27 Gennaio 2012
Carceri affidate ai privati, con obbligo di partecipazione delle
banche. Ecco cosa si nasconde nell'art. 44. La mafia ringrazia:
finalmente potranno gestirsi le carceri da soli.
Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto "liberalizzazioni" i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all'articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.
Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.
Leggetelo, lo trovate qui.
Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che
al fine di assicurare il perseguimento dell'equilibrio
economico-finanziario dell'investimento, al concessionario è
riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell'infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.
Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è
affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa
ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell'edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il "prodotto", ovvero coloro su cui si farà business.
Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre
pieno altrimenti non conviene: non buttate più cartacce per terra, mi
raccomando.
C'è dell'altro: Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma
1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di
investimento.
In soldoni, è fatto obbligo di far partecipare le banche alla spartizione della torta. Torta di denaro pubblico, perché è sempre lo Stato che paga.
A meno che non si voglia far lavorare a gratis i detenuti, in
concorrenza con le aziende, e con il compenso intascato
dall'"imprenditore carcerario". Funziona così, in USA. Siamo fiduciosi che, nel decreto "privatizzazioni", si privatizzerà anche il lavoro schiavo dei carcerati.
Io credo che un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico in un "Paese normale". Che una simile cessione di democrazia, di
controllo e di libertà da parte dello Stato dovrebbe essere ben
conosciuta dai cittadini e dall'opinione pubblica, e non infilata di soppiatto tra gli articoli mentre il gregge è distratto a pensare ai taxi.
(Grazie ad Umberto per la segnalazione ) Articolo di Debora Billi Foto - Natural Born Killers, il direttore del carcere
 1-La strategia della distrazione L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di
continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali,
nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la
neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico
deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza
vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun
tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri
animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”.
Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una
certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia
questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la
violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo
scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e
le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una
crisi economica per far accettare come un male necessario la
retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi
pubblici.
3- La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta
applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in
questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove
(neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e
‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità,
disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi
dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se
fossero state applicate in una sola volta.
4- La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione
impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”,
ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per
un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio
futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è
quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la
massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto
andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe
essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi
all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando
arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al gran
pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione
particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo
spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente
mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si
tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si
rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in
base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad
una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come
quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi
silenziosi per guerre tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per
provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso
critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo
permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o
iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o
indurre comportamenti.
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le
tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali
inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in
modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi
inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da
colmare dalle classi inferiori”.
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole
della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente
intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece
di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto
svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo,
uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E
senza azione non c’è rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza
hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e
quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla
biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il
“sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere
umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito
a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si
conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il
sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli
individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita
su sé stesso.
Fonte: http://www.visionesalternativas.com. tratto da: stampalibera.com
BREVETTATI PRIMA CHE SIA QUALCUNO A BREVETTARE TE!
Avrete sentito alcune settimane fa il grido di allarme giunto dai mass-media: gli animali "clonati" mostrano di soffrire di malattie congenite. Anche se non si mostrano immediatamente, queste emergono con la crescita dei poveri animali, come la "pecora Dolly", frutto degli esperimenti di affaristi senza scrupoli e scienziati loro complici. Si, perche' la tecnologia delle manipolazioni genetiche ha raggiunto livelli tali da consentire la creazione "a tavolino" di esseri viventi "programmati" secondo le esigenze di qualcuno, ma non e' ancora abbastanza evoluta da impedire che gli esseri cosi' generati soffrano di svariati disturbi. Nell'attesa che questi veri e propri "apprendisti stregoni" ci informino sui progressi delle loro ricerche ed esperimenti, una delle implicazioni dello sviluppo incontrollato e mercantilistico di questo settore scientifico e tecnico e' la brevettabilita' del patrimonio genetico - della quale abbiamo iniziato a scrivere su alcuni vecchi numeri de "La Voce". Il collettivo "Kontroverso" di Bologna ha capito molto bene alcuni dei rischi che stiamo correndo, e scrive: <<Un racket genetico-industriale costituito da una banda di multinazionali (Novartis, Monsanto, DuPont, Aventis, ecc.) sta procedendo alla vera e propria confisca della materia vivente. Il brevetto, ovvero quell'istituzione legale volta a difendere gli interessi economici sulle invenzioni, è la loro arma. Nel 1994 le forme di vita entrano nell'ambito delle cose brevettabili grazie ad un protocollo (TRIPS) che è parte dell'Accordo Generale sul Commercio (GATT) firmato da 150 paesi. Da allora le imprese possono richiedere i brevetti sugli organismi viventi, geneticamente modificati o meno, e inoltre sui geni, compresi quelli umani, anche senza averne identificato la funzione, basta rivendicarne lo stato di "invenzione biologica". La semplice descrizione di un gene è sufficiente per appropriarsene. Con la brevettabilità degli esseri viventi la vita stessa diventa una merce, frazionabile, manipolabile e oggetto di possesso privato.>> Per quanto riguarda le coltivazioni e gli allevamenti, si sta preparando <<una rapina compiuta ai danni dei coltivatori di tutto il mondo, dai quali le industrie detentrici dei brevetti esigono il pagamento dei diritti sui semi di varietà vegetali brevettate anche nel caso in cui questi semi provengano dal raccolto dell'anno precedente. Addirittura per impedire il loro riutilizzo, vista la difficoltà di attuare un controllo su tutte le coltivazioni, la Monsanto, un colosso dell'agri-business, attraverso tecniche di manipolazione genetica ha fatto in modo che le sue sementi risultino sterili: questo è il famoso seme "Terminator", un seme che si suicida dopo la prima generazione e che risulta impossibile da ripiantare. Se la vita diventa una merce soggetta ai meccanismi del mercato e ad una logica economica selvaggia, se il patrimonio genetico diventa una proprietà privata i derubati siamo tutti noi! La biodiversità è una ricchezza collettiva che non può essere depredata da un pugno di banditi organizzati. Contro il rischio di un controllo monopolistico della materia vivente bisogna opporsi alla ricezione delle direttive internazionali ed europee sulla brevettabilità del patrimonio biologico.>> Ma il problema, a mio avviso, e' ancora piu' grave. Molto piu' grave. Non è solamente in corso una rapina, compiuta soprattutto ai danni dei poveri e del Sud del mondo, dove la ricchezza delle varietà naturali e la biodiversità diventano oggetto di sfruttamento. Con la possibilita' di "clonare" esseri viventi a proprio piacimento, i detentori dei brevetti stanno sviluppando il potere di manipolare le specie viventi, compresa la specie umana, a seconda dei loro porci interessi. Potrebbero in pratica manipolare la "natura umana"... Che cosa sara' "umano", e che cosa non lo sara', nel mondo del futuro? In un futuro molto vicino potremmo ritrovarci in uno scenario da incubo: pseudo-pecore che sfornano la lana migliore del mondo senza mai pascolare sui prati, pseudo-mucche composte essenzialmente da enormi mammelle atte a produrre latte "artificiale" (?)... Ma anche - attenzione! - gruppi di bianchi occidentali belli, alti e biondi, di vita media 150 anni e resistenti a tutte le malattie, e viceversa interi popoli lasciati a crepare, senza nemmeno gli antibiotici; e poi masse di "cloni", sub-umani prodotti in vitro su scala industriale, al solo scopo di lavorare in miniera oppure di fare la guerra. Vi sembra fantascienza? Certo e' uno scenario allucinante, ma e' molto verosimile che le cose andranno proprio cosi', secondo un copione che e' a meta' tra il film "Blade Runner" ed il libro "Il Mondo Nuovo" di Huxley. In particolare quest'ultimo, a mio avviso, si e' ormai profeticamente quasi realizzato: ne consiglio vivamente a tutti la lettura, cosi' potremo riparlarne. Si dice: "il sonno della ragione genera mostri". ma bisognerebbe dire anche: "la scienza in mano al grande capitale genera mostri"! Infatti il sapere umano non viene usato per migliorare la qualita' della vita di tutti, per guarire dalle malattie in Africa ed Asia, eccetera, bensi' per curare solo chi ha i soldi, e per ridurre al rango di bestie tutti gli altri.
Come impedire tutto questo? A mio avviso, solo togliendo alle multinazionali il potere che hanno, innanzitutto ABOLENDO I BREVETTI.
26 Gennaio 2012
Il
progetto Blue Beam
Nota di Educate
Yourself:
Serge Monast [1945 - 1996] è il
secondo giornalista che indagando sul Project Blue Beam è deceduto per
"infarto."
I decessi si sono verificati l'uno
a poche settimane dall'altro, e nessuno dei due aveva mai denotato problemi
cardiaci.
Serge era in Canada. L'altro
giornalista - un canadese - si trovava in visita in Irlanda. Prima della sua
morte, la figlia di Serge fu rapita dal governo canadese, nel tentativo di
dissuaderlo dal proseguire le sue ricerche in merito al Progetto Blue Beam. Sua
figlia non fece più ritorno a casa.
Aggiornamento di Ken Adachi - 17
Febbraio 2009:
solo oggi inizio a cogliere
pienamente la portata dei contributi donati alla collettività dall'opera di
Serge Monast, ed il coraggio incredibile di cui diede prova pubblicando le
rivelazioni incredibili che ottenne anonimamente da uomini politici 'pentiti',
militari, o membri di organizzazioni di intelligence dotati di coscienza e
umanità. ----
di S. Monast
Traduzione di Anticorpi
L'infame "Blue Beam Project" - architettato dalla NASA
in tre differenti fasi operative - si prefigge di accelerare l'instaurazione di una nuova religione mondiale di stampo
naturalistico - satanistico.
La diffusione di una nuova religione "unica" è considerata
dalle elite un imprescindibile basamento
ideologico su cui fondare il cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale."
La mancata unificazione di tutti i
credo religiosi - infatti - costituirebbe un ostacolo insormontabile rispetto
ai piani di unificazione politica e sociale della intera popolazione
planetaria.
La prima fase operativa
riguarda il "ritrovamento" di antichi reperti archeologici in alcune
precise zone del pianeta (in alcuni casi a seguito di sommovimenti geologici
provocati artificialmente), reperimenti talmente
rivoluzionari da sancire la definitiva smentita di tutte le "certezze
religiose" coltivate fin'oggi dalle popolazioni mondiali (i fossili di dinosauro?). Ogni nazione dovrebbe
così essere indotta a credere di avere male interpetrato per secoli la propria
dottrina religiosa. La preparazione psicologica rispetto a tale primo segmento
è riscontrabile in numerosi film e documentari atti a sostenere la sostanziale "infondatezza" della cosmogonia
creazionistica e l'incompatibilità dei tradizionali dettami religiosi con la
natura umana (tra i tanti: Zeitgeist, Religious, Sex Crimes and Vatican,
il Codice Da Vinci ed il recente Codice Genesi).
Di seguito un videoclip tratto da un recente, strano documentario
realizzato da National Geographic (n.d.t.).
In definitiva, obiettivo del primo
segmento operativo è quello di distruggere le convinzioni (argomento
approfondito nel post " Vaticano
Sotto Assedio" n.d.t.) di cristiani e
musulmani anche mediante alcune "prove inconfutabili" provenienti da
un remoto passato.
La seconda
fase operativa prevede l'apparizione nei
cieli di numerose località sparse intorno al mondo, di enormi immagini
"divine". Il tutto sarà realizzato
sfruttando la teconologia degli ologrammi tridimensionali proiettati mediante
raggi laser e resi "parlanti" mediante sofisticati strumenti di
proiezione del suono. La proiezione sarà effettuata direttamente dai
satelliti orbitanti, usando come "schermo" uno strato di sodio
fluttuante a circa 100 chilometri dalla superficie terrestre. La stessa
tecnologia sarebbe già stata adoperata per fare comparire almeno una parte dei
numerosissimi oggetti volanti non identificati.
Obiettivo di tali messe in scena
sarà quello di fare apparire il "nuovo
messia" - Maitreya, il maestro
illuminato - che con le sue parole
inaugurerà l'istituzione della nuova religione mondiale.
In ogni parte del pianeta i fedeli
di ogni religione assisteranno alla trasfigurazione della propria divinità
adorata (Gesù, Maometto, Buddha, Krishna, ecc.) nella figura della nuova
divinità. Costei spiegherà che il fine della
religione sia quello di unire i
popoli, e non di separarli, e di come i dettami della antiche scritture e
tradizioni siano stati fraintesi ed equivocati, conducendo fratelli a
combattere contro fratelli. Le antiche religioni dovranno perciò essere
abolite, in quanto menzognere, e sostituite da una nuova, unica religione
universale.
L'evento appena
descritto si verificherà in un momento di diffusa anarchia, incertezza e paura
scatenata da una enorme catastrofe "naturale" (asteroide?
tempesta solare?) verificatasi su scala mondiale.
La
terza fase operativa
avrà a che fare con le nuove tecnologie di comunicazione telepatica: le
microonde ELF (extremely low frequency), VLF (very low frequency) ed LF (low
frequency). Attraverso un bombardamento di impulsi
di radiazione ogni singolo individuo del pianeta sarà persuaso di avere un
rapporto di comunicazione diretta con il nuovo dio. Il bombardamento sarà
effettuato mediante satellite, e provocherà una profonda interazione con il
pensiero individuale, formando il fenomeno attualmente denominato
"pensiero diffuso artificiale."
Lo studio e l'utilizzazione delle tecnologie anzidette, adoperate
anche per il famigerato programma "MK-Ultra" sono stati dimostrati in
numerose occasioni.
A tal
proposito, è utile citare una conferenza che ebbe luogo nel gennaio 1991 presso
l'Università dell'Arizona, dal titolo "Ricerche
avanzate della Nato in materia di sistemi biomolecolari." Alcuni argomenti affrontati dalla conferenza scatenarono
le proteste degli astanti, spaventati dal potenziale abuso che i governi
avrebbero potuto fare delle tecnologie presentate. In quella occasione
gli scienziati accennarono alla capacità acquisita da parte degli Stati Uniti,
di rendere cieche, sorde o mute le persone solo
mediante la trasmissione di determinati impulsi magnetici.
Alcune delle anzidette tecnologie sono attualmente
operative ed utilizzate dalla CIA, la NSA e l'FBI per scopi politici e
militari, compresa la creazione di "candidati manciuriani." Esse
si basano su una metodologia del tutto nuova di studio del cervello e del
sistema neuro-muscolare, ed agiscono mediante impulsi di radiazione trasmessi a
bassissime frequenze. La sperimentazione dei sistemi biomolecolari continua ad
avere luogo sui detenuti di Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna,
Finlandia, Australia, Germania, Francia (Arancia Meccanica, film di Stanley
Kubrick del 1971 trattava questo argomento n.d.t.).
E' utile riportare quanto dichiarato nel 1970 dallo psicologo James V.
McConnel in una intervista rilasciata alla rivista "Psychology
Today." "Presto giungerà il giorno in cui
saremo capaci di combinare la deprivazione sensoriale con l'azione ipnotica di
alcune droghe ed il meccanismo "educativo" basato sulla dicotomia
ricompensa-punizione. A quel punto potremo raggiungere un controllo pressochè
assoluto sul comportamento di un individuo, ed ottenere molto rapidamente ed
efficacemente un "positivo" lavaggio del cervello che ci consentirà
di riprogrammare indole e personalità di qualsiasi individuo."
Quanto appena detto, sta alla base della filosofia sociale delle
Nazioni Unite, secondo la quale nessuno dovrebbe potersi dire
"possessore" di una propria personalità. Qualsiasi
personalità "antisociale" dovrebbe considerarsi
"abusiva" e dunque suscettibile di "miglioramenti"
impositivi da parte degli enti preposti. Tutto ciò - naturalmente - per
poter soddisfare le esigenze "collaborative" richieste dal nuovo
ordine mondiale.
Vi suggerisco di prendere seriamente in considerazione tali informazioni,
prima di respingerle come frutto di un fanatico cospirazionista. Vi suggerisco
di informarvi circa il chip trasmettitore prodotto
dalla compagnia Loral Electro-Optical System con sede in Pasadena, California.
Tale trasmettitore, che opera sulle stesse frequenze del sistema nervoso umano,
fu commissionato dal generale Leonardo Perez in nome e per conto della
aviazione militare statunitense, che era alla
ricerca di un'arma che fosse in grado di trasmettere impulsi di sfiducia nella
mente del nemico ed impulsi di fiducia in quella delle truppe amiche.
Si sospetta che la tecnologia ELF sia stata adoperata
nel 1970 contro una donna britannica la quale protestava troppo
"animosamente" contro l'installazione di missili cruise presso la
base militare di Greenham Common (se è per questo esiste la possibilità
che tali sperimentazioni siano già in corso d'opera da molti anni in tutto il
mondo, e più precisamente dal momento in cui persone completamente normali
hanno iniziato ad uccidere per futili motivi i propri congiunti, famigliari e
vicini di casa, casi ormai molto frequenti, di cui sentiamo parlare
quotidianamente in tutti i notiziari - n.d.t.) .
Questa arma è in grado di causare la totale deprivazione sensoriale di
un individuo, al punto che il soggetto non sia più in grado di udire i propri
stessi pensieri. La metodologia scientifica
utilizzata dalla tecnologia ELF è stata descritta in moltissime pubblicazioni
del Dipartimento della Difesa statunitense, tra cui uno intitolato
"Spettro elettromagnetico e conflitto a bassa intensità",
stilato del capitano Paul E. Tyler, comandante medico della marina degli Stati
Uniti, incluso in una raccolta di saggi dal titolo "Bassa intensità e moderne tecnologie di modifica",
a cura del tenente colonnello David G. Dean. La raccolta è stata pubblicata nel
1986 da parte delle edizioni "Air University Press."
Nel suo libro "The Body
Electric", il candidato premio Nobel
Robert Baker descrive una serie di esperimenti condotti nel 1960 dallo
scienziato Allen Frie, in cui il funzionamento della manomissione mentale è
stato pienamente dimostrato. Così come gli esperimenti condotti nel 1973 dal dottor
Joseph Sharp, che vi si sottopose personalmente, dimostrando di poter udire e
comprendere messaggi inviatigli in una eco-camera attraverso una serie di
audiogrammi ad impulsi a microonde. Baker concludeva il libro con alcune considerazioni circa il pericolosissimo potenziale di una tal sorta di
tecnologia, che potrebbe "fornire istruzioni non rilevabili ad un
assassino inconsapevole e programmato in tal senso." Allen Frie ha inoltre notato come sia possibile accelerare, decelerare
o arrestare il battito cardiaco di una rana sincronizzando il fascio di impulsi
a microonde con il ritmo del cuore dell'animale. Un altro libro del 1978, scritto da James C. Lynn
ed intitolato "Microwave Auditory Effect and Application"
descrive come sia possibile trasmettere delle voci perfettamente udibili,
diretttamente nella mente di un individuo.
Nel corso della campagna elettorale del
1988, il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Michael Dukakis accusò il
suo avversario George Bush Sr. di avere utilizzato tecnologia a microonde al
fine di compromettere le sue performance in alcuni comizi, dopo che i
primi sondaggi di opinione avevano dimostrato il vantaggio accumulato da
Dukakis nella corsa presidenziale. Sostenne inoltre
che la stessa tecnologia fu usata contro Kitty Dukakis (sua moglie
n.d.t.), spingendola sull'orlo del suicidio.
