno della libertà" -- il nome in codice noto a
livello internazionale per le operazioni di schiavizzazione previste
dal Progetto Monarch. Il nome "Boxcar Willie" non fu scelto a caso.
Rivela già tutto dell' uomo e del suo ruolo. (Boxcar significa "carro
merci" NdT) Cathy definisce Boxcar Willie un pedofilo e uno stupra-
tore di donne e bambini mentalmente controllati, inclusa Kelly che
stuprava regolarmente in tre diverse case di cura per malati di
mente." Egli risulta anche implicato nei traffici di cocaina controlla-
ti dalle agenzie governative ed è lui l'uomo con cui l'amico di Bill
Clinton, Bili Hall, iniziò a lavorare dopo che Clinton lo convinse ad
entrare nel giro." Fu Boxcar Willie a promuovere il trasferimento
della capitale della musica country a Bramson, in Missouri, per esse-
re vicino alla base operativa di controllo delle menti della CIA e a
quella della droga di Lampe, sempre in Missouri."

 

Molte persone nell'industria dello spettacolo sono legate alla
cospirazione o ne vengono pilotate. Tra loro ci fu anche Marylin
Monroe, una delle "amanti" del Presidente John F. Kennedy.
Entrambi dovevano essere uccisi dalla stessa forza. Un'altra cantan-
te manipolata mentalmente, secondo Cathy, è Lorretta Lynn, una
schiava della CIA. E' da questo che derivano i suoi problemi mentali
ed emotivi. Il "manager" di Lorretta, Ken Riley, è un pedofilo, oltre ad  

essere il miglior amico del manipolatore di Cathy, Alex Houston.      
Entrambi erano legati al deputato americano Gary Ackerman,
il "democratico" di New York che, secondo il racconto di Cathy, portò
a termine una complicata operazione di traffico di droga nel porto di
Long Island." Un'altra delle donne manipolate che fu salvata da
Mark Phillips è Seidina "Dina" Reed, figlia dell'attore-cantante Jerry
Reed. Seidina era stata usata molte volte insieme a Cathy per girare
pellicole pornografiche sotto il controllo del marito, il sadico David
Rorick (noto anche come Dave Rowe). Rorick fu addestrato nelle tec-
niche di controllo mentale da Alex Houston e il famoso padre di
Seidina sapeva tutto, secondo quando riferisce Mark Phillips.

Seidina era la schiava sessuale preferita del principe sultano Bandar
Bin, ambasciatore saudita negli Stati Uniti." Come Cathy afferma nel
suo libro e in altre dichiarazioni pubbliche," anche il cantante Kris
Kristopherson, un alcolizzato tossicomane, nato in una famiglia di
membri della CIA, è implicato in questo giro con il ruolo di control-
lore squilibrato e manipolatore della mente degli schiavi. Cathy rac-
conta di essere stata torturata da lui e da Michael Aquino con scosse
elettriche ad alto voltaggio." Kristopherson, un gesuita, è complice
del senatore Robert C. Byrd, il controllore di Cathy." A questo pro-
posito si diceva, nel gergo del controllo mentale, che Byrd fosse "spo-
sato" con Cathy anche se lei ufficialmente era sposata con Alex Houston.

 Ecco quello che Cathy riferisce di Kristopherson nel suo libro:
"... nella tarda estate del 1987 Kristopherson mi soffocò quasi
a morte col suo pene, cosa che lo eccitò ulteriormente, nel corso
di un incontro organizzato ancora una volta da Byrd."

Un altro psicopatico e trafficante di droga per conto del governo,
famoso nel mondo, è la "leggenda" del rock'n roll Jerry Lee Lewis.
Cathy dice di essere stata minacciata più volte con le parole: " Ti
vendiamo a Jerry Lee. Era questo l'ambiente in cui vivevano Cathy
e Kelly quando arrivò Mark Phillips. Lavorava con Alex Houston ad
un grosso affare che coinvolgeva Hong Kong e la Cina, quando un
rappresentante del Ministero della Difesa cinese gli rivelò i retrosce-
na della vita di Houston e il suo coinvolgimento con la CIA, gli stu-
pefacenti, il riciclaggio del denaro sporco, la prostituzione infantile
e...la schiavitù. L'informatore di Phillips, adducendo prove docu-
mentarie, disse che Houston era un uomo "veramente malvagio" e            

che i suoi crimini coincidevano con quelli della Casa Bianca. Mark
Phillips scrive in Trance-Formation of America:

"La mia prima risposta a questo "ufficiale" fu che Houston
era troppo stupido e disonesto per essere legato ai servizi segreti
statunitensi. A questo commento egli ribatté‚ prontamente
mostrandomi una fotografia di Houston da far attorcigliare le
budella: egli, con un ghigno demoniaco, stava sodomizzando un
piccolo e spaventato bambino nero che più tardi identificai come
haitiano."

Phillips prese contatto con un vecchio amico ora morto che era
stato generale dell'aeronautica nella divisione dei servizi segreti e
aveva mantenuto stretti legami con i loro vertici nazionali e esteri. Il
generale gli parlò del commercio degli schiavi della CIA in tutto il
mondo e gli disse che Cathy e Kelly erano state sottoposte al controllo
mentale basato sul trauma. Mark Phillips ricorda:

"Ero come stordito. Le prime parole che mi uscirono dalla
bocca furono: "Come si può fare a tirar fuori queste persone"
Lui sorrise e disse: "lo non lo farei. Cosa vuoi fame di loro,
una volta fuori'" Prima che rispondessi, mi interruppe e disse:
"Guarda. Tu sei sempre il solito, ma anche per lo Zio (gli USA)
non cambia nulla. Nel complesso, la CIA, la FBI e la Mafia sono
la stessa cosa e si stanno muovendo in campo militare."

Phillips insistette di voler tentare un recupero e il suo amico gli
diede i codici del controllo mentale (basati su Dio e il cristianesimo)
che avrebbero indotto Cathy a seguirlo. La storia completa e detta-
gliata viene raccontata nel loro libro che vi consiglio vivamente di
leggere. Phillips le portò in Alaska, dopo aver assicurato alle autori-
tà che non aveva intenzione di svelare la verità. Disse che le avrebbe
portate in Alaska e sarebbe stato muto come un pesce.
Questo sperava che avrebbe risparmiato le loro vite. Furono aiutati
anche da molte brave persone dei servizi segreti che vogliono elimi-
nare il marcio: all'interno della comunità dei servizi segreti è in atto
una vera e propria guerra. In Alaska Mark Phillips mise a frutto le
sue conoscenze, con l'aiuto segreto delle persone da lui contattate,
per deprogrammare la mente compartimentalizzata di Cathy. Questo
compito immane assorbì quasi ogni ora libera della sua giornata,
mese dopo mese. 

Ma egli riuscì nel suo intento e la mente e la memo-
ria di Cathy riaffiorarono. Ne aveva da raccontare ora che ricordava
con cristallina chiarezza tutto quello che era successo a lei e a Kelly.
Purtroppo deprogrammare Kelly risultò ancora più arduo ed ella sof-
fre tuttora di una grave forma di asma causata dai continui traumi cui
venne sottoposta. Il controllore di menti della CIA, il dottor Lewis
Jolyn West, e i suoi complici tentarono di sottrarre Kelly a Mark e a
Cathy e, in seguito, le autorità ricorsero alla "legge" per garantire nuo-
vamente agli Stati Uniti Fascisti il controllo su di lei. All'epoca in cui
scriviamo Kelly, che ha solo sedici anni, è una prigioniera politica
sotto la custodia dello stato del Tennessee. I mezzi di informazione e
il pubblico sono stati banditi dalle aule del tribunale dove si sta svol-
gendo il suo processo e le è stato negato il diritto ad avere un avvo-
cato indipendente. La corte ha anche bandito parole come "presi-
dente", "politica", "nuovo ordine del mondo", "controllo mentale" e
"George Bush". A Kelly e a Cathy non è mai stato concesso di par-
lare in privato e ogni riferimento al passato è stato vietato. A Mark
Phillips, che ha salvato Kelly dalla tortura di stato, non è concesso
rivederla. Queste misure restrittive furono adottate dopo la pubblica-
zione del loro libro. 

Le autorità si rifiutano di deprogrammare Kelly
dal progetto di controllo mentale denominato Monarch-MKUltra,
invocando l'Atto di Sicurezza Nazionale (emendato da Reagan nel
1984) che permette loro di rifarsi alla scusa della "sicurezza nazio-
nale". Sono terrorizzati da ciò che Kelly potrebbe ricordare. Ogni
volta che vi trovate di fronte a governi che si appellano al paravento
della "sicurezza nazionale" per negare giustizia e informazioni, sap-
piate che ciò che in realtà hanno in mente è la sicurezza del loro com-
portamento criminale. Cathy e Mark sono stati più volte minacciati di
morte, eppure hanno inviato le loro informazioni, spesso col suppor-
to di documenti e di nastri, a una marea di politici statunitensi, di
uffici governativi e di gruppi di pressione, incluso Bob Dole. Perchè‚
non si è mosso, Mr Dole? Hanno anche pubblicato quel libro sbalor-
ditivo che è Trance-Formation of America, oltre ad aver discusso dif-
fusamente sull'argomento durante manifestazioni pubbliche in tutto
il Paese. Questo è stato probabilmente ciò che li ha tenuti in vita per-
ch‚ ucciderli significherebbe solo confermare che ciò che dicono è
vero. Ma se le dichiarazioni di Cathy sono false allora perché‚ non si
procede legalmente contro di lei e il suo libro? La maggior parte delle
persone implicate sono così ricche che il costo di un'azione legale per
loro sarebbe irrilevante. Perché‚ tacere di fronte ad accuse tanto gravi
ed estreme? Se desiderate sostenere Cathy e Mark nella loro campagna
in favore della giustizia potete scrivere al seguente indirizzo: PO
Box 158352, Nashville, Tennessee 37215. Io sono entrato molto in
amicizia con Cathy, Kelly e Mark e posso dirvi che sono persone
straordinarie.

--Il capitolo qui riportato, continua con altri raccapriccianti ricordi,
con altri raccapriccianti personaggi politici. Mi preme sottolineare che nei
capitoli successivi si parla, non più di questi orrori degni di qualche
copione hoolywoodiano, ma di come poter fermare tutto questo vivendo
nella nostra piccola realtà quotidiana e di come "disintossicarsi
mentalmente" dai messaggi subliminali dei mass media.Invito per tanto, la lettura di questo sconvolgente libro che fa riflettere--

Violentata a 8 anni, la famiglia la ripudia

Storie, troppe storie, talmente agghiaccianti che gelano il sangue. Storie che hanno dell'assurdo da catapultarti quasi via in un'altra dimensione come se la tua mente e il tuo cuore volessero rifiutare di ascoltarle, leggerle ed accettarle anche se parte di una quotidianeità infernale. Violentata a 8 anni, la famiglia la ripudia
Scuote l'America il caso di una bambina stuprata e non più accettata dai genitori liberiani perché «disonorata»

WASHINGTON - Lo stu­pro di gruppo di una bambi­na liberiana di 8 anni da parte di due bambini, uno di 9 e l'altro di 10 anni, e di due ragazzi, uno di 13 e l'al­tro di 14 anni, anch'essi li­beriani, e il rifiuto dei suoi genitori di tenerla in fami­glia perché «disonorata» hanno sconvolto l'America e spinto il presidente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, a intervenire. In base alla legge dello Sta­to dell'Arizona, dov'è avve­nuto il tragico episodio, un giudice ha rinviato a proces­so il quattordicenne come adulto e i tre complici come minori, con l'imputazione di sequestro oltre che di stu­pro. E ha affidato tempora­neamente la bambina, per cui sono arrivate da tutta l'America centinaia di offer­te di adozione, a una agen­zia statale, il Servizio di pro­tezione infantile. Dalla Libe­ria, la signora Sirleaf - pro­motrice di una forte campa­gna anti stupri nel suo Paese - ha rivolto un appello alla famiglia perché la riprenda.

L'AGGUATO - La bambina fu violentata il 16 luglio a Phoenix. I suoi stupratori l'attrassero in un edificio abbandonato con gomme da masticare e cara­melle e a turno infierirono su di lei per un quarto d'ora. Le sue grida di terrore e dolo­re allarmarono i vicini, che chiamarono la poli­zia. Ha detto il sergen­te Andy Hill che gli agenti subito accor­si videro i quattro fuggire in lontanan­za. «La vittima era in stato pietoso» ha raccontato Hill «e in preda a trau­ma». Dopo la visita in ospedale, gli agenti la riportarono a casa, ma il padre le chiuse la porta in faccia. Dichiarò che la bambina aveva disonorato la famiglia, che non la vole­va più, che la portassero via.