Nel dicembre 1980 venne pubblicato sul periodico "US Army
Journal" un articolo dal titolo: "The New
Mental Battlefield: Beam Me Up, Spock", a cura del tenente
colonnello John Alexander. Scrive Alexander: "... Numerosi esempi dimostrano
incredibili progressi in tali aree. Il trasferimento di energia da un organismo
all'altro; la capacità di trasmettere o guarire una malattia a distanza; la
capacità di indurre la morte a distanza in modo tale che non sia riscontrabile
una causa apparente del decesso; la modificazione del comportamento mediante
strumenti telepatici, che consente di indurre uno stato ipnotico fino ad una
distanza di 1000 chilometri, questi sono tutti obiettivi già conseguiti." Alexander conclude: "Se sarà possibile alimentare il pensiero artificiale
multigenico mediante satellite, a quel punto il controllo mentale dell'intero
pianeta sarà a portata di mano."
Ecco, tornando al Blue Beam Project, la terza fase a cui accennavamo
paragrafi eddietro è denominata proprio "Electronic
Telepathic Two Way Communication."
Fintanto che la gente non si renderà conto che questo genere di
tecnologia non è fantascienza, ma esiste realmente, essa correrà un gravissimo
pericolo. Perchè arriverà la notte in cui nel cielo compariranno immagini
meravigliose e sconvolgenti, che preannunceranno l'avvento del nuovo messia, ed
in molti non saranno adeguatamente preparati ad affrontare la situazione,
vedere il tranello, e salvarsi la vita.
Articolo in lingua inglese pubblicato dal sito Educate Yourself link diretto: http://www.educate-yourself.org/cn/projectbluebeam25jul05.shtml
Traduzione a cura di Anticorpi
Tecniche di manipolazione mentale
Marcello Pamio - 11 ottobre
2010 Tratto dal libro "Neuroschiavi:
manuale scientifico di autodifesa" di Marco Della Luna e Paolo
Cioni, Macro edizioni
Cercare
di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette "tecniche
di manipolazione mentale", in una società quasi completamente
controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per
fortuna il libro scritto dall'avvocato e psicologo Marco Della Luna
assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto. Affermare che la nostra società - com'è strutturata - è una vera e
propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei
diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come "libertà" e "democrazia",
cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro
coscienze. Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che
parole bellissime come "libertà"
e "democrazia" primo non significano granché e secondo vengono
sfruttate e amplificate proprio dall'establishment
economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per
dare a noi l'illusione di non essere in gabbia.
"Nessuno è
più schiavo di
colui che si ritiene libero senza esserlo" Johann Wolfgang von Goethe.
Dire
alle persone che esse sono prigioniere di un sistema è pericoloso e
controproducente perché può scatenare rivolte e ribellioni, mentre
convincere gli stessi prigionieri di essere liberi e in democrazia,
elimina ogni forma avversa e ogni tentativo di evasione.
Il titolo di un libro[1] del gesuita Anthony De Mello, a tal proposito è interessante, perché
se un'aquila, che potrebbe tranquillamente volare libera nei cieli,
cresce con la convinzione di essere un pollo, rimarrà per sempre dentro
il pollaio. Avrebbe la possibilità di volarsene via, di spiccare il
volo, ma tale potenzialità (castrata dalla società intorno) rimarrà
latente per il resto della vita o almeno fino al "risveglio"
Lo
aveva perfettamente compreso Edward Bernays, tecnico della propaganda,
che nel suo saggio Propaganda del 1929, spiega come sia stato proprio l'avvento delle forme di
governo democratico e delle cosiddette libertà individuali, assieme all'industrializzazione, a produrre la necessità
oggettiva (da parte della politica e dell'economia) di governare, cioè
manipolare dall'alto il pensiero e il comportamento delle masse, sia
come elettori che come consumatori.
Questo è il motivo per cui oggi la manipolazione mentale è divenuta
una tecnologia e una scienza, nella quale si investono molti più denari
che in tutti gli altri campi della psicologia. Non solo, la
manipolazione è essenziale e strutturale nella vita quotidiana del
mondo in cui viviamo, e se non ci credete leggete fino alla fine.
In un siffatto scenario, dove libertà e consapevolezza sono sempre più
minacciate, è indispensabile conoscere gli strumenti che le attaccano.
Solo conoscendo possiamo difenderci.
L'importanza
dell'informazione
L'importanza
dell'informazione è fuori da ogni discussione. Informare, lo dice il
nome stesso che deriva da " in-formare",
cioè dare forma. Ma dare
forma a cosa, se non alle coscienze? Non a caso, tutte le grandi
dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di
comunicazione (mass-media), proprio per plasmare le menti e coscienze
delle persone.
Oggi la maggior parte della comunicazione mira non ad informare
oggettivamente, ma a influire nella psiche, sui gusti, sulle decisioni
delle persone, dei consumatori, dei risparmiatori, degli elettori, ecc.
La totalità delle persone, educata dalla tivù alla passività e
pigrizia mentale sin dall'infanzia, non sviluppa la capacità di
mantenere l'attenzione autonomamente, se non è emotivamente
coinvolta. I manipolatori questo lo sanno bene e per veicolare le loro
informazioni (commerciali, politiche, economiche, ecc.), mantengono viva
l'attenzione della gente, agendo direttamente nell'emotività.
Questo si chiama intrattenimento.
Il paradosso è che sono le persone stesse che esigono di essere
intrattenute e non informate, e ovviamente il Sistema le accontenta: informa (a modo loro) attraverso l'intrattenimento. L'importanza dei mezzi di comunicazione, come detto prima, è enorme.
Ai fini della governabilità, soprattutto nelle società basate sul
consenso, è indispensabile limitare, ma anche controllare e orientare
l'informazione, la costruzione della rappresentazione illusoria del
mondo e da cui dipende la produzione e gestione del consenso.
L'informazione proprio per questi motivi, è controllata in modo
strettissimo: pochissime agenzia di stampa, di proprietà rigorosamente
privata e bancaria, forniscono le informazioni alla quasi totalità dei media (giornali, telegiornali, radio e
internet).
Rilassamento e distrazione per
meglio controllare
Il
rilassamento è la più semplice tra le condizioni mentali che aumentano
la suggestionabilità. Tale stato si può indurre facendo in modo che le
persone si stanchino fisicamente e mentalmente, oppure tediandole con
compiti e discorsi ripetitivi o distraendole con stimoli erotici e/o
sessuali (donne bellissime seminude che presentano un programma o
vendono un prodotto, ecc.). Anche la musica ha la sua importanza, perché
può essere molto dolce per cullare o al contrario usare frastuoni per
stordire letteralmente le persone. Se ad un pubblico rilassato (davanti alla tivù) si somministra una
storia con determinati contenuti (la classica storia che si vede nei
programmi d'intrattenimento), si ottiene l'induzione di una trance,
nelle quale è facile poi operare suggestioni e impianti mentali.
La distrazione è indubbiamente la strategia principe messa in atto dai
mezzi di comunicazione di massa.
Tecnicamente
il distrarre l'attenzione cosciente (quindi l'azione dell'emisfero
cerebrale dominante) di una persona assorbendola in qualche attività o
distraendola con notizie e informazioni assolutamente inutili, lascia il
subconscio (o l'emisfero non dominante) sguarnito del suo presidio
critico, rendendo possibile l'instillazione di suggestioni, immagini,
storie, ecc.
Tutto quello che viene veicolato media (tivù, giornali, telegiornali e
radio) in virtù del controllo capillare che esiste, è totale distrazione
di massa.
Le telecamere e le luci dei riflettori vengono indirizzate su
problematiche del tutto inutili per noi (la casa del partito di governo,
i rom, gli stupri, delinquenza, l'assassinio in famiglia, ecc.), ma
estremamente funzionali per il Sistema, che in questa maniera non
fornisce le Vere informazioni e notizie. Riempiono, per così dire, il
palinsesto mediatico, per riempire il nostro cervello con spazzatura,
idiozie, gossip, e altre stupidità amene. Una volta raggiunto il limite
non c'è più spazio per le cose importanti.
Obbedienza al Sistema
Ogni
establishment che si rispetti, ha il suo arsenale di mezzi di
dominazione, il cui fine ultimo è quello di produrre compliance,
cioè obbedienza, conformazione da parte delle persone. Dominare gli
altri significa ottenere la loro compliance,
più o meno volontaria. Naturalmente è meglio se volontaria, cioè
ottenuta con la manipolazione (illusione, persuasione, intidimidazione o
condizionamento), anziché imposta con la forza (dittature, colpi di
stato).
La scuola
La
scuola è il mezzo primario per la manipolazione culturale e mentale.
Impadronirsi dei bambini per formarli e condizionarli è nell'agenda
di ogni Stato, totalitario o liberale e democratico che sia. Abituare i
bambini, attraverso l'esecuzione ripetuta per anni degli ordini degli
insegnanti, a seguire gli ordini delle autorità; abituarli alla
sistematica gratificazione, all'assenza di regole e di confronti con
la realtà, sforna creature incapaci di auto-disciplina, completamente
dipendenti e incapaci di organizzarsi. Bambini siffatti, saranno adulti
corrotti e dipendenti dall'esterno, quindi più facilmente
manipolabili.
Nelle
scuole, da una parte l'insegnamento delle materie fondamentali è
concepito in modo di prevenire proprio il formarsi di una visione
d'insieme (storia e scienza sono due banali esempi), dall'altro si
cerca che le nuove generazioni non dubitino mai che il sistema di potere
sia democratico e legittimo.
A tal proposito, il linguista statunitense Noam Chomsky scrive: "siccome
nelle scuole non insegnano la verità circa il mondo, le scuole devono
ricorrere a inculcare negli studenti propaganda circa la democrazia.
Se fossero realmente democratiche,
non vi sarebbe bisogno di bombardarli con banalità circa la democrazia"
La
conformazione e indottrinamento del popolo statunitense è l'esempio
perfetto. Il giorno a stelle e
strisce inizia con l'alzabandiera, prosegue con il canto
dell'inno nazionale, le preghiere collettive e le esaltazioni
patriottiche. Tutta questa "democrazia" e "libertà" del popolo
fanno degli USA, non a caso, il paese più guerrafondaio del pianeta!
Viene da sé che nelle scuola non possono insegnare la verità, perché
la Verità renderebbe gli uomini liberi!
Non stupisce quindi trovare scritto negli attuali sussidiari scolastici,
commenti sulle straordinarie proprietà degli alimenti transgenici
(OGM), e come risolveranno per esempio la fame nel mondo. Questa è la
più becera e deleteria propaganda di Regime: facendo crescere i bambini
di oggi con simili falsità (facilmente dimostrabili), sarà molto più
facile da adulti condizionarli, e questo è solo un banale esempio.
Mentre la nostra società deve comporsi non di uomini liberi, ma di una
massa di lavoratori-consumatori-elettori alla base, e un piccolissimo
gruppo o strato superiore, di dirigenti, figli di imprenditori, politici
e banchieri. Solo questi ultimi vengono portati ad un livello di
conoscenza privilegiato che consentirà loro di continuare a dirigere la
società e mantenere il potere stabilito.
La neuroscienza
Per
fare luce sulla manipolazione mentale e come questa viene messa in atto
ogni giorno è necessario avere delle nozioni sulle funzioni primarie
del nostro cervello. Il cervello è formato da due emisferi: destro e sinistro. Entrambi
processano e analizzano gli stessi dati, la differenza sta nel fatto che
l'emisfero di sinistra processa in maniera lineare o sequenziale,
quello di destra invece processa i dati simultaneamente. Non solo il
destro essendo muto (il centro del linguaggio è a sinistra) deve affidarsi
all'emisfero sinistro perché gli fornisca spiegazioni plausibili,
ragionate, in vista delle decisioni da prendere sulla base del materiale
(immagini, suoni, ecc.) processato a ogni istante. In pratica tutto deve
passare per il sinistro.
Siamo cresciuti con la credenza che nasciamo con un certo numero di
neuroni e che questi lentamente muoiono senza ricrescere. Le ultimissime
scoperte della neuroscienza dicono invece che i neuroni incessantemente
formano nuove sinapsi[2] e sciolgono sinapsi vecchie, e in modesta misura, nel cervello si
generano nuovi neuroni, soprattutto in determinate parti del cervello.
Questo
fatto importante si traduce così: l'acquisizione di nuove conoscenze,
abilità, schemi comportamentali, (per esempio apprendere una poesia a
memoria, suonare il pianoforte, ecc.) si attua mediante la formazione di
nuovi circuiti e lo sviluppo vero e proprio nel cervello delle aree
relative. Quindi imparare cose nuove non solo allena il cervello ma
anche crea e sviluppa delle zone cerebrali. Viceversa, trascurando
queste facoltà, si produce la loro decrescita.
Il nostro cervello è in grado di elaborare una mole incredibile di
informazioni: oltre 400 miliardi di bits ogni secondo, ma siamo
consapevoli di soli 200 bits. In pratica siamo consapevoli di mezzo
miliardesimo di ciò che avviene e giunge al nostro cervello!
Da questo punto di vista, possiamo, con un certo sforzo e impegno,
esercitare e coltivare la capacità intrinseca di essere consapevoli in
ogni momento della vita, oppure pigramente lasciarci andare facendoci
coccolare e atrofizzare l'encefalo.
Tutta
l'industria dello spettacolo e del divertimento (discoteche, alcol,
droga, ecc.) lavorano intensamente per rendere piacevole proprio questa
lenta ma insesorabile atrofizzazione; dall'altra parte la politica
scolastica mira a renderle legittime agli occhi dei più giovani.
Il tutto perché una popolazione di persone etero-dirette (atrofizzate
nel cervello e nella coscienza) è molto più gestibile di una
popolazione di persone auto-dirette.
L'altra cosa importante necessaria per comprendere il quadro generale
è che la maggior parte delle cose che facciamo nella nostra vita, da
mattina fino a sera, le eseguiamo inconsciamente. Nel farle, non solo
non siamo coscienti di essere coscienti, ma non siamo nemmeno coscienti
di farle. Questo processo incredibile sarà chiarito con l'esempio
degli acquisti nei supermercati.
Ricapitolando il nostro inconscio registra ed elabora molti più dati di
quelli di cui siamo consapevoli: il processo di elaborazione verbale, di
ragionamento, di coordinamento sensori-motorio, mentre parliamo
(scriviamo o guidiamo l'auto o suoniamo il pianoforte o giochiamo a
calcio) è non solo interamente, o quasi interamente, subconscio, ma è
anche immensamente più veloce della coscienza.
Se è vero, come è vero, che il novanta per cento di quello che
facciamo viene gestito inconsciamente, mettere le "mani" in questa
parte oscura della nostra mente, significherebbe avere un potere enorme
di controllo...
Il senso di impotenza
Un'altra
strategia, strettamente interconnessa con il tema del controllo, è la
gigantesca campagna mediatica che inculca il senso di impotenza. Un vera
e propria operazione pianificata che sta facendo da una parte assuefare
a sentirsi impotenti, e dall'altra desensibilizzando alla violenza,
spegnendo ogni reattività emotiva. Come viene attuato tutto ciò? Bombardando di immagini e notizie
violente (assassinii, stragi, eccidi, distruzioni, brutalità) senza che
avvenga alcun intervento e/o cambiamento per porvi fine. Perché lo
fanno? Assuefacendoci ad accettare l'illegalità, il degrado, il
furto, il crimine, l'insicurezza del territorio, le bande,
l'immigrazione selvaggia, ecc. come cose inevitabili e irrisolvibili,
e contemporaneamente non lasciando il tempo di pensare e riflettere,
subissandoci di infiniti, incalzanti, estenuanti adempimenti: fisco,
contributi, tasse, tariffe, bolli, revisione caldaia, auto, ecc., non è
possibile per noi capire cosa sta realmente accadendo, e soprattutto non
è possibile organizzarci di conseguenza.
Il senso di impotenza, grazie ai mezzi di comunicazione di massa sta
contagiando la società occidentale in maniera capillare, le persone
oramai sono completamente apatiche e prive di volontà di cambiamento.
Per quale motivo dovremmo cambiare noi stessi e la nostra vita, se non
vediamo la luce, se le aspettative sono assolutamente nere? Questo però
blocca e paralizza le coscienze di milioni di persone totalmente in
balia del Sistema.
Cognizione e comportamento
Abbiamo
visto prima che la scuola è strutturata per condizionare culturalmente
e socialmente i bambini. Bisogna sapere che già nella prima infanzia ci
creiamo falsi sistemi di convincimenti circa la realtà che ci circonda,
gli aspetti che più ci toccano (rapporti con i genitori, le figure di
potere da cui dipendiamo). Dal punto di vista psicologico, questi sono
sistemi falsi, censurati, distorti non conformi alla realtà stessa, al
fine adattativo di evitarci angosce e conflitti con certi aspetti della
realtà, facendoci vivere in una realtà soggettiva modificata, resa
compatibile con i bisogni e le difese della nostra psiche e con
l'esigenza di mantenerci in accordo con le persone da cui dipendiamo. Certe pratiche di manipolazione, si agganciano (se ovviamente ben
congegnate) proprio a questi meccanismi, alle distorsioni e rimozioni
che sono i loro prodotti e che interessano soprattutto il campo della
paura, aggressività e sesso.
I manipolatori (che possono
essere religioni, sette, marketing e politica) costruiscono su di essi
l'adepto, il cittadino, il consumatore, il lavoratore.
Alle figure di potere genitoriali subentrano o si associano, quelle
politiche, governative, giudiziarie, ma anche testimonial della reclame!
Pubblicità
La
pubblicità commerciale nasce negli Stati Uniti negli anni '20 per
produrre, dirigere, sostenere la domanda di beni e servizi prodotti in
massa dagli impianti manifatturieri. In seguito, dalla metà degli anni
'50, la produzione, l'offerta di beni, superò di molto la domanda,
per cui la pubblicità iniziò a indurre la gente a massificare i
consumi, creando veri e propri bisogni. Il tutto per vendere prodotti. In seguito si è arrivati in cui la produzione supera il potere di
acquisto, il reddito. Questa situazione è socialmente ed economicamente
gravissima, perché gli investimenti attuati per la produzione sono a
rischio perché la produzione non sarà comperata. Da qui il rischio di
un crollo sistematico e da qui la nascita delle forme di ampliamento del
potere di acquisto, ampliando l'accesso al credito: carte di credito e
di debito!
Negli
anni '90 il marketing diventa "one-to-one":
la personalizzazione dei prodotti e dei servizi, permessa
dall'informatica e l'elettronica, consente di tracciare il singolo
cliente in modo tale dal lanciargli gli stimoli personali e mirati.
Stiamo parlando di pubblicità personalizzata, ben rappresentata nel
film di fantascienza "Minority Report". Il marketing pubblicitario, che sia di un farmaco o un cibo, è
indubbiamente il più spietato e certamente scientifico sistema di
condizionamento mentale. Il loro scopo è quello di convincerci a
comprare un prodotto. Per l'analisi delle reazioni e lo studio della
psiche, oltre ai test verbali, il marketing di oggi possiede un ricco
arsenale di strumenti biofisici (frequenza e ampiezza delle onde
corticali, frequenza respiratoria e cardiaca, consumo di ossigeno,
resistenza cutanea, tono muscolare, vasocostrizione periferica, ecc.) in
gradi di misurare il livello di eccitazione e attenzione del soggetto.
La
neuroscienza, che in questo ambito potremo chiamare neuromarketing, ha
descritto che l'area encefalica rilevante ai fini della decisione (di
acquisto) è la corteccia prefrontale mediana.
E' comune pensare allo spot pubblicitario in tivù o su un giornale,
come alla classica pubblicità di una azienda. Niente di più sbagliato.
Ogni parola, colore, carattere, frase, immagine, logo, soggetto usato,
ai nostri occhi inesperti potrà sembra casuale, ma non per i
neuroscienziati che stanno dietro. Questi esperti (psicologi,
psichiatri, sociologi, neuropsichiatri, ecc.) pagati profumatamente, non
creano solo pubblicità, ma veri e propri condizionamenti tali da
produrre determinate associazioni o stati d'animo nella mente dei
destinatari, cioè noi consumatori.
Frequentemente nelle immagini pubblicitarie o propagandistiche vengono
inseriti "embeds", cioè
parole o immagini evocative nascoste, non manifeste, non coglibili dalla
mente conscia, ma ritenute coglibili dall'inconscio.
Spesso
e volentieri queste parole o immagini nascoste sono stimoli sessuali:
parole come "sesso", "sex", o immagini di organi sessuali, donne nude, orge associate al
prodotto reclamizzato. Il tutto, da una parte, per facilitare le scelte
di acquisto, e dall'altra, per deviare e quindi meglio controllare le
masse. Interferire nella sessualità delle persone (come avviene in
molti culti religiosi) è un mezzo sicuro ed efficace per agire sugli
strati profondi della psiche!
Se ciò sembra impossibile, le parole del dottor Lechner in merito a
quello che fanno alcuni psicologi e psichiatri nell'ambito
dell'alcolismo, potranno sembrare fantascienza. Con la scusa di
aiutarli a liberarsi dalla dipendenza dall'alcol, raccolgono
informazioni su incubi e allucinazioni che i loro pazienti sperimentano
soprattutto quando sospendono l'assunzione dell'alcol, e le usano
per congegnare pubblicità di alcolici, col presupposto quanto criminoso
scopo di evocare, tramite immagini angoscianti, il bisogno di assumere
alcol!
Un'altra
tecnica "dolce" di conquista seduttiva, consiste nell'indurre la
convinzione che la nostra libertà sia in pericolo e che si debba
prendere quanto prima una decisione. "Ti
stai accontentando? Passa a Quattro Salti in Padella di Findus",
dice la pubblicità televisiva. Tradotto: "stai
accettando una limitazione alle tue aspirazioni a mangiar bene? Sei uno
sciocco a farlo, perché puoi soddisfarle, liberandoti dai limiti,
passando a Quattro salti in padella! Lo spot non vuole certo
aumentare la nostra libertà, ma all'opposto restringerla, inducendoci
a comprare quel prodotto specifico. Far credere al soggetto che la
decisione deve essere sua e solo sua, è un trucco efficace per
predisporlo a decidere come si vuole che decida, lasciandogli però
l'illusione della libertà.
Il
filone centrale della psicologia del marketing sono i fattori
decisionali: Motivational Research,
ricerca motivazionale.
La neuroscienza sa che gli uomini non sono consci del perché fanno
buona parte di ciò che fanno. Ecco perché le persone, illudendosi del
contrario, rispondono allo stimolo condizionato del simbolo e non alla
qualità reale.
La pubblicità, la tecnica motivazionale si concentra proprio sulla manipolazione
dei simboli.
I consumatori vengono conquistati mediante suggestioni illogiche, non
mediante la qualità o efficacia del prodotto, e questa è la logica
delle griffes (prodotti spesso mediocri ma venduti a prezzi alti in virtù
di una etichetta-simbolo, quindi esclusivi e per pochi).
Il
senso di colpa collegato al piacere di consumi voluttari come tabacco,
alcol, dolciumi, inibisce i consumi, quindi va contrastato associandolo
per esempio a valori positivi (come il medico che fuma, i nomi alcolici
di protesta politica "Fidel",
"Cuba Libre", calore di famiglia, quindi etica, per i dolci ecc.).
Rispetto al prodotto artigianale, il bene di produzione di massa viene
spettacolarizzato per trasformarlo in un simbolo. I supermercati, non a
caso, sono luoghi in cui si concentra un potere enorme di emanazione
simbolica, quindi un enorme potere condizionante sulla mente.
I due terzi degli acquisti eseguiti nei supermercati sono voluttuari e
decisi sul posto, sotto l'effetto di stimoli locali, in uno stato
psicofisiologico alterato. Lo ha accertato una ricerca nel 1954 della
DuPont Corporation. Infatti nel supermercato la persona è alquanto
indifesa rispetto alla manipolazione e si trova in una specie di
trappola psicologica, che può essere perfezionata con l'aggiunta di
stimoli musicali e olfattivi.
Tra tutte le categorie di consumatori, la più indifesa è quella dei
fanciulli, nei quali è facile imprimere bisogni, affiliazioni e
abitudini. Inoltre i bambini sono molto più vogliosi di cose nuove e
meno capaci a resistere agli impulsi. Sono il punto cedevole della
famiglia e infatti il marketing punta proprio su di loro per indurre i
genitori a sborsare quattrini.
Con i bambini è più facile suscitare ondate di moda o voghe, che
inducono consumi a valanga di tutto un collegato di prodotti sussidiari
e con funzioni diverse.
La pubblicità mira a modificare il panorama cognitivo, la visione del
mondo, dei valori, dei pericoli o stile di vita, in pratica la
pubblicità è l'industria della creazione dei bisogni immaginari
e di mode!
Messaggi subliminali
Sono
messaggi che vanno ad agire sotto la soglia della coscienza, quindi non
sono percepibili. La visione umana può percepire una immagine in un filmato solo se essa
è presente almeno in 12 fotogrammi. La Coca-Cola per prima inserì
delle sequenze di fotogrammi più brevi, con contenuto pubblicitario, in
alcune pellicole cinematografiche. Risultato: gli spettatori esposti a
tale pubblicità consumarono il 39% in più di Coca-Cola.
Nel 1978 in molti supermercati americani si diffondevano tramite gli
altoparlanti, a un livello sonoro impercettibile alla parte conscia,
messaggi esortanti a non rubare. Risultato: il taccheggio si ridusse del
36%.
Il
presidente Gianni Agnelli in una sua lettera agli azionisti della Fiat
parlava di messaggi subliminali con i quali "sonorizzare" e strani
profumi con i quali "aromatizzare" i propri stabilimenti al fine di
aumentare la produttività e migliorare il rapporto (sottomissione)
lavoratori-azienda.
Anche la frequenza specifica ha la sua importanza. Si è scoperto che le
parole di alcuni telepredicatori sono abbinate ad una frequenza di 7 Hz.
La frequenza del vibrato sembra avere un effetto suggestionante e
alterante sul livello di coscienza e capacità critica. Un'altra
frequenza critica è quella intorno ai 3,5 Hz, cioè la frequenza di
risonanza del cranio umano.
Negli anni '70 si è scoperto che la musica può indurre la secrezione
di sostanze oppioidi (encefaline, beta-endorfina, ecc.) che hanno una
spiccata azione sulla psiche, euforizzate e anestetica. Quindi la musica
induce decognizione.
Anche la televisione stimola la secrezione delle medesime sostanze.
Associazione e ripetizione
Una
iniziativa oggettivamente poco accettabile come una guerra, una legge,
una tassazione, ecc. può essere resa meno pesante etichettandogli una
denominazione falsa ma semanticamente "buona", accettabile (lotta al
terrorismo, democratizzazione, liberazione, sicurezza collettiva,
ristrutturazione, guerra umanitaria, missili intelligenti, ecc.) e
ripetendola fino allo stremo in ogni situazione e circostanza. La ripetizione di un messaggio, uno spot, se diventa pervasiva, se
avviene molte volte al giorno, può far assorbire il contenuto, le
implicazioni del messaggio stesso come se fossero un fatto provato,
anche se non lo sono ("le armi di distruzione di massa di Saddam",
"le torri gemelle e Bin Laden", ecc.).
Analogamente
applicando denominazioni odiose, repulsive (antisemita, negazionista,
revisionista, antisionista, terrorista, stato canaglia, ecc.) si può
ottenere l'effetto contrario, al fine di colpire, delegittimare,
screditare, criminalizzare le iniziative, le persone, le idee non
gradite.
Il principio è sempre lo stesso: gli input - se si insiste
adeguatamente - tendono a formare schemi inconsci nelle persone.
Questo spiega perché i bambini vengono educati e acculturati in questo
modo. Attraverso la ripetizione ossessiva e sistematica di apposite
suggestioni, attività, esperienze a un modo ben preciso e voluto di
concepire la realtà, la nazione, la storia, l'identità, ecc,
Crescere ripetendo e sentendosi ripetere decine di migliaia di volte
quei messaggi, certamente va a incidere a livello emotivo, cognitivo,
identitario sulla costruzione stessa di quello che poi si sentirà
"reale", "provato".
Pensiamo alla nostra società, in cui ogni canale televisivo ha un suo
serial popolare, tanto per fare un esempio di indottrinamento, nel quale
la polizia, la magistratura svolgono un'azione efficace,
incorruttibile a tutela de cittadino, mentre la realtà vede la
criminalità sempre più fuori controllo e le istituzioni sempre più
inefficienti. Propaganda allo stato puro.
Restrizioni linguistiche
Consiste
nell'imporre con diversi mezzi (insegnamento, televisione, ecc.) di
non usare locuzioni o concetti, e di usarne altre in sostituzione,
solitamente più vaghi, imprecisi. " Cieco",
"negro", "invalido", "spazzino"
non vanno bene, molto meglio "non
vedente", "nero",
"diversamente abile", "operatore
ecologico". Ma perché tutto questo? L'inibizione del'uso
linguistico e concettuale, alla formulazione di determinati dubbi
(Resistenza, shoà, responsabili dell'11 settembre, ecc.) è idoneo
per impiantare nei giovanissimi un senso di divieto, di colpa in
relazione al pensare certe cose, quindi educa ad un'autolimitazione
del pensiero. Infine un impoverimento espressivo comporta un
impoverimento concettuale!
Modificare le certezze
Chiunque
voglia manipolare una persona, per indurla a comprare qualcosa o per
piegare la sua resistenza a un'azione qualsiasi di persuasione, ha la
necessità di somministrare molti stimoli nuovi e interessanti, in modo
tale che la corteccia prefrontale lavori e si affatichi. Dopodiché deve
sommergerla di dati, dogmi, slogan, ecc. (proprio come lavora la tivù)
per stremarla ancor di più, in questa maniera la corteccia prefrontale
lascia le redini del cervello ai circuiti limbici, più primitivi ed
emotivi, pertanto più suggestionabili e indifesi. La corteccia prefrontale è influenzata da sostanze chimiche tossiche
che possono danneggiarla, come le droghe, l'alcol, le tossine
alimentari, ma anche da forti emozioni, privazione del sonno, stress
cronico e una dieta ricca di grassi animali possono rendere le persone
più esposte alle manipolazioni esterne.
Per assurdo, concedendo alle persone totale libertà di condurre una
vita sregolata, innaturale, ci si agevola il compito di annullare la
loro libertà più profondamente di quanto sarebbe possibile senza
quella concessione.
"Shock and
awe doctrine" La
cosiddetta "dottrina dello shock e sgomento" viene oggi applicata su
scala globale.
Mettendo
singole persone o intere popolazioni sotto shock, si può produrre il
loro consenso a un cambiamento, riforma, legge, restrizione di libertà,
guerra, ecc. L'esempio delle Torri Gemelle e delle leggi repressive e
guerre avvenute dopo, è lapalissiano. Sfruttano l'effetto sorpresa e di spavento come enorme fattore di
distrazione e paralisi di massa, inibitore di possibili reazioni e
resistenze.
Lo shock è molto generico e può essere prodotto da catastrofi naturali
(epidemie, terremoti, pandemie, ecc.), quanto da fatti economici
(recessioni, crisi, crolli in borsa, fallimenti, ecc.) e politici
(guerre, colpi di stato, ecc.).
Un esempio sono le domeniche a targhe alterne per meri fini di risparmio
energetico. Questa imposizione dall'alto, generando nelle persone,
allarme e preoccupazione di non poter usare la propria auto, di perderne
l'importante risorsa, crea totale disponibilità ad accettare
fortissimi e ingiustificati rincari dei carburanti, pur di conservarla!
Un altro esempio della dottrina dello "shock
anche awe" potrebbe essere i black-out che hanno interessato il
territorio nazionale qualche anno fa, la cui risoluzione sarebbero le
centrali nucleari. Questo caso rientra anche nella cosiddetta strategia
del "problema-reazione-soluzione". Avendo in mano la Soluzione (centrali), si crea il Problema (black-out) e si attende Reazione (quasi sempre emotiva) delle masse, che accetterà di buon grado ogni
soluzione prospettata pur di evitare il disagio.
Debunking
Il
debunking o discredito è una forma manipolatoria, che consiste nel
confutare, nello smontare, teorie e informazioni che vanno contro il
pensiero ufficiale dominante. Oppure screditare i diffusori di queste
teorie e informazioni. La campagna "Mani Pulite" è stata, tra le altre cose, una grande
operazione proprio di debunking, finalizzata cioè a salvare la
credibilità del sistema politico-giudiziario.
Il debunker attacca la controinformazione con messaggi semplici,
discorsivi, prevalentemente a livello emotivo, con "ganci" diretti
all'inconscio, piuttosto che alla logica. Questi attacchi non si
rivolgono al contenuto, alle idee, ma mirano a screditare la fonte e
l'autore sul piano morale associandolo spesso ad affiliazioni
"appestanti" coi terroristi, nazisti, fascisti, comunisti,
antisemiti, antisionisti, ecc.
L'approdo estremo del debunking è quello di portare lo smascheramento
degli smascheratori alle estreme conseguenze, ossia portare l'opinione
pubblica alla conclusione che tutto è marcio, tutti mentono, tutti sono
ladri, tutti fregano. Per tanto la verità non si potrà mai sapere, e
quindi è moralmente giustificato arrangiarsi, infischiarsi di tutto e
tutti. Si giunge all'egoismo più radicale e disumanizzante.
Chi trova un nemico trova un tesoro
La
frustrazione genera tensione e aggressività; e l'aggressività può
scaricarsi contro di sé o contro un oggetto esterno. Quando un tale
tipo di frustrazione è diffusa in tutta la popolazione, il momento è
propizio per fondare un movimento e/o organizzare un attacco verso il
nemico. Nel nostro mondo tormentato da insicurezza e frustrazione (create ad
hoc) c'è un gran bisogno psicologico e sociale di un nemico, di
colpevoli, di capri espiatori (terroristi, rom, immigrati, ecc.).
Dipendenze chimiche
Nella
nostra società la diffusione dell'uso di sostanze psicotrope è
enorme. Un'altissima percentuale di persone fa uso stabile e ha
sviluppato qualche forma di dipendenza da droghe, alcol o psicofarmaci.
Decine di milioni sono i minori letteralmente drogati con psicofarmaci. Gli effetti di tali sostanze psicoattive convergono tutti nel diminuire
la libertà di giudizio, di resistenza e di azione delle persone e
ovviamente nell'aumentare la loro condizionabilità e suggestionabilità.
In pratica la persona dipendente,
da alcol o droghe o psicofarmaci o barbiturici è molto più
controllabile e plasmabile dal Sistema, lo stesso che veicola e vende
tali sostanze. Coloro che si aiutano e si abituano all'aiuto chimico,
perdono la capacità di autodeterminazione. Una società così siffatta
non è una società libera.
I farmaci psicoattivi o psicofarmaci vengono veicolati, con la
compiacenza della psichiatria, dalle case farmaceutiche; il mercato
immenso delle droghe e dell'alcol, è gestito dalla grande finanza
internazionale e il flusso di narcodollari, per il 60% avviene negli
Stati Uniti, collegato a quello del traffico di armi.
Cinema e televisione
Il
mussoliniano " cinema l'arma più
forte"[3] ha fatto il suo tempo o anche oggi l'intrattenimento cinematografico
ha la sua importanza nel condizionare le masse?
I film di propaganda seppero produrre nel passato veri e propri
capolavori ("Il grande dittatore",
"Il trionfo della volontà"
solo per citarne un paio), ma anche oggi la forza dell'arma del cinema
non è minimamente spuntata: Hollywood docet.
Il cinema ha funzione d'avanguardia per veicolare un certo tipo di
messaggio, per poi sondarlo e una volta passato, trasferirlo nel piccolo
schermo: la televisione!
In pratica il cinema prepara il terreno, predispone l'intero organismo
al virus, che poi sarà iniettato nelle masse dai media come i giornali,
radio e soprattutto dalla televisione. Senza che ce ne accorgiamo il
grande schermo fa filtrare nelle pieghe delle sceneggiature e regia il
modo di pensare di domani[4],
e la sua enorme forza di penetrazione sta proprio nel silenzio e
attenzione. Mentre la tivù deconcentra (anche questo molto utile per
certi aspetti), nella buia sala regna il silenzio totale e si è da
soli, con la massima attenzione.
Tratto dal libro "Neuroschiavi:
manuale scientifico di autodifesa" di Marco Della Luna e Paolo
Cioni, Macro
edizioni
[1] "Messaggio per un'aquila che si crede un pollo", Anthony De
Mello [2] Sinapsi: è la giunzione specializzata del neuroni attraverso cui un
impulso nervoso passa da un terminale di azione a un neurone, una
cellula muscolare o un cellula di una ghiandola. [3] "Cinema: ancora l'arma più
forte?" Ferdinando Menconi, tratto dal mensile "Ribelle",
nr. 23-24 - www.ilribelle.com [4] Idem
www.disinformazione.it
25 Gennaio 2012
La domenica e l'estate i periodi piu' a rischio
Suicidio. Il rovescio del nostro mondo' è il titolo di un libro pubblicato dai sociologi Christian Baudelot e Roger Establet che raccoglie i dati sui tassi di suicidio degli ultimi due secoli nel mondo. Nonostante
il gesto di porre fine alla propria vita sia un atto individuale, che
in molti casi resta enigmatico, sono rintracciabili, nel verificarsi
collettivo di questi atti, delle linee di tendenza che suggeriscono la
possibile esistenza (e influenza) di fattori sociologici di contesto. Il testo più autorevole che guardò al suicidio come fenomeno sociale fu l’imponente lavoro di Emile Durkheim del 1897. Da allora le cose sembrano essere cambiate profondamente. Giovani o vecchi? Nel diciannovesimo secolo (non si dispone di statistiche precedenti al
1830) la popolazione giovanile si suicidava molto poco, mentre le
persone anziane molto di più. Questa tendenza appare oggi invertita: il
tasso di suicidio degli adulti è diminuito, mentre quello dei giovani
non cessa di aumentare nella maggioranza dei paesi dell'OCSE soprattutto
a partire dagli anni ’70. La Francia, in particolare, si distingue per
il suo elevato tasso di suicidi: 11.000 ogni anno. Secondo i due
studiosi i giovani si suiciderebbero in misura maggiore laddove sono
vittime delle nuove forme d'occupazione precaria, della disoccupazione,
delle asprezze della competitività, dell'assenza di prospettive per il
futuro. Paesi come la Germania ed il Giappone - accusato, a torto, di
essere un paese dai molti suicidi – si salverebbero in ragione delle
loro politiche di inserimento professionale. Il modello giapponese, in
verità, dal 1995 assiste a una ripresa dei suicidi a tutte le età ed è
praticamente unico ospite dell’inquietante fenomeno giovanile dell’hikikomori. Le
differenze tra paesi servono comunque, più che a stilare classifiche
comparative, a dimostrare che il suicidio giovanile non è un destino,
una sorta di “effetto collaterale” dell’essere giovani.