L'ARRESTO - Alla polizia riuscì facile identificare e arrestare gli stupratori, dal giorno suc­cessivo rinchiusi in un car­cere minorile. Andrew Thomas, il procu­ratore della Contea di Mari­poca, di cui Phoenix fa par­te, è deciso a fare giustizia. «Hanno agito come un bran­co di lupi» ha detto dei quat­tro. «E il comportamento della famiglia è inaccettabi­le. La bimba ha bisogno di affetto e sicurezza». Thomas dubita di potere in­criminare i genitori di abbandono di mi­nore: «Ma la città è in fermento, non ca­pisce come nella co­munità liberiana si possa incolpare di stu­pro la vittima». Un di­vario culturale che mi­naccia di ritorcersi contro gli immigrati neri. Tony Wee­der, un liberiano del Colora­do fondatore del Center­point international per i con­nazionali in America, ha rife­rito che nel suo Paese talvol­ta gli stupri sono ancora giu­dicati voluti o provocati dal­le donne e il pregiudizio è difficile da sradicare: «Quel­la povera bambina è anche vittima di un costume che combattiamo da tempo».

L'APPELLO DALLA LIBERIA - In un'intervista televisiva alla Cnn dalla Liberia, la Sir­leaf ha rimproverato alla fa­miglia di avere commesso un grave sbaglio: «Deve aprirle le braccia, non impri­merle un marchio che la dan­neggerà per tutta la vita, e deve collaborare con le auto­rità americane». Il presiden­te Sirleaf, un tempo residen­te in America, ha ricordato di avere lanciato la sua cam­pagna anti stupri in Liberia proprio per tutelarne le vitti­me, e di avere reso pubblico che anche lei fu oggetto di tentata violenza sessuale, durante la guerra civile: «Da noi non si tollerano più cri­mini così orrendi», ha soste­nuto. Nathaniel Barnes, l'am­basciatore liberiano a Washington, ha invitato Phoenix a non mettere sotto accusa tutti gli immigrati: «Anche per la stragrande maggioranza di loro è inam­missibile che una bambina di 8 anni venga ostracizzata dalla famiglia dopo un dram­ma del genere».

La maledizione di nascere bambina L'eccidio silenzioso: Storie di infanzia violata

L'articolo è vecchio del 2001, ho voluto postarlo comunque, perchè gli anni passano, ma le cose restano uguali. Le sofferenze, il dolore, gli orrori, l'angoscia, paura, la brutalità e quelle che io chiamo tradizioni incivili, rimangono mietendo sempre più vittime mentre alcuni orrori, disprezzo della vita sono aumentati in modo allucinante.

A loro non è concesso giocare, studiare, divertirsi. Costrette a sposarsi a nove anni, quando non servono più come madri vengono uccise o torturate. Dall'India alla Cina, dall'Africa al Brasile, venire al mondo femmina spesso è un dramma. Come testimoniano gli ultimi, scioccanti rapporti Unicef.

La stanza è come quella della tortura in un lager. Il tettuccio arrugginito è schiacciato contro il muro schizzato di sangue. Una donna legata da cinghie nere urla. Sta per avere un bambino. Ma quando la testa del neonato appare, il medico affonda una siringa nella fronte e il piccolo scompare. Dopo un attimo il boia lo tira fuori. È morto. Era una bambina.

Così racconta il video che un infiltrato di una famosa organizzazione non governativa francese travestito da infermiere ha girato in una città del Sud della Cina. Così i cinesi ammazzano le loro figlie. Lasciandole sospese e impietrite tra la vita e la morte. Solo perché sono femmine. Figlie di un dio minore. In Cina ogni anno spariscono, condannate dalla loro femminilità, almeno 2 milioni di bambine. Una di loro è stata fotografata da poco da un reporter di The Mirror. Fotografia della vergogna: la piccola era per terra, buttata su un marciapiede come un gatto morto. Una bambola col naso pieno di sangue e la pelle ancora calda. La gente le camminava accanto, forse sopra, come se niente fosse. Colpa, si dice, di una legge del 1979 intitolata "Legge eugenetica e protezione salute" che proibisce ai cinesi di avere più di un figlio in famiglia e che dà la preferenza al maschio.

Ma anche della tradizione e della convinzione che una figlia femmina sia una vera maledizione, un peso. Nello scorso novembre una reporter americana, Norma Mayer, trova nell'orfanotrofio di Harbin 170 bambini. Ma 120 sono femmine. Le descrive come scheletri foderati di pelle bianca che dondolano sui letti putridi. Gambe e braccia storte come radici impazzite. Viene espulsa immediatamente dal paese.

Ma la Cina non è sola. Nascere femmina è una condanna in troppe parti del mondo. Dall'Asia meridionale al Nord Africa, dal Medio Oriente alla Cina, sono 100 milioni le bambine che mancano all'appello. «Secondo l'andamento demografico, le donne dovrebbero essere molte di più» ricorda Emma Bonino «invece troppe volte le bimbe non nascono, spariscono, muoiono. La verità è che le figlie femmine non sono volute, amate. Anzi sono trascurate perfino nel cibo e nelle cure mediche. Nella metà del mondo nascere bambine vuol dire rischiare la vita». Ma anche non vivere. L'aborto selettivo è il primo passo. Il primo killer. L'Unicef ha stimato che su 8 mila aborti dopo un'amniocentesi a Bombay almeno 7.999 riguardavano feti di sesso femminile.

Taranam aveva 15 anni quando aspettava la sua prima figlia. «Mio marito non la voleva. È una vergogna e un peso, mi diceva. Così una vecchia donna mi entrò dentro con un ferro e la uccise. Ho perso sangue per due mesi. Quando per la seconda volta l'esame disse che era femmina scappai nel mio villaggio. Ma anche la mia famiglia mi ha ripudiato. Così ho partorito nella casa di una vecchia zia zoppa. Anche lei 15 anni prima era scappata per salvare la sua bimba. Per questo le avevano devastato a bastonate un ginocchio».

Taranam oggi è leader a New Delhi di una piccola organizzazione che guarda dalla parte delle bambine, Save the girl. Il suo sari turchese le copre appena cicatrici e ferite. La sua bocca, ancora bellissima, racconta che le figlie femmine anche in Pakistan e in Bangladesh sono torturate soprattutto dalla famiglia. Ai figli maschi va il cibo migliore, alle femmine le briciole. Anche da neonate. «Avevo una cugina con due gemelli. Un giorno la trovo a casa con i due bambini in braccio: il maschio tondo, bello. La femmina un fagottino di ossa che moriva di fame. Perché?, le ho chiesto. "Perché ho poco latte e devo darlo solo a lui se no mi ammazzano" mi ha risposto». Anche se sopravvivono le bambine mangeranno dopo i bambini. Come le mogli dopo i mariti. In India la crescita è ritardata del 79 per cento nelle femmine e del 43 per cento nei maschi. I bambini studiano, le bambine faticano. E quando sono sfinite, ammalate, nessuno pensa a loro. Anzi. Alle piccole femmine non è permesso di cedere. Se lo fanno, la malattia diventa la conferma della debolezza, il marchio dell'inferiorità. La prova che possono morire.

Un pensiero consacrato dal nuovo libro The burden of Girlhood (Il fardello dell'adolescenza femminile), un'indagine spietata che rivela storie e numeri da brivido. A cominciare dal modo in cui le più piccole non vengono curate. Nel West Bengal, in India, sono ricoverati 23 ragazzini contro 8 ragazzine. Peccato che nelle visite a casa siano 48 le femmine ammalate e sfinite contro 15 maschi. «Orribile dirlo, ma per le bambine viene usata la selezione naturale come per gli animali» sintetizza Harold Huxely, medico nella città di Chunchura. «Ho visto piccole di 10 anni con il corpo invaso da piaghe e da vermi mentre la mia prima figlia adottiva aveva tutti i denti mangiati dalla denutrizione. Certo le piccole che resistono diventano buone macchine da figli. Maschi naturalmente».

Qualche volta anche queste piccole macchine si inceppano. Sharaa Pakhonen stringe la mano dei suoi due figli e mostra una fotografia ingiallita. Una piccola bambina con un ventre enorme.

Sharaa aveva sette anni quando suo padre l'ha sposata al marito ventiduenne. «Ero terrorizzata di avere rapporti con lui. Faceva tanto male. Poi a dieci anni sono rimasta incinta. Ma ero troppo piccola: il parto è durato tre giorni di agonia. La mia sorella minore non ce l'ha fatta». Come tante bambine madri. Il matrimonio forzato è infatti un altro dei crimini che le figlie femmine del mondo devono subire. In Africa centrale almeno nella metà dei casi, poi in Iraq, in Cina, nell'Honduras dell'America centrale. Il matrimonio precoce è visto come un regalo economico per la famiglia. Una figlia bella, giovanissima e vergine è la più alta merce di scambio. Ma alle bambine spose si ruba l'infanzia, l'innocenza, il gioco.

In Burkina Faso intorno alla capitale Ouagadougou organizzazioni religiose raccolgono le piccole spose che fuggono. I missionari raccontano che di notte camminano centinaia di chilometri. Durante il giorno stanno nascoste sugli alberi: «Le ho viste arrivare curve dalla fatica. Non avevano più la pianta dei piedi» racconta suor Felicia delle religiose di San Francesco, e aggiunge anche che è tale il terrore di fuggire un marito obbligato che nessuno le ferma.

«Nascita, matrimonio e morte sono i tre eventi principali della vita. Solo il matrimonio è una scelta. Ma per loro diventa un obbligo. Qualche volta mortale»: le parole tristi di Carol Bellamy, direttore generale dell'Unicef, si sposano bene alla nuova campagna contro i matrimoni precoci lanciata in questi giorni, Cancellare l'infanzia. Una condanna a vita condita con violenze atroci: maltrattamenti e stupri, malattie sessuali come l'aids che sterminano giovani mamme e figli. Il buio dell'istruzione. Chi si ribella all'amore forzato può morire o diventare un mostro. La faccia piagata di Nadina parla. Al posto degli occhi due bolle bianche, al posto del naso due fori informi.

«Voleva sposarmi a 12 anni. Ma amavo un altro e poi volevo studiare. Per me la scuola era tutto. Si sono appostati proprio fuori dalla classe. Erano in due. Mi hanno rivoltato addosso un barattolo di acido per le batterie delle macchine. Un liquido che può sciogliere anche una pietra. Sono stata moribonda per due mesi. Oggi sono cieca ma vivo per aiutare le bambine che come me non possono dire no». Per le piccole spose in India l'acido non è il solo pericolo. C'è anche il fuoco. Almeno 700 tra bambine e ragazze bruciano a New Delhi ogni anno. Ragazze e ragazzine che non obbediscono abbastanza, ma soprattutto che non riescono a mantenere le promesse di dote. «La polizia? Apre e chiude le inchieste rapidamente. Ogni poliziotto ha "una bruciata" in famiglia».

Dai fumi e dai deliri degli acidi indiani alle bambine ombra dell'Afghanistan. «Essere bambine a Kabul vuol dire non nascere» ha detto W. S. Naipaul Grande scrittore indiano.

Una bambina afghana non può studiare. Non può uscire da sola, non può guardare la vita perché è obbligata a portare una grata viola davanti agli occhi. Per questo Shaiba e altre madri, ribelli ai talebani, sono andate sottoterra dentro scantinati e grotte per insegnare a leggere alle loro figlie. Quando tre mesi fa i guerriglieri che dicono di ispirarsi ad Allah sono arrivati, tutte insieme leggevano i piccoli quaderni a lume di candela. Allora hanno bruciato tutto e le hanno portate in una prigione nel deserto «per rieducarle». A Mirna, 12 anni, non è stata data nemmeno la possibilità di essere rieducata. Era entrata a Kabul in un negozio per comprare verdura. Fra le pieghe del suo burka hanno scoperto che c'era dello smalto rosa sulle sue unghie. Le urla e la disperazione della madre non sono bastate a salvarle la mano destra. Gliel'hanno tagliata con un coltellaccio a venti passi da un gruppo di giornalisti guidati da Emma Bonino che non potranno mai dimenticare.

Del resto imparare e studiare è impedito a milioni di piccole donne nel mondo. Fino a toccare il 30 per cento nei paesi dell'Asia meridionale. Amartya Sen, premio Nobel per l'economia, ha scoperto dopo lunghi studi che l'alfabetizzazione al femminile è il più potente antidoto contro la morte dei bambini. Maschi e femmine. «In India il passaggio dell'alfabetizzazione primaria delle donne dal 22 al 75 per cento ha ridotto il tasso previsto di mortalità infantile dal 156 al 110 per mille». Dunque soffocare la creatività e la vita delle donne colpisce la vita di tutti. Un pensiero che è il cuore del più nuovo e amato film iraniano, The day I became a woman (Il giorno in cui sono diventata una donna).

È la storia di una bambina che sta per compiere 9 anni quella che racconta il regista Marziyeh Meshkini. «Allo scadere di quella ora Hava finirà di essere libera e innocente e diventerà una schiava del chador. "Una donna monca", che, come tutte le bambine iraniane, oggi non può scappare al suo fato e alla sua religione». Schiave del chador e schiave dei padri. In Nepal nei molti villaggi intorno a Katmandu gli stessi genitori vendono a mercanti di schiave figlie e figliolette. «Partono a gruppi di 15 o di 20 disperate. Ma sono troppo povere per salvarsi. Promettono lavori puliti ma invece le portano direttamente nei bordelli di Bombay. Lì sono contagiate dall'aids. Lì diventano pazze di solitudine. Poi quando sono stracci consumati non le vogliono più nemmeno i loro villaggi»: Barbara Calamai, militante dell'Aidos, che come nessuna associazione pensa alle donne del mondo, racconta commossa.

«Erano un grande gruppo. Le hanno lasciate giorni e giorni alla frontiera tra l'India e il Nepal. Nessuno le voleva. Non erano più bambine, non erano più niente». Ma una sorte più atroce aspetta le schiave bambine dell'Amazzonia. Tutti parlano delle prostitute minorenni di Rio de Janeiro, di San Paolo, di Belem. Nessuno sa di loro. Sono piccolissime: 9, massimo 12 anni. Vengono reclutate nelle zone più misere del paese e poi finiscono nel putridume dei "garimpos", le miniere d'oro della foresta amazzonica. Non possono più scappare né vivere. Per un garimpeiro una prostituta di 12 anni vale 20 grammi d'oro.

Se è vergine, il prezzo triplica. Ma si è vergini una volta sola. E una volta sola si scappa. Come Miriam Dos Santos Lima: «Ce l'ho fatta praticamente solo io. Le altre le riprendono tutte. Le torturano. Le riempiono di botte. I cercatori d'oro sono feroci come le fiere. A Laranjal do Jari ho sentito una bambina di 10 anni chiedere pietà a uno di loro. L'ha finita a calci».

E che dire ancora delle migliaia, dei milioni di bambine maltrattate, sfruttate, violentate? Di quelle che muoiono sole (a Salvador de Bahia muore di fatica e di fame un bambino ogni nove ore), delle figlie violentate e stuprate (in Thailandia i bordelli ospitano più di 1 milione di minorenni)? Delle bambine talpe della Valle della Clarita in Colombia che per vivere devono attraversare gallerie di fango nelle miniere di carbone, delle piccole e innocenti vittime di pedofili e criminali del sesso? Delle bambine della guerra e di quelle della miseria?

Una lettera sola risponde a tutte loro. L'ha scritta Tichiin, bambina salvata dall'orrore di un bordello thailandese. La pubblicherà Gallimard in un libro intitolato Lettere da una bambina invecchiata.
«Non avete visto il cielo perché un uomo cattivo ce lo ha strappato tutte le notti e tutti i giorni insieme alla nostra pelle. Non abbiamo incontrato più il sorriso perché potevamo vedere solo le nostre lacrime. Sentire le nostre urla di paura. Non abbiamo giocato perché per noi il gioco era l'inferno. Ma oggi so che siete al caldo. Che ridete forte! Perché appena arrivate in Paradiso siete potute tornare bambine».

 
09 Febbraio 2010

l'asilo degli orrori

Drogati si esibivano in una minuscola cittadina vicino a Dallas

 
Scoperto asilo degli orrori in Texas
Bambini di 5 anni costretti a porno show


Due persone sono state condannate: la giuria popolare in cinque minuti ha deciso l'ergastolo
NEW YORK - L’asilo degli orrori non aveva finestre e operava in incognito in una minuscola cittadina del Texas, a un’oretta di macchina da Dallas. A Mineola, comunità ultraconservatrice di 5.100 anime e 30 chiese, sapevano che là dentro succedeva qualcosa di losco, ma credevano fosse un club per scambi di coppie. Nessuno avrebbe mai immaginato che bambini, alcuni di appena cinque anni, erano costretti a esibirsi in spettacoli porno di fronte a una platea di adulti.
DROGATI - Avevano come unico alleato, per sopportare gli abusi, dei potenti analgesici a base di codeina, le chiamavano «le pillole che fanno diventare scemi». Già due persone sono state condannate in relazione alla vicenda. Alla giuria popolare, che ha deliberato all’inizio dell’anno, sono bastati cinque minuti in camera di consiglio per decidere: ergastolo, il massimo della pena. Lunedì inizia il processo per una terza persona, con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di minori aggravato, per avere cercato di interferire nelle indagini e per concorso in attività criminosa. Sono in tutto sei le persone nel mirino, uno di loro è il genitore dei tre fratellini coinvolti, che ora hanno 12, 10 e 7 anni. Con loro c’era anche la sorella di uno degli organizzatori, che oggi ha dieci anni. Erano costretti a esibirsi di fronte a 50-100 persone una volta alla settimana. L’orrore è finito nel 2004, quando il proprietario dell’edificio ha sfrattato gli organizzatori. Già perché prima di essere un teatro di orribili abusi, quello era un asilo vero. L’indagine è iniziata l’anno dopo. Tutto avveniva a pochi passi dalla redazione del quotidiano locale, il Mineola Monitor. Le voci sul sex club giravano in città, ammette il direttore che poteva vedere l’edificio dalla finestra del suo ufficio, ma nessuno aveva mai parlato di bambini.

Allarme PEDOFILIA

Allarme pedofilia
Giuseppe Cosco 
 

RACCAPRICCIANTE. Quanto ha recentemente svelato la maxi-inchiesta di Torre Annunziata sulla pedofilia via Internet, va al di là di ogni immaginazione. Centinaia, forse migliaia, di piccoli seviziati. Bambini stuprati, uccisi e filmati. Il turpe traffico, con diramazioni internazionali e basi in tutta Italia, è stato scoperto grazie anche all'aiuto di Telefono Arcobaleno. Tutto ha avuto inizio il 27 settembre 2000 quando la procura di Torre Annunziata, ha inviato sei ordini di cattura in Italia, per acquisto di immagini pedo-pornografiche, e tre in Russia, per la produzione e la vendita del materiale pedofilo. L'Italia ha appreso con sgomento che con sette milioni si può vedere uccidere un innocente, uno per spiarlo nudo, ecc. Ora si pensa, con orrore, alla tremenda fine che hanno potuto fare alcuni dei tanti giovanissimi scomparsi e, intanto, si cercano in tre città, Civitavecchia, Vercelli e Catania,  alcuni bimbi dei filmati degli orrori.

 

Un numero incredibile di bambini che scompaiono.
L'allarme, tuttavia, era stato lanciato da tempo. Un numero incredibile di persone sparisce ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E' come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell'ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno. Secondo le cifre del Ministero dell'Interno, solo nel 1996, sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi, 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie. Al marzo '98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell'ordine. Che fine fanno i tanti di cui si perderà ogni traccia?

Per farsi una pallida idea di quanto è grave il fenomeno basti sapere che, nel 1997, "Il Giornale" (15 Marzo 1997) titolava un lungo pezzo: "Dal '90 quadruplicati i ragazzi spariti". Oggi sono molti di più. Un calcolo, anche approssimativo, è impossibile. Il quotidiano, tra l'altro, denunciava: "Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d'avventura e mercato degli schiavi" e, come vedremo, altro ancora. Nel mondo la situazione è molto più allarmante. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi "desaparecidos" tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni. E' un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la "Raccomandazione" (n.R-79-6) in relazione alle "Missing Persons" stabilita dal Council of Europe e la pubblicazione della Oxford Up. "The dictionary of national biography: missing person".

Se molti di questi giovani vengono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla. Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana. Il giornale "La Stampa" (8/2/87) riporta la notizia di una sètta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano: "La sètta, "Gli scopritori" (Finders), fondata a Washington da un ‘santone' che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali. ...La scoperta dell'organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati Uniti".

 

Pedofilia e satanismo.
Ciò che più lascia sconcertati di questa sètta è che, secondo Ted Gunderson, dirigente dell'FBI di Los Angeles fino al pensionamento nel 1979 e, da allora, investigatore privato e consulente per la sicurezza, è, a quanto scrive la rivista "Nexus. New Times", n. 23 (edizione italiana), la sua affermazione: "La mia conferenza relativa ai ‘bambini scomparsi' documenta che i Finders (Scopritori, ndt) di Washington, DC, sono un'organizzazione di facciata della CIA; si tratta di un'operazione coperta coinvolta nel traffico internazionale di bambini". Egli, commenta Uri Dowbenko, autore dell'articolo sulla citata rivista, si riferisce ad un rapporto del Servizio Dogana U.S.A. che asserisce che il caso della sètta Finders deve essere chiuso per il motivo che è "un affare interno della CIA".

Uri Dowbenko scrive ancora nel n. 23 di "Nexus": "Bambini scomparsi, violenze sessuali su di essi e pedofilia a livello mondiale puntano tutti verso il coinvolgimento di una rete organizzata di criminali di alto livello che controllano di nascosto il sistema legale. L'ex agente del FBI ed investigatore privato Ted Gunderson si trova  d'accordo. Egli sostiene che - esiste una considerevole sovrapposizione di vari gruppi e organizzazioni, tuttavia la forza trainante è rappresentata dal movimento del culto satanico odierno- ".

 

La drammatica testimonianza di una giovane vittima.

 

Paul Bonacci, è un giovane recluso al centro correzionale di Lincoln, in isolamento, perché più volte minacciato di morte, per via di accuse gravissime rivolte dal giovane ad insospettabili uomini di potere. Lo psichiatra che lo ha sottoposto a perizia, Beverly Mead, ha dichiarato che il ragazzo è sano di mente e, a suo parere, dice il vero. Bonacci racconta: "Ero nelle mani di un gruppo denominato Namba (North American man - Boy Love Association) che mi portava in riunioni a New York o a Boston. All'età di 9 anni, fui portato in un hotel con altri 5 ragazzi e ci hanno costretti ad avere rapporti sessuali mentre ci filmavano. In seguito mi obbligarono ad avere rapporti con bambini. Solo nel 1986 sono riuscito a slegarmi dal gruppo. (...). Nell'estate del 1985, Larry King (leader del progetto repubblicano di aiuti alla comunità di colore americana, ndr) mi portò, insieme ad un altro ragazzo, Nicholas, di Aurora, nel Colorado, in California per girare un film. ...c'era un ragazzo in gabbia. (...). Ci fecero spogliare e indossare dei vestiti tipo Tarzan e ci obbligarono ad avere rapporti con il ragazzo nella gabbia. Ci dissero di picchiarlo. (...). Arrivò un uomo e iniziò a sbattere il ragazzo come se fosse una bambola. Prese una pistola, gliela puntò in testa e sparò... (Bonacci poi fa i nomi di alcune delle persone che hanno abusato sessualmente di lui, ndr) Alan Bair, Peter Citron, Larry King, Harry Anderson, il deputato Barney Franks, a Washington. (...). ...nel 1984 mi portarono al ranch South Fork, a Dallas, nel Texas, in corso la Convention Repubblicana e Larry King organizzava dei party-pedofili" (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, in "Avvenimenti", 17 luglio 1991).

Paul Bonacci fu testimone di accadimenti ancora più spaventosi e prosegue il suo racconto con rivelazioni shoccanti: "Sono stato testimone del sacrificio umano di un bambino di pochi mesi. Era la ricorrenza del tempo della nascita di Cristo e, in questo rituale annuale, tutti cantavano per pervertire il sangue di Cristo. Con un pugnale uccisero e fecero a pezzi il bambino; poi riempirono una coppa col suo sangue mescolandola ad urina e ci obbligarono a bere dalla coppa mentre loro cantavano: ‘Satana è il Signore...' " (DeCamp J., The Franklin Cover-up, AWT, Inc. Lincoln, Nebraska 1992).