Ricchezza o povertà? Durkheim affermava che più le
società si arricchiscono, più aumenta il tasso di suicidi. Lo deduceva
dalla situazione della sua epoca in cui all’arricchimento della società,
al progresso dell’individualismo, era seguito l’incremento del numero
dei suicidi soprattutto nelle classi più agiate. Per Durkheim era logico
pensare che l'arricchimento generasse anomia, perdita di
riferimenti, angoscia esistenziale. Eppure, già a partire dal 1910, il
suicidio subì una battuta d’arresto nella maggior parte dei paesi
europei, prima di riprendere negli anni ‘70, con il rallentamento della crescita economica. E'
ancora vero che il tasso di suicidi è più alto nei paesi più ricchi. I
paesi più poveri, come l'Egitto, il Perù o la Cina, fanno registrare i
tassi più bassi. In paesi con un livello di vita elevato come la Nuova
Zelanda, il Canada, la Germania o la Francia, ci si suicida molto di
più. Ma il suicidio non è un affare da ricchi, come lo era nel
diciannovesimo secolo, ma un problema dei poveri: dipendenti, operai,
disoccupati. All'epoca di Durkheim, egli poteva affermare che "la
miseria protegge" riferendosi alla "povertà integrata" del suo tempo,
quella dei paesi poveri dove tutti sono vicini e solidali con la propria
comunità. La miseria odierna consiste invece nel diventare povero in un
paese ricco, eventualità molto più sofferta che essere povero in un
paese povero.
Città o campagna? Contrariamente a quello a cui
siamo abituati a pensare delle nostre grandi città, anonime e isolanti,
l'urbanizzazione sembra generare forme nuove e protettive di socialità.
Non è nelle grandi città che ci si dà la morte (il suicidio conosce i
suoi tassi più bassi nelle metropoli, a Parigi, Londra, New York), ma
nelle campagne diseredate: per la Francia, nelle zone rurali dell'Ovest,
in particolare la Bretagna. Le classi medie e cittadine appaiono più
integrate in reti di rapporti e di relazioni, dunque più protette,
rispetto agli ambienti svantaggiati della provincia.
Uomini o donne? Ovunque le donne si suicidano quattro volte meno degli uomini. Ci si
aspettava che in un’epoca di parità questa divergenza si attenuasse e
invece non è accaduto. La concezione femminile dell'esistenza, della
famiglia, del prendersi cura, è ancora un atteggiamento saldo nel mondo
odierno e le donne sono ancora coinvolte in diffuse e protettive reti di
rapporti familiari. Le donne sembrano inoltre meno sensibili alle crisi
economiche e risentono meno della messa in discussione della propria
identità quando non trovano lavoro.
Perché la Francia resta uno dei paesi occidentali dove ci si suicida più? Con 20 suicidi
per 100.000 abitanti, la Francia viene dietro la Lettonia, la Lituania, i
paesi dell'Est e la Russia, che hanno tassi drammaticamente elevati, da
40 a 50 per 100 000 abitanti, ma davanti ai paesi scandinavi, al
Giappone, alla Germania, al Regno Unito. Secondo i due studiosi le
ragioni di questo piazzamento sono da rintracciarsi nella laicizzazione del paese e nella disgregazione della famiglia. La religione ha perso gran parte della sua influenza e il numero di
divorzi appare più elevato rispetto agli altri paesi. Le altre curiosità
casistiche sono forse meno pregne di significati: ci si suicida di più
la domenica che il lunedi', l'estate piu' dell'inverno, in tempo di pace
piuttosto che in guerra.
Questa impostazione di ricerca non può,
a mio avviso, che individuare fattori di protezione e di rischio e
linee di tendenza, correlazioni (anche particolarmente significative)fra
determinati fattori e il tasso di suicidi, ma difficilmente spiegherà
"le cause" di un gesto spesso inesorabilmente intimo. Sarebbe interessante riuscire a sapere qualcosa in più della situazione italiana.
24 Gennaio 2012
Governo database segreto del vaccino bambini con danni
Il pubblico è essenzialmente ignaro del numero reale di persone - soprattutto bambini - che sono stati danneggiati in modo permanente o uccisi dai vaccini. In realtà, la maggior parte dei genitori sarebbe sorpresa di apprendere che il governo ha una base di dati segreti del computer pieno di parecchie migliaia di nomi di bambini disabili e morti, i bambini che erano sani e vivi appena prima di ricevere i vaccini. Naturalmente, l'establishment medico e del governo federale non facilmente rivelare queste informazioni perché sanno che è probabile che per spaventare i genitori nella ricerca di altri modi per proteggere i loro bambini. In altre parole, i genitori potrebbero pensare proprio a questo tema, da soli e decidere di respingere i colpi.
Ammissione federale dei rischi del vaccino:
Nel 1986, il Congresso ha riconosciuto ufficialmente la realtà del vaccino ha causato morti e feriti per la creazione e la trasmissione The National Childhood Vaccine Injury Act (Public Law 99-660). La parte della riforma della sicurezza di questa legge richiede ai medici di fornire ai genitori informazioni sui benefici e sui rischi di vaccini per l'infanzia prima della vaccinazione, e di riferire reazioni al vaccino agli ufficiali sanitari federali. I medici sono tenuti per legge a segnalare i casi sospetti di danni da vaccino. Per semplificare e centralizzare questo requisito legale, i funzionari della sanità federale ha istituito il Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) - gestito dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e la Food and Drug Administration (FDA).
Idealmente, i medici avrebbero rispettare questa legge federale e segnalare gli eventi avversi a seguito della somministrazione di un vaccino. Tuttavia, la FDA ha recentemente riconosciuto che il 90 per cento dei medici non riportano reazioni al vaccino . Essi hanno scelto di sovvertire questa legge affermando che l'evento avverso è stato, secondo loro, non legati alla ripresa. Infatti, ogni anno tra 12.000 e 14.000 rapporti di reazioni avverse ai vaccini sono fatti alla FDA (dati inizialmente accessibili solo attraverso il Freedom of Information Act). Queste cifre includono le ospedalizzazioni, danni cerebrali irreversibili, e centinaia di morti. Considerando che questi numeri possono rappresentare appena il 10 per cento, le cifre reali potrebbero essere alto come 140.000 reazioni avverse all'anno. Tuttavia, anche questa cifra potrebbe essere conservatori. Secondo il Dott. David Kessler, ex capo della Food and Drug Administration, "Solo circa l'1 per cento degli eventi seri [reazioni avverse] sono riportati alla FDA." Quindi, è del tutto possibile che milioni di persone sono colpite dalla vaccini obbligatori ogni anno.
Forse non importa che i medici non riporterà reazioni al vaccino, perché il governo federale non li indagare. I funzionari governativi affermano VAERS è stato progettato per "documento" casi sospetti di danni da vaccino. Nessun tentativo è stato fatto per confermare o negare i rapporti. I genitori non vengono intervistati ed i vaccini che hanno preceduto le severe reazioni non vengono richiamati. Invece, nuove ondate di genitori ignari e di bambini innocenti vengono sottoposti alle colpi dannosi.
Chi paga per il risarcimento?
Al fine di pagare per gli infortuni e le morti vaccino, una soprattassa grava sui vaccini mandato. Quando i genitori decidono di vaccinare i loro bambini, una parte dei soldi che spendono su ogni vaccino entra in un fondo del Congresso per risarcirli se il loro bambino viene ferito o ucciso dal colpo.
La porzione di compensazione dei premi legge fino a $ 250.000 se l'individuo muore, o milioni di dollari per coprire tutta la vita spese mediche, il dolore e la sofferenza nel caso di una vita (ma con danni cerebrali) bambino. Ad oggi, più di 1 miliardo di dollari è già stato pagato per centinaia di feriti e di morti causate dai vaccini mandato. Migliaia di casi sono ancora pendenti.
Vaccino richieste di risarcimento lesioni non includono gli insediamenti privati, o le tante famiglie che diventano dipendenti dall'assistenza pubblica per le spese mediche e di vita a causa di lesioni vaccino. Pertanto, i contribuenti sovvenzionano i produttori di vaccini e il governo federale pagando per il loro vaccino a responsabilità spese.
Come sono vaccini Made?
Produzione di vaccini è una procedura disgustosa. Per iniziare, si deve prima acquisire il germe della malattia - un batterio tossico o un virus vivo. Per fare un vaccino "vivo", il virus vivo deve essere attenuato, o indebolito per uso umano. Ciò si ottiene dal passaggio seriale - passando il virus attraverso tessuti animali parecchie volte per ridurre la sua potenza. Per esempio, virus del morbillo viene passato attraverso embrioni di pollo, virus della poliomielite attraverso i reni di scimmia, e il virus della rosolia attraverso le cellule diploidi umane - organi sezionati di un feto abortito! "Ucciso" i vaccini sono "inattivati" attraverso il calore, radiazioni, o prodotti chimici.
Il germe indebolito deve poi essere rafforzata con coadiuvanti (booster anticorpi) e stabilizzatori. Questo viene fatto aggiungendo farmaci, antibiotici e disinfettanti tossici per l'intruglio: neomicina, streptomicina, cloruro di sodio, idrossido di sodio, idrossido di alluminio, cloridrato di alluminio, sorbitolo, gelatina idrolizzata, formaldeide e thimerosal (un derivato del mercurio).
Alluminio, formaldeide, e il mercurio sono sostanze estremamente tossiche con una lunga storia di effetti pericolosi documentati. Gli studi confermano ancora e ancora che le dosi microscopiche di queste sostanze può portare al cancro, danni neurologici e morte. Eppure, ciascuno di essi può essere trovato nei vaccini per l'infanzia.
In aggiunta agli additivi deliberatamente pianificato, la materia impreviste possono contaminare i colpi. Per esempio, durante il passaggio di serie del virus attraverso le cellule animali, animali RNA e DNA - materiale genetico estraneo - vengono trasferiti da un host all'altro. Poiché questo materiale biologico viene iniettato direttamente nel corpo, i ricercatori dicono che può cambiare il nostro corredo genetico.
Virus animali non rilevati può saltare la barriera di specie. Questo è esattamente quello che è successo durante il 1950 e il 1960 quando milioni di persone sono state infettate con i vaccini antipolio che sono stati contaminati con il virus SV-40 rilevati negli organi scimmia utilizzati per preparare i vaccini. SV-40 (Simian Virus # 40 - il virus 40 come rilevato da quando i ricercatori cominciarono a guardare), è considerato un potente immunosoppressore e trigger per l'HIV, il nome dato al virus dell'AIDS. Si dice che causa una condizione clinica simile all'AIDS, ed è stato trovato nei tumori cerebrali, leucemie e altri tumori umani. I ricercatori lo considerano un virus che causano il cancro.
Cosa succede dopo, una volta che questo intruglio fallo - virus vivi, batteri, sostanze tossiche e materia animale malato - è stato creato? Questa birra strega è costretta nel bambino sano.
Rituali satanici:
Il Dott. Robert Mendelsohn ha criticato spesso la medicina moderna per la sua dottrina bigotta. Egli ha sostenuto che "i medici sono i sacerdoti che dispensa l'acqua santa sotto forma di inoculazioni" per avviare ritualmente la nostra lealtà nell'industria grandi medici. Il Dott. Richard Moskowitz è d'accordo: "I vaccini sono diventati sacramenti della nostra fede nella biotecnologia loro efficacia e sicurezza sono largamente viste come auto-evidente e che necessitano di alcuna ulteriore prova.."
Altri vedono un legame tra vaccinazioni e riti satanici o la stregoneria, in cui vengono sacrificati animali ed i loro organi prodotta in una mistura infernale di sostanze orribile: la medicina voodoo dagli scienziati pazzi del 21 ° secolo. Purtroppo, i nostri figli sono i loro sudditi non vogliono che la società viene lentamente divorata dal loro appetito insaziabile per la sperimentazione umana.
DATABASE SEGRETO!
Ogni anno la FDA riceve migliaia di segnalazioni di reazioni avverse dopo vaccini. Questi includono danni cerebrali e morte. Queste informazioni sono ora disponibili al seguente link: . database VAERS (Si consiglia di iniziare con una ricerca di base.)
Per una selezione completa delle pubblicazioni sui vaccini,
medicina alternativa, e cura dei figli naturali,
si prega di visitare il ...
Thinktwice / Nuova Atlantide Bookstore
20 Gennaio 2012
o
ROMA – La sua fidanzata era morta all’improvviso in un incidente d’auto. Ma lui non si è rassegnato e ha voluto comunque sposarla. Il matrimonio con la “sposa cadavere” è avvenuto in Thailandia dove, con rito
buddista, Chadil Deffy, 28 anni, ha potuto sposare la sua Ann. Per
l’occasione alla ragazza, sdraiata in una bara scoperta, è stato fatto
indossare un abito bianco da sposa. Dopo la cerimonia, con tanto di
scambio di anelli, Chadil ha baciato sulla fronte la sua amata prima di
dirle addio.
18 Gennaio 2012
 New Delhi (AsiaNews) - La famiglia ha già troppe femmine e il 5 luglio i nonni seppelliscono viva
una neonata di due giorni, in un campo circa un chilometro fuori dal
villaggio Otkur, distretto di Mahbubnagar (Andhra Pradesh). Ma un
contadino che ara il campo con un trattore vede due manine che si
protendono dalla terra e la salva.
Venkatachary, il pediatra dell'ospedale distrettuale, è
sorpreso che la piccola sia sopravvissuta per almeno 3 o 4 ore nella
fossa, forse grazie a un buco d'aria, e dice che appare normale, anche
se "un poco intontita. Sul corpo ha numerose ferite causate da sabbia e
pietre, ma sta migliorando. Pesa soltanto 1,7 chilogrammi". Ora sarà
affidata all'ospedale pubblico Niluofer a Hyderabad.
La polizia ha arrestato il nonno e lo zio per tentato omicidio.
Alla polizia il nonno ha risposto che ha 7 figlie, 5 ancora da
maritare, e ha deciso di ucciderla d'accordo con la madre, Mehrunnisa,
21 anni, pure arrestata per istigazione all'omicidio. E' la sua prima
figlia e pare che il marito l'abbia abbandonata.
Lion C Francis, ex vicepresidente nazionale di All India Catholic Union, dice ad AsiaNews che nell'Andhra Pradesh "avvolgere una bambina indesiderata in una
coperta e lasciarla morire" "è una pratica accettata dalla società".
Nel 2006 circa 11 neonate sono state lasciate morire di fame
dai genitori nei villaggi rurali del distretto di Ranga Reddy, a 80
chilometri da Hyderabad. Ma il dato reale deve essere molto maggiore di
quello ufficiale. I tribali Lambadi nel villaggio Cheruvu Mundali
(municipalità di Kulkacharla) praticano l'infanticidio, lasciano le
neonate morire di fame. Lo stesso avviene nei villaggi Rokatigutta a
Ipavapalli, Gorigadda a K. Samudram e Nerellagadda. Poi dichiarano che
sono morte per cause naturali. Una donna di mezza età ha dichiarato che
ha avuto 11 bambine ma che sono tutte morte.
Intanto, nel confinante Orissa un uomo è stato condannato a 5
anni di carcere per aver costretto la moglie ad abortire. La donna ha
denunciato che il marito e il cognato l'hanno torturata e costretta ad
abortire, la terza volta che era incinta.
New Delhi (AsiaNews) - E' allarme in alcune zone dell'India per gli aborti femminili e le neonate
lasciate morire, denunciano l'ong umanitaria ActionAid e il Centro
canadese per la ricerca e lo sviluppo internazionale, nel rapporto "Le
figlie che scompaiono". In una parte del Punjab tra le caste inferiori
ci sono meno di 300 bambine per ogni 1.000 maschi. Il vicepresidente
della Conferenza episcopale cattolica racconta l'attività della Chiesa e
la speranza nel futuro.
In tutti i 5 Stati settentrionali studiati, il fenomeno è
risultato peggiorato rispetto al censimento del 2001, cosa che dimostra
l'insuccesso della politica pubblica per impedirlo. Tra le cause sono
indicate anche la carente assistenza sanitaria in alcune zone. Ma sono
riferite soprattutto uccisioni deliberate, come nelle rurali Morena e
Dhaulpur dove si usa lasciare la figlia indesiderata morire per mancanza
di cure, con il cordone ombelicale che si infetta. In molte zone rurali
sono preferiti figli maschi, che aiutano nel lavoro dei campi.
Il rifiuto di bambine aumenta in proporzione al numero dei
figli: la percentuale femminile è molto inferiore per il secondo e terzo
figlio, rispetto al primo, sintomo di più frequenti aborti selettivi,
spesso con l'aiuto illegale, ma remunerato di medici e infermiere. Si
stimano esserci 500mila aborti di feti femminili l'anno, 10 milioni
negli ultimi 20 anni.
Il cardinale Oswald Gracias, vicepresidente della Conferenza dei vescovi cattolici indiani, dice ad AsiaNews che "in India la Chiesa cattolica lotta senza sosta per favorire la
vita sin dal concepimento, creando centri sanitari e dispensari anche
nelle zone rurali più remote, senza distinzione di casta e credo
religioso". "Nei nostri centri sanitari diamo anche insegnamenti morali
ed etici contro l'infanticidio e insegniamo a medici e personale
sanitario di rispettare il valore e la dignità di ogni vita. Occorre
rendere consapevoli che questa è una violazione dei diritti umani, sia delle donne che dei bambini non nati".
"Contro la grave piaga dell'aborto conduciamo anche orfanotrofi
che si prendono cura di qualsiasi bambino e operano per farlo
adottare". "Ho fiducia che in modo graduale cambi la mentalità della
popolazione, anche grazie al rapido progresso del Paese. Per questo non
vedo nero il futuro. Anche se è triste che il maggior benessere porti a
preoccuparsi per le ricchezze ma non a una ricchezza spirituale".
"La discriminazione deriva dalla tradizionale bassa
considerazione della società indiana verso le femmine, viste come un
peso, richiedenti una forte dote che molte famiglie povere non possono
dare. Le bambine sono in genere meno istruite e hanno minori cure
sanitarie, rispetto ai fratelli. La Chiesa, tramite attività sociali ed
educative, aumenta le opportunità di istruzione e di apprendere un
lavoro per la ragazze povere, per metterle in grado di vivere con
dignità".
 Per fermare gli infanticidi il governo darà contributi per le figlie femmine
di Nirmala Carvalho
Molte
tribù rurali praticano l’infanticidio delle figlie femmine, anche per
evitare di dover poi provvedere a costose doti. Ora il governo vuole
provvedere alle loro spese.
New Delhi (AsiaNews) – Per
combattere aborti e infanticidi selettivi, il governo studia di dare
alle bambine una copertura assicurativa che comprenda l’assistenza
sanitaria e l’istruzione. Lo ha rivelato ieri la Lok Sabha (la Camera
bassa del parlamento indiano).