 

Le indagini della Commissione Franklin.
Le persone legate a King, leader del progetto Repubblicano di aiuti alla comunità nera tramite la "Credit Union" e il "National Black Repubblican Council", erano dedite a "rapimenti di bambini da impiegare nella prostituzione, produzione di snuff-film (film con morti in diretta) e party-pedofili. Dopo l'avvio delle indagini della Commissione Franklin, numerosi ‘incidenti' hanno allontanato la data del processo contro di lui. Dan Ryan, socio di King, è stato trovato strangolato nella sua macchina. Bill Baker... partner del vice-presidente del ‘National Blak Repubblican Council' nel business della pornografia, è stato ucciso con un colpo alla nuca. Curtis Tucker... si è ‘gettato' da una finestra dell'Holiday Inn. Charlie Rogers, amante di King, si è ‘fatto saltare' la testa con un colpo di pistola. Bill Skaleske, ufficiale del Dipartimento di Polizia di Omaha che dirigeva le indagini su King, è stato trovato morto... Joe Malek, altro socio del mercante di bambini e proprietario del Peony Park, dove si svolgevano i party dei pedofili, è stato trovato morto, ucciso da un colpo di pistola: la polizia ha archiviato il caso come suicidio. Molti testimoni sono restii a presentarsi... Mike Lewis, 32 anni, incaricato di proteggere le vittime-testimoni, è stato trovato morto per un attacco di diabete. La commissione Franklin si è poi definitivamente arenata quando l'investigatore incaricato delle indagini, Gary Caradori, è morto in un misterioso incidente aereo, dopo aver informato il suo ufficio di avere informazioni sensazionali: ‘è dinamite...' " (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, cit.)

Quanto ho raccolto in questo dossier, in relazione a certe efferatezze orripilanti, è, tuttavia, solo la punta di un iceberg di impensabili proporzioni. Nell'incredibile indifferenza dei mass media le stragi di innocenti continuano. A Los Angeles, in 22 comuni della contea, gli inquirenti stanno investigando su un gran numero di casi di pedofilia a sfondo rituale. In più parti del mondo si conoscono casi di bambini sacrificati a Satana. Ecco una terribile conferma: "Satana ha preso piede anche in Sudafrica con tutti i raccapriccianti aspetti del suo culto, quali il sacrificio di bambini sgozzati sull' ‘altare' del principe delle tenebre... riunioni orgiastiche dove giovanissimi sono obbligati ad avere rapporti sessuali con cani o caproni, i simboli più oleografici di Lucifero" ("Corriere della Sera", 20 maggio 1990).
 
Inchieste insabbiate.  
Le indagini vengono, quasi sempre, insabbiate, vi è come una congiura del silenzio, coperture misteriose. Ted Gunderson, per quanto riguarda gli Stati Uniti, ha affermato: "Ho quattro testimonianze particolareggiate di tre detenuti coinvolti in rituali satanici e una di un sacerdote dello Utah, che mi hanno confermato l'esistenza di cinquantamila-sessantamila casi annuali di sacrifici umani. (...). Sono stati ritrovati numerosi cimiteri in tutto il Paese, con decine di cadaveri non identificati e nessuno ha indagato a fondo..." (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, cit.).

I crimini satanici sono in espansione in tutto il mondo. Per quanto concerne l'Inghilterra, Dianne Core, responsabile dell'Istituto Childwatch (Associazione di assistenza e protezione dei minori), ha denunciato connubi dei satanisti con lobby politiche che tendono a coprire le loro efferatezze. La dott.ssa Core ha, tra l'altro, affermato: "Purtroppo non abbiamo ancora individuato il vertice della gerarchia che controlla il satanismo in Gran Bretagna. ...godono di protezioni ad altissimo livello". Pedofili satanisti sono presenti anche a Londra. Il "Corriere della Sera" del 18 marzo 1990, denuncia: "Londra. Bambini torturati e violentati nel corso di riti satanici, feti estratti a forza dal ventre di madri minorenni e immolati... Ai confini della realtà suonano, infatti, i racconti di bambine e adolescenti offerte agli alti sacerdoti di una sètta e ai loro adepti per essere violentate. Una volta gravide, le piccole verrebbero costrette ad abortire e il feto di quattro mesi sacrificato per la purificazione dei satanisti che ne berrebbero il sangue o se ne ciberebbero. ...Un'inchiesta condotta da 66 gruppi di ricerca della ‘Società nazionale per la prevenzione della crudeltà contro i bambini' nel Regno Unito conferma l'esistenza di tali pratiche...".

  Feti mangiati in una cena satanica.
L'inglese Dianne Core, il 19 gennaio del 1998, alla cerimonia di fondazione del "Tribunale Internazionale Martin Luther King" denunciò che in Inghilterra nel mese di Aprile sarebbe iniziato un processo per stupro nei confronti di una giovane della quale disse: "Fu violentata da quando era piccola fino all'età di 15 anni. Quando raggiunse la fecondità, fu messa incinta otto volte; ogni volta fu fatta abortire al quarto mese e i feti furono messi nel congelatore, quindi mangiati in una cena satanica a cui lei fu obbligata a partecipare". Il rapporto tra pedofilia e satanismo è stato più volte provato. Diverse inchieste giornalistiche e molti responsabili di centri di protezione per l'infanzia hanno lanciato il messaggio che, più frequentemente di quanto si creda, il racket della prostituzione dei minori e della pedofilia sono gestiti da sètte sataniche. Telefono Arcobaleno, l'associazione contro la pedofilia il cui direttore è il parroco di Avola (Siracusa), don Fortunato Di Noto, ha scoperto e denunciato un sito satanista che mostra terribili foto di sacrifici umani a Satana e le vittime sono giovanissimi. Di Noto ha affermato: "Si aveva il sospetto che il satanismo fosse in qualche modo legato alla pedofilia e ai sacrifici umani. Ma non si erano ancora rinvenuti siti così crudeli da ostentare le foto di sacrifici umani anche su soggetti minorenni. Le immagini a quanto pare non sono risultato di fotomontaggio" ("Gazzetta del Sud", sabato 1 Luglio 2000).

In Inghilterra un bambino ha fatto rivelazioni allucinanti. Il quotidiano "Il Giorno" (15/9/90) scrive: "Nei suoi racconti confusi emergono truculente storie di uccisioni di neonati, di tombe aperte di notte, di cannibalismo e di riti misteriosi con diavoli e fantasmi e bambini costretti a bere pozioni misteriose prima di venir violentati e chiusi in gabbia. Le rivelazioni erano state fatte dal piccolo e da sua sorella in marzo, con l'aiuto di bambole e disegni". Misfatti, che sembrerebbero godere di protezioni ad alto livello.

 

Lobby politiche di alto livello e pedofilia.

 

Il giornalista Maurizio Blondet, nel corso di un'intervista (apparsa su "Teologica", settembre/ottobre 1996), mi disse: "Certi personaggi praticano strani riti su un'isola vicino a Washington. Sono personaggi di alto livello, si riuniscono, in notti di luna piena, e celebrano dei riti molto particolari. Naturalmente nessuno vuole indagare su questo perché si tratta di gente molto potente. Sono cose che si sussurrano. Allo stesso modo in certi ‘entourage' politici di alto livello si dice, molto sottovoce, che vengano stuprati dei bambini. Il tutto avviene in un sottofondo rituale di magia nera. Non sono persone comuni che fanno queste cose, si tratta di gente che ricopre altissime cariche, funzionari del Pentagono, etc.".

Orrori su orrori, che si intersecano in quella terra buia degli adoratori del diavolo. Ecco quanto scrive ancora "Il Corriere della Sera" (28/7/90): "Orrore a Londra dopo la scoperta di un mercato di pellicole per pedofili con riprese dal vero" e più avanti "Scotland Yard teme che almeno venti bambini, scomparsi senza lasciare traccia negli ultimi sei anni, abbiano fatto una fine orribile. Una squadra speciale è stata formata per indagare nel lurido mercato dei video pornografici ‘snuff' destinati a pedofili sadici. La parola ‘snuff' in gergo significa ‘morire, spegnersi' e in questi video le piccole vittime sono riprese dalle telecamere mentre sono torturate e uccise dopo avere subito violenze sessuali. La polizia è convinta che almeno sei bambini siano morti in questo modo a Londra e nella contea del Kent. L'Inghilterra... ha appreso con orrore che in seno alla società circolano mostri pronti a filmare i tormenti, l'agonia e la morte di bambini per soddisfare il piacere perverso di tanti altri mostri pronti a pagare dieci milioni per una copia del film".

 
I misteri del Belgio.
E' una tragedia immane, che dilaga sempre di più ovunque. Le stime esatte delle giovanissime vittime sono impossibili e non esistono dati certi sull'entità del fenomeno, tuttavia, non meno di 250 milioni di copie di videocassette sono commercializzate in tutto il mondo, solo negli Stati Uniti sono stati venduti 20 milioni di video. Film sempre più ‘forti', spesso, con torture seguite dalla morte del bambino. Ogni anno, nel mondo, un milione di minori di 18 anni è vittima dei commerci più turpi, che vanno dal sesso perverso nelle sue più svariate forme: prostituzione, turismo sessuale, pedofilia,  pornografia, sadismo, etc., fino all'omicidio. Fatti orribili accadono in ogni parte di questo nostro pianeta. Sono recentissime le efferatezze compiute in Belgio. Fatti che, giorno dopo giorno, emergono identici a quelli appena narrati. Orrori, come quelli che sarebbero stati compiuti dal pedofilo criminale Marc Dutroux, ribattezzato il <<mostro di Marcinelle>>. Fatti truci e sconvolgenti, che la dicono lunga sulla diffusione di questo raccapricciante fenomeno.

Nei video del Dutroux "si vedrebbero - scrive la ‘Gazzetta del Sud' del 23 novembre 1996 - bambine violentate fino ad essere uccise. La denuncia è stata fatta ieri durante le manifestazioni organizzate a Parigi in occasione della prostituzione minorile e a dare l'incredibile notizia è stata la signora Sophie Wirtz, a capo della sezione belga del ‘Movimento del nido' ". Più avanti altri fatti terribili: "Non si è ancora toccato il fondo dell'orrore in questa tragedia - ha detto la signora Wirtz - da due anni continuiamo a dire che le cassette video che fanno vedere la morte in diretta di bambini circolano in Belgio e temo che nell'affare Dutroux ci si orienti proprio verso questo genere di nefandezze". La Wirtz afferma che, dall'inizio dei fatti accaduti in Belgio, le video cassette di pornografia minorile sequestrate sarebbero 600. La presidente del "Movimento del nido", nell'intervista pubblicata dal quotidiano, spiega che la pedofilia: "non è un rapporto affettivo anzi è l'espressione del dominio sul bambino e lo stadio estremo di questo dominio è proprio la morte". Parole che bruciano come fuoco.

Nell'affare Dutroux c'è di tutto: pedofilia, omicidi, necrofilia, snuff-film e personaggi dell'alta società belga, del mondo dell'alta finanza, della politica, etc. Questa è almeno l'opinione dei cittadini belgi. E' anche strano che ad oggi l'inchiesta non abbia portato ancora a nulla circa i complici del Dutroux, anzi, sembra essersi arenata. Sono tanti i misteri. Dutroux aveva già ricevuto nell'89 una condanna di 13 anni di carcere per aver sequestrato e violentato, a più riprese, due minorenni nel 1985 e la sua compagna Michèle Martin è stata condannata a sei anni di carcere per analoghe imputazioni. Ma i due non hanno scontato totalmente la pena, avendo ottenuto la grazia direttamente dal re. Si mormora anche che le piccole vittime sono molto di più di quanto è stato detto. Così, mentre in Belgio oltre 350 mila persone manifestavano in piazza contro il mostro di Marcinelle e i tanti misteri che circondano quei crimini, in Svizzera calava il più stretto silenzio sul magnate elvetico arrestato, in Sri Lanka, con l'accusa di aver violentato mille e cinquecento bambini.

  La sètta Anubis e il caso Dutroux.

  La zia di una delle due ragazzine assassinate da Mark Dutroux, il mostro di Marcinelle, ha fatto gravi dichiarazioni: "Il mercato dei video porno che coinvolgono minori ha tentacoli in tutta Europa, in Olanda, in Germania e in Svizzera". Mostruosità di un mondo che abusa dei bambini in ogni modo possibile, li stupra, li sevizia, li uccide brutalmente. Non è estraneo a questa efferatezza il revival dei culti satanici, che sono tornati in auge. Dal quotidiano fiammingo "Der Standaard", si è appreso con stupore, che almeno quattro poliziotti farebbero parte della sètta satanica "Abrasax", sospettata di aver comprato bambine, dal killer-pedofilo Dutroux, per i loro riti. Si è arrivati a questa sconcertante scoperta grazie ad una lettera (un "buono di comando" si è detto) trovata durante una delle perquisizioni successive alla scoperta dei corpi di Julie e Melissa, nella casa di Bernard Weinstein, sepolto vivo dallo stesso Dutroux. In questa lettera firmata "Anubis" si chiedeva a Weinstein di "non dimenticare di ricordargli che la grande festa si avvicina e noi attendiamo il regalo per la grande sacerdotessa". Evidentemente Weinstein doveva "ricordare" la promessa a Dutroux.