Renuka Chowdurry, ministro per le Donne e lo sviluppo
dell’infanzia, spiega che “la proposta è compresa nell’11mo piano
finanziario quinquennale e vuole assicurare la sopravvivenza e
soprattutto lo sviluppo delle bambine”. Proprio per questo “il
finanziamento prevede quattro condizioni essenziali: la nascita e la
registrazione della bambina, la sua vaccinazione, che frequenti la
scuola e che non si sposi prima dei 18 anni”.
Presso molte popolazioni tribali le figlie femmine sono
considerate solo un peso e la mentalità sociale ne ammette sia il
feticidio che l’infanticidio. Nel 2006 in un piccolo villaggio del
distretto di Ranga Reddy, a 80 km. da Hyderabad (Andhra Pradesh), 11
neonate sono state lasciate morire di fame dai genitori. Molti tribali sono soliti avvolgere la bambina non voluta dentro stracci e lasciarla morire.
Secondo la stampa locale Jarpula Peerya Nayak, padre di 27
anni, ha detto che “mia moglie per la terza volta ha avuto una bambina.
Una figlia femmina è un peso e abbiamo deciso di non darle da mangiare.
Così è morta”. “E’ davvero difficile crescere una bambina e trovarle
marito”.
Il 25 febbraio anche suo cugino J. Ravi e la moglie hanno
lasciato morire di fame la loro neonata. “Mia figlia – racconta Ravi – è
morta due giorni dopo la nascita, perché non l’abbiamo nutrita”.
“Abbiamo già due figlie, non possiamo permetterci di averne un’altra”.
Un tribale spiega che quale dote della figlia dovrà dare “uno scooter, 5
o 6 tola [58-70 grammi] d’oro e 50 mila rupie, per avere un buon
marito”.
Dopo la morte, i tribali scavano una fossa e ci seppelliscono
la neonata, con sopra una pietra. I cani hanno scavato la fossa e
mangiato parte del corpo della figlia di Ravi, così l’hanno seppellita
di nuovo. La maggior parte delle 40 famiglie del villaggio hanno
assistito a simili episodi o li hanno commessi, molte coppie dopo avere
già avuto 2 o più figlie femmine. Jarpula Lokya Nayak ha fatto morire di
fame due figlie.
L’infanticidio femminile è praticato anche in altre zone, come a
Rokatigutta Tanda nella zona di Ipavapalli, a Gorigadda Tanda nel K.
Samudram e a Nerellagadda Tanda.
Il 9 marzo un insegnante di Gorigadda Tanda ha impedito a K.
Buggamma e a Panda Nayak di uccidere una neonata, la loro quinta figlia.
Rajesh Rathod, maestro della locale scuola primaria superiore, racconta
che “Beggamma aveva detto che avrebbe ucciso la bambina se era femmina.
Dopo la nascita le abbiamo detto che Lakshmi [la divinità indù della
salute e della bellezza] era venuta nella sua casa. Solo dopo questo ha
preso a nutrire la bambina”.
Y.B.N. Avataram, viceamministratore della zona di Kulkacharla,
distretto di Rangareddi, spiega che in genere si ha notizia degli
infanticidi solo dopo tempo e che in genere “gli abitanti ci dicono che i
bambini sono nati morti o erano immaturi”. Per esempio Keshulamma, una
donna di Cheruyu Mundali, ha detto che tutte le sue 11 figlie femmine
sono “morte” poco dopo il parto.

Violenze e discriminazioni contro le donne nel mondo contemporaneo
di
Antonella Randazzo per www.disinformazione.it Autrice del libro: "DITTATURE: la
storia occulta"
Le autorità occidentali, attraverso i media, denunciano
spesso i comportamenti discriminanti e vessatori, contro la donna,
presenti all'interno della cultura islamica. Queste denunce danno ad
intendere che la cultura occidentale tutela i diritti delle donne. Ma
siamo davvero sicuri che le donne siano rispettate nella cultura
occidentale? Dai fatti sembrerebbe proprio di no.
Nelle zone occupate dalle truppe occidentali, il livello di disprezzo e
di violenza contro le donne è massimo. L'arrivo degli eserciti
occidentali (peacekeepers o Caschi Blu, missioni Nato ecc.) produce
sempre, oltre allo sfruttamento economico e sociale dei popoli occupati,
anche sfruttamento sessuale di donne e bambini. Quasi mai i soldati
subiscono processi per questi reati, nemmeno quando il crimine viene
denunciato e provato. La violenza contro le donne e i bambini sembra
fare parte della "missione" delle truppe occidentali.
Nei paesi del Terzo Mondo, molte donne e bambini vengono
ridotti in schiavitù a scopo di sfruttamento sessuale o lavorativo. Le
violenze vengono perpetrate direttamente dai soldati occidentali, oppure
dalle truppe mercenarie pagate dai governi. I gruppi di guerriglia in
Congo, in Somalia, in Etiopia, in Nigeria, in Liberia e in molti altri
paesi africani, pagati dagli Usa, quotidianamente attuano stupri e
violenze di ogni genere contro le donne, come se ciò facesse parte
dell'ingaggio.
Nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), in particolare nella
provincia del Nord Kivu, la guerriglia al soldo degli Stati Uniti
pratica impunemente lo stupro da alcuni anni. Le organizzazioni
umanitarie hanno rilevato, nel 2005, almeno 1292 casi di violenza
sessuale e altrettanti casi nei primi mesi del 2006.
Le violenze contro le donne, insieme ad altri numerosi crimini, vengono
utilizzate per distruggere psicologicamente la popolazione, e spezzare
ogni resistenza. Racconta l'organizzazione di Medici senza Frontiere che
opera in Congo:
Lo stupro è usato come un mezzo per terrorizzare la popolazione, e il
numero di casi aumenta con ogni nuovo scoppio di combattimenti e
attacchi. Se le giovani sotto i 18 anni sono particolarmente esposte
(quasi il 40% dei casi), il gruppo più colpito è quello delle donne
tra i 19 e i 45 anni (53,6%). Queste sono le donne che lavorano nei
campi per potere mantenere le loro famiglie. Gli atti di aggressione
contro di loro hanno luogo principalmente in campi isolati ma anche
lungo le strade percorse per arrivarvi. Di conseguenza, le donne
limitano i loro spostamenti e nei centri nutrizionali nella missione di
Kayna le madri preferiscono alloggiare nelle immediate vicinanze invece
di tornare ogni settimana per prendere le razioni per i loro bambini .[1]
In Africa, come in Asia e in Medio Oriente, sono in aumento
le violenze contro bambine e donne. Un rapporto di Human Rights Watch (Hrw),
del 2005, riporta casi agghiaccianti di violenze sessuali contro donne e
bambine praticate da "peacekeepers" dell'Onu. Una ricercatrice
di Hrw, Anneke Van Woudenberg, spiega: "Vediamo
che nelle zone di conflitto lo stupro è usato sempre di più come
un'arma da guerra... Non si tratta di occasionali voglie di sesso dei
soldati. Lo stupro sta diventando parte della condotta normale di guerra".[2] Il rapporto di Hrw sostiene che le violenze sono utilizzate
per indebolire le comunità e sottometterle con più facilità. Soltanto
nella città di Bunia (Ituri), 40 donne
e ragazze, ogni settimana, in seguito alle violenze subite, si rivolgono
a Hrw per essere aiutate.
Le truppe dell'Onu in Congo, chiamate con la sigla Monuc,
sono state accusate di numerosi casi di violenza sessuale e di
prostituzione infantile. La responsabile di Hrw in Congo, Jane Rasmussen,
racconta: "I posti in cui
sono accaduti i peggiori episodi di violenze sessuali sono gli stessi da
cui abbiamo ricevuto le denunce peggiori sul comportamento dei
peacekeepers... Il fatto è che le donne sono in una condizione di tale
degrado che la cosa appare loro quasi normale. Una ragazza mi ha detto,
in lacrime, che almeno quelli del Monuc pagano".[3] La stessa Onu ha ammesso: "Vi e un modulo di sfruttamento sessuale praticato dai peacekeepers che
è del tutto contrario agli standard fissati dal Dipartimento per le
operazioni di peacekeeping".[4]
Le truppe occidentali, o i gruppi di guerriglia al soldo
delle corporation e delle banche occidentali, in molti paesi, hanno
creato una situazione talmente grave e criminale, che nel contesto gli
stupri appaiono il male minore. La fame, le malattie, la denutrizione e
il terrore in cui versa la popolazione, trasformano la realtà in un
incubo. In Congo muoiono 31.000 persone al giorno, per la guerra e la
fame, la maggior parte delle quali sono bambini. Secondo l'International
Rescue Committee, dall'agosto del 1998, sono morte circa quattro milioni
di persone. Sheila Sisulu, vicedirettore esecutivo del Programma
Alimentare Mondiale, racconta episodi di "ordinaria" violenza:
La vita di Annie era serena. Aveva studiato Agraria all'università e
suo marito aveva un ottimo lavoro. Vivevano con i loro figli in una casa
di quattro stanze a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo. Poi
un giorno suo marito dovette scappare per mettere in salvo la pelle.
Cinque soldati governativi, venuti a cercarlo, violentarono Annie e le
dissero che sarebbero tornati ad ucciderla. Annie non perse tempo. Prese
i suoi figli e se ne andò in cerca di un pò di pace. Nella sua fuga fu
fermata dai ribelli che la violentarono a loro volta usando anche delle
bottiglie. Solo dopo molto, riuscì a raggiungere un campo profughi.
Viveva in una casa di fango con i suoi nove figli. La storia di Annie è
abbastanza comune... Nei 14 anni della guerra civile liberiana, il 40
per cento delle donne ha subito violenze. Metà di loro porta ancora i
segni psichici e fisici di quell'esperienza. Molte, allontanate dalla
propria comunità, sono costrette oggi a prostituirsi per sopravvivere
il che le espone ancora di più a abusi e malattie sessualmente
trasmittibili come l'HIV/AIDS. Stupri sistematici, torture, schiavitù
sessuale sono stati usati per terrorizzare e destabilizzare le comunità
di tutto il mondo, da Haiti alla Repubblica Democratica del Congo a
Myanmar. Durante la lunga e sanguinosa guerra civile in Sierra Leone,
migliaia di donne e ragazze, talvolta bambine di appena sette anni, sono
state rapite e ridotte in schiavitù per essere usate sessualmente o
come combattenti, obbligate a uccidere. [5]
Le aree di guerra e le basi militari diventano luoghi di
sfruttamento e di schiavitù sessuale. In seguito alla creazione di una
base militare, si registra l'aumento della prostituzione e delle
violenze contro le donne. Nelle zone limitrofe alle basi americane si
concentra l'offerta sessuale, perché c'è la domanda. Oltre alla
prostituzione, i soldati americani praticano anche diverse forme di
violenza e prepotenza contro le prostitute e le donne in genere. A
Pordenone si formò un comitato per denunciare tali comportamenti.
Racconta Carla Corso: "Il
Comitato è nato perché eravamo semplicemente stufe di quello che
succedeva a Pordenone, di tutta la prepotenza nei confronti delle
prostitute, soprattutto da parte degli americani".[6]
Durante
la Seconda
guerra mondiale, tutti gli eserciti praticarono la violenza sessuale
contro le donne. Alcuni eserciti, come quello giapponese e americano,
avevano una certa quantità di schiave sessuali, che erano donne fatte
prigioniere e costrette a subire violenze sessuali da tutti i soldati.
In Italia, alla fine della Seconda guerra mondiale, le truppe americane
costrinsero 40.000 donne napoletane a prostituirsi, e violentarono
numerose donne in tutti i luoghi occupati. Nel periodo che va dal 1932 al 1945, circa 100.000 donne (l'80% erano
coreane) furono ridotte in schiavitù dalle truppe giapponesi. Alcune di
queste donne raccontarono cose agghiaccianti, che esprimono un livello
di disumanità atroce. Ad esempio, una donna filippina raccontò:
Dodici soldati mi violentarono uno dopo l'altro, dopo di che mi venne
data un'ora di pausa. Poi seguirono altri dodici soldati. Erano tutti
allineati fuori dalla stanza aspettando il loro turno. Sanguinavo e
provavo così tanto dolore che non mi reggevo in piedi. Il mattino
seguente ero troppo debole per alzarmi... non riuscivo a mangiare.
Provavo molto dolore e la mia vagina era gonfia. Piangevo e piangevo,
chiamando mia madre. Non potevo oppormi ai soldati perché mi avrebbero
uccisa. Che altro potevo fare? Ogni giorno, dalle 2 del pomeriggio alle
10 di sera, i soldati si allineavano fuori dalla mia stanza e dalle
stanze delle altre sei donne che c'erano. Non avevo neanche il tempo
di lavarmi al termine di ogni assalto. Di sera riuscivo solo a chiudere
gli occhi e a piangere. Il mio vestito strappato si sarebbe sbriciolato
a causa della crosta formata dal seme secco dei soldati. Mi lavavo con
acqua calda e pezzi di vestito per essere pulita. Tenevo premuto il
vestito sulla mia vagina come un impacco per alleviare quel dolore e il
gonfiore .[7]
Negli anni Sessanta, si ebbe una massiccia presenza
militare americana nel Sud est Asiatico, in particolare in Thailandia,
Cambogia, Laos, Vietnam e Birmania. Dopo pochi mesi dall'installazione
delle basi Usa, si ebbe una crescita vertiginosa della prostituzione,
dei locali notturni e dei luoghi di intrattenimento. I governi locali
appoggiarono il fenomeno, permisero l'aumento della prostituzione e non
intervenivano in alcun modo nemmeno di fronte a evidenti casi di
violenza e maltrattamento. In Thailandia, nel 1950, c'erano 20.000
prostitute, ma dopo la costruzione delle basi americane diventarono
400.000 soltanto a Bangkok. La presenza delle truppe americane e dell'Onu,
rese la zona del Sud est Asiatico un luogo di sfruttamento sessuale,
anche minorile. In Thailandia, il 30% dello sfruttamento sessuale
riguardava bambini. Le bambine thailandesi venivano violentate dai
soldati americani, e poi inserite nel "mercato del sesso". I
soldati si valsero persino delle "ristrutturazioni" economiche
imposte da Washington per pagare le prostitute soltanto pochi spiccioli.
Nel 1997, pagavano sessanta dollari per andare con una prostituta
thailandese, ma dopo le "riforme", i soldati pagavano pochi
dollari, avvantaggiandosi della svalutazione del bath thailandese.
Alla fine della guerra del Vietnam, a Saigon c'erano circa
500.000 prostitute. Racconta la studiosa Paola Benevene: "Le
basi militari hanno fatto sviluppare le città asiatiche o ne hanno
fatto addirittura sorgere di nuove, semplicemente promuovendo la
creazione di locali pubblici provvisti di prostitute".[8] In Cambogia, nel 1991, dopo la firma degli accordi di pace,
giunsero 100.000 soldati, oltre a funzionari delle Nazioni Unite e di
altre istituzioni internazionali. Immediatamente il numero delle
prostitute aumentò, e nel giro di due anni le donne sfruttate
sessualmente salirono da
6.000 a
20.000.
Negli anni Sessanta, venne creata la più grande base Usa
nella città di Olongapo, a Nord di Manila. Dopo pochi anni, la città
divenne un enorme bordello. Su una popolazione di 200.000 abitanti,
60.000 donne e bambini vennero ridotti in schiavi sessuali dei soldati
americani. Quando gli americani andarono via, nel 1992, molti soldati in
pensione ritornarono a Olongapo per "fare affari", continuando
a sfruttare le donne e i bambini all'interno del giro di prostituzione
creato anni prima.
Ovunque sorgono basi militari Usa, cresce a dismisura la prostituzione,
e in molte zone viene creato dal nulla un giro di sfruttamento sessuale
di donne e bambini. Anche nei territori della ex Jugoslavia, le truppe
americane hanno creato un giro di prostituzione e di schiavitù
sessuale. In Bosnia, nel 1992, durante i primi mesi di guerra, si stima
una quantità di 20.000/50.000 donne stuprate dalle truppe occidentali.
La DynCorp
, una grande società americana che fornisce servizi
all'esercito americano, in Kosovo e in Bosnia mandò numerosi impiegati
e quadri, che crearono una rete di schiave sessuali, anche bambine di
12/15 anni. Il traffico venne in seguito denunciato da alcuni impiegati,
ad esempio, da Ben Johnston, che nel 2002 svelò alcuni particolari del
sistema di schiavizzazione della DynCorp: "Da
quando sono arrivato, mi si è parlato di prostituzione, ma ho impiegato
del tempo per capire che si compravano le ragazze con 600/800 dollari.
Io ho detto che questa è semplicemente schiavitù".[9]
Nonostante le denunce avessero prodotto molta indignazione
e sollevato un'inchiesta,
la DynCorp
non subì alcuna penalizzazione, e i suoi uomini vennero considerati
come impunibili, allo stesso modo dei soldati americani. Il caso della
DynCorp non è l'unico, ma svela una consuetudine degli americani. In Iraq e in Afghanistan, moltissime donne vengono
quotidianamente violentate da soldati americani e britannici. I casi di
violenza vengono in gran parte occultati, ma alcune donne hanno avuto il
coraggio di raccontare fatti agghiaccianti: torture, maltrattamenti e
violenze subite in seguito all'arresto arbitrario da parte delle truppe
d'occupazione. Le organizzazioni che si battono contro le violenze alle
donne, Women Against Rape (Donne
Contro lo Stupro) e Women's Rape Action Project
(Progetto d'Azione Contro lo Stupro delle Donne Nere),
raccontano:
Le donne irachene ci hanno detto che le donne sono in prigione per
essere interrogate e torturate perché rivelino informazioni sugli
uomini loro parenti. Per le donne la tortura comincia quasi sempre con
la tortura dello stupro, spesso stupro da più uomini... Una donna
dell'Università di Baghdad che lavora per Amnesty International ha
descritto gli abusi sessuali a cui è stata personalmente sottoposta a
un posto di blocco e quello che ha saputo da altre donne. "Mi ha
puntato la luce laser direttamente in mezzo al petto e poi ha indicato
il suo pene. Mi ha detto 'Vieni qua, puttana, che ti scopo' ".[10]
Le donne rinchiuse nelle prigioni irachene sono
regolarmente maltrattate e umiliate. Abdel Bassat Turki, ministro
dimissionario per i diritti umani, spiega: "Venivano
loro negate le cure mediche. Non avevano veri gabinetti. Ricevevano solo
una coperta anche se era inverno. E le loro famiglie non potevano
visitarle".[11] Molte donne irachene e afghane non raccontano le violenze subite per
vergogna, per paura o perché traumatizzate. Un avvocato iracheno ha
raccontato che una donna, ex-prigioniera di Abu Ghraib, "svenne
prima di fornire maggiori dettagli dello stupro e delle coltellate
subite da parte dei soldati americani".[12] Altre ex-detenute si vergognano a raccontare quello che hanno subito, e
non ne parlano, anche per nasconderlo alle famiglie.
Women Against Rape ha denunciato che alcuni soldati inglesi
hanno scattato foto di stupri e violenze, che poi hanno fatto circolare
come materiale pornografico. Le truppe americane e britanniche praticano
violenze sessuali anche su bambini, come è stato denunciato da numerose
associazioni umanitarie. Esistono foto e video che documentano queste
atrocità, e sono stati visionati anche da alcune autorità
anglo-americane, come il vicepresidente americano Dick Cheney, che hanno
fatto finta di non aver visto.
Le violenze riguardano anche le stesse donne soldato dell'esercito
statunitense. Dorothy Mackey, ex-capitano di aviazione, in seguito alle
violenze sessuali da lei stessa subite, si è messa in contatto con
molte altre donne dell'esercito vittime di stupri e violenze. Queste
donne raccontano che gli abusi sessuali, quasi sempre, non vengono
puniti dalla gerarchia militare, che non li considera reati.
La "globalizzazione", impoverendo molti paesi, ha
prodotto il fenomeno della tratta e riduzione in schiavitù delle donne.
Molte donne, spesso giovanissime, vengono adescate con la promessa di un
posto di lavoro, ma una volta uscite dal loro paese vengono violentate,
schiavizzate e costrette a un'esistenza da incubo. Queste donne vengono
inserite nel giro di prostituzione di molti paesi europei. Ad esempio,
in Belgio, almeno il 15% delle prostitute sono state ridotte in schiavitù
dopo aver lasciato il loro paese. La maggior parte di esse proviene
dall'Europa orientale, dalla Colombia, dal Perù e dalla Nigeria.
Anche in Svizzera, ogni anno, vengono introdotte 1500/3000 donne
schiavizzate.
Il traffico degli esseri umani è gestito e coordinato
dalle stesse reti mafiose che si occupano del mercato della droga e
delle armi. Ogni anno, almeno
800.000/900.000 persone sono vittime della tratta, l'80% di esse sono
bambini e donne. Mentre l'immigrazione illegale viene controllata e
severamente perseguita da leggi gravemente discriminatorie, il traffico
umano viene occultato attraverso passaggi illegali che permettono ai
trafficanti dell'Europa dell'est o africani, di portare in Italia o in
altri paesi, gruppi di ragazze da inserire nella rete della
prostituzione. Il commercio degli esseri umani, specie donne e bambini,
è oggi più che mai fiorente, e interessa sia lo sfruttamento sessuale
e lavorativo, sia l'accattonaggio ed il traffico di organi umani.
La tratta degli esseri umani è aumentata a dismisura in
seguito all'impoverimento dei paesi dell'est europeo, della ex
Jugoslavia e della ex Unione Sovietica. Dall'inizio degli anni Novanta,
la Banca Mondiale
è intervenuta a saccheggiare questi paesi. Il Fondo Monetario
Internazionale ne ha gravemente indebolito l'economia, accrescendo la
miseria di numerose famiglie. In seguito alle "riforme"
imposte, la disoccupazione ha raggiunto livelli molto elevati, e anche
chi lavora guadagna così poco da non poter pagare il necessario per la
sopravvivenza. Per questo, con la promessa di un lavoro, molte ragazze
di questi paesi sono disposte a rischiare e a partire, ritrovandosi poi
schiavizzate e costrette a prostituirsi.
Alcune di esse, per la miseria, hanno accettato di entrare
in un giro di prostituzione che si basa su cataloghi o su foto
pubblicate su alcuni siti internet, attraverso i quali,
"l'utente" occidentale può "valutare la merce" e
"acquistarla". L'offerta è in aumento perché è in crescita
la domanda di molti uomini europei, che pur sapendo che si tratta di un
traffico basato sulla miseria e sulla disperazione, chiedono di fare
sesso con queste donne. Tutti questi fenomeni criminali non vengono seriamente contrastati dai
governi, che si limitano di tanto in tanto a fare qualche indagine, ma
non mettono in pratica efficaci strategie per impedire che le immigrate
vengano costrette a prostituirsi.
Le donne schiavizzate sono tenute sotto minaccia, e
talvolta torturate con sigarette spente sulla pelle o violenze fisiche e
psicologiche di vario genere. La situazione di schiavitù delle donne
straniere costrette a prostituirsi, è ormai nota a tutti, eppure una
grande quantità di uomini europei vanno con queste donne, rendendosi
complici di crimini gravissimi. La responsabilità di questi uomini è
assai grave, perché se non ci fosse la domanda non ci sarebbe nemmeno
l'offerta.
Anche nelle zone dove non c'è guerra, la violenza contro le donne può
essere elevata. Nel mondo, secondo le stime dell'United Nations
Development Fund for Women (Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le
donne, Unifem), una donna su tre è stata picchiata, violentata o
abusata almeno una volta nella vita. Le percentuali variano da paese in
paese: in Canada il 29 %, in Nicaragua il 28 %, in Australia il 23%, in
Cambogia il 16 %, ecc. Nel 70% dei casi di assassinio di donne, il
colpevole è il coniuge.
Nei paesi poveri, spesso le violenze determinano l'entrata
nel giro delle prostituzione. In India, ogni anno quasi 2 milioni di
bambine, tra i 5 e i 15 anni, vengono avviate alla prostituzione, mentre
in Bangladesh, negli anni Novanta, sono state schiavizzate oltre 200.000
donne, molte delle quali giovanissime. L'Italia, fra i paesi europei, ha il triste primato del turismo
sessuale. Ogni anno circa 80.000 uomini italiani vanno all'estero per
avere rapporti sessuali con ragazzine più giovani delle loro figlie.
Questi uomini, non avendo integrato gli aspetti femminili della loro
personalità, che la nostra cultura svaluta e reprime, esprimono tutto
il loro disprezzo verso il femminile facendo sesso con bambine che
ricevono in cambio pochi spiccioli per comprare l'acqua e una scodella
di riso. Come se quelle bambine non dovessero avere gli stessi diritti
delle loro figlie.
Su questo sconcertante fenomeno, scriveva Enzo Baldoni:
"Ma non sono quasi tutti
mariti, quasi tutti padri i milioni di tedeschi, italiani, inglesi,
americani che ogni anno affollano i bordelli della Thailandia (o del
Brasile) per montare addosso a bambine di dieci, otto perfino quattro
anni?"[13] Anche nel mondo ricco molte donne subiscono
discriminazioni, violenze e maltrattamenti. Negli Stati Uniti, ogni anno
700.000 donne vengono violentate o aggredite, mentre in Francia,
50.000/90.000 donne subiscono violenza sessuale, e la maggior parte di
esse non sporge alcuna denuncia.
Tutte le religioni tradizionali discriminano le donne,
impedendo l'amministrazione del culto e imponendo dottrine che le
penalizzano. Il mondo ricco non tratta la donna al pari dell'uomo, ma la
relega nelle mansioni più umili e la considera per il suo aspetto
estetico, all'interno di un sistema mediatico che esalta la sessualità
nei suoi aspetti più istintivi. La propaganda mediatica, punta a convincere che la donna occidentale
gode degli stessi diritti dell'uomo, per scoraggiare ogni lotta per
un'effettiva parità. Negli anni Settanta si parlava di femminismo e di
lotte per la parità, ma oggi ciò appare come ridicolo e obsoleto, e
questo sancisce la reale condizione di inferiorità della donna,
spacciata per parità.
Mentre la cultura islamica nasconde la donna o la isola
socialmente, la cultura occidentale tende a denigrarla, e a farla
apparire come oggetto sessuale o merce. In entrambi i casi si tratta di
culture maschili e maschiliste, che temono gli aspetti femminili
dell'essere umano, come l'intuito, la crescita emotiva e la creatività,
e per sopperire a questo, alimentano gli aspetti del maschile che non
sono costruttivi né creativi, come il militarismo e il machismo. Le donne del mondo ricco sono esposte al martellamento mediatico
denigrante e mercificante, che le destabilizza e in molti casi provoca
disturbi alimentari o scompensi di vario genere. Il martellamento punta
a farle sentire fisicamente inadeguate, attraverso modelli perfetti,
dotati di magrezza non naturale o di caratteristiche fisiche non comuni.
In Italia 3 milioni di persone soffrono di anoressia o
bulimia, e nel 95% dei casi si tratta di donne. Queste patologie
emergono soprattutto nella fascia d'età che va dai 12 ai 25 anni. La
bambina, fin da piccola, apprende che l'avvenenza sessuale è la cosa più
importante richiesta alla donna, e che i modelli estetici proposti dai
media sono praticamente irraggiungibili. Una ricerca della Società
Italiana di Pediatria ha fatto emergere che già le ragazzine delle
scuole medie, per il 60,4%, sono preoccupate per il loro peso, e
vorrebbero diventare più magre. Molte di esse, per adeguarsi al modello
estetico proposto dai media, intraprenderanno diete che potranno dare
inizio a problemi nell'alimentazione.
Le modelle delle passerelle o le ragazze delle copertine
delle riviste, spesso hanno un corpo sottopeso, e non godono di salute
fisica come dovrebbero, essendo sottoposte a diete non salutari. Esse
stesse sono vittime del modello imposto nel mondo della moda e della
pubblicità, e possono avere conseguenze gravi per la loro salute.
Alcune di esse giungono alla morte. Per uscire dalle patologie alimentari occorrono spesso lunghe cure
psicoterapiche, che operino in senso contrario rispetto alla
destabilizzazione psicologica dei media, facendo acquisire alle ragazze
sicurezza in se stesse e recuperare la loro interezza di persone.
In Italia non c'è alcuna parità fra uomo e donna. Le
donne sono discriminate nel lavoro, nella società e talvolta anche in
famiglia. Esse lavorano con salari più bassi e meno possibilità di
carriera. Negli ordini professionali o nei posti di comando le donne
sono pochissime, così come nel settore della politica e della
burocrazia. Le donne lavorano in quelle mansioni che richiedono bella
presenza, come la commessa, oppure nelle mansioni più umili o poco
qualificati, come nelle pulizie o nell'assistenza agli anziani. Nel
resto dell'Europa e negli Usa c'è una situazione analoga, anche se
l'occupazione femminile è più elevata e ci sono più donne nelle
posizioni di prestigio.
In Italia proliferano i concorsi di bellezza, e persino
la Rai
dedica ogni anno molte serate all'elezione di Miss Italia, esaltando
l'evento come fosse importantissimo. Gli spettacoli televisivi mostrano
donne poco vestite, che vengono utilizzate per la loro avvenenza. Da
anni ormai ci siamo abituati all'esistenza di programmi in cui sono
presenti una o più figure femminili che si offrono alla vista ma non
hanno alcun ruolo né competenze professionali. In alcuni di questi
programmi, vengono fatte inquadrature maliziose di seni, glutei o labbra
gonfie e invitanti. Negli ultimi anni, i modelli femminili proposti in
TV sono diventati sempre più lontani dalle donne reali, e sempre più
vicini a quelle immagini delle riviste che nei tempi passati venivano
nascoste dietro le edicole. Le vallette in TV, spesso non hanno nemmeno
un nome, e subiscono una depersonalizzazione che ha lo scopo di farle
apparire semplicemente come oggetti sessuali seducenti.
Nel 2005, noi italiani abbiamo ricevuto alcuni consigli da
uno speciale comitato dell'Onu (il Comitato per l'eliminazione della
discriminazione contro le donne), che denunciava la tendenza, in Italia,
a mercificare il corpo femminile nei media (TV, pubblicità) e a
relegare la donna in ruoli subalterni. Il comitato dell'Onu osservava
che "tali atteggiamenti sono
la causa della posizione svantaggiata delle donne sul lavoro e nella
politica", e consigliava di "promuovere
un'immagine delle donne alla pari in tutte le sfere della vita".[14] Negli ultimi decenni, in Italia, la qualità dei programmi
TV si è talmente abbassata da ridursi quasi esclusivamente a spettacoli
scadenti, volgari o sgradevoli, che mettono in ridicolo o umiliano la
figura femminile. Ad esempio, qualche tempo fa, in una puntata di
"Porta a Porta", il conduttore Bruno Vespa ospitava una donna
che doveva mostrare i suoi seni prorompenti, come se ciò fosse
indispensabile per consentire agli ospiti di trattare il problema della
chirurgia del seno.
La TV
mostra molto spesso
il corpo femminile nudo o seminudo utilizzato
come oggetto di seduzione, per la pubblicizzazione di qualsiasi
prodotto. Queste pubblicità, trasmesse a tutte le ore, sono altamente
diseducative perché promuovono l'idea di donna come oggetto sessuale, e
mostrano corpi femminili perfetti, che producono nelle donne comuni
complessi d'inferiorità. In questi giorni, l'Istat ha notificato un'indagine sulla
condizione femminile nel nostro paese, rilevando un livello altissimo di
violenza contro le donne. I comportamenti di minaccia o persecutori di
ex partner riguarderebbero almeno 2.077.000 donne. Le vittime di
violenze fisiche o sessuali sono 6.743.000, mentre le donne che hanno
subito violenze psicologiche dal partner sono 7.134.000. Negli ultimi 12
mesi, oltre un milione e mezzo di donne sono state vittime di violenza
sessuale o fisica. Gli stupri spesso non sono denunciati, e molte donne
non parlano con nessuno delle violenze subite. Dall'indagine emerge che
ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo. Nel 2005 le donne
uccise dagli ex partner sono state 134, e 112 nel 2006.
Nel
2006, in
Italia, ci sono stati 74.000 stupri, il 6,6% dei quali ha riguardato
minorenni. Ogni anno 500.000 donne italiane denunciano casi di stupro,
di molestie o di tentata violenza. La cultura occidentale, dominata dal maschile, teme la donna a tal punto
da avvilire la sua personalità ponendo limiti al suo rappresentare se
stessa. Tale cultura ha creato numerosi stereotipi negativi sulla donna.
Ad esempio, c'è lo stereotipo della segretaria che siede sulla gambe
del "capo", ad intendere di essere sottomessa al suo prestigio
e potere; c'è la donna bella e poco intelligente che si comporta da
ochetta, e c'è la donna brutta e occhialuta che è intelligente. Come
se una donna bella non potesse essere un'intellettuale. C'è anche lo
stereotipo della "malafemmina", cioè la donna che imbriglia
l'uomo con la seduzione. Questi stereotipi puntano a condizionare la
personalità femminile o a porla in ambiti ristretti.
Nella cultura occidentale, il modello di successo femminile
non viene collegato a meriti o a talenti della donna, ma al matrimonio
che essa contrae. Il modello femminile tradizionale è quello della
donna che realizza se stessa con un buon matrimonio, cioè sposando un
uomo di buon livello socio-economico.
Negli ultimi anni, gli stereotipi e i modelli femminili offerti dai
media hanno acquisito caratteristiche ancora più negative, attraverso i
personaggi proposti dalla TV, come le veline e le vallette. Si tratta di
donne giovani che non fanno nulla, ma si limitano a mostrare parti del
loro corpo muovendosi in modo seduttivo. Molte ragazze vorrebbero
assumere quei ruoli, e per questo alcune di esse sono disposte anche ad
offrire "prestazioni sessuali", come i recenti scandali hanno
rivelato. Queste ragazze sono cresciute vedendo pubblicità seduttive e
TV spazzatura, e sono state condizionate a tal punto da non essere in
grado di assumere l'integrità della loro persona come valore
fondamentale.
La cultura occidentale illude la donna di essere libera
sessualmente, ma "mercificare" non significa liberare. Nelle
civiltà dominate dal maschile è l'uomo che vuole stabilire quale debba
essere la personalità e la sessualità femminile, attuando un controllo
che tende ad alterare ciò che il femminile originariamente è o può
essere. Negli ultimi decenni, i media occidentali puntano a fare in modo che la
donna abbassi il concetto che ha di se stessa, fino a ritenere di valere
soltanto per le sue qualità estetiche. Sempre più programmi televisivi
parlano di interventi chirurgici per modellare il corpo o per eliminare
le rughe. L'invasione massiccia di questi programmi e delle pubblicità
di prodotti per la bellezza o per il trucco, rischiano di farci perdere
di vista che prima ancora di essere donne o uomini, siamo persone, e
come tali abbiamo diritto al rispetto del nostro corpo e della nostra
dignità di esseri umani. Le risorse dell'uomo sono sia
"maschili" che "femminili", e risulta impossibile un
vero progresso culturale e umano se non si integrano tutti gli aspetti,
e se non si diventa capaci di rispettare ogni essere umano nel suo
valore di persona.
Antonella Randazzo ha scritto Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos
Edizioni, 2006);
La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era
dell'egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e "DITTATURE:
la storia occulta" (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007).
Se vuoi lasciare un commento agli articoli o ai libri di Antonella
Randazzo vai a http://antonellarandazzo.blogspot.com/
Violenze e discriminazioni contro le donne nel mondo contemporaneo
di
Antonella Randazzo per www.disinformazione.it Autrice del libro: "DITTATURE: la
storia occulta"
Le autorità occidentali, attraverso i media, denunciano
spesso i comportamenti discriminanti e vessatori, contro la donna,
presenti all'interno della cultura islamica. Queste denunce danno ad
intendere che la cultura occidentale tutela i diritti delle donne. Ma
siamo davvero sicuri che le donne siano rispettate nella cultura
occidentale? Dai fatti sembrerebbe proprio di no.
Nelle zone occupate dalle truppe occidentali, il livello di disprezzo e
di violenza contro le donne è massimo. L'arrivo degli eserciti
occidentali (peacekeepers o Caschi Blu, missioni Nato ecc.) produce
sempre, oltre allo sfruttamento economico e sociale dei popoli occupati,
anche sfruttamento sessuale di donne e bambini. Quasi mai i soldati
subiscono processi per questi reati, nemmeno quando il crimine viene
denunciato e provato. La violenza contro le donne e i bambini sembra
fare parte della "missione" delle truppe occidentali.
Nei paesi del Terzo Mondo, molte donne e bambini vengono
ridotti in schiavitù a scopo di sfruttamento sessuale o lavorativo. Le
violenze vengono perpetrate direttamente dai soldati occidentali, oppure
dalle truppe mercenarie pagate dai governi. I gruppi di guerriglia in
Congo, in Somalia, in Etiopia, in Nigeria, in Liberia e in molti altri
paesi africani, pagati dagli Usa, quotidianamente attuano stupri e
violenze di ogni genere contro le donne, come se ciò facesse parte
dell'ingaggio.
Nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), in particolare nella
provincia del Nord Kivu, la guerriglia al soldo degli Stati Uniti
pratica impunemente lo stupro da alcuni anni. Le organizzazioni
umanitarie hanno rilevato, nel 2005, almeno 1292 casi di violenza
sessuale e altrettanti casi nei primi mesi del 2006.