In più è stato trovato, anche, uno strano documento, nel quale, si faceva presente la necessità di trovare il prima possibile "otto vittime da uno a 33 anni".  "Anubis" è, al secolo, Francis Desmedt che è anche "gran maestro" della cosiddetta "vieille religion", una specie di associazione internazionale di streghe. E la grande sacerdotessa ha anche lei un nome? Certo, si chiama Dominique Nephtys, anche lei un pezzo da novanta della "chiesa belga di Satana". Chi sono gli altri membri di questa sètta satanica rimasti segreti? E su quali protezioni hanno potuto contare? Le indagini si presentano subito difficili e lascia stupiti il fatto che viene cacciato il giudice anti-pedofilo Connerotte. Il magistrato non indagherà più su Dutroux. La Corte di Cassazione ha, infatti, deciso di togliere l'inchiesta al giudice istruttore Jean Marc Connerotte, che era diventato un eroe popolare. Alla notizia seguono manifestazioni e scioperi a catena. Una donna, mentre i manifestanti urlavano: "Justice pourrie" (giustizia marcia) ha gridato: "Oggi i bambini sono stati uccisi per la seconda volta". 


Ii console pedofilo.
Personaggi insospettabili continuano a fare scempio dei bambini e, spesso, rimangono impuniti. Recentemente il console aggiunto israeliano a Rio de Janeiro, Arie Scher, è stato accusato di pedofilia e traffico di minorenni è ed fuggito dal Brasile rifugiandosi in Israele.  Scher sarebbe riuscito a scappare dal Brasile prima che le forze dell'ordine riuscissero a diffondere le sue generalità ai posti di frontiera. La polizia brasiliana ha raccolto, tra l'altro, le dichiarazioni di una ragazzina di tredici anni. La bambina "avrebbe partecipato a varie festicciole ‘a luci rosse' nell'appartamento del console nell'elegante quartiere di Ipanema. La stessa ragazzina appare nuda, abbracciata al diplomatico, in una foto tra le numerose sequestrate nell'appartamento. Secondo la polizia, Scher e il suo complice, il professore di ebraico George Schteinberg, mantenevano nove siti Internet di pornografia e pedofilia" ("Gazzetta del Sud", 7 Luglio 2000).

  La caccia ai bambini in Belgio.
  Ma c'è di peggio. il settimanale "Diario" (anno V numero 15. Da mercoledì 12 aprile a martedì 18 aprile 2000) pubblica un servizio davvero pauroso: "Dopo la terribile denuncia dell'eurodeputato Olivier Dupuis al congresso radicale, 'Diario' è andato a vedere che c'é di vero riguardo ai minori inseguiti e uccisi a fucilate per divertimento". L'inchiesta dal titolo: "La caccia ai bambini in Belgio" è firmata dal giornalista Gianluca Paolucci. Ecco un piccolissimo brano di quanto si legge: "Place Fontenas, pieno centro di Bruxelles, a due passi dalla Grand' Place e dai caffé alla moda... Il percorso che ha portato a PLace Fontenas è partito da Roma, dove, durante il congresso del Partito radicale, l'europarlamentare belga Olivier Dupuis ha lanciato una serie di affermazioni che hanno letteralmente gelato la platea. Ha raccontato che nel suo Paese c'é stato un periodo nel quale alcuni bambini venivano costretti a subire violenze di ogni tipo, dove alcuni di questi bambini venivano perfino uccisi, come conigli, durante delle partite di caccia ‘alle quali partecipano nobili, finanzieri, notabili e funzionari dello Stato' ".

  Personaggi insospettabili nel revival delle sètte sataniche.
Nella nostra società il satanismo è un pericolo dilagante di cui, spesso, non se ne parla abbastanza, oppure lo si fa nel modo sbagliato. Gli adoratori del diavolo sono in aumento anche a Roma. Il quotidiano "Avvenire" del 5 settembre 1996 scrive: "un'altra sètta satanica è stata scoperta a Roma. Tremila adepti, 5 milioni per iscriversi...".  Il fatto che più "lascia stupiti - dissero gli inquirenti - è l'apparente insospettabilità di molte delle persone indagate...". Si è anche appreso che: "sembra, che la congregazione contasse anche l'affiliazione di noti nomi del mondo dello spettacolo...". In Inghilterra spariscono, ogni anno, circa centomila giovani. Scotland Yard, a Londra, deve occuparsi ogni giorno della sparizione di ben 2500 teenagers. I più vengono rintracciati, di alcuni non se ne saprà più nulla. Il giornalista Alfio Bernabei riporta altri fatti terribili accaduti a Londra: "Carni di bambini e di feti umani sono state mangiate da uomini e donne che hanno preso parte a riti cannibalistici in Inghilterra in questi ultimi anni nel quadro di un sinistro revival di cerimonie sataniche. Alcuni bambini sono stati sacrificati su altari dopo aver subito torture e sevizie sessuali..." ("L'Unità", 9 agosto 1990). Sembra un'umanità impazzita.

Millecinquecento persone sparite in sei mesi.
Negli Stati Uniti questi orrori sono ancora più frequenti. E' Modesto, "la cittadina californiana che detiene il record nazionale Usa di chi sparisce nel nulla". "Non è chiaro perché, ma questo fazzoletto di California a est di San Francisco, detiene il record per il più alto numero di persone sparite nel nulla in America. I mancanti all'appello sono ben 1.500, soltanto negli ultimi sei mesi. Il fenomeno è davvero preoccupante, enorme: negli Stati Uniti, ogni anno, viene compilata una lista di circa 100 mila nomi" ("Diario della settimana", n.17. Da mercoledì 28 aprile a martedì 4 maggio 1999). Gli investigatori, almeno per alcuni di questi casi, puntano il dito sul mondo variegato e misterioso delle sètte sataniche. Questo è anche il pensiero di Fay Yager, dirigente il "Centro per la difesa dei bambini" (Children of the Underground). Il giornalista Giorgio Medail, nella trasmissione televisiva "Arcana", trasmessa su Canale 5 (1989) affermava che negli Stati Uniti, secondo fonti attendibili, ogni anno vengono uccisi nel corso di riti satanici 50.000 persone, per lo più giovanissimi.
 
Bambini sacrificati a satana.
L'ex direttore dell'FBI di Los Angeles, Ted Gunderson, che ha dedicato molti anni ad indagare sui legami tra le sparizioni dei bambini e i riti satanici, affermò, in una puntata della trasmissione "Arcana", che le vittime vengono torturate e poi uccise. Gunderson, tra l'altro, denuncia: "Durante le mie indagini, ho scoperto che esistono organizzazioni che rapiscono bambini per poi utilizzarli per sacrifici umani durante feste sataniche. Questi fatti coinvolgono, ai più alti livelli politici, avvocati, giudici, gente di potere... Sì, questi gruppi satanici sono indubbiamente coinvolti nel traffico di droga, nella prostituzione minorile, nella pornografia e nella produzione di "snuff-film"... Ho raccolto testimonianze di bambini di otto, nove anni. Avevano disegnato cose orribili: gente, fuoco, un bambino nel fuoco, feticci satanici, bambini torturati. Come può un bambino immaginare cose simili se non le ha vissute?" (Giovanni Caporaso e M. Cocozza Lubisco, Bambini. Il mercato degli orrori, cit.).

L'inchiesta del Washington Times.
  Il perché questi orrendi crimini, nella stragrande maggioranza dei casi, restano impuniti e si fa poco a livello di indagini sarebbe dovuto al fatto, sempre secondo Gunderson, che manca la volontà politica. La legge non è severa, perché questi gruppi hanno protezioni ad alto livello. Negli USA si "discute su due scandali legati alla prostituzione infantile: droga-party con la partecipazione di bambini ed uccisioni in diretta per produrre snuff-film, che hanno coinvolto politici... molto vicini alla Casa Bianca. I servizi segreti, che dipendono direttamente dal presidente, sono intervenuti insabbiando le indagini, le vittime sono finite in prigione e i testimoni sono scomparsi e morti in strani incidenti o suicidi" (Ibid.). Il giornalista Paul Rodriguez del "Washington Times", dopo una lunga e delicata indagine affermò: "Sono riuscito a provare che personaggi legati alla Casa Bianca e ai servizi gestivano una rete di ragazzi di vita, ho trovato molti documenti che provano il coinvolgimento di Craig Spence - probabile ex agente della Cia, legato agli ambienti dei servizi della Casa Bianca, ex direttore dello staff di George Bush e figura chiave nello scandalo Iran-Contras - nell'organizzazione di party gay e di pedofili. Dalle prove emerge il nome di un altro deputato, Barry Franks. Ci abbiamo lavorato in quattro per oltre un anno e le informazioni raccolte sono agghiaccianti. L'FBI è stato estromesso dalle indagini e del caso si sono occupati i servizi segreti che dipendono direttamente dalla Casa Bianca. E tutto ciò è molto strano. La rete criminale aveva legami sia con esponenti repubblicani che democratici e si estendeva da New York alla Pensilvania, dal Nebraska alla California. Il reclutamento dei ragazzi avveniva in molti modi, alcuni venivano rapiti per strada e poi detenuti in fattorie particolari. E' un business imponente, prendono i bambini scappati di casa, negli istituti di adozione, nei campeggi..." (Ibid.).

Rodriguez editorialista del "Washington Times", ha svolto indagini per alcuni mesi, prima di sparare in prima pagina del suo giornale articoli di fuoco su una rete di ragazzi "di vita" che coinvolgeva deputati e vip legati a Ronald Reagan e George Bush. "Sesso in vendita in un appartamento di un deputato", "Il servizio segreto insabbia l'inchiesta sui prostituti dei vip", "Ragazzi di vita portati in un tour di mezzanotte alla Casa Bianca": questi i titoli del Washington Times". (Ibid.). Dopo alcuni articoli Rodriguez mollò misteriosamente l'indagine.

Pezzi di ricambio umani.
Vi è, addirittura, anche un mercato di "pezzi di ricambio" umani. Vengono inviati ai possibili clienti veri e propri cataloghi di organi, che dovrebbero servire o come feticci umani per riti satanici o, in altri casi, per corroborare il traffico internazionale clandestino dei trapianti. "Centinaia di minorenni, maschi e femmine, spariscono ogni anno. Molti finiscono all'estero, nel mercato delle adozioni clandestine. Molti finiscono nel circuito della pedofilia e della pornografia" ("Visto", 8/11/1996). Così ha denunciato la parlamentare Rosario Godoy de Osejo, fondatrice di un "Comitato per i bambini scomparsi" e prosegue: "Ho il sospetto che la ragione della scomparsa possa essere il prelievo di giovani e sani organi da vendere nei paesi ricchi. Se le cose stanno così, è facile capire che fine fanno questi bambini una volta ‘esportati' ". Fatti allucinanti.

 

Piccole cavie da cui espiantare organi.

 

Non è, infatti, neppure una "leggenda urbana" quella del supermarket degli organi di giovani cadaveri, ma una realtà agghiacciante. La "Gazzetta del Sud" di Venerdì 25 Agosto 1995, al proposito, scriveva: "L'Onu ha denunciato, in forma ufficiale, il traffico di bambini che si svolge, con queste finalità, in alcuni paesi. (...). La commissione delle Nazioni Unite ha esaminato, in questi ultimi tempi, un numero imprecisato di testimonianze, documenti scritti e anche video, forniti dalle organizzazioni per la protezione del fanciullo, dai quali risulterebbe che i reati, da sempre negati energicamente dai paesi interessati, vengono commessi... Un portavoce della commissione si è rifiutato di fare il nome dei paesi sospetti". Eric Sottas direttore di "Torture International" ha ricordato fatti orribili, come i 1395 giovani malati, spariti, in Argentina, dall'ospedale psichiatrico di La Colonia Montes de Oca, vicino Buonos Aires, come ha denunciato, con documentazione ineccepibile, la giornalista investigativa francese Marie Monique Robin. Sottas ha anche rammentato il ritrovamento, nelle celle frigorifero della camera mortuaria della Facoltà di Medicina, dell'Università di Barranquilla, Colombia, di numerosissimi corpi, dai quali erano stati espiantati organi destinati a corroborare il traffico  dei trapianti.

Un pozzo di orrori che sembra non avere mai fine. "Anche Baby Doc, l'ex dittatore di Haiti, si sarebbe arricchito commerciando cadaveri freschi e organi congelati. Coloro che ricevevano gli organi da trapiantare erano cliniche statunitensi e istituti americani universitari o di ricerca. (...). Anche in Guatemala vi è stato un traffico di bambini venduti agli USA per trapianti (‘Corriere del Ticino', 6 marzo1987. ‘Gente', 20 marzo1987) mentre quanto accaduto in Honduras è stato confermato dalle agenzie di stampa (Agenzie ATS, ANSA, APP, e ‘Corriere del Ticino', 5 gennaio 1987). In Colombia i bambini vengono rapiti mentre giocano sulla strada, portati in laboratori dove vengono loro estirpati gli occhi e poi rimessi in libertà dopo opportuna medicazione (Agenzia AGI-EFE, giugno 1987). In una colonia tedesca del Cile alcune sperimentazioni mediche, soprattutto manipolazioni genetiche, sarebbero praticate su bambini e adolescenti... (‘Libération', 7 dicembre 1987)" (Milly Schar-Manzoli, Manuale di difesa immunologica, Meb, Padova 1988).

 

Cadaverini da smembrare o da mangiare.

 

Dagli Stati Uniti ci arrivano notizie di "interesse scientifico" semplicemente assurde. Ecco quanto pubblicava il quotidiano "La Repubblica" (del 23 novembre 1994) in merito alla "tecnica" messa appunto da ricercatori dell'Università dell'Indiana (USA): "Un cuore nuovo? Meglio rinnovare il vecchio organo, evitando il trapianto... La possibilità ora c'è: le cellule del cuore dell'embrione. Impiantate nel muscolo cardiaco adulto, si moltiplicano e, poi, si saldano con le vecchie, portando all'organo malato la forza e la longevità delle cellule giovani. E per ridurre ulteriormente i rischi di rigetto, quasi a zero, le cellule nuove potrebbero essere prelevate dal figlio del ricevente, un embrione creato in provetta col seme del paziente e l'ovulo della madre. Nella impossibilità di adottare tale sistema - che è in assoluto il più valido - si può ripiegare sull'ovulo di un'anonima donatrice, in modo che le cellule siano per metà geneticamente identiche". Se qualcheduno non lo avesse ancora capito, la raccomandazione "scientifica" è che, se si vuole dare più tono al proprio cuore invecchiato, occorre soltanto generare un figlio e poi ucciderlo per farsi innestare le sue giovani cellule nel proprio vecchio cuore. Da inorridire.

Ma non è tutto, si possono anche integrare le diete e con grande giovamento, con feti abortiti. Increduli? Ecco quanto scrive P. Andrea nel suo "Onan il grande peccato ieri e oggi" (Salus Infirmorum, Padova - Edizioni Pater, L'Aquila, 1996) citando il quotidiano "Avvenire" del 5 maggio 1995: "Feti abortiti usati come integratori alimentari per garantire ‘pelle morbida e un corpo più forte'. Cadaverini utilizzati in cucina per farne ‘zuppe ottime per la salute'. Sembra essere questa l'ultima ‘novità' dietetica in voga in Cina, almeno a quanto rivelato, nei giorni scorsi, da un'agghiacciante inchiesta pubblicata dal quotidiano di Hong Kong Express Extra...".

Se è pur vero che il sistema mediologico non serve a far sapere la realtà, ma a creare un rumore di fondo omologante (la logica omologante presiede alla globalizzazione del mondo) in cui tutti pensino allo stesso modo e a far credere alla gente che viviamo in un mondo trasparente, pulito, dove non c'è nulla da nascondere, di tanto in tanto, tuttavia, nella baraonda delle notizie, appiccicate alla rinfusa sui quotidiani, energono fatti tremendi: "Piccole cavie. Gran Bretagna, 28 bambini uccisi per sperimentare un ‘nuovo trattamento' ". Ecco quanto pubblica "Il Manifesto" del 9 Maggio 2000. In breve l'agghiacciante notizia: "Neonati prematuri alla stregua di porcellini d'india, utilizzati per sperimentare un nuovo ventilatore da incubatrice: tutto questo è accaduto in Gran Bretagna, in un ospedale del nord del paese. Risultato: 28 bambini deceduti, altri 15 con danni cerebrali permanenti, su un totale di 122 bambini sottoposti al ‘nuovo' trattamento. Questo tremendo bilancio emerge dal rapporto di una speciale commissione d'inchiesta ordinata dal ministro della sanità britannica, per indagare sui fatti avvenuti nel North Staffordshire Hospital di Stoke-on Trent tra il 1989 e il 1993". 

 

Chi indaga sui traffici di organi muore.

 

Nel maggio 1996 il giornalista francese Xavier Gautier de "Le Figaro" viene trovato impiccato alle Baleari, nella sua residenza estiva. Una morte avvolta nel più fitto mistero. Gli investigatori spagnoli, poi, parleranno di suicidio. Gautier, prima di partire per le vacanze, aveva lavorato ad una lunga inchiesta su un presunto traffico di organi dalla Bosnia ad una nota clinica dell'Italia del nord.

L'ex ministro per la Famiglia Antonio Guidi aveva avvisato:  "Il fenomeno è mondiale. Ma l'Italia, così com'è stata ed è un luogo di passaggio delle droghe, adesso è un punto di transito di bambini a rischio... Arrivano dai Paesi in guerra dell'Est, da quelli poveri dell'Africa. Parecchi di loro - chi può individuarne il numero? - sono destinati ad essere carne di riserva per i ricchi. Piccoli depositi di organi per i figli di chi ha denaro". Guidi alla domanda se alcuni di questi bambini venivano mutilati, per conseguenti trapianti in Italia, aveva risposto: "In Italia, no. E' impossibile. Ma attraversano le nostre terre come uccelli migratori, il cui destino è di essere abbattuti" ("Il Giornale", 4 settembre 1995).

 

Le accuse fatte all'Italia.

 

Eppure l'Italia, scrive Giangiacomo Foà, è stata denunciata "dall'autorevole quotidiano La Nacion di Buenos Aires che in un articolo di fondo si fa eco delle accuse di don Paul Baurell, professore di Teologia dell'Università di San Paolo, e delle denunce fatte il primo agosto 1991 a Ginevra da René Bridel, rappresentante nelle Nazioni Unite dell'Associazione internazionale giuristi per la difesa della democrazia. (...). All'articolo di fondo de La Nation ha fatto eco O Globo di Rio che ci definisce ‘i maggiori importatori di bimbi brasiliani'. Il corrispondente di O Globo a Roma  afferma: ‘L'Italia è il più importante compratore di bambini...'. (...). Anche in Perù la stampa ci accusa. Da mesi il quotidiano La Repubblica di Lima denuncia, con nome e cognome, coniugi italiani che sono arrivati in Perù per comprare bambini di pochi mesi o di pochi anni. Negli ultimi tempi avremmo ‘importato' 1.500 piccoli peruviani, molti dei quali - secondo la stampa di Lima - sarebbero stati poi assassinati per asportare i loro organi per trapianti" ("Corriere della Sera", 7 settembre 1991).

Quello dei bambini rapiti, schiavizzati, violentati, costretti a prostituirsi, immolati a Satana o uccisi per espiantare i loro organi è un orrore su scala planetaria. Eppure si continua a fare poco o nulla. Giornali e televisione non denunciano il problema in tutta la sua reale gravità. Ne parlano poco e male, di tanto in tanto. I pericoli per i giovanissimi, come si è visto, vengono da più fronti, non ultima è la constatazione che, sul nostro pianeta, aumentano sempre di più le sètte dedite al culto del diavolo. Lo stesso Guidi aveva avvertito: "Alle soglie del 2000 si sta addirittura registrando un aumento di riti ‘religiosi', mi raccomando le virgolette, che prevedono anche il sacrificio umano di bambini" ("L'Italia settimanale", 15 settembre 1995).

Si ringrazia GIUseppe Cosco


 

CINA, IL SUPERMERCATO DEGLI ORGANI

CINA, IL SUPERMERCATO DEGLI ORGANI
di Francesco Visioli e Paola De Pirro


Wang Guoqi affetta pesce in un sushi bar alla periferia di New York. Il
fatto è abbastanza ironico, in quanto Wang, fuggito dalla Cina, era un
medico che sezionava cadaveri ed espiantava organi a prigionieri
giustiziati.

In un'intervista alla rivista tedesca Stern, Wang racconta delle centinaia
di volte in cui ha prelevato organi (soprattutto reni, ma anche cornee e
pelle) da prigionieri che erano appena stati uccisi con un colpo di pistola
mirato al yuzhen, un punto di agopuntura situato sulla nuca. L'abilità dei
carnefici faceva sì che in alcune occasioni reni e pelle venissero prelevati
da cadaveri il cui cuore batteva ancora.

Wang descrive nei macabri dettagli i particolari di un'esecuzione in cui al
prigioniero venne iniettata eparina (un anticoagulante) facendogli credere
che fosse un tranquillante. Poco dopo, il colpo di pistola alla nuca, il
rapido trasporto del cadavere all'ambulanza che staziona al sito di
esecuzione e la rimozione dei reni. Quest'ultima operazione, racconta Wang,
durò meno di due minuti, con il cuore del prigioniero ancora pulsante.
Subito dopo, il delicato compito di rimuovere la pelle, rapidamente, per
anticipare l'intervento dei famigliari della vittima che richiedevano la
restituzione del corpo.

Il mercato della pelle, secondo Wang, è molto fiorente e la banca della
pelle presso cui lavorava vanta profitti annuali di almeno 100.000 euro. In
effetti, quello del traffico di organi espiantati dai prigionieri si sta
rivelando un business in continua crescita in Cina. La catena della
corruzione è molto lunga e coinvolge giudici, avvocati e impiegati dei
tribunali, corrompibili con meno di 40 euro. A Malacca, dove la St. John
Clinic gestisce un grosso centro di dialisi, un rene viene offerto per circa
20.000 dollari ed il personale indirizza i pazienti più abbienti verso i
centri di cura cinesi. Il business si spinge al punto che le autorità cinesi
chiudono siti internet e proibiscono annunci in cui persone povere mettono
in vendita un organo, allo scopo di alimentare i guadagni derivanti dalle
esecuzioni.

Uno degli aspetti più preoccupanti è l'esecuzione dei prigionieri "su
ordinazione" da parte di personaggi ricchi od influenti. Ad esempio, quando
Yan Xiuzhong, il direttore della Quinta industria di componenti elettroniche
di Tianjin, ebbe bisogno di un trapianto, Wang Guoqi e Wang Zhifu (un
chirurgo suo collega), si recarono presso il braccio della morte della
prigione di Xiaoxiguan per selezionare un prigioniero che avesse un gruppo
sanguigno compatibile. Anche in questo caso i reni furono prelevati dal
cadavere quando questi ancora si muoveva.

Le autorità cinesi rispondono alle accuse di prelevare la pelle da
prigionieri vivi negando il fenomeno. L'inchiesta di Stern, tuttavia, ha
rintracciato il campo di esecuzione descritto da Wang Guoqi e raccolto le
testimonianze degli abitanti. In Cina, il prelievo di organi da prigionieri,
senza averne ottenuto il permesso, è illegale. Tuttavia, le autorità non
sono mai state in grado di mostrare un documento di consenso al prelievo
firmato da un condannato a morte. Anche se uno di questi documenti venisse
prodotto in futuro, le probabilità di essere stato estorto con la forza ai
condannati sono molto alte. In un altro passaggio dell'articolo, il dottor
Mudan Jiang descrive le condizioni della prigione di Hailin, dove ad un
condannato a morte, incatenato nudo al pavimento, venne chiesto di donare
gli organi in cambio di pasti caldi.

Per paura delle reazioni di autorità e polizia, le famiglie dei condannati
cui vengono prelevati gli organi sono restie a denunciare il fenomeno. Anche
quando negano il consenso all'espianto, gli organi vengono prelevati
comunque: Stern ha raccolto la testimonianza di Rao Enhuan, al cui figlio
vennero prelevati i reni nonostante il suo parere contrario. La rivista
tedesca possiede anche le fotografie che documentano il prelievo coatto di
organi.

La donazione di organi non è diffusa in Cina, in quanto vi è la credenza che
essi contengano l'anima. Tra il 1960 ed il 2000 si sono registrati
ufficialmente poco meno di 35.000 trapianti di reni. Di questi, però, solo
181 provenivano da donatori che potessero essere identificati. Vi è il
fondato sospetto che gli altri organi siano tutti stati espiantati da
prigionieri.