Le violenze contro le donne, insieme ad altri numerosi crimini, vengono
utilizzate per distruggere psicologicamente la popolazione, e spezzare
ogni resistenza. Racconta l'organizzazione di Medici senza Frontiere che
opera in Congo:
Lo stupro è usato come un mezzo per terrorizzare la popolazione, e il
numero di casi aumenta con ogni nuovo scoppio di combattimenti e
attacchi. Se le giovani sotto i 18 anni sono particolarmente esposte
(quasi il 40% dei casi), il gruppo più colpito è quello delle donne
tra i 19 e i 45 anni (53,6%). Queste sono le donne che lavorano nei
campi per potere mantenere le loro famiglie. Gli atti di aggressione
contro di loro hanno luogo principalmente in campi isolati ma anche
lungo le strade percorse per arrivarvi. Di conseguenza, le donne
limitano i loro spostamenti e nei centri nutrizionali nella missione di
Kayna le madri preferiscono alloggiare nelle immediate vicinanze invece
di tornare ogni settimana per prendere le razioni per i loro bambini .[1]
In Africa, come in Asia e in Medio Oriente, sono in aumento
le violenze contro bambine e donne. Un rapporto di Human Rights Watch (Hrw),
del 2005, riporta casi agghiaccianti di violenze sessuali contro donne e
bambine praticate da "peacekeepers" dell'Onu. Una ricercatrice
di Hrw, Anneke Van Woudenberg, spiega: "Vediamo
che nelle zone di conflitto lo stupro è usato sempre di più come
un'arma da guerra... Non si tratta di occasionali voglie di sesso dei
soldati. Lo stupro sta diventando parte della condotta normale di guerra".[2] Il rapporto di Hrw sostiene che le violenze sono utilizzate
per indebolire le comunità e sottometterle con più facilità. Soltanto
nella città di Bunia (Ituri), 40 donne
e ragazze, ogni settimana, in seguito alle violenze subite, si rivolgono
a Hrw per essere aiutate.
Le truppe dell'Onu in Congo, chiamate con la sigla Monuc,
sono state accusate di numerosi casi di violenza sessuale e di
prostituzione infantile. La responsabile di Hrw in Congo, Jane Rasmussen,
racconta: "I posti in cui
sono accaduti i peggiori episodi di violenze sessuali sono gli stessi da
cui abbiamo ricevuto le denunce peggiori sul comportamento dei
peacekeepers... Il fatto è che le donne sono in una condizione di tale
degrado che la cosa appare loro quasi normale. Una ragazza mi ha detto,
in lacrime, che almeno quelli del Monuc pagano".[3] La stessa Onu ha ammesso: "Vi e un modulo di sfruttamento sessuale praticato dai peacekeepers che
è del tutto contrario agli standard fissati dal Dipartimento per le
operazioni di peacekeeping".[4]
Le truppe occidentali, o i gruppi di guerriglia al soldo
delle corporation e delle banche occidentali, in molti paesi, hanno
creato una situazione talmente grave e criminale, che nel contesto gli
stupri appaiono il male minore. La fame, le malattie, la denutrizione e
il terrore in cui versa la popolazione, trasformano la realtà in un
incubo. In Congo muoiono 31.000 persone al giorno, per la guerra e la
fame, la maggior parte delle quali sono bambini. Secondo l'International
Rescue Committee, dall'agosto del 1998, sono morte circa quattro milioni
di persone. Sheila Sisulu, vicedirettore esecutivo del Programma
Alimentare Mondiale, racconta episodi di "ordinaria" violenza:
La vita di Annie era serena. Aveva studiato Agraria all'università e
suo marito aveva un ottimo lavoro. Vivevano con i loro figli in una casa
di quattro stanze a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo. Poi
un giorno suo marito dovette scappare per mettere in salvo la pelle.
Cinque soldati governativi, venuti a cercarlo, violentarono Annie e le
dissero che sarebbero tornati ad ucciderla. Annie non perse tempo. Prese
i suoi figli e se ne andò in cerca di un pò di pace. Nella sua fuga fu
fermata dai ribelli che la violentarono a loro volta usando anche delle
bottiglie. Solo dopo molto, riuscì a raggiungere un campo profughi.
Viveva in una casa di fango con i suoi nove figli. La storia di Annie è
abbastanza comune... Nei 14 anni della guerra civile liberiana, il 40
per cento delle donne ha subito violenze. Metà di loro porta ancora i
segni psichici e fisici di quell'esperienza. Molte, allontanate dalla
propria comunità, sono costrette oggi a prostituirsi per sopravvivere
il che le espone ancora di più a abusi e malattie sessualmente
trasmittibili come l'HIV/AIDS. Stupri sistematici, torture, schiavitù
sessuale sono stati usati per terrorizzare e destabilizzare le comunità
di tutto il mondo, da Haiti alla Repubblica Democratica del Congo a
Myanmar. Durante la lunga e sanguinosa guerra civile in Sierra Leone,
migliaia di donne e ragazze, talvolta bambine di appena sette anni, sono
state rapite e ridotte in schiavitù per essere usate sessualmente o
come combattenti, obbligate a uccidere. [5]
Le aree di guerra e le basi militari diventano luoghi di
sfruttamento e di schiavitù sessuale. In seguito alla creazione di una
base militare, si registra l'aumento della prostituzione e delle
violenze contro le donne. Nelle zone limitrofe alle basi americane si
concentra l'offerta sessuale, perché c'è la domanda. Oltre alla
prostituzione, i soldati americani praticano anche diverse forme di
violenza e prepotenza contro le prostitute e le donne in genere. A
Pordenone si formò un comitato per denunciare tali comportamenti.
Racconta Carla Corso: "Il
Comitato è nato perché eravamo semplicemente stufe di quello che
succedeva a Pordenone, di tutta la prepotenza nei confronti delle
prostitute, soprattutto da parte degli americani".[6]
Durante
la Seconda
guerra mondiale, tutti gli eserciti praticarono la violenza sessuale
contro le donne. Alcuni eserciti, come quello giapponese e americano,
avevano una certa quantità di schiave sessuali, che erano donne fatte
prigioniere e costrette a subire violenze sessuali da tutti i soldati.
In Italia, alla fine della Seconda guerra mondiale, le truppe americane
costrinsero 40.000 donne napoletane a prostituirsi, e violentarono
numerose donne in tutti i luoghi occupati. Nel periodo che va dal 1932 al 1945, circa 100.000 donne (l'80% erano
coreane) furono ridotte in schiavitù dalle truppe giapponesi. Alcune di
queste donne raccontarono cose agghiaccianti, che esprimono un livello
di disumanità atroce. Ad esempio, una donna filippina raccontò:
Dodici soldati mi violentarono uno dopo l'altro, dopo di che mi venne
data un'ora di pausa. Poi seguirono altri dodici soldati. Erano tutti
allineati fuori dalla stanza aspettando il loro turno. Sanguinavo e
provavo così tanto dolore che non mi reggevo in piedi. Il mattino
seguente ero troppo debole per alzarmi... non riuscivo a mangiare.
Provavo molto dolore e la mia vagina era gonfia. Piangevo e piangevo,
chiamando mia madre. Non potevo oppormi ai soldati perché mi avrebbero
uccisa. Che altro potevo fare? Ogni giorno, dalle 2 del pomeriggio alle
10 di sera, i soldati si allineavano fuori dalla mia stanza e dalle
stanze delle altre sei donne che c'erano. Non avevo neanche il tempo
di lavarmi al termine di ogni assalto. Di sera riuscivo solo a chiudere
gli occhi e a piangere. Il mio vestito strappato si sarebbe sbriciolato
a causa della crosta formata dal seme secco dei soldati. Mi lavavo con
acqua calda e pezzi di vestito per essere pulita. Tenevo premuto il
vestito sulla mia vagina come un impacco per alleviare quel dolore e il
gonfiore .[7]
Negli anni Sessanta, si ebbe una massiccia presenza
militare americana nel Sud est Asiatico, in particolare in Thailandia,
Cambogia, Laos, Vietnam e Birmania. Dopo pochi mesi dall'installazione
delle basi Usa, si ebbe una crescita vertiginosa della prostituzione,
dei locali notturni e dei luoghi di intrattenimento. I governi locali
appoggiarono il fenomeno, permisero l'aumento della prostituzione e non
intervenivano in alcun modo nemmeno di fronte a evidenti casi di
violenza e maltrattamento. In Thailandia, nel 1950, c'erano 20.000
prostitute, ma dopo la costruzione delle basi americane diventarono
400.000 soltanto a Bangkok. La presenza delle truppe americane e dell'Onu,
rese la zona del Sud est Asiatico un luogo di sfruttamento sessuale,
anche minorile. In Thailandia, il 30% dello sfruttamento sessuale
riguardava bambini. Le bambine thailandesi venivano violentate dai
soldati americani, e poi inserite nel "mercato del sesso". I
soldati si valsero persino delle "ristrutturazioni" economiche
imposte da Washington per pagare le prostitute soltanto pochi spiccioli.
Nel 1997, pagavano sessanta dollari per andare con una prostituta
thailandese, ma dopo le "riforme", i soldati pagavano pochi
dollari, avvantaggiandosi della svalutazione del bath thailandese.
Alla fine della guerra del Vietnam, a Saigon c'erano circa
500.000 prostitute. Racconta la studiosa Paola Benevene: "Le
basi militari hanno fatto sviluppare le città asiatiche o ne hanno
fatto addirittura sorgere di nuove, semplicemente promuovendo la
creazione di locali pubblici provvisti di prostitute".[8] In Cambogia, nel 1991, dopo la firma degli accordi di pace,
giunsero 100.000 soldati, oltre a funzionari delle Nazioni Unite e di
altre istituzioni internazionali. Immediatamente il numero delle
prostitute aumentò, e nel giro di due anni le donne sfruttate
sessualmente salirono da
6.000 a
20.000.
Negli anni Sessanta, venne creata la più grande base Usa
nella città di Olongapo, a Nord di Manila. Dopo pochi anni, la città
divenne un enorme bordello. Su una popolazione di 200.000 abitanti,
60.000 donne e bambini vennero ridotti in schiavi sessuali dei soldati
americani. Quando gli americani andarono via, nel 1992, molti soldati in
pensione ritornarono a Olongapo per "fare affari", continuando
a sfruttare le donne e i bambini all'interno del giro di prostituzione
creato anni prima.
Ovunque sorgono basi militari Usa, cresce a dismisura la prostituzione,
e in molte zone viene creato dal nulla un giro di sfruttamento sessuale
di donne e bambini. Anche nei territori della ex Jugoslavia, le truppe
americane hanno creato un giro di prostituzione e di schiavitù
sessuale. In Bosnia, nel 1992, durante i primi mesi di guerra, si stima
una quantità di 20.000/50.000 donne stuprate dalle truppe occidentali.
La DynCorp
, una grande società americana che fornisce servizi
all'esercito americano, in Kosovo e in Bosnia mandò numerosi impiegati
e quadri, che crearono una rete di schiave sessuali, anche bambine di
12/15 anni. Il traffico venne in seguito denunciato da alcuni impiegati,
ad esempio, da Ben Johnston, che nel 2002 svelò alcuni particolari del
sistema di schiavizzazione della DynCorp: "Da
quando sono arrivato, mi si è parlato di prostituzione, ma ho impiegato
del tempo per capire che si compravano le ragazze con 600/800 dollari.
Io ho detto che questa è semplicemente schiavitù".[9]
Nonostante le denunce avessero prodotto molta indignazione
e sollevato un'inchiesta,
la DynCorp
non subì alcuna penalizzazione, e i suoi uomini vennero considerati
come impunibili, allo stesso modo dei soldati americani. Il caso della
DynCorp non è l'unico, ma svela una consuetudine degli americani. In Iraq e in Afghanistan, moltissime donne vengono
quotidianamente violentate da soldati americani e britannici. I casi di
violenza vengono in gran parte occultati, ma alcune donne hanno avuto il
coraggio di raccontare fatti agghiaccianti: torture, maltrattamenti e
violenze subite in seguito all'arresto arbitrario da parte delle truppe
d'occupazione. Le organizzazioni che si battono contro le violenze alle
donne, Women Against Rape (Donne
Contro lo Stupro) e Women's Rape Action Project
(Progetto d'Azione Contro lo Stupro delle Donne Nere),
raccontano:
Le donne irachene ci hanno detto che le donne sono in prigione per
essere interrogate e torturate perché rivelino informazioni sugli
uomini loro parenti. Per le donne la tortura comincia quasi sempre con
la tortura dello stupro, spesso stupro da più uomini... Una donna
dell'Università di Baghdad che lavora per Amnesty International ha
descritto gli abusi sessuali a cui è stata personalmente sottoposta a
un posto di blocco e quello che ha saputo da altre donne. "Mi ha
puntato la luce laser direttamente in mezzo al petto e poi ha indicato
il suo pene. Mi ha detto 'Vieni qua, puttana, che ti scopo' ".[10]
Le donne rinchiuse nelle prigioni irachene sono
regolarmente maltrattate e umiliate. Abdel Bassat Turki, ministro
dimissionario per i diritti umani, spiega: "Venivano
loro negate le cure mediche. Non avevano veri gabinetti. Ricevevano solo
una coperta anche se era inverno. E le loro famiglie non potevano
visitarle".[11] Molte donne irachene e afghane non raccontano le violenze subite per
vergogna, per paura o perché traumatizzate. Un avvocato iracheno ha
raccontato che una donna, ex-prigioniera di Abu Ghraib, "svenne
prima di fornire maggiori dettagli dello stupro e delle coltellate
subite da parte dei soldati americani".[12] Altre ex-detenute si vergognano a raccontare quello che hanno subito, e
non ne parlano, anche per nasconderlo alle famiglie.
Women Against Rape ha denunciato che alcuni soldati inglesi
hanno scattato foto di stupri e violenze, che poi hanno fatto circolare
come materiale pornografico. Le truppe americane e britanniche praticano
violenze sessuali anche su bambini, come è stato denunciato da numerose
associazioni umanitarie. Esistono foto e video che documentano queste
atrocità, e sono stati visionati anche da alcune autorità
anglo-americane, come il vicepresidente americano Dick Cheney, che hanno
fatto finta di non aver visto.
Le violenze riguardano anche le stesse donne soldato dell'esercito
statunitense. Dorothy Mackey, ex-capitano di aviazione, in seguito alle
violenze sessuali da lei stessa subite, si è messa in contatto con
molte altre donne dell'esercito vittime di stupri e violenze. Queste
donne raccontano che gli abusi sessuali, quasi sempre, non vengono
puniti dalla gerarchia militare, che non li considera reati.
La "globalizzazione", impoverendo molti paesi, ha
prodotto il fenomeno della tratta e riduzione in schiavitù delle donne.
Molte donne, spesso giovanissime, vengono adescate con la promessa di un
posto di lavoro, ma una volta uscite dal loro paese vengono violentate,
schiavizzate e costrette a un'esistenza da incubo. Queste donne vengono
inserite nel giro di prostituzione di molti paesi europei. Ad esempio,
in Belgio, almeno il 15% delle prostitute sono state ridotte in schiavitù
dopo aver lasciato il loro paese. La maggior parte di esse proviene
dall'Europa orientale, dalla Colombia, dal Perù e dalla Nigeria.
Anche in Svizzera, ogni anno, vengono introdotte 1500/3000 donne
schiavizzate.
Il traffico degli esseri umani è gestito e coordinato
dalle stesse reti mafiose che si occupano del mercato della droga e
delle armi. Ogni anno, almeno
800.000/900.000 persone sono vittime della tratta, l'80% di esse sono
bambini e donne. Mentre l'immigrazione illegale viene controllata e
severamente perseguita da leggi gravemente discriminatorie, il traffico
umano viene occultato attraverso passaggi illegali che permettono ai
trafficanti dell'Europa dell'est o africani, di portare in Italia o in
altri paesi, gruppi di ragazze da inserire nella rete della
prostituzione. Il commercio degli esseri umani, specie donne e bambini,
è oggi più che mai fiorente, e interessa sia lo sfruttamento sessuale
e lavorativo, sia l'accattonaggio ed il traffico di organi umani.
La tratta degli esseri umani è aumentata a dismisura in
seguito all'impoverimento dei paesi dell'est europeo, della ex
Jugoslavia e della ex Unione Sovietica. Dall'inizio degli anni Novanta,
la Banca Mondiale
è intervenuta a saccheggiare questi paesi. Il Fondo Monetario
Internazionale ne ha gravemente indebolito l'economia, accrescendo la
miseria di numerose famiglie. In seguito alle "riforme"
imposte, la disoccupazione ha raggiunto livelli molto elevati, e anche
chi lavora guadagna così poco da non poter pagare il necessario per la
sopravvivenza. Per questo, con la promessa di un lavoro, molte ragazze
di questi paesi sono disposte a rischiare e a partire, ritrovandosi poi
schiavizzate e costrette a prostituirsi.
Alcune di esse, per la miseria, hanno accettato di entrare
in un giro di prostituzione che si basa su cataloghi o su foto
pubblicate su alcuni siti internet, attraverso i quali,
"l'utente" occidentale può "valutare la merce" e
"acquistarla". L'offerta è in aumento perché è in crescita
la domanda di molti uomini europei, che pur sapendo che si tratta di un
traffico basato sulla miseria e sulla disperazione, chiedono di fare
sesso con queste donne. Tutti questi fenomeni criminali non vengono seriamente contrastati dai
governi, che si limitano di tanto in tanto a fare qualche indagine, ma
non mettono in pratica efficaci strategie per impedire che le immigrate
vengano costrette a prostituirsi.
Le donne schiavizzate sono tenute sotto minaccia, e
talvolta torturate con sigarette spente sulla pelle o violenze fisiche e
psicologiche di vario genere. La situazione di schiavitù delle donne
straniere costrette a prostituirsi, è ormai nota a tutti, eppure una
grande quantità di uomini europei vanno con queste donne, rendendosi
complici di crimini gravissimi. La responsabilità di questi uomini è
assai grave, perché se non ci fosse la domanda non ci sarebbe nemmeno
l'offerta.
Anche nelle zone dove non c'è guerra, la violenza contro le donne può
essere elevata. Nel mondo, secondo le stime dell'United Nations
Development Fund for Women (Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le
donne, Unifem), una donna su tre è stata picchiata, violentata o
abusata almeno una volta nella vita. Le percentuali variano da paese in
paese: in Canada il 29 %, in Nicaragua il 28 %, in Australia il 23%, in
Cambogia il 16 %, ecc. Nel 70% dei casi di assassinio di donne, il
colpevole è il coniuge.
Nei paesi poveri, spesso le violenze determinano l'entrata
nel giro delle prostituzione. In India, ogni anno quasi 2 milioni di
bambine, tra i 5 e i 15 anni, vengono avviate alla prostituzione, mentre
in Bangladesh, negli anni Novanta, sono state schiavizzate oltre 200.000
donne, molte delle quali giovanissime. L'Italia, fra i paesi europei, ha il triste primato del turismo
sessuale. Ogni anno circa 80.000 uomini italiani vanno all'estero per
avere rapporti sessuali con ragazzine più giovani delle loro figlie.
Questi uomini, non avendo integrato gli aspetti femminili della loro
personalità, che la nostra cultura svaluta e reprime, esprimono tutto
il loro disprezzo verso il femminile facendo sesso con bambine che
ricevono in cambio pochi spiccioli per comprare l'acqua e una scodella
di riso. Come se quelle bambine non dovessero avere gli stessi diritti
delle loro figlie.
Su questo sconcertante fenomeno, scriveva Enzo Baldoni:
"Ma non sono quasi tutti
mariti, quasi tutti padri i milioni di tedeschi, italiani, inglesi,
americani che ogni anno affollano i bordelli della Thailandia (o del
Brasile) per montare addosso a bambine di dieci, otto perfino quattro
anni?"[13] Anche nel mondo ricco molte donne subiscono
discriminazioni, violenze e maltrattamenti. Negli Stati Uniti, ogni anno
700.000 donne vengono violentate o aggredite, mentre in Francia,
50.000/90.000 donne subiscono violenza sessuale, e la maggior parte di
esse non sporge alcuna denuncia.