Le condizioni precarie (spesso a bordo di ambulanze) e scarsamente sterili
in cui vengono prelevati gli organi fanno sì che l'incidenza di infezioni e
complicanze nei pazienti trapiantati sia molto elevata. Per ovviare a questo
inconveniente, le autorità di Pechino stanno introducendo il metodo
dell'iniezione letale. Nel 1997, la prigione di Kunming fu il teatro di una
sperimentazione mirata alla formulazione di un cocktail letale che uccidesse
rapidamente il prigioniero, senza lasciare tracce in circolo o nei
principali organi. In questo modo, i patologi possono lavorare in condizioni
di sterilità e con l'ausilio di tutti gli strumenti necessari. Tutto questo
indica che il mercato degli organi da prigionieri sia in espansione e non vi
siano indicazione concrete di un intervento da parte delle autorità.

Tratto dal notiziario di Amnesty International

 

 
08 Febbraio 2010

nwo e microchip nel 2010

 

messe nere e pedofilia - 2° parte

 

messe nere e pedofilia: I° parte

 

 

TANTO PER CAMBIARE: I ROMENI VENDONO I BAMBINI

13 anni e una vita segnata: venduta dai genitori ad un 21enne già ammalato di AIDS, portata in Italia, senza dichiarare il matrimonio, che in Italia comunque non ha valore è stata iscritta dai fratelli a scuola, ma rivendicando la loro religione hanno preteso che la giovane venisse tenuta separata dagli altri studenti.  Persino durante la ricreazione doveva restare nel banco da sola per fare merenda, senza poter legare e giocare con gli amici.

Possibile che gli insegnanti e la preside non si siano preoccupati di segnalare questo abuso verso una bambina alla magistratura?  Anche se non erano a conoscenza del matrimonio, con che coraggio permettevano questa crudele discriminazione?  Anche la classe docente italiana ha al suo interno una serie di individui che andrebbero rieducati al rispetto dei diritti umani che sono di tutti e non solo degli italiani o di chi fa comodo loro.

Tornando alla giovane, dal marito che si faceva curare in un ospedale per malattie infettive, emerge la squallida e precaria situazione di questa bimba in balia di genitori delinquenti, frutto di una cultura delinquenziale.   Così il medico che deve visitare la moglie si trova di fronte a una bambina e da uomo d’onore e non da vigliacco che gira la testa dall’altra parte, come facevano gli insegnanti a scuola, fa regolare denuncia, dalla quale finalmente scatta il riscatto della fanciulla.

La ragazzina viene allontanata dalla famiglia e ricoverata in un rifugio per giovani, la famiglia di lei e degli altri vanno sotto processo per riduzione in schiavitù e chissà quali altri reati verranno loro comminati, perché a mio avviso ne vedo parecchi.

Dalla riduzione in schiavitù, alla  pedofilia, all’abuso della patria potestà, dalla violenza carnale alle lesioni personali in quanto rapporti sessuali con malati di AIDS di solito danno come risultato l’infezione della persona che ha la relazione fisica, ma qui esiste anche discriminazione razziale, e discriminazione sessuale, con la scusa della solita “religione di comodo” separatismo e razzismo fra i sessi, associazione per delinquere, insomma una somma di crimini che in un Paese civile condurrebbe gli interessati ad accumulare almeno una ventina d’anni ciascuno. Il problema è che dalla magistratura italiana, purtroppo mi posso aspettare anche una “strana assoluzione”.

Infatti è stato arrestato in questi giorni per rapina un certo Emidio Paolucci, già condannato a 27 anni nel 2008 per omicidio, ( leggi la notizia qui
Una via per Oriana ) si trovava tranquillamente a piede libero, in attesa di giudizio definitivo.

E già….  sappiamo tutti che il primo giudizio non è definitivo, ma come mai per Rosa e Olindo di Lecco, condannati solo su prove indiziarie e con confessioni estorte, non è stato applicato lo stesso principio in attesa di appello e sono rimasti in carcere?  Scommetto che per loro butteranno via la chiave.

Non sarà perché c’erano di mezzo degli immigrati, anche se delinquenti?  Questo sospetto mi sorge spontaneo, perché ormai lo sappiamo che la magistratura italiana applica un doppio binario di giudizio fra italiani e immigrati, a favore dei secondi e guai a noi trovarci immischiati in una storia con immigrati, avremmo sempre torto, anche con piena ragione, prove e testimoni a favore.

Mi auguro proprio di sbagliarmi

 
20 Gennaio 2010

EGITTO PERSEGUITA I CRISTIANI MA DA LEZIONE D'ETICA

Sui fatti di Rosarno interviene l'Egitto, che lamenta il trattamento razzista, secondo la loro opinione, sulle minoranze di immigrati islamici.  Da Reuters
Bossi risponde: parlano loro che i cristiani li ammazzano.

E il Governo che fa? Tace? E il Vaticano? Silenzio assoluto! E' possibile che siamo sempre solo noi quelli che debbono intervenire per opporsi alle ingiustizie, al razzismo e al terrorismo e chi ne avrebbe il potere lascia che le cose incancreniscano e che la comunità internazionale ci critichi senza motivo?

In Calabria come in gran parte dell'Italia e dell'Europa esiste una crisi economica, che ha fatto perdere a tantissime persone il loro lavoro, ma è mai possibile che soltanto gli immigrati neri e islamici, da quello che veniamo a sapere ora, hanno scatenato la loro furia contro un'intera cittadina e cittadinanza?

Cosa dovrebbero fare gli operai delle fabbriche italiane che al sud hanno perso il lavoro e altri ancora stanno tutti perdendo il lavoro?  Quelli della Fiat, non sono mica andati a Torino a bruciare la città!  E quelli del mondo finanziario rimasti da tempo senza lavoro, non sono mica andati nel quartiere della Borsa per bruciare Milano.
E cosa dovrebbero fare tutte quelle persone che hanno avuto in famiglia uno stupro ad opera degli extracomunitari che in Italia ormai avviene con una frequenza paurosa?  E tutti quei morti per guidatori extracomunitari ubriachi e senza patente? Gli italiani mica se la sono presa con tutti i marocchini o con tutti i rumeni quando questo è accaduto, semmai se la sono presa con gli stupratori e gli assassini quando la polizia li ha arrestati.

Ma è possibile che soltanto Bossi si sia ricordato che l'Egitto è uno dei Paesi capofila della persecuzione ai cristiani e che in Egitto oltre ad avere meno diritti degli islamici le comunità cristiane vengono aggredite, bruciate le loro case, le chiese e spesso anche uccise?

E non si ricordano che nel gennaio 2006 sono emigrati da loro i neri in fuga del Darfur e hanno osato protestare pacificamente davanti a una sede dell'ONU, hanno represso la protesta nel sangue, ordinando alla polizia di sparare sugli immigrati, lasciando sul terreno dalla 60 alle 90 vittime, bambini compresi?  
Notizie dall'Egitto

Rinfreschiamo loro la memoria ricordando qualcuno degli ultimissimi, fra i numerosi episodi di persecuzione egizio/islamica contro le comunità cristiane:

Prima di tutto vi torno a segnalare questo articolo in cui emergono i dati giornalieri di persecuzione contro i cristiani nel mondo intero per la stragrande maggioranza ad opera dei musulmani:
LE PERSECUZIONI CONTRO I CRISTIANI AUMENTANO NELL'ISLAM
PERSECUZIONI: DALLA MALESIA ALL'EGITTO,  L'ODIO ANTICRISTIANO DELL'ISLAM DI STATO.
EGITTO: FURIA OMICIDA CONTRO I CRISTIANI  
EGITTO: STRAGE DI CRISTIANI COPTI AD OPERA DEI MUSULMANI  
EGITTO: STRAGE DI NATALE AD OPERA DEI MUSULMANI  

 
08 Gennaio 2010

guerriglia urbana e violenze da extracomunitari

GUERRIGLIA URBANA E VIOLENZE DA EXTRACOMUNITARI A ROSARNO

Published on 08/01/10 at 04:54:06 GMT by lisistrata

 
Le fotografie qua sotto da sole bastano a mettere in evidenza quello che ormai sta accadendo in molte parti d'Europa e che anche l'Italia non è immune da certi tipi di violenza gratuita che viene scatenata contro i cittadini italiani che con ciò che gli extracomunit6ari rivendicano non hanno nulla a che fare


Poche e lapidarie considerazioni:

L'Italia non è il bengodi per tutti i disperati del mondo e anche in Italia come nel resto del mondo chi emigra dovrebbe sapere che esistono leggi relative all'emigrazione in quel Paese.  Provate voi a entrare in un Paese africano senza permessi e scoprirete cosa vi succede, altro che sfruttamento di lavoro nero: vi fanno neri!!!

Cosa dovrebbero fare gli italiani che subiscono rapine, omicidi, stupri da parte di troppi extracomunitari, scendere in strada a 10.000 per volta e distruggere tutto ciò che è straniero?

Se questi tizi si trovano così male in Italia, possono sempre andarsene, visto che nessuno li trattiene. Sono liberi di tornare da dove sono venuti o cercarsi un Paese più ospitale, vuoi mai che lo trovino?

Se gli immigrati invece di spedire 6 miliardi di euro l'anno al proprio paese usassero i soldi che guadagnano per vivere qui, avrebbero certamente una vita più decorosa e sarebbero meno incazzati, e riuscirebbero ad integrarsi, senza vivere ai margini.

Qualsiasi altro cittadino italiano, se fosse stato aggredito e qualcuno gli avesse sparato, non sarebbe andato a chiamare 1000 persone per distruggere una città che con l'aggressione non c'entra nulla, ma avrebbe denunciato il reato alla polizia.

Questa nuova violenza contro un'intera città assomiglia molto a quella dell'altro anno a Castelvolturno,  ove sembrava che gli italiani avessero ammazzato gratuitamente dei poveri immigrati, per poi scoprire che si trattava di un regolamento di gruppi mafiosi per la spartizione del territorio pedr faccende di droga, intanto Castelvolturno fu semidistrutto e gli italiani fecero la figura dei razzisti.

Se i politici non interverranno con forza e determinazione affinché i cittadini italiani innocenti,  non siano sempre e solo vittime della violenza altrui, le cose potrebbero degenerare e trasformarsi in vendicatori di se stessi e quando il popolo si arrabbia, sono guai e il popolo italiano si sta molto arrabbiando, perché si è reso conto che gli sono stati imposti cambiamenti radicali e sono stati cancellati i suoi diritti a favore di pochi, usando l'immigrazione come mannaia, per annullarne la volontà e farlo regredire a quando non poteva nemmeno aprire bocca.
Nessuno può essere contento di questa immigrazione selvaggia, che ottiene con la prepotenza diritti che il popolo italiano ha contribuito fortemente a far realizzare, mentre agli italiani resta solo la beffa
Il popolo italiano potrebbe tornare a scendere in piazza per fare la rivoluzione, sarà bene che qualcuno si accorga che la tensione sta salendo alle stelle e quando gli argini si romperanno chi potrà fermare la fiumana incazzata?
Adriana Bolchini

Questo è ciò che scrive  
l'ANSA
Extracomunitari in rivolta a Rosarno, feriti e caos in piana Gioia Tauro

 
20 Novembre 2009

Urlando al mondo come un bambino

“Urlando al mondo con la rabbia di un bambino”.