Tutte le religioni tradizionali discriminano le donne,
impedendo l'amministrazione del culto e imponendo dottrine che le
penalizzano. Il mondo ricco non tratta la donna al pari dell'uomo, ma la
relega nelle mansioni più umili e la considera per il suo aspetto
estetico, all'interno di un sistema mediatico che esalta la sessualità
nei suoi aspetti più istintivi. La propaganda mediatica, punta a convincere che la donna occidentale
gode degli stessi diritti dell'uomo, per scoraggiare ogni lotta per
un'effettiva parità. Negli anni Settanta si parlava di femminismo e di
lotte per la parità, ma oggi ciò appare come ridicolo e obsoleto, e
questo sancisce la reale condizione di inferiorità della donna,
spacciata per parità.
Mentre la cultura islamica nasconde la donna o la isola
socialmente, la cultura occidentale tende a denigrarla, e a farla
apparire come oggetto sessuale o merce. In entrambi i casi si tratta di
culture maschili e maschiliste, che temono gli aspetti femminili
dell'essere umano, come l'intuito, la crescita emotiva e la creatività,
e per sopperire a questo, alimentano gli aspetti del maschile che non
sono costruttivi né creativi, come il militarismo e il machismo. Le donne del mondo ricco sono esposte al martellamento mediatico
denigrante e mercificante, che le destabilizza e in molti casi provoca
disturbi alimentari o scompensi di vario genere. Il martellamento punta
a farle sentire fisicamente inadeguate, attraverso modelli perfetti,
dotati di magrezza non naturale o di caratteristiche fisiche non comuni.
In Italia 3 milioni di persone soffrono di anoressia o
bulimia, e nel 95% dei casi si tratta di donne. Queste patologie
emergono soprattutto nella fascia d'età che va dai 12 ai 25 anni. La
bambina, fin da piccola, apprende che l'avvenenza sessuale è la cosa più
importante richiesta alla donna, e che i modelli estetici proposti dai
media sono praticamente irraggiungibili. Una ricerca della Società
Italiana di Pediatria ha fatto emergere che già le ragazzine delle
scuole medie, per il 60,4%, sono preoccupate per il loro peso, e
vorrebbero diventare più magre. Molte di esse, per adeguarsi al modello
estetico proposto dai media, intraprenderanno diete che potranno dare
inizio a problemi nell'alimentazione.
Le modelle delle passerelle o le ragazze delle copertine
delle riviste, spesso hanno un corpo sottopeso, e non godono di salute
fisica come dovrebbero, essendo sottoposte a diete non salutari. Esse
stesse sono vittime del modello imposto nel mondo della moda e della
pubblicità, e possono avere conseguenze gravi per la loro salute.
Alcune di esse giungono alla morte. Per uscire dalle patologie alimentari occorrono spesso lunghe cure
psicoterapiche, che operino in senso contrario rispetto alla
destabilizzazione psicologica dei media, facendo acquisire alle ragazze
sicurezza in se stesse e recuperare la loro interezza di persone.
In Italia non c'è alcuna parità fra uomo e donna. Le
donne sono discriminate nel lavoro, nella società e talvolta anche in
famiglia. Esse lavorano con salari più bassi e meno possibilità di
carriera. Negli ordini professionali o nei posti di comando le donne
sono pochissime, così come nel settore della politica e della
burocrazia. Le donne lavorano in quelle mansioni che richiedono bella
presenza, come la commessa, oppure nelle mansioni più umili o poco
qualificati, come nelle pulizie o nell'assistenza agli anziani. Nel
resto dell'Europa e negli Usa c'è una situazione analoga, anche se
l'occupazione femminile è più elevata e ci sono più donne nelle
posizioni di prestigio.
In Italia proliferano i concorsi di bellezza, e persino
la Rai
dedica ogni anno molte serate all'elezione di Miss Italia, esaltando
l'evento come fosse importantissimo. Gli spettacoli televisivi mostrano
donne poco vestite, che vengono utilizzate per la loro avvenenza. Da
anni ormai ci siamo abituati all'esistenza di programmi in cui sono
presenti una o più figure femminili che si offrono alla vista ma non
hanno alcun ruolo né competenze professionali. In alcuni di questi
programmi, vengono fatte inquadrature maliziose di seni, glutei o labbra
gonfie e invitanti. Negli ultimi anni, i modelli femminili proposti in
TV sono diventati sempre più lontani dalle donne reali, e sempre più
vicini a quelle immagini delle riviste che nei tempi passati venivano
nascoste dietro le edicole. Le vallette in TV, spesso non hanno nemmeno
un nome, e subiscono una depersonalizzazione che ha lo scopo di farle
apparire semplicemente come oggetti sessuali seducenti.
Nel 2005, noi italiani abbiamo ricevuto alcuni consigli da
uno speciale comitato dell'Onu (il Comitato per l'eliminazione della
discriminazione contro le donne), che denunciava la tendenza, in Italia,
a mercificare il corpo femminile nei media (TV, pubblicità) e a
relegare la donna in ruoli subalterni. Il comitato dell'Onu osservava
che "tali atteggiamenti sono
la causa della posizione svantaggiata delle donne sul lavoro e nella
politica", e consigliava di "promuovere
un'immagine delle donne alla pari in tutte le sfere della vita".[14] Negli ultimi decenni, in Italia, la qualità dei programmi
TV si è talmente abbassata da ridursi quasi esclusivamente a spettacoli
scadenti, volgari o sgradevoli, che mettono in ridicolo o umiliano la
figura femminile. Ad esempio, qualche tempo fa, in una puntata di
"Porta a Porta", il conduttore Bruno Vespa ospitava una donna
che doveva mostrare i suoi seni prorompenti, come se ciò fosse
indispensabile per consentire agli ospiti di trattare il problema della
chirurgia del seno.
La TV
mostra molto spesso
il corpo femminile nudo o seminudo utilizzato
come oggetto di seduzione, per la pubblicizzazione di qualsiasi
prodotto. Queste pubblicità, trasmesse a tutte le ore, sono altamente
diseducative perché promuovono l'idea di donna come oggetto sessuale, e
mostrano corpi femminili perfetti, che producono nelle donne comuni
complessi d'inferiorità. In questi giorni, l'Istat ha notificato un'indagine sulla
condizione femminile nel nostro paese, rilevando un livello altissimo di
violenza contro le donne. I comportamenti di minaccia o persecutori di
ex partner riguarderebbero almeno 2.077.000 donne. Le vittime di
violenze fisiche o sessuali sono 6.743.000, mentre le donne che hanno
subito violenze psicologiche dal partner sono 7.134.000. Negli ultimi 12
mesi, oltre un milione e mezzo di donne sono state vittime di violenza
sessuale o fisica. Gli stupri spesso non sono denunciati, e molte donne
non parlano con nessuno delle violenze subite. Dall'indagine emerge che
ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo. Nel 2005 le donne
uccise dagli ex partner sono state 134, e 112 nel 2006.
Nel
2006, in
Italia, ci sono stati 74.000 stupri, il 6,6% dei quali ha riguardato
minorenni. Ogni anno 500.000 donne italiane denunciano casi di stupro,
di molestie o di tentata violenza. La cultura occidentale, dominata dal maschile, teme la donna a tal punto
da avvilire la sua personalità ponendo limiti al suo rappresentare se
stessa. Tale cultura ha creato numerosi stereotipi negativi sulla donna.
Ad esempio, c'è lo stereotipo della segretaria che siede sulla gambe
del "capo", ad intendere di essere sottomessa al suo prestigio
e potere; c'è la donna bella e poco intelligente che si comporta da
ochetta, e c'è la donna brutta e occhialuta che è intelligente. Come
se una donna bella non potesse essere un'intellettuale. C'è anche lo
stereotipo della "malafemmina", cioè la donna che imbriglia
l'uomo con la seduzione. Questi stereotipi puntano a condizionare la
personalità femminile o a porla in ambiti ristretti.
Nella cultura occidentale, il modello di successo femminile
non viene collegato a meriti o a talenti della donna, ma al matrimonio
che essa contrae. Il modello femminile tradizionale è quello della
donna che realizza se stessa con un buon matrimonio, cioè sposando un
uomo di buon livello socio-economico.
Negli ultimi anni, gli stereotipi e i modelli femminili offerti dai
media hanno acquisito caratteristiche ancora più negative, attraverso i
personaggi proposti dalla TV, come le veline e le vallette. Si tratta di
donne giovani che non fanno nulla, ma si limitano a mostrare parti del
loro corpo muovendosi in modo seduttivo. Molte ragazze vorrebbero
assumere quei ruoli, e per questo alcune di esse sono disposte anche ad
offrire "prestazioni sessuali", come i recenti scandali hanno
rivelato. Queste ragazze sono cresciute vedendo pubblicità seduttive e
TV spazzatura, e sono state condizionate a tal punto da non essere in
grado di assumere l'integrità della loro persona come valore
fondamentale.
La cultura occidentale illude la donna di essere libera
sessualmente, ma "mercificare" non significa liberare. Nelle
civiltà dominate dal maschile è l'uomo che vuole stabilire quale debba
essere la personalità e la sessualità femminile, attuando un controllo
che tende ad alterare ciò che il femminile originariamente è o può
essere. Negli ultimi decenni, i media occidentali puntano a fare in modo che la
donna abbassi il concetto che ha di se stessa, fino a ritenere di valere
soltanto per le sue qualità estetiche. Sempre più programmi televisivi
parlano di interventi chirurgici per modellare il corpo o per eliminare
le rughe. L'invasione massiccia di questi programmi e delle pubblicità
di prodotti per la bellezza o per il trucco, rischiano di farci perdere
di vista che prima ancora di essere donne o uomini, siamo persone, e
come tali abbiamo diritto al rispetto del nostro corpo e della nostra
dignità di esseri umani. Le risorse dell'uomo sono sia
"maschili" che "femminili", e risulta impossibile un
vero progresso culturale e umano se non si integrano tutti gli aspetti,
e se non si diventa capaci di rispettare ogni essere umano nel suo
valore di persona.
Antonella Randazzo ha scritto Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos
Edizioni, 2006);
La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era
dell'egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e "DITTATURE:
la storia occulta" (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007).
Se vuoi lasciare un commento agli articoli o ai libri di Antonella
Randazzo vai a http://antonellarandazzo.blogspot.com/
L'islam consacra il matrimonio delle bambine perché secondo gli hadith, Maometto si sposò quando Aicha aveva 6 anni e
consumò l'unione quando ne aveva 9
In Arabia Saudita, un uomo di 34 anni ha preso come terza sposa una
bambina di 10 anni. Il notaio che ha stabilito il contratto di
matrimonio, sheik Said bin Abdullah al-Djalil, secondo le sue
dichiarazioni, è ancora oggi costernato, nonostante i due anni passati
dai fatti.
Il notaio avrebbe provato più volte a convincere i
genitori della bambina ad interrompere la procedura. Ma, visto che la
bambina aveva dato il suo consenso, non poteva fare null' altro che
obbedire e stabilire il contratto.
In Arabia Saudita, gli
uomini possono, secondo la charia, avere fino a 4 donne e, attualmente,
non ci sono età minime legali per contrarre un matrimonio.
www.rtlinfo.be/info/monde/international/743553/il-prend-pour-3eme-epouse-une-fillette-de-10-ans
Una ragazzina di 13 anni sposata ad un uomo di oltre 50 anni
Un
Saudita di 50 anni ha sposato una ragazzina di 13 anni nel regno del
golfo nonostante l'opposizione del nonno della sposa. L'unione ha
causato la rabbia delle organizzazioni per la difesa dei diritti
dell'uomo del paese, ha dichiarato giovedì un giornale locale. Il
quotidiano in lingua araba “Al Watan„ descrive il matrimonio come “una
nuova tragedia„ nella provincia sud di Najran, vicino alla frontiera con
il Yemen. La ragazzina, allieva in un centro di memorizzazione del
corano, ha dichiarato al Maazoun (autorità religiosa islamica), che ha
accettato di sposare l'uomo che è in pensione, ha indicato il giornale. “Il
padre della giovane donna ha benedetto il matrimonio, benché l'età del
coniuge sia sopra i 50 anni. Il nonno si è opposto al matrimonio ed ha
detto che non vuole essere associato alla decisione di suo figlio„. Il
matrimonio ha tuttavia avuto luogo nonostante la moltiplicazione degli
appelli da parte delle autorità saudite e dei musulmani eruditi che
dicono di lottare contro i matrimoni di bambini in questo paese
musulmano conservatore. Il Parlamento dell'Arabia Saudita
(Parlamento designato) ha discusso del fenomeno la settimana scorsa ed
ha dichiarato che prevedeva di promulgare leggi per impedire tali
matrimoni (…)
www.emirates247.com/news/region/50-plus-retired-saudi-weds-13-year-old-2010-10-07-1.300840
http://scettico72.splinder.com/post/23420270/arabia-saudita-matrimoni-di-ragazzine-prepubere-con-uomini-vecchi
13 Gennaio 2012
Sappiamo che pubblicare la foto di una minorenne torturata e uccisa è un pugno
nello stomaco. Non vogliamo assolutamente fare sciacallaggio su questa
tragedia, né mancare di rispetto ai defunti. Ma questa storia deve
essere raccontata. Questa foto tremenda che costringe a guardare la
morte in faccia, la morte subita da un’anima innocente, deve fare
riflettere su quella che è la condizione della donna in certi paesi.
Si è infatti scoperto che Hena, in realtà, era stata violentata dal
cugino e che i medici bengalesi che avevano effettuato l’autopsia
avevano dichiarato il falso quando, nella loro relazione, avevano
scritto che sul corpo della ragazza non erano stati riscontrati segni di
violenza. Tutto questo con l’intenzione di chiudere la vicenda
insabbiando la verità e le responsabilità del tribunale locale che aveva
condannato a morte Hena ingiustamente in base alla Shari’a, cioè alla
legge islamica. C’è da dire che, purtroppo, il caso di Hena è
tutt’altro che isolato e raro in Bangladesh e che, anzi, situazioni del
genere sono all’ordine del giorno negli ambienti rurali e nelle fasce
più povere della società del paese islamico. Ora, in seguito a
questi nuovi sviluppi, le polemiche e l’indignazione della popolazione
nei confronti delle forze dell’ordine locali e dei giudici, hanno
portato alla riapertura del caso e ad un’ordine di riesumazione del
corpo. Per Hena, però, è ormai troppo tardi. http://attualita.tuttogratis.it/mondo/bangladesh-frustata-a-morte-a-14-anni-per-adulterio-ed-era-innocente/P67661/
Denunciati 13 nuovi casi da parte della “Women’s Rights Without Frontiers”. Aborti praticati fino a otto mesi e mezzo di gravidanza.
Donne rapite dalla polizia per subire la sterilizzazione. Mariti con la
testa fracassata; parenti puniti con multe e demolizioni delle case. Il
caso di Chen Guangcheng, l’attivista cieco, agli arresti domiciliari per
aver denunciato aborti forzati e sterilizzazioni nell’Henan.
AsiaNews - Washington - Una
donna ha subito un aborto forzato all’ottavo mese di gravidanza perché
suo figlio era stato concepito al di fuori delle quote stabilite dal
controllo statale; un’altra ha subito l’aborto forzato a otto mesi e
mezzo di gravidanza: era incinta di due gemelli; alcune madri sono state
costrette alla sterilizzazione; altre a subire l’inserimento di
strumenti di contraccezione intrauterina; per famiglie intere, colpevoli
di avere permesso un figlio in più, vi sono multe enormi, demolizione
delle loro case, detenzione torture.
È il quadro fosco dei
frutti della legge del figlio-unico, attuata in Cina in modo violento
fin dalla fine degli anni ’70. La leadership cinese la esalta come la
strada che – bloccando la vita a oltre 400 milioni di non nati - ha
permesso l’attuale sviluppo economico del Paese.
L’associazione “Women’s Rights Without Frontiers” ( http://www.womensrightswithoutfrontiers.org) ha pubblicato in questi giorni un nuovo rapporto in cui sono elencati
13 casi, nomi e foto di nuove violazioni alla dignità della donna. La
pubblicazione è avvenuta in contemporanea con l’intervento della
presidente Reggie Littlejohn davanti alla Commissione presidenziale per
gli affari esteri e per i diritti umani.
L’intervento della
Littlejohn vuole dare sostegno a una nuova legge che non permetterebbe
l’entrata negli Usa a cinesi che si sono macchiati di “abusi verso i
diritti umani”, compresi coloro che “hanno partecipato nell’imporre… la
politica coercitiva cinese per la limitazione delle nascite”.
Il
rapporto mostra che la legge sul figlio unico, oltre a produrre aborti
forzati, selezione ed eliminazione dei feti femminili, suicidi di molte
donne, porta anche ad altre violazioni dei diritti umani.
Traffico
umano e schiavitù sessuale. A causa dell’infanticidio di bambine, in
Cina si è creato uno squilibrio fra maschi e femmine tanto che almeno 37
milioni di cinesi non potrà trovare moglie . Questa carenza ha
creato un traffico di donne e bambine provenienti da Paesi vicini
(Myanmar, Vietnam, Laos, Mongolia, Russia, Nordcorea), ma anche da
luoghi più lontani come la Romani e lo Zimbabwe.
Infanticidio.
Citando fonti cinesi dello scorso anno, il rapporto elenca situazioni
in cui sono stati trovati feti di bambini trattati come “immondizia
medica” nel Guangdong e nell’est della Cina.
Sterilizzazioni
forzate. Sono raccolti casi in cui alcune donne sono state rapite,
svestite, bloccate nelle camere operatorie e sterilizzate. Nella città
di Puning (Guangdong) sono state arrestate 1300 persone per una campagna
di sterilizzazione.
“Implicazioni”. Il rapporto mostra la
pratica della “implicazione”, secondo cui si persegue non solo chiunque
va contro la legge del figlio unico, ma anche i suoi parenti . Così
genitori, nonni, fratelli e sorelle, zii e zie, cugini, nipoti possono
essere arrestati, multati e torturati, come è avvenuto nel 2008 a una
famiglia del Fujian.
Violenze contro i maschi. La pratica
dell’implicazione è forte anche verso I maschi. Il rapporto presenta un
caso avvenuto nell’Henan, in cui il padre di un secondo figlio ha avuto
la testa fracassata dalla polizia del family planning e ora è disabile
permanente. Un altro caso, nell’Henan, denuncia l’uccisione di un
uomo, “colpevole” di essere il fratello di una donna che voleva sfuggire
alla sterilizzazione.
Il rapporto dedica una parte anche al
caso di Chen Guangcheng, l’attivista cieco, che in passato ha denunciato
130 mila casi di aborti sterilizzazioni forzate nell’Henan. A causa di
questo egli è stato condannato a quattro anni e tre mesi di carcere.
Rilasciato nel settembre 2010, egli è di fatto costretto agli arresti
domiciliari.
Ogni suoi tentativo di contattare il mondo
esterno viene bloccato con pestaggi a lui e alla moglie, come pure ad
amici e giornalisti che cercano di avvicinarsi alla sua casa . All’inizio del mese, anche il fratello di Chen è stato arrestato. Alla bambina dell’attivista non è permesso andare a scuola.
www.laperfettaletizia.com/2011/09/cina-legge-del-figlio-unico-nuovi-casi.html
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