 
 
Il mio nome è “Gino” (nome fittizio) e ho  37 anni, sono venuto a conoscenza della Vs. associazione grazie a Radio 24 l’altra mattina, sentendo Luca Barbareschi intervenire ad una puntata sulla pedofilia.
Raccolgo l’invito a scrivere, dal Vs. sito, per  raccontare qualche tratto della mia storia, proprio per condividerla con altre persone a cui è accaduta la stessa situazione. Sono anni che per fortuna riesco a parlare di ciò che ho vissuto, con alcuni amici d’infanzia e con le mie cugine che hanno subito pure loro, alcune attenzione di nostro zio. Tuttavia il mio malessere non sono mai riuscito a condividerlo pienamente, intendendo  dire  “urlandolo al mondo con la rabbia di un bambino che ha subito e taciuto per 7 anni un terribile sfregio”.
Ringrazio Luca per avermi smosso l’altra mattina emozioni che si erano adagiate nel fondo dell’inconscio, già da come ho scritto a Luca, erano anni che non sentivo il nodo stretto alla gola con le lacrime agl’occhi, di quel bambino che è dentro la mia vita, che sbagliando sto cercando di mantenerlo ancora nella situazione di incompreso da sempre. Il fatto di essere stato vittima probabilmente mi può dare l’opportunità di impegnarmi per aiutare a prevenire e/o sostenere altre persone che stanno cercando, come me, qualcuno che li può ascoltare senza banalizzare o che cerca di minimizzare l’accaduto. Il mio sogno è di riuscire a vedermi dall’esterno, nella situazione che mi ha bloccato emotivamente, come se fossi su di un palco scenico: un protagonista di una tragedia che poi quando finisce tutto, esce di scena e torna a vivere la vita normalmente, come avrebbe dovuto essere.
Questo per molti di noi a distanza di 20 o 30 anni non è ancora possibile, ma non sto dicendo nulla di nuovo; quello che conta è che mi piacerebbe di far parte di un gruppo di lavoro in  questo contesto, si certo perchè no? Poter condividere con altre persone situazioni così pesanti che solo chi le ha provate può essere in grado di comprendere fino in fondo.  
È tutta la vita che sto cercando di rendermi utile a qualcuno e/o a qualcosa, ma in tutte le mie esperienze emotive, le cose si sono sempre incasinate, ma con determinazione e coraggio cerco di andare avanti senza voltarmi indietro. In sostanza rivorrei la mia vita e mi piacerebbe confrontarmi con persone che come me hanno subito l’abuso peggiore, che ti costringe a portare una corazza soffocante, un’ ansia che con 20 anni di gruppi e psicoterapia non si è nemmeno scalfita.
Alcuni anni fa, direi nel 2004, le mie cugine che vedono cosa ancora oggi accade nella casa dello zio, mi hanno chiesto di intervenire per segnalare quello che mi era accaduto in quella casa. Questo serviva per denunciare lo zio e i genitori di un ragazzo di 14 anni che veniva lasciato nelle sue mani per interi fine settimana. Quindi mi convinsi a fare quello che andava fatto e dopo un colloquio con l’assistente sociale che seguiva il ragazzo, fui convocato in questura per denunciare ciò che mi era accaduto.
 
La mi storia inizia nel 73/74, avevo 4/5 anni, ma ciò che conta è che ero talmente piccolo che non riesco nemmeno a ricordare quando iniziò. Mia madre ed io venivamo accompagnati da papà a casa dei nonni dove viveva pure lo zio, semi nulla facente di circa 35 anni, io venivo accompagnato nella camera della nonna per il sonnellino pomeridiano, ma poi di fatto finivo nel lettone dello zio. I ricordi più limpidi sono di quando mi toglieva i vestiti e di come mi toccava e baciava il corpo, poi ricordo mi chiedeva di ricambiare il gioco come aveva fatto lui a me. Questo con il tempo diventò una prassi che prese il nome di “quanti ne vuoi di questi” che erano una serie di tocchi, carezze e baci, nei diversi punti del corpo che a turno venivano richiesti nel numero e nel dove essere praticati.
Questo  per 7/8 anni è stato il trascorrere di molti dei pomeriggi della mia infanzia, con l’introduzione di altri ragazzi o adulti a seconda delle situazioni che lo zio poteva creare. Ricordo chiaramente quando mi invitava a portare i miei amici di scuola a casa sua, quando fui più grandicello, ma io li portati una sola volta, quando lui non c’era per far vedere i giornali pornografici che teneva sull’armadio. Quando penso che per molti degli amici, con cui mi sono confrontato, le prime esperienze sessuali sono iniziate dai 12 anni in poi, anche le semplici masturbazioni; io ricordo come prematuramente, ebbi a sette anni la prima eiaculazione.
Per gli inquirenti ero indispensabile per sviscerare tutti i particolari, al secondo incontro dove vennero pure le mie cugine, ci fu chiesto perché avessimo aspettato tanto a denunciare lo zio e se per caso lo volessimo incastrare. Io risposi che il motivo era perché senza la mia denuncia nessuno aveva il coraggio di muovere un dito contro lo zio ed io ero l’unico che poteva cercare di salvare quel ragazzo che sapevo bene cosa subiva. Per primo il padre del ragazzino finiva nel letto dello zio, io lo conoscevo bene XX, era uno dei compagni di giochi dello zio e a volte lo faceva partecipare quando c’ero anch’io. Lo stesso padre di XX litigò con lo zio, riferirono le mie cugine che sentirono egli gridare “hai rovinato mio figlio e ora vuoi rovinare pure mio nipote”. Peccato che poi il nonno del ragazzino ha negato tutto davanti agli inquirenti. Comunque alla fine è stato tutto invano, visto che il magistrato non ha potuto intervenire perchè il ragazzo aveva più di 12 anni e comunque i genitori del ragazzo erano d’accordo che il ragazzo frequentasse la “casa degli orrori”, come la definivamo noi, quindi è il caso di dire “oltre il danno la beffa”.
Per me oggi che sono uno stimato professionista e un esponente della politica locale, posso affermare con orgoglio che nonostante tutto si può e si deve andare avanti.
Dopo aver subito un vero e proprio imprinting che ancora oggi fa parte integrante delle mie relazioni di amicizia e di socializzazione, io stesso affermo di non aver subito una violenza vera e propria, ma un grande abuso; mi sono stati sostituiti i riferimenti maschile e femminile, sono stato completamente sedotto dallo zio e ciò che è peggio, mi ha demolito le figure di mamma e papà: praticamente me li ha sostituiti con i sui riferimenti psicotici.
Lui era il fratello di mia madre quindi sapeva bene come fare per screditarla ai miei occhi, poi non so quante altre stronzate mi abbia inculcato in testa, so solo che il fatto che poi sono diventato un ragazzo multiproblematico lo devo anche grazie a lui.
Certo sono stato molto sfortunato, mio padre morì che avevo dodici anni e mia madre era già invalida dalla mia nascita; poi scoprii che lo zio voleva addirittura la mia patria potestà, ma il disegno lo fece fallire l’altro zio fratello maggiore (zio normale papà delle mie cugine).
Dai tredici anni ai diciassette ho vissuto nei bar nei peggiori locali a bere e a fumare, grazie  a Dio  ho schivato la droga pesante, per puro caso, poi ho trovato un percorso diciamo normale.

Perù,traffico grasso umano:4 fermi

Perù,traffico grasso umano:4 fermi

Venduto ad aziende per fare cosmetici

La polizia peruviana ha arrestato quattro persone sospettate di far parte di una banda che, per oltre tre decenni, avrebbe ucciso almeno 60 persone per estrarre dai loro corpi grasso da vendere ad aziende disposte ad utilizzarlo per la fabbricazione di cosmetici. Lo ha reso noto il procuratore del tribunale penale di Lima, Jorge Sans. Secondo i media locali, tra i potenziali acquirenti ci sarebbero anche due "italiani".

Il quotidiano El Comercio, precisa che il generale Felix Murga, responsabile del Dipartimento di polizia anti-crimine, ha rivelato che gli arrestati hanno anche confessato di perpetrare i loro delitti da almeno trent'anni. ''Il grasso lo estraevano dal torace e dai muscoli'', ha precisato Murga sottolineando inoltre che, secondo le indagini effettuate finora, la sostanza veniva venduta per lo più in Europa, a circa 15.000 dollari al litro. UNa vicenda che, per certi versi, ricorda il personaggio interpretato da Brad Pitt in "Fight club".

Tags: attualita
 
19 Novembre 2009

Dementi italiani aspiranti dhimmi

La notizia che leggerete qua sotto non è solo demenziale, è ipocrita e piena di livore e di odio per i cristiani oltre che di indifferenza verso le altre religioni, in particolar modo se consideriamo la data nella quale è stata posta in essere l’iniziativa di cui i responsabili del CPT siciliano  si vantano, anziché vergognarsi.

Se fossero in buona fede  e corrispondesse al vero ,quanto dichiarano nei confronti dell’integrazione e del rispetto di tutte le religioni, considerando che  molti immigrati arrivano da altre religioni, come i sik ,gli indù e gli animisti, avrebbero dovuto mettere vicino alla sura islamica, almeno tre simboli non islamici, per dare corpo al rispetto di cui blaterano a vuoto.

Qui invece siamo di fronte a una spiccata tendenza verso la dhimmitudine, cioè la sudditanza degli “inferiori” nei confronti dei “concettualmente superiori islamici”, perché il rimuovere il crocifisso dimostra che chi lo ha fatto, non vuole nemmeno dare eguale valore  alle due più grandi religioni al mondo, ma una viene cancellata completamente con un sopruso,  in favore dell’altra.

Sarebbe stato opportuno che il crocifisso, simbolo delle nostre tradizioni, oltre che della nostra religione, fosse rimasto al suo posto, sul muro a dimostrazione della capacità di tolleranza e di accoglienza del diverso,  insita nel messaggio del Cristo e quindi del cristianesimo, che non significa l’annullare se stessi, ma accogliere gli altri rispettando la loro fede, senza cancellare la propria.  

I dementi responsabili del CPT hanno realizzato una vera vigliaccata: hanno integrato i cristiani di casa nostra, con gli immigrati islamici provenienti da atri Paesi, cancellando d’imperio l’identità, la fede e il principio che in Italia valgono sia la nostra Costituzione che le nostre leggi e che con la Chiesa Cattolica rappresentata dal Vaticano esiste un accordo, frutto di una storia millenaria,  e non saranno i dementi del CPT che potranno stracciare gli accordi presi da coloro che ne avevano il diritto e il dovere.

Mi auguro che qualcuno a suo tempo sia intervenuto su questa blasfemia e negazione dei diritti degli italiani e dei cristiani, e vi abbia posto rimedio, o meglio ancora auspico che questo vergognoso CPT che ha accolto tutti tranne i cristiani, sia stato chiuso.  A.B.G.

La notizia:

 Cpt: rimosso il crocifisso, c’è la «sura» di Francesco di Mare da La Sicilia  1 novembre 2003

Niente polemiche.
Il provvedimento adottato tre mesi fa dal responsabile del Centro
La sura al posto del crocifisso.

I responsabili del Centro di permanenza temporanea di contrada «San Benedetto» già da tre mesi hanno provveduto a mettere a loro agio gli immigrati di religione islamica, togliendo di mezzo la croce con Cristo. In sostituzione del simbolo della cristianità, chi assiste gli extracomunitari in transito nella città dei templi ha deciso di disegnare su una parete un versetto del corano, la sura appunto, nella quale s’inneggia ad Allah, considerato «grande e misericordioso».
Così, nei momenti della giornata dedicati alla preghiera, i musulmani ospitati per 60 giorni nel Centro di permanenza momentanea agrigentino si inginocchiano ai piedi di questa immagine stampata sul muro e pregano con ancor più trasporto.
Una scelta che i responsabili del centro di permanenza temporanea della città dei templi hanno deciso di portare avanti molto tempo prima che in Italia scoppiasse il caso «Smith», dopo la sentenza anti-crocifisso nelle scuole e nei luoghi pubblici. Un caso che ad Agrigento offre una variabile a dir poco controcorrente. Sottolinea Biagio Palumbo, responsabile della struttura d’assistenza per immigrati: «Ritengo che la nostra decisione di non mettere il crocifisso al muro, sostituendolo con un versetto del Corano possa essere presa ad esempio da chi in questo momento pensa solo alle polemiche e alle divisioni intereligiose. In una struttura in cui vivono per 60 giorno persone di credo islamico eravamo e siamo convinti che rispettare i loro simboli sia un gesto naturale. Abbiamo quindi incaricato un ragazzo egiziano di disegnare la sura e i risultati sono molti positivi. Con gli immigrati musulmani abbiamo deciso di rapportarci con grande attenzione, nel pieno rispetto delle loro esigenze, ottenendo in cambio grande gratitudine. Dal nostro Centro di permanenza temporanea – sottolinea il responsabile – penso possa uscire un esempio d’integrazione che molti altri dovrebbero seguire, anche perché all’esterno lo stesso ragazzo egiziano molto bravo nella pittura ha disegnato immagini di Padre Pio e San Francesco, a riprova della nostra volontà di rispettare e far convivere tutte le religioni del mondo» ha aggiunto Palumbo.
Di fotografare la sura piazzata al posto del crocifisso non se ne parla proprio, però, visto che nel Centro di permanenza agrigentino gli estranei non entrano senza autorizzazione del ministero dell’Interno. Una foto che sarebbe servita a confermare come i simboli islamici e cattolici possano convivere, proprio nella struttura in cui gente di varia origine accomunata dalla disperazione si ritrova per pregare.
Fonte
Meltingpot

 
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